500 anni di autografi
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Lotto 193 Giovanni Bertacchi (Chiavenna 1869 - Milano 1942)
Articoli
Due lettere autografe firmate
Entrambe una pagina in-4
Firma/data: Chiavenna 8.10.1931
Milano 26.I.1932
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Due lettere autografe firmate del poeta e critico letterario autore del 'Canzoniere delle Alpi' (1895) docente all'università di Padova dal 1916 al 1938. Nella prima missiva, datata 'Chiavenna 8.10.1931', Bertacchi fornisce indicazioni all'editore su come approntare il suo nuovo articolo: "Mi pregio inviare le bozze del mio articoletto, al cui proposito faccio notare quanto segue: 1. Credo che i portali riprodotti superino il numero di quelli dei quali è fatto cenno nel testo. Ciò è bene, anche perché 2. ciascuna fotografia riprodurrà in calce la relativa dicitura latina e la data, che riusciranno così facilmente interpretabili all'occhio...". Una pagina in-4. Nella seconda missiva, datata 'Milano 26.I.1932', Bertacchi scrive: "Le mando l'articolo 'Pastorizie'..." e si firma "Giovanni Bertacchi in arcadia Archita Miceneo", forse in riferimento ad una loggia alla quale può darsi sia appartenuto. Una pagina in-4. -
Lotto 194 Enzo Biagi (Lizzano in Belvedere 1920 - Milano 2007)
Corriere della Sera, Giorgio Pillon
Lettera dattiloscritta firmata
Una pagina in-4
Firma/data: Milano, 8 aprile 1965
Stato di conservazione: buono (piegature ai margini)
Numero componenti del lotto: 1
Lettera datiloscritta firmata, 'Milano, 8 aprile 1965' del giornalista emiliano Enzo Biagi. L'idea di diventare giornalista gli nacque dopo aver letto 'Martin Eden' di Jack London.
Il 1º ottobre 1961 divenne direttore del Telegiornale. Realizzò una memorabile intervista a Salvatore Gallo, l'ergastolano ingiustamente rinchiuso a Ventotene, la cui vicenda porterà in seguito il Parlamento ad approvare la revisione dei processi anche dopo la sentenza di cassazione. Nel 1963 divenne inviato e collaboratore dei quotidiani Corriere della Sera e La Stampa. Nel 1981, dopo lo scandalo della P2 di Licio Gelli, lasciò il Corriere della Sera, dichiarando di non essere disposto a lavorare in un giornale controllato dalla massoneria, come sembrava emergere dalle inchieste della magistratura. Come lui stesso ha rivelato, Gelli, il leader della P2, aveva chiesto all'allora direttore del quotidiano, Franco Di Bella di cacciare Biagi o di mandarlo in Argentina. Nei primi anni 2000 continuò a criticare aspramente il governo Berlusconi, dalle colonne del Corriere della Sera. La missiva è diretta al collega Giorgio Pillon che aveva proposto una dispensa per il Corriere della Sera di cui Biagi era redattore: "La ringrazio del gentile ricordo e della cortese proposta, devo farle però presente che in questo momento la situazione delle dispense è tutt’altro che favorevole. Se ci sarà in futuro la possibilità di realizzare qualcosa del genere, stia certo che mi avvarrò della sua collaborazione. Molti amichevoli saluti". Una pagina in-4, su carta intestata "Enzo Biagi - Milano - Via Vigoni, 10". -
Lotto 195 Giuseppe Biamonti (San Biagio della Cima 1762 - Milano 1824)
Orlando Furioso
Noterelle autografe
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: Torino 8 Aprile 1818
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Noterelle autografe e, inedite, all'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto del poeta, tragediografo ed erudito, professore di eloquenza all'università di Bologna e di Torino, Giuseppe Biamonti. 9 colonne in totale. Ogni colonna è suddivisa in due colonne di testo. Riportiamo un passo a titolo di esempio: "Ma il lamento d'Orlando nelle stanze 126, 127, 128 è tale ch'è impossibile ad imitarlo e tale che chi non sentirà intenerirsi non avrà cuore, chi non piangerà sarà senz'occhi...". Presente inoltre una bella lettera autografa firmata, una pagina in-8, datata 'Torino 8 Aprile 1818' di ringraziamento per l'invio del volume sulla casa di Orazio che trova “piena di bellissime cose, non senza un certo dispiacere che un francese descriva a noi così bene la parte più famosa dell’antica nostra Italia, e che anche in questo caso noi non abbiamo un’opera simile, e per nostra maggior vergogna è stampata a Roma in lingua francese (...)”. Di sapiente barocchismo la chiusa: “Tutte le altre cose che avrei a dirle su quest’opera (...) finché ambedue avessimo votato il sacco, il che non potrebbe avvenir mai finché durassero ambedue i nostri sacchi che sempre si riempiono, e il mio si empirebbe sempre, se il suo fosse vicino stabilmente al mio...”. Il riferimento è a: Bertrand Capmartin de Chaupy "Découverte de la maison de campagne d'Horace" pubblicato a Roma nel 1769. -
Lotto 196 Stanislao Bianciardi (Montegiovi 1811 - Firenze 1868)
All'editore Barbèra
Due lettere autografe firmate
Quattro pagine
Firma/data: 20 luglio 1864
24 giugno 1864
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Due lettere autografe firmate, datate '20 luglio 1864' e '24 giugno 1864', del letterato, pedagogista e docente, intimo di Niccolò Tommaseo, Pietro Thouar ed Enrico Mayer, fondatore nel 1864 del periodico 'L'esaminatore', entrambe dirette all'editore Barbèra di Firenze, su questioni editoriali: "Mi mancano i fogli 9, 10, 11, 12, 13 mentre ho gli antecedenti, e i susseguenti a quelli. La modificazione proposta della lettera mi è piaciuta, e per se stessa, e perché prova lungo e coscienzioso amore dell'autrice per l'opera sua...". Quattro pagine in vario formato. -
Lotto 197 Giorgio Bocca (Cuneo 1920 - Milano 2011)
Giovanni Pieraccini
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: Milano, 14-9-1965
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata datata 'Milano, 14-9-1965' dello scrittore e giornalista Giorgio Bocca. Giorgio Bocca incominciò a scrivere fin da adolescente, nella seconda metà degli anni trenta, su periodici a diffusione locale. Negli anni sessanta al 'Giorno' di Milano si affermò come inviato speciale, sia all'estero, sia con inchieste sulla vita italiana. Nel 1975 sostenne che l'esistenza delle Brigate Rosse fosse in realtà una favola raccontata agli italiani dagli inquirenti e dai servizi segreti, anche se qualche anno più tardi rivide pubblicamente le sue posizioni. Nel 1976 fu, insieme con Eugenio Scalfari, tra i fondatori del quotidiano 'la Repubblica', con cui da allora collaborò ininterrottamente. Tenne ininterrottamente sul settimanale L'Espresso la rubrica 'L'antitaliano' che sospese solo un mese prima di morire a seguito del peggioramento della malattia che lo affliggeva. Si interessò anche di aspetti relativi al divario geografico dell'economia e del sociale in Italia, affrontando la questione meridionale e l'avvento del fenomeno leghista all'inizio degli anni novanta.
