500 anni di autografi
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Lotto 97 Silvio Pellico (Saluzzo 1789 - Torino 1854)
Poesia d'amore
Componimento poetico
Una pagina in-16
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Componimento poetico dello scrittore e patriota Silvio Pellico, noto come autore de 'Le mie prigioni'. Giovane entusiasta della poesia neoclassica, frequentò Vincenzo Monti e Ugo Foscolo, legandosi in particolare a quest'ultimo. Pellico e molti dei suoi amici facevano parte della setta segreta dei cosiddetti "Federati". Scoperti dalla polizia austriaca furono arrestati. A Venezia fu letta pubblicamente il 21 febbraio 1822 la sentenza del celebre Processo Maroncelli-Pellico condotto dal magistrato Antonio Salvotti. I due imputati furono condannati alla pena di morte, successivamente la pena fu commutata a venti anni per Maroncelli, quindici per Pellico. A fine marzo furono condotti nello Spielberg. La dura esperienza carceraria costituì il soggetto del libro di memorie "Le mie prigioni", scritto dopo la scarcerazione. Pellico ebbe due storie d'amore importanti nella sua vita. La prima, con l'attrice Carlotta Marchionni: la relazione, contrastata dalla famiglia di Pellico (che non voleva vederlo unito a un'attrice) e sofferta (perché all'inizio non ricambiata), si concluse bruscamente a causa dell'arresto dello scrittore. La seconda fu con la nobildonna Cristina Archinto Trivulzio, della quale Pellico si innamorò. Ella sposò nel novembre dello stesso anno il conte milanese Giuseppe Archinto. Dovettero passare 11 anni prima che i due innamorati si ritrovassero definitivamente. Il componimento "Sospiro". Incipit: "Amore è sospiro/d'un core gemente/che solo si sente/che brama pietà...". Su pagina in-16, fittamente vergata su due colonne. Nella primavera del 1837 Silvio Pellico pubblicò presso la tipografia Chirio e Mina di Torino due volumi di "Poesie inedite". Il primo volume contiene una serie di componimenti autobiografici, mentre il secondo volume raccoglie sette cantiche di ambientazione medievale. Nella nota al lettore che apre il primo volume Pellico giustifica così la scelta di raccontare la propria vita, unendo il bisogno di narrare gli eventi per una necessità interiore, ai valori etici che cerca di condividere attraverso i suoi scritti, da quando è uscito dal carcere ed ha avuto la possibilità di ricominciare a pubblicare. -
Lotto 98 [Silvio Pellico (Saluzzo 1789 - Torino 1854)]
Fondo Pellico - Battaglia di Custoza e capitalazione italiana
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8, su bifolio
Firma/data: Chieri 15 aprile 1863
Stato di conservazione: buono (piccolo foro, non lede testo)
Numero componenti del lotto: 2
Lettera autografa firmata di Giuseppina Pellico (sorella del celebre patriota), datata "Chieri 15 aprile 1863" diretta a "Donna Luigia Cima" alla quale comunica di voler donare "tutte le lettere e manoscritti del fu mio fratello Silvio (...) colla sola condizione che non li rendano di pubblica ragione mentre io vivo". "Unirò ai detti autografi una nota testamentaria in data 16 maggio 1862, dalla quale si vede che fin d'allora tale era il mio intendimento...". Una pagina in-8, su bifolio, indirizzo autografo, timbri postali alla quarta. E' unita lettera autografa firmata del patriota Teobaldo Roggiero datata 8 agosto 1848 al fratello Carlo Pietro, relativa alle concitate fasi successive alla sconfitta di Custoza dell'esercito sabaudo contro gli Austro-Ungarici. "La causa d'Italia è perduta. La capitolazione fatta da Radetzky col nostro Re...". Tre pagine in-8, su bifolio. -
Lotto 99 Luigi Pianciani (Roma 1810 - Spoleto 1890)
Camera di commercio
Lettera autografa firmata
Due pagine in-16
Firma/data: 4 giugno 1873
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata '4 giugno 1873' del patriota e politico Luigi Pianciani. Il conte Pianciani nacque a Roma da famiglia patrizia di origine spoletina legata alla curia romana. Giovane, reagì alla tradizione conservatrice dell'ambiente domestico e simpatizzò presto per la Giovine Italia di Mazzini. Si laureò in legge nel 1830 e nel 1847 venne eletto gonfaloniere di Spoleto. Nel 1848 fu ufficiale delle milizie combattenti nel Veneto e prese parte alla difesa di Venezia. Partecipò alla campagna meridionale del 1860 guidando una spedizione, che prese il suo nome, di circa 8.940 uomini a sostegno delle truppe garibaldine. La spedizione sarebbe dovuta sbarcare nel nord del Lazio e muovere verso l'Umbria, dove doveva congiungersi con altri uomini provenienti dalla Toscana,e i due gruppi si sarebbero congiunti con altri volontari provenienti dalla Romagna verso le Marche, puntando verso sud e sconfiggendo l'esercito borbonico in una manovra a 'tenaglia'. Il piano non fu attuato in quanto Cavour indirizzò la spedizione verso la Sardegna e poi verso Sud. Nella terza guerra di indipendenza del 1866, come soldato semplice del corpo delle Guide a cavallo fu aggregato al comando della 1ª brigata del Corpo Volontari Italiani del generale Ernesto Haug e nella battaglia di Bezzecca comportandosi valorosamente, tanto che fu insignito della croce di cavaliere dell'Ordine militare di Savoia. Massone e anticlericale, fu membro del consiglio dell'ordine del Grande Oriente d'Italia, di cui fu Gran maestro onorario ad vitam.