La missiva diretta al giornalista Giovanni Pieraccini: "Grazie per l’invito a entrare nel suo Pantheon. Non so se come scrittore o come giornalista. Ma forse è una distinzione superata...". Una pagina in-8, inchiostro blu. Acclusa busta con indirizzo autografo. -
Lotto 198 Luigi Filippo Bolaffio (Venezia 1846 - Milano 1901)
Il Caffè' - Guasco - polemiche letterarie
Due lettere autografe firmate
Una pagina in-8
Quattro pagine in-8, su bifolio
Firma/data: Milano 18 aprile 1884
Milano li 8 ottobre 1885
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Scrittore e giornalista, fondò numerose riviste, tra le quali si ricordano 'La Favilla', 'Rinnovamento', 'Il Caffè' e 'Gazzetta nazionale', oltre alla casa editrice Verri di Milano. Due lettere autografe firmate. Nella prima, datata 'Milano 18 aprile 1884', propone al corrispondente di collaborare ad una nuova rivista culturale che a breve inizierà le pubblicazioni: "Ne sono cooperativi per la parte materiale uomini superiori ad ogni eccezione. Volete essere il sovrano assoluto della parte musicale?...". Una pagina in-8, carta intestata. Nella seconda, datata 'Milano li 8 ottobre 1885', risponde alle lamentele di uno scrittore per una critica apparsa sulla rivista 'Il Caffè': "Ma io vi dico che per un critico severissimo com'è Guasco e come i lettori del Caffè sono avvezzi a trovarlo, mi pareva che questa non fosse critica severa. Se vedeste tutto ciò che ho tagliato, non mi avreste così atrocemente punito dicendomi che ho tagliato il bene ed ho lasciato il male...". Quattro pagine in-8, su bifolio, carta intestata. -
Lotto 199 Vittore Branca (Savona 1913 - Venezia 2004)
Cultura popolare veneta - "vita mutatur non tollitur"
Due lettere autografe firmate
Entrambe, due pagine in-8
Firma/data: 28.I.1967
24.XI.1993
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Due lettere autografe firmate dal filologo, critico letterario e italianista Vittore Branca. E' noto per essere stato uno dei maggiori specialisti di Giovanni Boccaccio, delle cui opere studiò la tradizione manoscritta, identificando anche l'autografo del Decameron nel celebre codice Hamilton 90, della Staatsbibliothek di Berlino. Nel 1937 è a Firenze per collaborare con l'Accademia della Crusca all'edizione nazionale delle opere di Boccaccio. Del 1998 invece è la scoperta di un idiografo, sempre del Decameron, però concepito a metà degli anni cinquanta del 1300 e materialmente redatto verso il 1360. Nella prima lettera, datata '28.I.1967' consola un amico colpito da un lutto: "La notizia del lutto che così gravemente ti ha colpito nel più sacro degli affetti mi ha fatto venire vicino a te con tutta la mia più intensa amicizia! Sono dolori che provano la nostra umanità tanto più gravemente quanto più avanziamo nella vita. E soltanto la fede nel 'vita mutatur non tollitur' può darci forza e consolazione...". Due pagine in-8, carta intestata. La seconda, datata '24.XI.1993', verte su questioni editoriali: "Escirà finalmente fra poco la ristampa anastatica del volume Bertanza-Della Santa, Maestri, Scuole ecc. nella collana 'Cultura Popolare Veneta' della Regione, con un volumetto introduttivo...". Due pagine in-8, carta intestata "Fondazione Giorgio Cini". Nel 1953 Branca entra nel comitato direttivo della Fondazione Giorgio Cini, di Venezia, dal 1972 al 1995 ne è vice presidente per poi diventarne presidente dal 1995 al 1996. -
Lotto 200 Paolo Buzzi (Milano 1874 - ivi 1956)
A Severina Javelli
Lettera autografa firmata
Quattro pagine in-8, su bifolio
Firma/data: I.V.1920
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata 'I.V.1920', di Paolo Buzzi, poeta e scrittore futurista fondatore del giornale 'Testa di ferro' (1920), diretta alla cantante lirica Severina Javelli: "Le mando la dedica. Debbo avvertirla, con rammarico, causa l'incalzante questione del patto colonico, dovrò assentarmi la settimana ventura per portare spiegazioni in Provincia. Impossibile quindi venire all'Istituto Editoriale. Oggi telefono al M. Torvi...". Quattro pagine in-8, su bifolio, carta intestata. Buzzi firmò tra i primi il Manifesto del movimento futurista, che uscì a Parigi nel 1909, sottoscrisse il ripudio di Venezia passatista nel marinettiano Uccidiamo il chiaro di luna. 'Aeroplani' sarà la sua prima opera di versi di stampo futurista e verrà pubblicata a Milano da Edizioni di "Poesia" nel 1909. Nel 1912, nell'antologia 'I poeti futuristi', il poeta pubblicò molte sue poesie oltre ad un saggio sul verso libero. Seguirà, nel 1915, il romanzo 'L'ellisse e la spirale. Film + parole in libertà', dai contenuti fantascientifici e dalle tecniche sperimentali (l'ultima sezione del testo è costituita da tavole parolibere, per la prima volta usate all'interno di un romanzo). Negli anni successivi Buzzi compose 'Conflagrazione' (Epopea parolibera, 1915-1918), un vero e proprio diario della prima guerra mondiale in parole in libertà, con un uso frequente di collages. -
Lotto 201 Carlo Arrivabene Valenti Gonzaga (Mantova 1820 - ivi 1874)
Morte Ippolito Nievo
Lettera autografa firmata
Due pagine. in-8, su bifolio
Firma/data: Napoli 12 Aprile 1861
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata Napoli 12 Aprile 1861 del patriota, uomo politico e giornalista, professore di lingua e letteratura italiana all'università di Londra (1854-55) e collaboratore di diversi giornali britannici, diretta ad un "Egregio Signor Avvocato", nella quale esprime il proprio dolore per la morte del rinomato scrittore e patriota garibaldino Ippolito Nievo. "Saprà già che il povero Nievo annegò nelle acque di Ischia. Il suo cadavere fu rinvenuto da alcuni pescatori pochi giorni sono. Che disgrazia. Nino era uno dei più egregi giovani che avesse l'Italia...". Due pagine in-8, su bifolio. -
Lotto 202 Giuseppe Aurelio Costanzo (Melilli 1843 - Roma 1913)
Arnaldo De Mohr, questioni editoriali
Carteggio costituito da cinque lettere autografe firmate
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 5
Carteggio costituito da cinque lettere autografe e firmate dal letterato e poeta italiano Giuseppe Aurelio Costanzo. Nel 1869 fu chiamato dal Ministero della Pubblica Istruzione all'insegnamento delle lettere italiane al Liceo di Cosenza. Partecipò insieme ad altri, ad un volume commemorativo sullo Zola, pochi mesi dopo la morte ('Per Emile Zola', numero unico a cura di Salvatore Rago, Avellino, Tip, Pergola, 7 dicembre 1902). Costanzo fu anche Segretario particolare dei ministri Correnti (1872) e Perez (1879); fu iniziato in Massoneria nella loggia romana Propaganda massonica del Grande Oriente d'Italia nel 1889. Le missive datate tra il 1907 e il 1902 vertono su questioni editoriali, riportiamo un passo: "Mi affretto a rendee a Lei e all.. Sig. Arnaldo De Mohr... le più vive grazie, per aver accolto benevolmente la mia preghiera..." "...la carta.. il formato siano degni della nuova casa editrice De Mohr..". -
Lotto 203 Francesco Cusani (Milano 1802 - Carate Brianza 1879)
Guerra di Sicilia tra Carlo d'Angiò e Pietro d'Aragona
Ordine Agostiniano
Due carte di lavoro autografe
Quattro pagine
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Due carte di lavoro autografe dello storico, noto traduttore di Walter Scott, Francesco Cusani, contenenti note esplicative ad alcuni documenti pubblicati sull’opera “La Sicilia cenni geografico-storici per l’intelligenza della guerra attuale” del 1860. La prima è una "Nota al documento N° XXX Vol I", circa la guerra di Sicilia tra Carlo d'Angiò e Pietro d'Aragona. La seconda, recante il titolo di "Nota al N° XXXIV Vol. I", è relativa alla storia dell'ordine agostiniano. Per un totale di quattro pagine in vario formato (senza indicazione di data, 1860 ca.), dense di cassature e rifacimenti. -