Nel 1865 fu eletto deputato al parlamento italiano e sindaco di Roma. Pianciani fu uno dei primi sindaci di Roma operativi dopo l'Unità d'Italia, tra il 1872 e il 1874 e di nuovo nel 1881-1882. Tra il 1872 e il 1874 su iniziativa di Pianciani furono installate le prime fontanelle pubbliche romane. In questa veste sostenne, inoltre, la costruzione di un impianto crematorio presso il cimitero del Verano, che fu a lungo uno dei pretesti degli scontri tra clericali e anticlericali. Quando il conte morì a Spoleto, nel 1890, il suo corpo fu cremato, e le ceneri deposte al Verano, come egli aveva richiesto. La missiva, redatta durante uno dei suoi due mandati come Sindaco di Roma, come attesta il marchio impresso in alto al centro della lettera, è probabilmente diretta al politico Pasquale Stanislao Mancini. L'argomento verte su questioni politiche: "E' vero che siete voi che con difficoltà perfettamente legali ritardate la proposizione e risoluzione sul progetto di legge per la cessione alla nostra camera di commercio...". Due pagine in-16, su carta intestata. -
Lotto 100 Maurizio Quadrio (Chiavenna 1800 - Roma 1876)
Terme di Acqui e amicizia con Brusco Onnis
Lettera autografa firmata
Una pagina in-16
Firma/data: 25 Luglio Acqui
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, senza anno, 'datata 25 Luglio Acqui' di Maurizio Quadrio, patriota, segretario del triumvirato Mazzini-Saffi-Armellini della Repubblica Romana (1849) e direttore del foglio repubblicano 'L'Unità italiana' (1859-1871). Quadrio nasce a Chiavenna nella famiglia che vantava una lunga e gloriosa storia, annoverando tra i propri avi Stefano Quadrio, condottiero del XV secolo. Maurizio Quadrio frequenta l'Università di Pavia e durante gli studi inizia ad avere i primi contatti con l'associazione segreta carbonara dei 'Federati'. Nel 1820 viene imprigionato per la prima volta per aver manifestato a favore dei moti nel Napoletano. Il 16 marzo 1821 si arruola nel 'Battaglione della Minerva' e accorre in Piemonte dove nel frattempo erano scoppiati i moti liberali. A seguito del fallimento delle sollevazioni, è costretto all'esilio e si trasferisce a Genova dove incontra Giuseppe Mazzini. Da Genova passa alla Spagna, poi alla Francia e infine alla Svizzera. Torna in Lombardia per poi fuggire nuovamente grazie ad un passaporto falso. La sua vita lo porta quindi ad Odessa in Russia, attuale Ucraina, dove lavora dando lezioni private e come precettore di nobili. Dopo un breve soggiorno in Svizzera rientra in Italia per consegnarsi agli austriaci e viene condannato a morte, ma la pena viene commutata in sei mesi di carcere dalle autorità austriache. Scontata la pena e ancora sotto la sorveglianza austriaca si sposta a Chiuro, il paese dei suoi avi, dove nel 1836 si rende utile assistendo i colpiti dal colera che infieriva in Valtellina. Quando nel marzo 1848 la notizia dello scoppio delle Cinque giornate di Milano giunge in Valtellina, si reca immediatamente a Milano, dove il governo provvisorio lo elegge commissario per la Valtellina. Dopo questa esperienza polita fugge a Lugano, in Svizzera, dove incontra nuovamente Mazzini e collabora alla preparazione della insurrezione della Val d'Intelvi dell'ottobre 1848. Nel gennaio del 1849 a Roma viene nominato segretario privato del triumvirato (Mazzini, Armellini e Saffi). Nel 1859 divenne direttore del giornale repubblicano-mazziniano 'L'unità italiana' fino al 1871 e l'anno seguente dirigere il giornale 'L'emancipazione', altro storico giornale mazziniano. La missiva scritta durante un periodo di guarigione, probabilmente alle terme di Acqui Terme, è diretta ad un "Caro Signor Ferdinando". Quadrio, oltre a spiegare le sue condizioni di salute chiede al destinatario se può mandare ad un certo Bellini e/o a Vincenzo Brusco Onnis, giornalista e patriota italiano. Brusco Onnis durante il periodo da pubblicista presso il giornale 'La Democrazia', inercalò l'attività con viaggi in Svizzera durante i quali ebbe modo di conoscere Quadrio: "Sono qui ai fanghi per tentare di guarire: non so se riuscirò. Approfitto della di lei gentilezza e la prego di rimettere a Bellini e/o? a Brusco l'acclusa lettera...". Brusco Onnis lavorò con Quadria come condirettore del giornale 'L'unità Italiana'. Una pagina in-16 obl. Nota di altra mano al verso. -
Lotto 101 Regno d'Italia 1805-1814
Ordine della Corona di Ferro
Documento manoscritto
Una pagina in-8, su bifolio
Firma/data: Roma il 10 febbrajo 1816
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Documento manoscritto datato 'Roma il 10 febbrajo 1816', firmato da alcuni "ufficiali superiori già al servizio del cessato Regno d'Italia", tra i quali il Maggiore Luigi Delpinto. Nel documento si certifica che il Sig. Andrea Nicoletti, Cavaliere della 'Corona di Ferro' già Tenente nel Reggimento di Linea: "ha sempre dato prova non solamente di una esemplare condotta e moralità ma anche di zelo ed attaccamento al servizio...". 'Ordine della Corona Ferrea' o 'Corona di Ferro' è un ordine cavalleresco istituito il 5 giugno 1805,a Milano, da Napoleone I Bonaparte nella qualità di Re d'Italia, incoronato il precedente 26 maggio 1805, con l'intento di ricompensare i valorosi soldati battutisi in Italia, nonché illustri personalità. L'Ordine prende il nome dall'antica 'Corona ferrea', la corona con cui erano stati tradizionalmente incoronati i Re d'Italia e che era diventata l'emblema del Regno d'Italia. Tuttavia nelle insegne la corona figura nella foggia raggiata solare disegnata da Andrea Appiani su idea di Napoleone. Nel corso del 1815, circa un anno dopo l'ingresso in Milano delle truppe del generale austriaco Bellegarde, venne istituito un nuovo 'Ordine della Corona Ferrea' per l'Impero austriaco, a decorrere dal 1º gennaio 1816, dall'imperatore Francesco II, re del neonato Regno Lombardo-Veneto, retto dalla monarchia asburgica. La data non fu casuale, dal momento che coincise con l'entrata in vigore degli statuti del nuovo regno, con la nomina del regio governo per la Lombardia presieduto dal Saurau e l'entrata in vigore dei codici civile e penale austriaci, il tutto alla presenza del nuovo imperatore d'Austria, Francesco II entrato a Milano il 31 dicembre 1815. L'Ordine venne da allora concesso nei suoi tre gradi ai nobili: i borghesi potevano, comunque, richiedere all'amministrazione imperiale un diploma che confermasse i loro quarti di nobiltà. Anche dopo la perdita del Regno Lombardo-Veneto da parte dell'Austria nel 1859, gli imperatori continuarono a conferire tale onorificenza sino al crollo dell'Impero austro-ungarico, i cui conferimenti cessarono nel 1918. Secondo la tradizione, la lamina di ferro inserita lungo la superficie interna della 'Corona ferrea' sarebbe stata ottenuta da uno dei chiodi utilizzati durante la crocifissione di Gesù; tale chiodo sarebbe stato portato in Italia da Elena, madre dell'imperatore Costantino, che in Gerusalemme avrebbe scoperto la reliquia della Santa Croce. Secondo una variante tradizionale, il ferro di questo chiodo sarebbe stato fuso assieme a quello del rostro dell'aratro con cui Romolo tracciò il solco durante il rito fondativo di Roma. Probabilmente la corona, di fattura tardo romana, forgiata per Costantino I Imperatore, fu poi il diadema regale che Teodolinda donò al Duomo di Monza, dove si trova tuttora. Essa venne utilizzata per l'incoronazione di Carlo Magno come reggente al trono di Lombardia nel 774, e poi per l'incoronazione dei Re d'Italia. Il legame che unisce la corona a chi la utilizza è non solo un gesto regale, ma anche un simbolo di consacrazione regia per merito divino. Essa conferiva un potere particolare proprio perché le prime consacrazioni con questa corona erano avvenute diversi secoli prima e con approvazione pontificia, il che legittimava una vera e propria presa di possesso dei territori lombardi con il suo utilizzo. Sarà questo uno dei motivi che spingeranno Napoleone a utilizzare questa corona come suo simbolo in Italia, e così faranno anche gli imperatori d'Austria sino a giungere ai re d'Italia che la utilizzeranno come corona nazionale. Questa rientrerà però in Italia solo a partire dal 1866, dopo che l'imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria l'aveva fatta trasferire a Vienna nel 1859, all'avanzata dei piemontesi nel milanese. Il ritorno della corona, quindi, coincise anche con la presa totale di sovranità dei Savoia sull'Italia. Nell'Ordine italiano la decorazione consiste in un'aquila imperiale, sovrastante una corona sei punte smaltata di grigio-azzurro o in blu, con il ritratto di Napoleone di profilo in oro; alla base della corona, il motto "DIO ME LA DIEDE". -
Lotto 102 Francesco Saverio Salfi (Cosenza 1759 - Parigi 1832)
Carpaccio e Bronzino
Due schede bibliografiche
Due pagine
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Letterato, politico e librettista italiano. Assunse l'incarico di segretario del governo provvisorio della Repubblica napoletana. Nel febbraio 1799, dopo la sostituzione di Carlo Lauberg con Ignazio Ciaia alla guida della Repubblica napoletana, andò in Francia dove, dalle pagine della "Biographie universelle" della "Revue encyclopédique" fece soprattutto opera di diffusione della letteratura italiana. Tornato in Italia nel 1800, dopo la battaglia di Marengo, fu insegnante di logica e metafisica, e poi di storia e diritto nel ginnasio di Brera. Massone, membro della loggia di Brescia Amalia Augusta, fondata nel 1806 e Maestro venerabile della loggia milanese Gioseffina nel 1808, fu consigliere di Gioacchino Murat.
Due schede bibliografiche autografe. 1. (Apologues, Sables) (Carpaccio): "Les Apologues de Carpaccio sont en nombre de 92...". 2. Beaufaits: "Le Bronzino fut bon peintre...". Le schede sono vergate al verso di lettere manoscritte indirizzate al letterato, politico e librettista Francesco Saverio Salfi da due diversi corrispondenti. Due pagine. -
Lotto 103 Silvio Spaventa (Bomba 1822 - Roma 1893)
Congratulazioni
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: 5 Xbre 1891
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata '5 Xbre 1891' dell'uomo politico e patriota Silvio Spaventa. Fu senatore del Regno d'Italia dalla XVI legislatura. Nel febbraio del 1848, dopo la concessione della Costituzione, fondò il quotidiano 'Il Nazionale', il cui primo numero uscì il 1º marzo 1848: il giornale divenne presto punto di riferimento della borghesia liberale, ma venne apprezzato anche dagli ambienti più conservatori e filoborbonici. Dopo che Ferdinando II di Borbone il 15 maggio 1848 revocò la Costituzione che aveva concesso poco tempo prima, Silvio Spaventa, accusato di aver sostenuto la resistenza del generale Guglielmo Pepe, venne arrestato nel 1849 e rinchiuso nel carcere di San Francesco. Riconosciuto colpevole di cospirazione contro la sicurezza interna dello Stato venne condannato a morte per impiccagione ma ebbe poi la pena commutata in ergastolo; rimase nel carcere di Santo Stefano per sei anni, durante i quali si dedicò agli studi politici e filosofici; l'11 gennaio 1859 la pena venne nuovamente commutata in esilio perpetuo. Il piroscafo Stewart, che doveva condurlo insieme ad altri 68 condannati politici in America, in seguito all'ammutinamento organizzato dal figlio di Luigi Settembrini (Raffaele Settembrini) ufficiale della marina mercantile britannica, lo condusse in Irlanda (6 marzo 1859) presso Queenstown, nella Baia di Cork; da qui raggiunse Londra e quindi Torino, dove entrò in contatto con Cavour divenendo uno dei fedeli seguaci e uno dei principali fautori della sua politica. Sedette nella Camera dei deputati ininterrottamente dal 1861 al 1889, tra le file della Destra storica. Fu ministro dei lavori pubblici nel secondo governo Minghetti (dal luglio 1873 al marzo 1876): in tal veste, fu l'autore del progetto di legge che prevedeva la nazionalizzazione della rete ferroviaria, la quale alienò al suo governo il sostegno dei deputati toscani e causò la caduta del governo e la fine della Destra storica, nel marzo 1876. Nominato Senatore del Regno nel 1889, per interessamento di Francesco Crispi divenne anche presidente della IV sezione del Consiglio di Stato. La missiva è diretta ad un amico: "Caro Marco, lascia che mi congratuli...". Una pagina in-8, su carta intestata 'Consiglio di Stato'. -
Lotto 104 Istanza al Senato (1684)
Canale Muzza
Istanza
Una pagina su bifolio
Firma/data: 23/24 febbraio 1684
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Istanza al Senato, datata '23/24 febbraio 1684', in merito ad una controversia tra un contadino di Lodi e il Regio Fisco per causa del Canale Muzza. -
Lotto 105 Francesco Castiglione (XVII secolo)
Ottavio I Gonzaga di Vescovato
Lettera con firma e poscritto autografi
Una pagina in-4
Firma/data: Milano il 29 gennaio 1642
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera datata 'Milano il 29 gennaio 1642' postillata dal feudatario di Conzano, Francesco Castiglione, molto legato ai Gonzaga (nel 1621 aveva ottenuto il feudo dal duca di Mantova Ferdinando). Il documento menziona il "Signor Marchese Ottavio Gonzaga" ed una importante affare di "4mila ducatoni d’entrata et se ve ne parte sopra il Venetiano, come ancora se mi potrà favorire di farmi sapere in fatti la quantità de’ debiti et con chi, essendo questo negotio che molto mi preme". Molto divertenete il saluto: "li baccio con ogn'affetto le mani". La postilla di Francesco Castiglione è in inchiostro nero.
Una pagina in-4. -
Lotto 106 Aubin Louis Millin (Parigi 1759 - ivi 1818)
Grand Tour
Lettera autografa firmata
Due pagine in-4
Firma/data: Florence 15 aout 1813
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Aubin Louis Millin fu arecheologo e botanico francese. Conservatore del Cabinet des médailles et des antiques della Bibliothèque nationale, poi professore di archeologia, membro dell’Institut, direttore del 'Magasin encyclopédique'. Tra il 1807 e il 1811 pubblicò i volumi e l’atlante illustrato del 'Voyage dans les départements du Midi de la France' e poco dopo nacque l’idea di intraprendere un lungo viaggio attraverso l’Italia monumentale per ampliare il tradizionale itinerario del Grand Tour, che, dopo il nord e il centro dell’Italia, convergeva verso Roma e Napoli, toccando solo sporadicamente via mare la Sicilia. Millin fu il primo ad avventurarsi nelle regioni inesplorate del Mezzogiorno, come la Calabria e la Puglia. Bella lettera autografa firmata, datata 'Florence 15 aout 1813' diretta ad un Marchese (probabilmente Girolamo d’Adda), circa alcuni disegni di monumenti italiani che intende offrirgli: "J'ai cependant conservé uniquement pour vous le dessins de quelques beaux monuments de sculpture du moyen age ou de la renaissance que j'ai faitì faire à Naples avec un trés grand soin...".Due pagine in-4. Timbro postale e traccia di sig. alla quarta. -
Lotto 107 Federico Torre (Benevento 1815 - Roma 1892)
Condoglianze
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8
Firma/data: Torino 25 8bre 1863
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Patriota, uomo politico e lessicografo, fu ufficiale durante la prima e la seconda guerra d'Indipendenza, collaboratore al Dizionario della lingua italiana portato a termine dal Tommaseo (1861-1879) e senatore del Regno dal 1884. Lettera autografa firmata datata 'Torino 25 8bre 1863', di condoglianze, per la morte di un giovane:"...mancare ai suoi, alla sua carriera, ad un bello avvenire così immaturamente! Che le sue ossa riposino in pace accanto a quelle dell'illustre genitore...". Due pagine. in-8, su carta intestata. -
Lotto 108 Alvise Giustiniani (XVI secolo)
Un 'fantastico' dolore alla testa
Lettera autografa firmata
Firma/data: 1522
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera del 1522 in elegante grafia corsiva di un membro del ramo veneto della famiglia Giustiani (non il magistrato alle biade Giovanni Alvise Giustinian, deceduto nel 1521). Divertente il contenuto che cita “un fantastico dolore alla testa” ed una visita ad un singolare conte. -
Lotto 109 Alvise Garzoni (XVI secolo)
Guerra d’Italia
Lettera interamente autografa firmata
Una pagina
Firma/data: 6 ottobre 1558
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera interamente autografa del patrizio veneto Alvise Garzoni, datata 6 ottobre 1558 e inviata al cugino Agostino Tiepolo. Il documento ci restituisce un’interessantissima testimonianza sull’andamento della guerra in corso nei Paesi Bassi contro l'impero spagnolo a sostegno del Re di Francia Enrico II durante la Guerra d’Italia che nel 1559 si concluse con la famosa pace di Cateau-Cambrésis.