Lotto 204 Pier Angelo Fiorentino (Napoli 1811 - Parigi 1864)
Appuntamento
Lettera autografa firmata
Due pagine in-16
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, senza datazione, di Pier Angelo Fiorentino. Drammaturgo, giornalista, poeta, scrittore e traduttore. Per la sua attività letteraria riscosse particolare successo in Francia, dove collaborò come critico musicale e teatrale e si rese interprete della miglior traduzione in francese della 'Divina Commedia' di Dante Alighieri. Collaboratore di Alexandre Dumas, secondo una diffusa tradizione sarebbe stato il vero autore di alcune opere firmate dallo scrittore francese, fra le quali 'Il conte di Montecristo'. Nella missiva Fiorentino prende accordi per un incontro. "Le mardi, vous me trouverez toute la journée...".Due pagine in-16. -
Lotto 205 Ugo Fleres (Messina 1857 - Roma 1939)
"Non pensare all'ippopotamo"
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8, su bifolio
Firma/data: Roma 17.10.1922
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata 'Roma 17.10.1922' del poeta, pittore, giornalista e critico letterario, direttore della Galleria d'arte moderna di Roma, Ugo Fleres. Nel 1880 entrò nella redazione del giornale 'Capitan Fracassa'. Tra il 1881 e il 1883, con una serie di tavole, illustrò le puntate de 'Le avventure di Pinocchio' di Carlo Collodi sul 'Giornale per i bambini'. Nel 1908 fu chiamato a dirigere la Galleria d'arte moderna di Roma. Nella missiva: "Vuol rimandarmi quel manoscrittuccio che le spedii tre mesi or sono, intitolato 'Non pensare all'ippopotamo?...". Due pagine in-8, su bifolio, carta intestata. -
Lotto 206 Antonio Fogazzaro (Vicenza 1842 - ivi 1911)
Piccolo mondo antico
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8, su bifolio
Firma/data: Vicenza 16 novembre 1893
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Bella lettera autografa firmata da Antonio Fogazzaro nella quale è ellitticamente citato il suo capolavoro 'Piccolo mondo antico', datata 'Vicenza 16 novembre 1893'. La missiva è diretta allo scrittore e uomo politico Antonio Fradeletto, promotore e segretario generale della Biennale d'arte di Venezia. Nella missiva Fogazzaro informa Fradeletto di non poter preparare una "lettura" poiché impegnatissimo nella stesura del suo nuovo romanzo, che intende terminare "dentro il 1894": "Se tu sapessi a che punto sono e quanto tempo ho impiegato ad arrivare fin là capiresti in quali cattive acque mi trovo... mi impegnerò per il 1895". Due pagine in-8, su bifolio. Si riferisce, con tutta evidenza, al suo capolavoro 'Piccolo mondo antico', romanzo pubblicato per i tipi della Casa editrice Galli (Milano, 1895), testo al quale Fogazzaro stava lavorando fin dal 1889. -
Lotto 207 Francesco Galvani (Modena 1806 - 1873)
Eugène Sue e l'Italia
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: Firenze 31 Xbre 1852
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata datata 'Firenze 31 Xbre 1852' del Conte, letterato e storiografo, Francesco Galvani, diretta agli editori milanesi Borroni e Scotti, nella quale propone di pubblicare alcune opere del rinomato romanziere Eugène Sue che sta traducendo dal francese: "Avendo ultimata la traduz. del Colon. di Surville di Sue a cui potrei far precedere una lettera dell'A. a me diretta, e cominciata la versione di Gilberto e Gilberta dello stesso A. che dal 23 corr. vede la luce nello Siècel, io ve ne propongo l'acquisto a quel prezzo che vi piacerà, ed a quelle condiz. che stabilirete, chiamandomene fin d'ora contento. Le molte Op. da me pubblicate ponno farvi fede della mia diligenza: volendo maggiori notizie sul conto mio, rivolgetevi a I. Cantù, G. Barbieri, Resnati, e tant'altri amicissimi miei e che onorano non Milano soltanto ma l'Italia intera...". Non sono state identificate traduzioni di Galvani delle opere di Sue. Una pagina in-8. -
Lotto 208 Antonio Fogazzaro (Vicenza 1842 - ivi 1911)
Antonio Fradeletto - Piero Giacosa - Hotel della Minerva - 'Piccolo Mondo Moderno'
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: 12.12.1900
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata '12.12.1900', un mese dopo la conclusione del manoscritto del romanzo 'Piccolo mondo moderno'. La missiva è indirizzata ad Antonio Fradeletto, segretario generale della Biennale d'arte di Venezia: "Non ricevetti finora né il quadro né un invito qualsiasi a farlo ritirare. Vuoi dirmene qualche cosa?...". Fogazzaro invita Fradeletto all'Hotel della Minerva (in Piazza della Minerva, a Roma) a pranzo sperando "di avere anche Piero Giacosa" Una pagina in-8 obl., su carta intestata 'Senato del Regno'. -
Lotto 209 Domenico Gnoli (Roma 1838 - ivi 1915)
Vino di Castelli - Testaccio
Lettera autografa firmata
Una pagina in-16
Firma/data: 1878
Stato di conservazione: buono (lieve macchia di umidità)
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata al '1878', dell'illustre poeta, storico dell'arte e bibliotecario, prefetto della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Domenico Gnoli, diretta ad un collega: "Il prof. B. Fontana dovrà trovarsi Giov. 1° Ag. alle ore 5 1/2 pom., al Caffè d'angolo sulla piazza del Gesù, per procedere poi all'Esame Orale di un vino delli Castelli sotto Monte Testaccio...".Una pagina in-16. -
Lotto 210 Clarice Gouzy Tartufari (Roma 1868 - Bagnore 1933)
Marchesa Teresa Venuti
Lettera autografa firmata
Quattro pagine in-16
Firma/data: Roma 24 9bre (18)95
Stato di conservazione: buono (lievissime macchie di umidità; fori di archiviazione ledono parte del testo)
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata 'Roma 24 9bre (18)95' della rinomata scrittrice e poetessa autrice di 'Roveto Ardente' (1901), Clarice Gouzy Tartufari. Nella missiva, elogiando la Marchesa Teresa Venuti per la traduzione dell'opera di Boezio 'De consolatione philosophiae' (in italiano, La consolazione della filosofia), prega il corrispondente di pubblicarne una nuova edizione: "L'opera , pubblicata in un'edizione fuori commercio di soli 50 esemplari ha riscosso le lodi austere dei più insigni latinisti, compreso il Sen: Vallauri e della critica oculata, tanto che il ministro dell'I.P. ne proporrà lo studio nelle scuole secondarie del regno. La traduttrice vorrebbe, servendosi della sua casa, tradurre dunque a proprie spese una edizione di 400 esemplari...". Quattro pagine in-16. -
Lotto 211 Bernardo Grimani (Venezia 1580 ca. - ivi 1644)
Sonetto 'Il tempo' - varianti rispetto a edizione pubblicata nel 1645
Raro manoscritto autografo
Una pagina in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Abate e poeta veneziano. Si tratta di una stesura autografa del Sonetto 'Il tempo' con numerose varianti rispetto all'edizione a stampa pubblicata con il titolo 'Sonetti dell'Abbate Bernardo Grimani' da Cristoforo Tomasini a Venezia nel 1645. Incipit: "De l'alta Falce il Reggitore possente...". Una pagina in-8, su pagina numerata. -
Lotto 212 Antonio Gussalli (Soncino 1806 - Milano 1884)
L'educazione dei giovani
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8, su bifolio
Firma/data: 2 dic. Milano (s.a.)