"Essendo hora qui al campo mi paria far ingiuria..." Il documento accenna ai capi militari e alla condizione della cavalleria e della artiglieria. -
Lotto 110 Atto notarile
Famiglia Vaccari
Lettera
Firma/data: Nonantola, 1594
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Atto notarile relativo al lascito dei coniugi Alessandro e Margherita Vaccari ai figli Camillo e Romano. Segni notarili ai margini ed elegante clausola con timbro a secco. -
Lotto 111 Edoardo Pantano (Assoro 1842 - Roma 1932)
Garibaldina - Agostino Pasquinelli
Lettera autografa firmata
Due pagine in-16
Firma/data: Roma 10.9.1896
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Patriota e uomo politico repubblicano, seguì Garibaldi in Aspromonte (1862), nella campagna del 1866 e in quella dell'Agro Romano (1867); fu arrestato (1869) per la partecipazione al tentativo insurrezionale di Milano, e di nuovo (1870) per aver contribuito a indurre Mazzini a recarsi in Sicilia. Deputato al parlamento (1886-92 e 1895-1921), fu ministro dell'Agricoltura (1906) e dei Lavori pubblici (1919-20); senatore (dal 1921). Diresse il giornale mazziniano 'Il dovere', il radicale 'Fascio della democrazia' e, per circa un anno, 'Il secolo'. Oltre al Mazzini, ebbe rapporti di assidua collaborazione con Aurelio Saffi, che fu il principale erede politico di Mazzini. Lettera autografa firmata, datata Roma 10.9.1896 diretta al garibaldino e giornalista Agostino Pasquinelli (1840-1919), al quale chiede "informazioni precise intorno al Sig. Gottardo Allegrini tenente presso il deposito governativo degli stalloni in Catania...". Due pagine in-16, su carta intestata. Uniti busta viaggiata e ritaglio di foglio "Perugia-Collegio di Terni" con fotografia e biografia di Pantano. -
Lotto 112 Giacomo Acerbo (Loreto Aprutino 1888 - Roma 1969)
Fascismo
Tre lettere dattiloscritte con firma autografa
Due pagine in-8
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 4
Tre lettere dattiloscritte con firma autografa, relative al periodo 1928 - 1931 dell'economista e uomo politico, membro del Gran Consiglio del Fascismo, ministro per l'Agricoltura e le Foreste, dirette a Pilade Pollazzi, direttore della 'Scena Illustrata', in cui plaude ad alcune iniziative culturali della rivista fiorentina. "Debbo manifestarle il mio più vivo plauso per questa magnifica pubblicazione con la quale la gloriosa Rivista, da lei tanto magistralmente diretta, conferma l sue più belle tradizioni di arte educativa...". Per un totale di tre pagine in-8, su carta intestata. Unito biglietto da visita a stampa. -
Lotto 113 Arnaldo Agnelli (Somaglia 1875 - Roma 1921)
Luzzatti
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8 su bifolio
Firma/data: Roma 12 dicembre (s.a.)
Stato di conservazione: buono (lieve lacuna al margine destro)
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata Roma 12 dicembre (s.a.) dell'economista e uomo politico membro del Partito Radicale Italiano, indirizzata all'editore Carlo Aliprandi. "Ho vivamente pregato l'on. Luzzatti pel certo articolo. Ho distribuito le altre circolari. Raccomando a suo tempo di mandarmi le bozze del discorso...". -
Lotto 114 Giulio Alessio (Padova 1853 - ivi 1940)
Occupazione Belgio nella Prima Guerra Mondiale
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8, su bifolio
Firma/data: Roma 11 dicembre 1914
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Deputato dal 1897, fu sottosegretario alle Finanze nel primo ministero Sonnino (1906), vicepresidente della Camera (1913 - 1919), ministro della Pubblica Istruzione (1920), ministro dell'Industria e Commercio (1920 - 1921), ministro di Grazie e Giustizia (1921), ministro delle Poste e Telegrafi (1920). Di origine ebraica, fu deciso avversario del fascismo e prese parte alla secessione dell'Aventino (giugno 1924). Nel novembre del 1924 aderì all'Unione Nazionale delle forze liberali e democratiche di Giovanni Amendola. Perseguitato per le sue posizioni politiche, nel 1928, dopo l'attentato del 12 aprile alla Fiera Campionaria di Milano, contro il re Vittorio Emanuele III, fu arrestato e costretto a lasciare l'insegnamento universitario; continuò comunque a studiare e a preparare una grande opera sullo stato italiano che vide la luce poco prima della sua morte. Firmatario nel 1925 del 'Manifesto degli intellettuali antifascisti' redatto da Benedetto Croce in polemica risposta all'analogo e opposto documento di adesione al regime preparato dal filosofo Giovanni Gentile, fu tra i dieci Accademici dei Lincei che nel 1933 si rifiutarono di prestare giuramento al fascismo.
Bella lettera autografa firmata, datata Roma 11 dicembre 1914, nella quale Alessio esprime la propria vicinanza al Belgio occupato dalle forze dell'Impero Tedesco durante le prime fasi della prima guerra mondiale. "Oggi l'Europa tutta si inchina al Belgio distrutto, ma rimasto segnacolo di fede, di onore, di altruismo a tutta l'umanità civile...". -
Lotto 115 Dino Alfieri (Bologna 1886 - Milano 1966)
Fascismo
Cartolina autografa firmata
Una pagina
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Uomo politico e diplomatico fascista, fu ministro della cultura popolare dal 1937 al 1939. Cartolina autografa firmata, s.d. Al verso della cartolina è raffigurata una seduta del Gran Consiglio del Fascismo. Testo: "Grazie per i confetti. Ma: questo è il mondo alla rovescia!". Si riconoscono, tra gli altri gerarchi, Benito Mussolini e Luigi Federzoni, seduti ad un tavolo con alcune carte.
Curiosa la somoglianza tra la firma di Alfieri e quella di Hitler. -
Lotto 116 Giorgio Almirante (Salsomaggiore 1914 - Roma 1988)
Movimento Sociale Italiano - Calabria
Lettera dattiloscritta firmata
Una pagina in-4
Firma/data: Roma 17.11.1986
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera dattiloscritta firmata, datata Roma 17.11.1986 del leader del M.S.I, diretta all'onorevole Raffaele Valensise. "Sono favorevole all'incontro da te progettato sui temi della crisi calabrese; e quindi considerami a tua disposizione..." Una pagina in-4, su carta intestata. -
Lotto 117 Leonida Bissolati (Cremona 1857 - Roma 1920)
Avanti
Lettera autografa firmata, su cartolina postale viaggiata
Una pagina
Firma/data: Roma 19.4.1916
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, su cartolina postale viaggiata datata Roma 19.4.1916 dell'uomo politico, tra i massimi esponenti del movimento socialista, co-fondatore del Partito Socialista Riformista Italiano e primo direttore dell''Avanti' (1896) diretta alla redazione del 'Secolo XX' di Milano. "non sono davvero nella disposizione di spirito da scrivere articoli. Fra giorni sarò di nuovo coi miei alpini pei ghiacciaj dell'Adamello. (Il mio 4° fu trasferito dal Monte Nero in Val Camonica)...". Bissolati fu uno dei più autorevoli leaders dell'intervento nella grande guerra. Si arruolò volontario a 58 anni compiuti nel 4º reggimento alpini, col grado di sergente. Partecipò ai combattimenti per la conquista del Monte Nero; fu ferito due volte e fu decorato di medaglia d'argento. Alternò la permanenza al fronte con soggiorni a Roma per i lavori parlamentari. Nel giugno 1916 entrò come ministro nel governo Boselli con il compito di collegare il governo al fronte. Sotto l'influsso di Cadorna, prese una posizione contro i pacifisti che volevano una pace di compromesso. La tragedia di Caporetto la visse al fronte portandolo a una grave crisi personale. Nell'autunno 1917, con il governo Orlando assunse la responsabilità dell'Assistenza militare e delle Pensioni di guerra. Dopo un violento scontro con il ministro degli esteri Sonnino, il 28 dicembre 1918, rassegnò le dimissioni dal governo. -
Lotto 118 Ivanoe Bonomi (Mantova 1873 - Roma 1952)
Partito Socialista Riformista
Biglietto e altre carte
Una pagina in-16
Firma/data: 10 luglio 1942
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 3
Uomo politico e giornalista, tra i fondatori del Partito socialista riformista (1912), ricoprì numerosi incarichi di governo, ma con l'avvento del fascismo si ritirò dalla vita politica. Vi tornò dopo la liberazione di Roma, divenendo una delle figure chiave della prima età repubblicana. Dopo il 25 luglio 1943 fu a capo del Comitato nazionale delle correnti antifasciste e, dopo l'8 settembre, del Comitato centrale di liberazione nazionale e fu designato all'unanimità, dopo la liberazione della capitale, come capo del governo (9 giugno 1944). Dimessosi il 26 novembre successivo, costituì un nuovo gabinetto (12 dicembre 1944-12 giugno 1945). Membro della Consulta nazionale, fu deputato alla Costituente (nella lista dell'Unione Democratica Nazionale), presidente della commissione dei trattati, senatore di diritto nella prima legislatura repubblicana e (dal 1948 alla morte) presidente del Senato.
Curiosa raccomandazione del politico antifascista al Ministro dei lavori pubblici per rimediare, per la villa di una persona amica, materiali edili contingentati in periodo di guerra. Nel lotto anche altre carte. -
Lotto 119 Giorgio Almirante (Salsomaggiore 1914 - Roma 1988)
Movimento Sociale Italiano
Lettera autografa firmata
Una pagina
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Dedica autografa firmata (1977) su dépliant dell'Hotel Centrale di Cernobbio. "All'amico Elio...". -
Lotto 120 Senatore Borletti (Milano 1880 - ivi 1939)
Adriano Lualdi - Conte Segré
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8 su bifolio
Firma/data: 7 Agosto 1925
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Potenziò l'industria del lino e della canapa, fondò nel 1917 La Rinascente e acquistò (1930), con F. Marinotti, la SNIA-Viscosa di cui fu anche presidente. Finanziatore e sostenitore dell'impresa di Fiume di D'Annunzio, iscritto al Partito nazionale fascista dal 1924, fu nominato senatore (1929), cav. del lavoro (1935), conte (1937). Lettera autografa firmata, datata 7 Agosto 1925, diretta al maestro Adriano Lualdi, nella quale comunica di essere profondamente dispiaciuto per una sua "orribile mancanza" nei confronti dell'amico. "Si vede che ero tanto ansioso di andarmene da questo inferno milanese, che ho dimenticato anche i più recenti doveri. Mi dica se la presentazione al Conte Segré ancora le interessa...". Due pagine in-8, su bifolio, carta intestata. E' unito biglietto autografo, sempre indirizzato a Lualdi, di ringraziamenti. -
Lotto 121 Paolo Boselli (Savona 1838 - Roma 1932)
Generale Scarpini
Due lettere firmate
Quattro pagine in-8
Firma/data: 31 Lug. 1924 Torino
Roma 8 maggio 1888
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Illustre giurista, docente e uomo politico, fu primo ministro del Regno d'Italia dal giugno 1916 all'ottobre 1917, dimissionario dopo la fatale sconfitta di Caporetto. Due lettere firmate (la prima, datata 31 Lug. 1924 Torino, integralmente autografa; la seconda, datata Roma 8 maggio 1888 di mano del segretario). Si riporta un passo a titolo di esempio: "Lessi con piacere le due pagine schiette e gagliarde e vere, se presso tutte le genti amore e giustizia prevalessero alla forza. Lessi con commozione le pagine in cui vive il Gen. Scarpini: valore e fede...". Quattro pagine in-8 in totale, carta intestata. -
Lotto 122 Paolo Boselli (Savona 1838 - Roma 1932)
Primo ministro del Regno d'Italia
Ritratto fotografico applicato su passepartout con dedica autografa firmata
cm 21,5x15,5 - applicata su passepartout
Firma/data: 1929
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Ritratto fotografico con dedica autografa firmata dell’illustre giurista e uomo politico, ministro dell’agricoltura nel 1893 e primo ministro del Regno d'Italia dal 18 giugno 1916 al 30 ottobre 1917 (dimissionario dopo la sconfitta di Caporetto). "All'Ing. Giovanni Conti, 1929". 'Fotografia La Serenissima - Roma'. -
Lotto 123 Costanzo Ciano (Livorno 1876 - Ponte a Moriano 1939)
Fascismo
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: Roma 26 dicembre 1921
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata datata Roma 26 dicembre 1921 del militare e uomo politico, conte di Castellazzo e di Buccari, padre di Galeazzo, presidente della Camera dei deputati del Regno d'Italia dal 1934 al 1939. "Le rimetto la specifica delle navi da Lei domandatemi. Questa sera parto e sarebbe bene che qualche cosa fosse definito...". La lettera riguarda l'attività della compagnia il Mare, posseduta da Giovanni Agnelli e gestita da Ciano fino al 1922. Una pagina in-8, su carta intestata. -
Lotto 124 Bettino Craxi (Milano 1934 - Hammamet 2000)
Partito Socialista Italiano - elezioni politiche 1972
Dedica autografa firmata, al verso di cartolina fotografica
Una pagina
Firma/data: Maggio 1972
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Dedica autografa firmata, al verso di cartolina fotografica raffigurante il leader del PSI. "Maggio 1972. Elezioni politiche. A Borgato Riccardo.". E' presente altra firma autografa (pennarello rosso). -
Lotto 125 Emilio De Bono (Cassano d'Adda 1866 - Verona 1944)
Aldo Finzi - Piero Ginori Conti
Lettera autografa firmata
Quattro pagine in-8
Firma/data: Napoli il 30.11.1925
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 5