Stato di conservazione: buono (piegature)
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata '2 dic. Milano' (s.a.) del letterato discepolo di Pietro Giordani (di cui curò l'edizione delle opere), elogiato dal Carducci (che gli dedicò il sonetto Ad Antonio Gussalli negli 'Juvenilia'), nella quale si complimenta con il corrispondente per l'ottima educazione dei figli. "Faccio voti che molti in Italia imitino il Sig. Vincenzo La Rosa...". Una pagina in-8, su bifolio. -
Lotto 213 Piero Jahier (Genova 1884 - Firenze 1966)
Passo della Sentinella, Alpini, I Guerra Mondiale
Lettera autografa firmata cartolina postale viaggiata
Una pagina
Firma/data: 20.10.1931
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, su cartolina postale viaggiata illustrata, datata '20.10.1931' del poeta, narratore e traduttore, assiduo collaboratore della rivista 'La Voce', autore di “Ragazzo” (1919) Piero Jahier. Nel 1909 conobbe Giuseppe Prezzolini, iniziò a collaborare alla rivista 'La Voce' della quale divenne responsabile dal 1911 al 1913. Nel 1916 si arruolò come volontario negli Alpini con il grado di sottotenente. Mentre era al fronte divenne ufficiale addetto al 'Servizio P' e curò la pubblicazione del giornale di trincea 'L'Astico'. Nel 1919 uscì a cura di Barba Piero (in genovese "zio Piero"), pseudonimo già da lui usato, la raccolta 'Canti di soldati'che si ispirava al periodo vissuto in trincea. La missiva è diretta a Giovanni Lorenzoni docente di economia politica e celebre alpinista, al quale chiede di inviargli: "un resoconto più o meno ufficiale dell’impresa militare al Passo della Sentinella". "Mi sono impegnato a scrivere una storia degli Alpini e desidero ricordarla...". -
Lotto 214 Carlo Linati (Como 1878 - Rebbio di Como 1949)
Fiera Letteraria
Lettera autografa firmata
Due pagine in-4
Firma/data: Milano 8 Xbre (s.a.)
Stato di conservazione: buono (lacune al margine destro non ledono il testo)
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata 'Milano 8 Xbre' (s.a.) dello scrittore e traduttore Carlo Linati, amico di James Joyce (con il quale ebbe un costante scambio epistolare) autore di testi incentrati sulla Lombardia, tra i quali ricordiamo 'Sulle orme di Renzo' (1919) e 'Passeggiate lariane' (1939) diretta al maestro Adriano Lualdi, circa il ritiro di un volume di quest'ultimo dal premio della Fiera Letteraria. "E' spiaciuto a me e agli amici miei ch'Ella abbia voluto ritirare il suo libro in seguito ad un apprezzamento da Lei fatto su di un articolo della Fiera, apprezzamento forse non del tutto rispondente a verità...". Due pagine in-4. -
Lotto 215 Ettore Lo Gatto (Napoli 1890 - Roma 1983)
A Vittorio Gui, rivista 'Russia'
Lettera dattiloscritta firmata
Una pagina in-8
Firma/data: 6 giugno 1927
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera dattiloscritta firmata, datata '6 giugno 1927' del critico letterario e accademico dei Lincei Ettore Lo Gatto al compositore e direttore d'orchestra Vittorio Gui. Nel 1919 Lo Gatto iniziò la sua collaborazione con Zoja Matveevna Voronkova, già sua insegnante di russo, che divenne in seguito sua moglie e collaboratrice. Nel 1921 rientrò in Italia, assumendo la segreteria dell'Istituto per l'Europa Orientale di Roma, costituita quello stesso anno su iniziativa del senatore Francesco Ruffini e Giovanni Gentile. Nella sua intensa ricerca delle culture slave dell'est europeo fu tra i fondatori della rivista 'Russia', poco fortunata ma di importanza per le materie trattate. Ettore Lo Gatto dedicò la sua vita a migliorare i rapporti civili e culturali dell'Italia con la Russia e l'Europa orientale. La missiva è diretta al compositore e direttore d'orchestra Vittorio Gui, con il quale si scusa per: "le irregolarità nell'invio" della rivista 'Russia', diretta da Ettore Lo Gatto, che "è dovuta alla Casa editrice a cui io mi sono affidato". "Desidero però riparare personalmente e Le faccio spedire i numeri di 'Russia' che la mancano...". Una pagina in-8, su carta intestata 'Russia'. -
Lotto 216 Angelo Felice Maccheroni (Piedelpoggio 1803 - 1888)
Poesia popolare laziale
Manoscritto
Fascicolo di 12 cc. vergate recto/verso su p. in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Angelo Felice Maccheroni pastore originario di Piedelpoggio (Rieti), un poeta laziale un tempo famoso, viene tuttora ricordato per la sua operetta in ottave 'La Pastoral Siringa', in VII canti (Firenze, 1848, poi Roma, 1905, 1923, 1964, 1982). Componimento poetico: 'L'Incendio della capanna in Torrenova nel 1853'. Poemetto di Angelo Maccheroni. Fascicolo di 12 cc. vergate recto/verso su p. in-8 a righe. Incipit: "L'anno cinquantatre dalle dirotte/continue piogge le campagne tutte/ in lagune, e paludi eran ridotte...". -
Lotto 217 Edgardo Maddalena (Zara 1867 - Firenze 1929)
Goldoni et alia
Carteggio costituito da otto lettere autografe firmate
Trentadue pagine in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 9
Carteggio costituito da otto lettere autografe firmate di Edgardo Maddalena, letterato e patriota dalmata, docente di letteratura tedesca presso l'Istituto di magistero di Firenze (1915), noto studioso di Carlo Goldoni. Risalenti all'arco cronologico 1907-1921, le lettere sono dirette a Vittorio Scotti e Giorgio Barini - quest'ultimo, illustre musicologo, su questioni letterarie. Riportiamo per esempio un passo: "Grazie infinitamente delle linee sempre affettuose, e la copia della preziosa lettera Goldoniana che mi favorisce tanto generosamente. Scovare oggi lettere del Nostro è fortuna grandissima. Sono più rare che mai, e mi rallegro sinceramente con lei della buona ventura...". Per un totale di trentadue pagine in-8, sono accluse alcune buste. E' unito scritto autografo firmato su Carlo Goldoni e la lingua veneta (una pagina in-8). -
Lotto 218 Camille Mallarmé (Colmar 1886 - 1960)
Romain Rolland
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8
Firma/data: Paris mardi 11 Novembre 1913
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata datata 'Paris mardi 11 Novembre 1913' della scrittrice e traduttrice francese moglie di Paolo Orano, autrice di romanzi e di importanti opere di traduzione (Pirandello). La missiva verte su questioni letterarie: "Cher ami, je dois rencontrer Romain Rolland pour la première fois ces temps (…) et je me sent un peu genée à l’idée de n’avoir plus entre les mains les livres qui il m’a si gentilment offerts. Puis-je sans indiscretion vous les réclamer, ainsi que ses lettres? Par la mȇme occasion je serais heureuse de recevoir quelques nouvelles du fratello Maggiore…". Due pagine in-8, carta intestata ‘67 Boulevard S.t Germain’. Romain Rolland fu scrittore e drammaturgo francese, premio Nobel per la Letteratura nel 1915. -
Lotto 219 Filippo Tommaso Marinetti (Alessandria d'Egitto 1876 - Bellagio 1944)
Lettera d'amore a Severina Javelli
Lettera autografa firmata
Otto pagine in-8, su 2 bifolii
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Bella e lunga lettera autografa firmata (8 pagine), senza indicazione di data, del fondatore del Futurismo, Filippo Tommaso Marinetti, diretta a Severina Javelli, con la quale aveva intrecciato una relazione sentimentale. Marinetti scrisse molte lettere alla Javelli nel biennio 1901-1902; ventisei anni lui, trentasei anni lei, i due si incontrarono più volte soprattutto a Genova, dove la cantante tenne alcuni concerti. Riportiamo alcuni passi: "Tu me dit que le temps des répétitions va commencer. Qu'importe? je viendrai quand même, ne fût-ce que pour te voir un instant et te donner un baiser, (divines lèvres de mon rêve!), e te dire une fois de plus que je n'aime rien au monde, rien, rien, si ce n'est ma Severina! (...). "Je ne sais plus que t'aimer. Je t'embrasse bien follement de tout l'élan desesperé d'un plongeur-suicide dans le gouffre...". Otto pagine in-8, su 2 bifolii. -
Lotto 220 Arnoldo Mondadori (Poggio Rusco 1889 - Milano 1971)
D'Annunzio - Enzo Palmieri
Lettera dattiloscritta
Una pagina in-8
Firma/data: Milano 20 aprile 1946
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera dattiloscritta, 'Milano 20 aprile 1946' del fondatore dell’omonima casa editrice, Arnoldo Mondadori, diretta allo storico della letteratura Enzo Palmieri, autore anche di una celebre 'Storia e Antologia della Letteratura Italiana'. Dal documento: "Sarò dunque ben lieto di vederla a Milano per qualche mese, nella gradita visita che mi preannuncia. Ed attendo il suo commento del libro IV delle Laudi, dono che ha tutto il suo valore - tanto! - per il suo significato e cioè quello di segno nobile e sicuro di un affetto profondamente sentito, come profondamente ricambiato…". Una pagina in-8, carta intestata 'Arnoldo Mondadori Editore'.
'Le Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi' sono una serie di cinque libri di Gabriele D'Annunzio, che costituiscono un'opera poetica fra le più note dell'autore, in cui viene sviluppato il concetto di superomismo. Palmieri ne pubblicò l'edizione commentata. La nostra lettera consente di datare con precisione la consegna, 20 aprile 1946, del libro quarto, 'Merope', che raccoglie i canti celebrativi della conquista della Libia e della guerra italo-turca nel Dodecaneso, composti ad Arcachon, e pubblicati dapprima sul 'Corriere della Sera' e poi in volume nel 1912. Si tratta di una nuova divagazione sul tema patriottico e nazionalista e sul mito di Roma. Nota è "La canzone dei Dardanelli", inizialmente censurata per alcuni versi ritenuti offensivi verso l'imperatore Francesco Giuseppe d'Austria. -
Lotto 221 Vincenzo Monti (Alfonsine 1754 - Milano 1828)
Teresa Pichler
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: Milano 16 aprile 1816
Stato di conservazione: buono (lievi macchie di umidità; lacuna al margine sinistro non lede il testo; piccoli fori)
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata 'Milano 16 aprile 1816' dell'insigne poeta, scrittore e drammaturgo, massimo esponente del neoclassicismo italiano, autore della celebre traduzione in endecasillabi sciolti dell'Iliade (1810), diretta ad un "Carissimo Nipote ed Amico". Nella prima parte della missiva lo prega di procurargli alcuni semi di un arbusto che intende piantare: "Fuori della porta di Lugo che va a Faenza, a man destra lungo la strada i campi adiacenti sono difesi da una siepe di certa fatta di spini particolari che formano un riparo forte ed impenetrabile. Non so né mi ricordo come si chiamino, ma forse alla descrizione m'intenderete. Il fusto è diritto, le branche laterali pure diritte, lo spino lungo, e acutissimo, e nerissimo tutto l'arbusto. L'involucro del seme è tondo e schiacciato...". In seguito esprime preoccupazione per le condizioni di salute della moglie (l'attrice teatrale Teresa Pichler, 1769-1834): "da tre mesi è maltrattata da un'ostinata tosse convulsiva, che comincia a mettermi in apprensione. Vorrei portarla in campagna nella Brianza, ma la stagione è tuttora sì perfida che non se ne può sperare alcun beneficio...". Chiude informando il nipote relativamente alla nascita della 'Biblioteca Italiana'. "Sotto gli auspicii superiori qui si stampa un Giornale letterario intitolato Biblioteca Italiana, nel quale il Governo ha voluto ch'io metta il mio nome. In ogni fascicolo v'è qualche articolo d'Agricoltura. Se vi piace d'associarvi, scrivetemelo...". Una pagina in-8. Il giornale letterario 'Biblioteca Italiana' fu fondato in quello stesso anno a Milano su iniziativa del generale e uomo politico austriaco Heinrich Johann Bellegarde (1756-1845). Monti vi collaborò in qualità di 'nominale coadiutore'. L'importante pubblicazione, diretta dall'archeologo, naturalista e musicista Giuseppe Acerbi (1773-1846), finanziata dal governo austriaco del Regno Lombardo-Veneto, fu edita dal 1816 al 1859, ed ebbe tra i suoi collaboratori alcuni fra i più illustri intellettuali del tempo, tra i quali, oltre al Monti, Pietro Giordani, Antonio Cesari e Silvio Pellico. -
Lotto 222 Adone Nosari (Tabellano di Suzzara 1875 - Mendoza 1957)
Prossime pubblicazioni