Bella lettera autografa firmata, datata Napoli il 30.11.1925 del gerarca fascista, uno dei quadrumviri che guidarono la marcia su Roma nel 1922, maresciallo d'Italia e membro del Gran Consiglio, ministro delle Colonie del Regno d'Italia dal 1929 al 1935, diretta all'amico Aldo Finzi, nella quale ricorda i bei tempi trascorsi assieme. "Saprai che le mie dolorose peripezie hanno culminato nel deperimento organico e mentale della mia povera moglie, la quale è ora ricoverata in casa di salute. Migliora, ma assai lentamente ed io porto con me tal genere di spina nel cuore! (...) ma non voglio pensare ai tormenti. Ricordo invece con caro piacere i tanti mesi che abbiamo lavorato con tanta serenità insieme. E come si andava bene!...". Coinvolto, dalle indagini successive, nell'assassinio di Matteotti, Finzi venne costretto alle dimissioni il 17 giugno 1924 dall'incarico di sottosegretario agli Interni che ricopriva, insieme ad Emilio De Bono. Forse per difendere la propria onorabilità, oppure per tutelare la propria sicurezza personale o anche solo per salvaguardare la propria posizione politica, sembra che Finzi avesse allora fatto circolare un memoriale sotto forma di lettera privata al fratello Gino, contenente rivelazioni compromettenti riguardo ad una squadra speciale alle dipendenze del Ministero dell'Interno, minacciando ambiguamente di volerlo rendere pubblico. Quale che sia stata la responsabilità di Finzi nel caso Matteotti, ad oggi non ancora chiarita, più che i contatti tenuti con l'opposizione, certamente nocque alla sua carriera politica il marchio d'inaffidabilità derivantegli dall'ambigua e contraddittoria gestione dell'affaire del memoriale. Quattro pagine in-8. Unita busta con indirizzo autografo. Sono accluse: una lettera dattiloscritta datata al 1931 (copia) diretta a Piero Ginori Conti, (una pagina in-4), più tre missive dattiloscritte firmate di quest'ultimo dirette a De Bono. Piero Ginori Conti, principe di Trevignano, fu il primo al mondo a sfruttare l'energia geotermica per la produzione industriale di corrente elettrica -
Lotto 126 Armando Diaz (Napoli 1861 - Roma 1928)
Prima Guerra Mondiale
Lettera dattiloscritta firmata
Una pagina in-4, su bifolio
Firma/data: Roma 3 settembre 1923
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera dattiloscritta firmata, datata Roma 3 settembre 1923 del Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito Italiano durante la Grande Guerra, all'epoca ministro della Guerra, diretta al Generale di corpo d'armata Stefano Lombardi. "pur avendo aderito al desiderio espresso dalla E.V. di ritardare la pubblicazione del decreto che La riguarda, non può che dar regolare corso al decreto stesso...". Una pagina in-4, su bifolio, carta intestata. -
Lotto 127 Luigi Federzoni (Bologna 1878 - Roma 1967)
Reale Accademia d’Italia
Documento a stampa firmato
Due pagine in-4
Firma/data: Roma 4 agosto 1939-XVII
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Importante documento a stampa firmato dal Presidente della Reale Accademia d’Italia, datato Roma 4 agosto 1939-XVII. Comunica in qualità di Presidente della Reale Accademia d'Italia "agli Accademici e Aggregati della Classe di Scienze morali e storiche e della Classe di Scienze fisiche, matematiche e naturali", relativo alla fusione tra l'Accademia dei Lincei e la Reale Accademia d'Italia. Incipit: "In relazione al recente provvedimento che ha stabilito la fusione della R. Accademia dei Lincei con la Reale Accademia d'Italia di tutte le attività già esercitate dall'Accademia dei Lincei, fuse con quelle similari già edite dalla Reale Accademia d'Italia, seguiteranno ad esser stampate come di consueto, iniziando però, a partire dal 1° luglio 1939 XVII, nuove serie che costituiranno il complesso degli 'Atti della Reale Accademia d'Italia', divisi in 'Rendiconti' e 'Memorie delle due classi'. Seguiteranno pure ad essere pubblicate senza interruzione, sotto il nome dell'Accademia d'Italia, le 'Notizie degli scavi' e i 'Monumenti Antichi', le serie delle pubblicazioni del 'Comitato per l'Edizione Nazionale dei Classici Latini e Greci', della 'Commissione per gli Atti delle Assemblee Costituzionali Italiane', della 'Commissione per lo studio delle grandi calamità'...". Due pagine in-4, su carta intestata 'Reale Accademia d'Italia'. Lievi strappi alle pieghe centrali. Macchia di umidità al margine destro.
Il dualismo che si era venuto a creare tra i Lincei e l'Accademia d'Italia ebbe il suo epilogo nel 1939. Con la legge n. 755 dell'otto giugno si decretava la fusione della Reale Accademia nazionale dei Lincei con la Reale Accademia d'Italia. Più che una fusione fu una vera e propria assimilazione; l'Accademia d'Italia entrò in possesso, infatti, di tutto il patrimonio e le residue attività dei Lincei. A completare la fusione, i soci Lincei venivano inseriti nell'organico dell'Accademia d'Italia solo come soci aggregati, quindi privi della pensione accademica che venne concessa solo all'ex presidente Federico Milosevich divenuto membro aggregato dell'Ufficio di presidenza. -
Lotto 128 Enrico Ferri (San Benedetto Po 1856 - Roma 1929)
Antonio Pesenti
Lettera autografa firmata, su cartolina postale viaggiata
Una pagina
Firma/data: Roma dat. 30.V.1910
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, su cartolina postale viaggiata datata Roma dat. 30.V.1910 del criminologo e uomo politico, allievo di Cesare Lombroso, direttore dello storico quotidiano 'Avanti!' e segretario del PSI nel 1896, diretta ad Antonio Pesenti, nella quale prende accordi per un incontro. "Quando viene a Roma, la vedrò volentieri e sono a sua disposizione...". -
Lotto 129 Roberto Forges-Davanzati (Napoli 1880 - Roma 1936)
Adriano Lualdi
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: Capri 16 Luglio 1930 Anno VIII
Stato di conservazione: buono (foro di archiviazione)
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata Capri 16 Luglio 1930 Anno VIII dell'uomo politico e giornalista, tra i principali esponenti del fascismo intransigente, membro del Gran Consiglio del Fascismo nel biennio 1928-29 e direttore de 'La Tribuna' dal 1925 alla morte, diretta al maestro Adriano Lualdi. "Disponga pure del mio nome, se bene pro valga. Poiché sarò a Venezia tra il 7 e il 14 per la Commissione dei [...] della Biennale e per due lezioni all'università per gli stranieri, verrò assai volentieri...". 1 p. in-8, carta int. -
Lotto 130 Piero Giacosa (Parella 1853 - Torino 1928)
I guerra mondiale - rispetto tra i popoli - rischi disequilibrio - Aldo Noseda
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: Torino 17 aprile 1915
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Interessante lettera autografa firmata, datata Torino 17 aprile 1915 dell'entomologo, fisiologo, scrittore e docente, fratello del più noto Giuseppe, diretta al critico musicale Aldo Noseda (1853-1916), fra i più influenti editorialisti musicali dell'epoca.
Notevole la riflessione sullo svolgimento e l'insegnamento atteso dalla prima guerra mondiale: "Vedo che ormai le cose si avvicinano al loro termine naturale e che anche la resistenza tanto vantata dalla Germania comincia a vacillare. Purché questa guerra insegni ai popoli la moderazione e il rispetto reciproco; non vorrei che la pace segnasse anche a profitto di quella parte alla quale auguro la vittoria, un tale vantaggio da costituire ingiustizia, un elemento di disequilibrio...". Una pagina in-8, su carta intestata. -
Lotto 131 [Rodolfo Graziani (Frosinone 1882 - Roma 1955)]
Nomina di Graziani a presidente a vita dell'Associazione Nazionale Combattenti d'Italia
Lettera dattiloscritta firmata
Una pagina in-4
Firma/data: Milano 10 giugno 1952
Stato di conservazione: buono (lacune al margine destro ledono parte del testo)
Numero componenti del lotto: 2
Lettera dattiloscritta firmata di Mario M. Ravenna (segretario del comitato promotore del Convegno Sociale Repubblicano, legionario in Africa Orientale 1935-1937) datata Milano 10 giugno 1952, diretta a Graziani, nella quale gli comunica che i camerati, lo hanno acclamato presidente a vita dell'Associazione Nazionale Combattenti d'Italia. Una pagina in-4, margine destro sciupato. È accluso documento dattiloscritto (con correzioni manoscritte) contenente la trascrizione di una mozione politica del M.S.I. votata l'8 giugno 1952 a Milano. Lacune al margine destro ledono parte del testo. Negli anni '50 l'ex Maresciallo d'Italia aveva aderito al Movimento sociale italiano, del quale divenne presidente onorario nel marzo 1953.