Lettera autografa firmata
Otto pagine in-8
Firma/data: Roma 21 febbraio 1928
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata 'Roma 21 febbraio 1928' dello scrittore e giornalista, collaboratore de 'La Tribuna', 'L'Idea Nazionale' ed 'Il Giornale d'Italia', inviato speciale che seguì la prima trasvolata atlantica di Italo Balbo, circa alcune opere che intende pubblicare: "Ho tre drammi inediti. "Madonnina di fuoco", in tre atti. E' l'esame del modo di comportarsi della coppia criminale. La trama è derivata, mutatis mutandis, dalla mia novella "Incubo Rosso', nel volume di novelle 'Rappresentazioni', edito da Romagna di Roma il 1911...". otto pagine in-8, su carta intestata 'Il Giornale d'Italia'. -
Lotto 223 Ugo Ojetti (Roma 1871 - Fiesole 1946)
"Regola per vivere in pace" - contro gli egocentrici
Scritto autografo firmato
Una pagina in-8
Firma/data: 26 ag. 1914
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Scritto autografo firmato, datato '26 ag. 1914' dell'illustre scrittore, critico d'arte e giornalista, fondatore delle storiche riviste 'Dedalo' (1920) e 'Pegaso' (1929), accademico d'Italia nel 1930, Ugo Ojetti. "Se le presentano uno che prima di tutto le parla di sé stesso concluda subito che è inutile starlo ad ascoltare...". Una pagina in-8. -
Lotto 224 Luigi Orsini (Imola 1873 - ivi 1954)
Giovanni Tebaldini - Borsi - Giovanna d'Arco . Revue des deux mondes
Carteggio costituito da nove lettere autografe firmate (su cartolina postale)
Undici pagine
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 9
Poeta e librettista, (nipote di Felice Orsini, autore del fallito attentato a Napoleone III nel 1858), fu docente di letteratura drammatica e poetica al conservatorio di Milano dal 1911 al 1939. Carteggio costituito da nove lettere autografe firmate (su cartolina postale), risalenti all'arco cronologico 1902-1942, dirette al maestro Giovanni Tebaldini, direttore della cappella della Santa Casa di Loreto, su questioni private e professionali. Si riportano alcuni passi a titolo esemplificativo: "Ebbi anche la Revue des deux mondes (debbo rimandargliela o posso tenermela?) con l'art. interessante su 'Giov. d'Arco' di Borsi, e i due programmi...". "Caro professore, sono a Roma, redattore di una rivista letteraria e segretario di una scuola popolare...". Per un totale di undici pagine. -
Lotto 225 Alfredo Panzini (Senigallia 1863 - Roma 1939)
Tumminelli - Bragaglia - ritratto
Lettera autografa firmata
Una pagina in-4
Firma/data: 23.III.1929.VII
Stato di conservazione: buono (lieve lacuna al margine superiore)
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata '23.III.1929.VII' dello scrittore, lessicografo e critico letterario, tra i compilatori del Dizionario Moderno edito da Hoepli nel 1905. La missiva è di evidente efficacia letteraria. Pegando di portare i propri saluti a Tumminelli - probabilmente l'editore Calogero Tumminelli di Tumminelli & Bestetti - così lo descrive: "Odo le parole di lui, vedo lo splendore degli occhi e del sorriso. Sottile, molto sottile!". Panzini inoltre accenna di essersi recato da Bragaglia - probabilmente il regista Anton Giulio Bragaglia - di cui ha fatto un ritratto che spedirà a breve.
Una pagina in-4. -
Lotto 226 Domenico Paoli (Pesaro 1783 - ivi 1853)
Cesare Causa - Leopardi - Pesaro - Bologna
Due lettere autografe firmate
Quattro pagine in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Due lettere autografe firmate, risalenti all’anno 1814, dell'illustre fisico, chimico e medico, intimo di Giacomo Leopardi (che a partire dal 1827 favorì i contatti dell'amico con l’ambiente accademico pisano e con il circolo fiorentino del Gabinetto Scientifico-Letterario di Giovan Pietro Vieusseux, nel giornale del quale - 'Antologia' - Paoli pubblicherà varie note. Le lettere sono dirette all’amico e collega Cesare Causa, noto libraio a Bologna. Le missive (per un totale di quattro pagine in-8), vertono su questioni erudite e bibliografiche. -
Lotto 227 Francesco Pastonchi (Riva Ligure 1874 - Torino 1953)
Paolo Buzzi
Due lettere autografe firmate
Quattro pagine in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Due lettere autografe firmate, datate al 1920 e al 1940, del poeta e critico letterario, collaboratore del 'Corriere della Sera', professore di lingua e letteratura italiana all'università di Torino, e membro dell'Accademia d'Italia (1939), entrambe dirette al collega Paolo Buzzi (1874-1956), su questioni bibliografiche: "Ricevo il vostro volume e vi ringrazio del gentile dono che mi assicura del vostro buon ricordo. Quanti anni sono passati! ma l'amor della poesia non s'è sminuito: poesia unica realtà mia, e conforto...".Quattro pagine in-8. -
Lotto 228 Mario Pieri (Corfù 1776 - Firenze 1852)
Lettera ad Alessandro Torri e saluti ad Ippolito Pindemonte
Due lettere autografe firmate
Una pagina in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Letterato greco, allievo di Melchiorre Cesarotti a Padova e intimo dei più illustri scrittori italiani dell'epoca tra i quali Ugo Foscolo, Vincenzo Monti, Ippolito Pindemonte, Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni, fu uno stimato collaboratore dell'Antologia di Viesseux a Firenze, città nella quale visse per un lungo periodo. Nativo di Corfù, vi tornò durante l'occupazione francese di Venezia, divenendo segretario di Giovanni Capodistria (primo capo di stato della Grecia indipendente) e segretario della Repubblica delle Sette Isole Unite (o Repubblica delle Isole Ionie, Repubblica Settinsulare, Eptaneso o Stato Ionio; in greco: Επτάνησος Πολιτεία) stato delle Isole Ionie esistito dal 1800 al 1807 sotto sovranità congiunta dell'Impero russo e dell'Impero ottomano. Tale Repubblica Settinsulare costituì la prima forma di (seppur limitato) autogoverno greco dall'epoca della caduta dell'Impero Bizantino di fronte all'avanzata turca nella metà del XV secolo. E' sepolto al cimitero greco-ortodosso di Livorno. Tra le sue opere "Canzone al Petrarca per la Restaurazione del Regno d’Italia" (1805).
Lettera, senza data, diretta al critico letterario ed editore Alessandro Torri (1780-1861): "Eccovi le perlette. Vi prego di prendere spezialmente di questi colori, e poi di quanti altri ve ne fossero, in tutto pel valore di lire dieci italiane, e franchi dieci. In Verona mi saluterete il Cav. Pindemonte...". Saluti al poeta e letterato Ippolito Pindemonte. Una pagina in-8, indirizzo autografo al verso. -
Lotto 229 Luigi Pomba (Torino 1821 - ivi 1872)
Editoria - Il mondo illustrato - Filippo Luigi Santi - Biografie dei contemporanei italiani
Due lettere autografe
Quattro pagine in-4 e in-8
Firma/data: Torino 18 marzo 1861
Torino 15 ottobre 1863
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Due lettere autografe dal figlio di Giuseppe Pomba, editore italiano, datate 'Torino 18 marzo 1861' e 'Torino 15 ottobre 1863'. Le missive, indirizzate al professor Filippo Luigi Santi di Napoli, trattano della stampa di alcune collane e riviste come 'Il Mondo Illustrato'. Documenti preziosi per delineare la storia della famosa tipografia. Nella lettera datata '15 ottobre 1863' è citata: "..una Raccolta di Biografie dei Contemporanei Italiani più utili di questo secolo giunta a N°65 volumetti, e che sarà proseguita ancora con altri 15 tutti in gran parte preparati fra cui appunto si trovano le individualità più eminenti che contribuiscono in mille modi all’Indipendenza e unità", raccolta che lo stesso Santi è chiamato a dirigere. Quattro pagine in-4 e in-8, su carta intestata della 'Unione Tipografico-Editrice Torinese' (UTET) della ditta Cugini Pomba. -
Lotto 230 Giuseppe Prezzolini (Perugia 1882 - Lugano 1982)
La Voce
Cartolina postale autografa firmata
Una pagina
Firma/data: Firenze 12.IV.1911
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Cartolina postale autografa firmata, datata 'Firenze 12.IV.1911', a Raffaello Piccoli (letterato napoletano, 1886-1933, docente di Letteratura Italiana a Cambridge), evidentemente riguardante un pezzo inviato alla 'La Voce': "l'articolo era già in tipografia, ma l'ho ritirato in tempo". Nel 1908 fonda 'La Voce', rivista da lui diretta fino al novembre 1914 e che durante la sua esistenza (verrà pubblicata fino al 1916) spazierà su temi legati a letteratura, politica e società. Tra il 1910 e il 1911 esce la prima serie (tredici volumi) dei "Quaderni della Voce", ispirati per contenuti e veste tipografica ai Cahiers de la Quinzaine di Charles Péguy. Il 1911 è l'anno dell'attacco dell'Italia alla Libia. Sin dai primi mesi appaiono vari articoli sull'argomento su 'La Voce'. La posizione iniziale di Prezzolini è antinazionalista. Nei mesi successivi cambia progressivamente idea, fino a decidere di appoggiare la Campagna di Libia. Nello stesso anno la casa editrice dei "Quaderni della Voce" chiude l'attività. Prezzolini, volendo continuare la pubblicazione dei volumi, a novembre fonda la 'Libreria della Voce', casa editrice gestita dallo stesso gruppo di intellettuali della rivista: è il suo esordio nel settore dell'editoria. -
Lotto 231 Zeffirino Re (Cesena 1772 - Fermo 1864)
Agli editori Marsigli e Rocchi
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8, su bifolio
Firma/data: Fermo 14 Aprile 1831
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata 'Fermo 14 Aprile 1831' del letterato, noto volgarizzatore in latino e greco, diretta ai "Tipografi Libraj" Marsigli e Rocchi di Bologna, su questioni bibliografiche: "Soggetto a rilevanti spese per malattia da cui sono ora sortito, non ho potuto sodisfare le rate per il pagamento della Bibbia del Martini...". "Ma io vado tuttora creditore del rame Ayar col figlio Ismaele, che và alla pag: 30, Vol. 1 che Pistonesi scrisse che mi avrebbe spedito, e del rame di frontespizio al Volume 1° del Don Chischiotte di Cervantes...". Una pagina in-8, su bifolio. Indirizzo autografi e timbri postali alla quarta. -
Lotto 232 Leopoldo Staccioli (Urbino 1803 - ivi 1832)
Lettera a Guglielmo Piatti - Famiglia Hercolani
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8, su bifolio
Firma/data: Firenze 22 Giugno 1826
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata 'Firenze 22 Giugno 1826' del letterato ed economista urbinate, mancato precocemente, diretta all'editore e libraio fiorentino Guglielmo Piatti, nella quale lo prega di portargli un manoscritto da parte di Astorre Ercolani, V principe della famiglia Ercolani: "Dal Guardaportone del Principe Ercolani v'è un libro diretto a me...".Una pagina in-8, su bifolio. Indirizzo autografo e timbri postali alla quarta.
Gli Hercolani, o Ercolani, sono una famiglia principesca italiana originaria di Bologna. -
Lotto 233 Bonaventura Tecchi (Bagnoregio 1896 - Roma 1968)
Lo studio dei classici come esercizio del carattere
Manoscritto autografo
Una pagina in-4
Firma/data: 15 novembre '45
Stato di conservazione: buono (foglio di lavoro con alcune cassature e rifacimenti)
Numero componenti del lotto: 1
Scrittore, saggista e germanista, fu direttore (1925-29) del Gabinetto scientifico-letterario Vieusseux. Manoscritto autografo "Dal diario di un letterato". Incipit: "15 novembre '45. I tempi di crisi possono trasformarsi in tempo di rinascita per un popolo, quando, con un esame serio, si arrivi a scoprire le ragioni dei mali che han portato alla catastrofe. Così fu a Roma dopo la vittoria d'Annibale, così per la cristianità dopo la vittoria sui Musulmani in Europa. Ma quest'esame deve essere fatto senza retorica..."; "Ho pensato spesso in questi giorni a cosa à servito nella mia vita lo studio dei classici, compresi i greci e i latini; a cosa può servir domani... E la risposta è stata semplice ... Non solo a raffinare il gusto serve lo studio dei classici, ma anche a formare una mente bene ordinata, incline alla chiarezza, alla armonia; e poiché chiarezza e armonia sono anche doti morali, lo studio dei classici serve, in ultima analisi, attraverso l'educazione estetica, a educare l'animo, a formare il carattere. La cultura o è questo, o è nulla". Una pagina in-4, vergata a matita, su carta quadrettata. -
Lotto 234 Corinna Teresa Ubertis (Firenze 1874 - Roma 1964)
"Secolo XX"
Lettera autografa firmata, su cartolina postale viaggiata
Una pagina
Firma/data: "16.4.1920" "Tèrèsah"
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, su cartolina postale viaggiata senza data cronica, (timbro post. 16.4.1920) della rinomata scrittrice e poetessa nota con lo pseudonimo di Tèrèsah, diretta ad un amico giornalista del 'Secolo XX' di Milano, nella quale declina l'invito ad una collaborazione: "Troppo impegnata e l'impossibilità di lavorare molto per ragioni di salute...".