L'Associazione Nazionale Combattenti d'Italia, ente ufficialmente riconosciuto e nella sua attività organizzativa ed assistenziale largamente favorito dal Governo Fascista, fu fondata nel 1919. Il Duce, con Decreto 2 marzo 1925, vi nominò un Triunvirato di Reggenza che, sotto la Sua Alta vigilanza, ne ordinasse il funzionamento in perfetta armonia col Regime. L'associazione venne soppressa con l'art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977. -
Lotto 132 Pietro La Cava (Corleto Perticara 1835 - Roma 1912)
Generale Achille Afan de Rivera
Lettera autografa firmata
Una pagina
Firma/data: Castellammare di Stabia 11-7-(1)903
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata Castellammare di Stabia 11-7-(1)903, su cartolina postale, dell’uomo politico lucano più volte ministro del Regno d’Italia diretta al Generale Achille Afan de Rivera "In uno di questi giorni sarò da te all’ora indicatami. Colazione simile alla tua. Per partire alla volta di Roma troverò difficoltà…". Indirizzo autografo e timbri postali al verso. Accluso ritratto dell’onorevole La Cava (cm 15,5 x 10,5) tratto da una pubblicazione a stampa dell'epoca. -
Lotto 133 Ugo La Malfa (Palermo 1903 - Roma 1979)
Partito Repubblicano Italiano
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: Roma 21.2.1962
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera autografa firmata, datata Roma 21.2.1962 del segretario del PRI dal 1965 al 1975, diretta ad un "Caro Federico". "Grazie del tuo affettuoso biglietto. E si trattasse di bello! Ma si tratterà di guai...".Una pagina in-8, su carta intestata 'Il ministro del Bilancio'. -
Lotto 134 Achille Landini (Milano 1890 - ivi 1971)
Storia aviazione
Firma autografa su cartolina postale
Una pagina
Firma/data: 5-9 ottobre 1913
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Aviatore italiano, pioniere dell'aviazione e pilota da competizione, svolse l'incarico di pilota collaudatore per la Helios, per la Società Italiana Aviazione (SIA) e infine per l'Aeronautica Gabardini. Firma autografa su cartolina postale, ricordo della gara 'Circuito dei laghi italiani, 5-9 ottobre 1913'. Al verso è presente l'elenco con tutti gli aviatori iscritti. -
Lotto 135 Ferruccio Lantini (Desio 1886 - Roma 1958)
Musica - Adriano Lualdi
Lettera dattiloscritta con firma e poscritto autografi
Una pagina in-8
Firma/data: Roma 29 dicembre 1938 Anno XVIII
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera dattiloscritta con firma e poscritto autografi, datata Roma 29 dicembre 1938 Anno XVIII dell'uomo politico fascista, ministro delle Corporazioni del Regno d'Italia dal 1936 al 1939, diretta al maestro Adriano Lualdi, nella quale si rammarica per non aver potuto assistere alla "prima rappresentazione de 'La figlia del Re'...". Una pagina in-8, su carta intestata.
Lantini nel 1921 partecipò al congresso fascista di Roma, dove fu nominato rappresentante per la Liguria nel comitato centrale del partito, incarico che mantenne fino al gennaio 1923, quando fu designato alto commissario politico regionale per la Liguria. Nel 1922 divenne anche segretario politico del fascio di Genova e membro del direttorio federale provinciale. Da gennaio a marzo 1923 fece parte del gruppo di competenza del Partito Nazionale Fascista per le pubbliche amministrazioni, che aveva l'incarico di elaborare una riforma generale della burocrazia. Inoltre dall'aprile all'ottobre dello stesso anno fu membro della giunta esecutiva del PNF. Dopo la caduta del fascismo, si ritirò a vita privata, non aderendo alla RSI. -
Lotto 136 Domenico Larussa (Catanzaro 1900 - 1975)
Senatore del Regno d'Italia
Fotografia con dedica autografa firmata, cm 24x18
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Fotografia con dedica autografa firmata dell'uomo politico calabrese, senatore del Regno d'Italia e vice commissario per il Turismo, immortalato assieme ad un amico. -
Lotto 137 Marino Lazzari (Alatri 1883 - Nettuno 1975)
Conservatorio musicale di Napoli - corsi per i ragazzi indigenti
Due lettere dattiloscritte firmate
Due pagine in-8
Firma/data: 1938 e 1940
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 2
Due lettere dattiloscritte firmate, datate al 1938 e al 1940 del letterato e uomo politico, stretto collaboratore di Giuseppe Bottai, direttore generale delle Antichità e delle Belle Arti dal 1938 al 1943, diretta al maestro Adriano Lualdi, su questioni relative al Conservatorio musicale di Napoli, diretto da quest'ultimo. "Mi compiaccio vivamente con te per l'efficace e autorevole patrocinio svolto per ottenere l'assegnazione di un centinaio di posti nell'erigendo Istituto per il ricovero e l'educazione dei figli del popolo ed altrettanti ragazzi poveri che, dotati di buone disposizioni musicali, intendano frequentare i corsi di codesto Conservatorio....". Due pagine in-8, su carta intestata. -
Lotto 138 Giovanni Malagodi (Londra 1904 - Roma 1991)
Partito Liberale Italiano - Conferimento commendatore dell'ordine al merito della Repubblica italiana
Lettera dattiloscritta firmata
Due pagine in-4
Firma/data: 19 giugno 1973
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera dattiloscritta firmata, datata 19 giugno 1973 di uno dei massimi esponenti del PLI, di cui fu Segretario Nazionale dal 1954 al 1972, presidente (1972-1977) e Presidente Onorario dal 1977, dirette ad Augusto Scrocca, scritte all'epoca in cui Malagodi ricopriva la carica di ministro del Tesoro. "Mi è gradito parteciparle che con Decreto Presidenziale in data 2 giugno 1973, la S.V. è stata insignita, su mia proposta, della onorificenza di Commendatore dell'Ordine 'Al merito della Repubblica Italiana'. Due pagine in-4, carta intestata. -
Lotto 139 Angelo Manaresi (Bologna 1890 - ivi 1965)
X Battaglione Alpini
Lettera dattiloscritta firmata
Una pagina in-8
Firma/data: Roma, 12 Nov. 1932
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera dattiloscritta firmata, Roma, 12 Nov. 1932 dell'ufficiale del Regio Esercito Italiano (Comandante del X Battaglione Alpini) e uomo politico (podestà e sottosegretario del Ministero della Guerra) diretta a Maria Romano, preside del R. Istituto Magistrale 'Margherita di Savoia'. Declina cortesemente un invito. "Le sono assai grato del cortese invito rivoltomi per la inaugurazione della targa riproducente il Comunicato della Vittoria nel R. Istituto Magistrale Margherita di Savoia da Lei presieduto. Molto volentieri sarei intervenuto, ma me ne manca la possibilità…". Una pagina in-8, carta intestata 'Ministero della Guerra - Il sottosegretario di Stato'.
Come alpino, quando il Comando Supremo lo pose innanzi alla scelta di assumere l'incarico di ufficiale di Propaganda o di avvocato presso un tribunale militare nelle retrovie, rifiutò decisamente l'imposizione, frequentando a Verona un breve corso per ufficiale di Stato maggiore e ottenendo la promozione a capitano nei primi giorni novembre. Nel mese di ottobre con la disfatta di Caporetto, il suo reparto dovette abbandonare al nemico il Monte Cauriol ripiegando su una nuova linea del fronte situata sul massiccio del Monte Grappa. A metà del mese dicembre partecipò ai sanguinosi combattimenti in difesa delle posizioni di Monte Medàta, rimanendo gravemente ferito ad un piede il giorno 14. Ricoverato in vari ospedali delle retrovie, fu decorato con una seconda Medaglia di bronzo al valor militare. Riprese servizio al suo reparto, allo schierato in Val d'Astico, nell’agosto 1918, e il 31 ottobre successivo il battaglione si lanciò all'attacco sulla direttrice Val Lagarina-Rovereto-Trento. Alle ore 16 del 3 novembre il "Feltre" entrò in Trento liberata. Posto in congedo nel settembre 1919, decorato con la Croce di guerra al valor militare, ritornò alla vita civile. Nel 1926 è nominato presidente dell'Opera nazionale combattenti, ricoprendo tale incarico fino al 1929, e nel 1928 è nominato Commissario Straordinario dell'Associazione nazionale alpini, divenendone Presidente nel 1929. Nel 1930 diviene anche Presidente del Club Alpino Italiano e dallo stesso anno fino all'agosto 1935 ricoprì l’incarico di Podestà di Bologna. Nel marzo 1942 si recò due volte in visita ai reparti schierati sul fronte russo e nel marzo 1943, dopo la disfatta dell’ARMIR fu l’unico gerarca che ebbe il coraggio di andare, allestendo un treno di viveri, vestiario, e generi di conforto, incontro ai reduci della Campagna di Russia. Dopo la caduta del fascismo, avvenuta il 25 luglio 1943 confermò la sua fedeltà al Re con un telegramma, lasciando nel contempo l’incarico di Presidente dell’ANA. Per questo telegramma fu poi arrestato da militi della RSI il 17 settembre, su denuncia di Enrico Cucciari, qualche giorno dopo la firma dell’armistizio di Cassibile. Incarcerato a San Giovanni in Monte fu successivamente rilasciato su ordine di Mussolini. Ritornato alla vita civile riprese la sua professione, e dopo la fine della guerra fu presidente del Rotary Club cittadino dal 1959 al 1961. Si spense a Bologna il 6 aprile 1965, rimanendo fino all’ultimo attivo nella locale sezione dell’Associazione Nazionale Alpini che ora porta il suo nome -
Lotto 140 [Benito Mussolini (Dovia di Predappio 1883 - Giulino di Mezzegra 1945)]
Fascismo
Istantanea applicata su passepartout, cm 22x15,5
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Istantanea (22 x 15,5 cm - applicata su passepartout) del Duce, immortalato a Roma nel 1940 durante un'adunata con ufficiali italiani e tedeschi. -
Lotto 141 Egilberto Martire (Roma 1887 - ivi 1952)
Azione cattolica - Adriano Lualdi
Lettera autografa firmata
Una pagina in-8
Firma/data: Li 14 dicembre 1933-XII
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Giornalista e uomo politico, cattolico fervente, vicepresidente della Gioventù cattolica italiana, fu per molti anni combattivo articolista del 'Corriere d'Italia'. Deputato popolare per più legislature, nel 1924, dopo la secessione dell'Aventino, fu tra i fondatori del Centro cattolico nazionale, favorevole al fascismo. Lettera autografa firmata, dat. Li 14 dicembre 1933-XII, diretta al maestro Adriano Lualdi. "Grazie del tuo Viaggio. Lo leggerò con l'attenzione trepida di un incompetente: ma anch'io vado cercando delle armonie!...". Una pagina in-8, carta intestata. -
Lotto 142 Filippo Meda (Milano 1869 - Milano 1939)
Giovanni Tebaldini
Lettera autografa firmata
Due pagine in-8
Firma/data: 27.7.1918
Stato di conservazione: buono (margine lievemente sciupato)
Numero componenti del lotto: 1
Illustre uomo politico, banchiere e giornalista, fra i massimi esponenti del movimento cattolico italiano tra XIX e XX sec., fu ministro delle Finanze dal 1916 al 1919 e ministro del Tesoro nel biennio 1920-21. Ebbe un ruolo centrale nel riportare l'elettorato cattolico nella vita politica italiana. Lettera autografa firmata, datata 27.7.1918 diretta al maestro Giovanni Tebaldini (1864-1952). "Non posso che plaudire al proposito che ella mi manifesta. Vorrei essere il ministro della pubblica istruzione o quello dell'interno per aiutarla a tradurre in atto: ma penso che i miei due colleghi non mancheranno di darle tutto il loro appoggio...". Due pagine in-8, carta intestata. -
Lotto 143 [Benito Mussolini (Dovia di Predappio 1883 - Giulino di Mezzegra 1945)]
Colonie italiane
Undici istantanee, cm 16x10,5
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 11
Insieme di undici istantanee relative ad una visita del Duce in Libia, immortalato assieme a vari gerarchi fascisti, tra i quali il governatore Italo Balbo. Il 18 marzo 1937 Mussolini era sbarcato a Tobruk dall'incrociatore 'Pola' per inaugurare la via Balbia, che attraversava tutta la costa libica. La visita durò fino al 21 e vide Mussolini percorrere vaste zone della Libia con l'aereo e l'auto. -
Lotto 144 Francesco Saverio Nitti (Melfi 1868 - Roma 1953)
Cassa di Mutuo Soccorso
Lettera dattiloscritta firmata
Una pagina in-8
Firma/data: Roma addì 27 aprile 1913
Stato di conservazione: buono
Numero componenti del lotto: 1
Lettera dattiloscritta firmata, datata "Roma addì 27 aprile 1913" dell'economista, uomo politico e antifascista, tra i massimi esponenti del Meridionalismo, Presidente del Consiglio dei ministri del Regno d'Italia nel biennio rosso (1919-20).
La lettera è diretta al Principe Piero Ginori Conti, circa un aiuto economico in favore della Cassa di Mutuo Soccorso di Piombino. "Il mio ministero potrebbe soltanto dare un piccolo contributo alla Cassa di Mutuo Soccorso di recente istituita dall'Ufficio del Lavoro di Piombino...". Una pagina in-8, su carta intestata. Sottolineature di altra mano a penna e a matita blu. Nitti ebbe sempre grande interesse per la condizione operaia. Nel 1888 pubblicò il saggio 'L'emigrazione italiana e i suoi avversari'. Mentre esponeneti politici come Giolitti e De Gasperi, diedero la fiducia a Mussolini, Nitti si rifiutò di riconoscere la legittimità del governo fascista, iniziando ad essere vittima di intimidazioni fasciste. Mussolini, non avendo digerito il dissenso di Nitti, inivò un gruppo di squadristi che minacciarono lui e la sua famiglia, inducendoli a prendere la via dell'esilio. Nel 1943 fu arrestato dalla Gestapo a Tolsa e fu deportato in Austria. Dopo la fine della seconda guerra mondiale tornò nella sua amata Italia e morì nel 1953 a Roma.