La Ubertis nel 1902 vince un concorso con la novella "Rigoletto": ha 25 anni e si rivela scrittrice vincendo il "Premio Giacosa". Con lo pseudonimo di Tèrèsah pubblica un piccolo volume di poesie a cui seguiranno anche pièces teatrali come "Il Giudice" che verrà messo in scena a Genova nel 1903 da Ermete Zacconi. Nel 1912 sposa Ezio Maria Gray, importante esponente politico nazionalista e poi fascista, giornalista professionista, autore di saggi storico-politici e conferenziere, e si trasferisce a Roma. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale è interventista e scrive racconti per l'infanzia di tipo propagandistico, "Piccoli eroi della grande guerra" (1915). Pubblica in tutto circa cinquanta libri -
Lotto 235 Enrico Thovez (Torino 1869 - ivi 1925)
Ricerca di un editore per "Il Pastore il gregge" - Polemica contro la lirica carducciana - D'Annunzio
Lettera autografa firmata
Quattro pagine in-8, su bifolio
Firma/data: Torino 22 luglio 1908, corso Siccardi
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Lettera autografa firmata datata 'Torino 22 luglio 1908, corso Siccardi', del critico letterario e poeta Enrico Thovez, diretta ad un editore al quale chiede di poter pubblicare un suo volume: "Gli amici prof. Dino Mantovani ed Ettore Marroni, sapendomi in cerca di un editore giovane ed animoso mi hanno incitato a rivolgermi a Lei per un certo mio libro di combattimento che potrebbe spaventare editori vecchi e legati da interessi materiali. Il libro che si intitolerebbe Il pastore ed il gregge - scena di letteratura italiana, è un esame della questione della lirica nostra fatto in forma quasi autobiografica. In esso io esposi in forma vivace, che va dalla novella alla polemica, le vicende di uno spirito libero di fronte all'ambiente creato dalla lirica carducciana...". Nel 1895 denuncia nella 'Gazzetta Letteraria' i plagi della poesia dannunziana, tratti da poeti francesi sconosciuti in Italia. Dipinge ed espone due volte alla Biennale di Venezia. Quattro pagine in-8, su bifolio, inchiostro violaceo. E' unito ritratto fotografico (cm 18 x 11,5) con firma autografa. Al verso, nota autografa del fratello Ettore. -
Lotto 236 Leopoldo Tiberi (Siena 1845 - 1919)
Riviste - La favilla - editoria marchigiana - Mestica
Lettera autografa firmata
Una pagina in-16
Firma/data: Perugia 24 febbraio 1888
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata datata 'Perugia 24 febbraio 1888' del patriota e poeta Leopoldo Tiberi. Combatté con Garibaldi a Mentana nel 1867, fu fondatore del settimanale 'La Favilla', in seguito uno dei principali esponenti della massoneria umbra e Presidente dell'Accademia di Belle Arti di Perugia dal 1892 al 1901. Nella missiva informa il corrispondente che: "Il prof. Enrico Mestica (...) ha abbandonato l'idea di fondare una rivista marchigiana e mi esprime il desiderio di vedere 'La Favilla' (rassegna dell'Umbria) divenire giornale umbro-marchigiano e mi manda i nomi dei collaboratori...". Una pagina in-16.
Mestica fu un letterato e patriota di Tolentino. -
Lotto 237 Enrico Vallecchi (Firenze 1902 - ivi 1990)
Eleganti auguri - Griselli
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: 9 agosto 1950
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata '9 agosto 1950' di Enrico Vallecchi, illustre editore, direttore della rinomata casa fiorentina che pubblicò le storiche riviste culturali 'La Voce', 'Lacerba', 'Il Selvaggio', oltre a una copiosa quantità di volumi di autori quali Curzio Malaparte, Filippo Tommaso Marinetti e Dino Campana, diretta allo scultore Italo Griselli: "Sono lieto che i tuoi settanta anni mi diano il pretesto di dirti ancora la mia amicizia e la mia stima...". Una pagina in-8. -
Lotto 238 Alberto Viviani (Firenze 1894 - ivi 1970)
"Novità dell'oltremondo"
Lettera autografa firmata
Una pagina in-4
Firma/data: 10 marzo 1939
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Alberto Viviani presentato da Marinetti come 'il più giovane poeta futurista', partecipò al movimento d'avanguardia collaborando con la rivista 'Lacerba'. Noto soprattutto per il volume 'Giubbe Rosse'. Lettera autografa firmata, datata '10 marzo 1939', ad una "Cara Miryam": "Avevo portato con me da Roma fino dal giorno 20 febbraio questo mio libro, allora uscito, perché volevo pregarti di offrirlo in mio nome al tuo caro Babbo. Ciò non mi fu concesso. Ma siccome io credo fermamente che Egli lo avrebbe gradito e bene accolto, non fosse altro che come mio devoto omaggio e ringraziamento per i libri da me chiestigli in consultazione...". Forse si tratta del libro 'Novità dell'oltremondo', Firenze, Vallecchi, pubblicato nel 1938. Una pagina in-4. -
Lotto 239 Filippo Zamboni (Trieste 1826 - Vienna 1910)
Pasquale Papa
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8, su bifolio
Firma/data: Vienna 27 giugno 1903
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Letterato e patriota viaggiò molto, lasciando delle 'Memorie autobiografiche' (1906). Attratto dall'ipnotismo e dallo spiritismo, scrisse 'Il bacio nella luna' (1912), liriche, tragedie, poesie e due poemi drammatici. Lettera autografa firmata, datata 'Vienna 27 giugno 1903' diretta al Prof. Pasquale Papa, circa un volume che intende inviargli: "Non vi sarebbe altra risposta che inviarla la Roma nel Mille. Però della 1a edizione non c'è più nessuna copia ed io l'ho pure della Biblioteca. La seconda ed. uscirà in ottobre e allora sarà per me un piacere di fargliela spedire...". "i tempi erano ancora capaci di sentire entusiasmo e molti e molti scrittori, senza neppure conoscermi, ne scrissero assai. Ora invece che in generale all'Italia è sostituito l'io, alla patria la dinastia, non si scrive di alcuno, se non si à qualche motivo personale o non si abbia in vista qualche vantaggio, onde degli Ezzelini ancora nessun giornale ha citato neppure il titolo. E perciò a Lei, Sig. Professore, sono obbligato assai...". Due pagine in-8, su bifolio, carta intestata. Unita busta viaggiata. -
Lotto 240 Bernardino Zendrini (Bergamo 1839 - Palermo 1879)
Canzoniere
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8, su bifolio
Firma/data: Como 31 Agosto 1865
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata datata 'Como 31 Agosto 1865' di Bernardini Zendrini, scrittore, poeta e traduttore, docente di letteratura germanica all'università di Padova (1867) e di letteratura italiana all'università di Palermo (1876), noto per aver pubblicato la traduzione completa del Canzoniere di Heinrich Heine nel 1865, circa il lavoro di traduzione: "Aspettavo dalla gentilezza della mia vicina (...) un libricciolo che sta molto a cuore 'l'Intermezzo lirico, di Heine, tradotto da Re...". "E' già arrivata la stampa del mio Canzoniere, e poco tempo mi avana ormai a far controlli e correzioni...". Una pagina in-8, su bifolio, carta azzurrina a righe.