Russia e Ucraina. 1960-1980

Russia e Ucraina. 1960-1980

mercoledì 13 settembre 2023 ore 18:00 (UTC +01:00)
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  • Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018). Paesaggio riflesso, 1964
    Lotto 1

    Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018)
    Paesaggio riflesso, 1964
    Inchiostro nero a penna su carta
    30,8 x 42,8 cm
    Data: "64", a pennarello, al recto
    Firma: "V. Yankilevsky", a pennarello, al recto
    Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
    Stato di conservazione superficie: 90% (piccole macchie)
    Stato di conservazione supporto: 90% (piccole pieghe, piccoli danni ai margini, importanti residui di colla al verso)

    Vladimir Yankilevsky è uno dei protagonisti del cosiddetto movimento "non conformista", di opposizione ai canoni del realismo socialista, sviluppatosi in Russia tra gli anni Sessanta e Ottanta. Figlio del pittore Boris Isaakovich Yankilevsky (1907-1987), si è diplomato nel 1962 presso l'Istituto Poligrafico di Mosca. Nello stesso anno, su invito della sua ex insegnante Eliya Belyutin, partecipò a una mostra di grande risonanza alla Bolshaya Kommunisticheskaya ("Taganka"). Pochi giorni dopo, fu invitato alla esposizione "30 Years of the Moscow Union of Artists" (30 лет МОСХA") nel Maneggio della Capitale, dove Nikita Krusciov (1894-1971) criticò aspramenente i suoi dipinti. A seguito del battibecco con il presidente dalla Unione sovietica, Yankilevsky fu isolato dai percorsi espositivi ufficiali e per guadagnarsi da vivere lavorò come artista-designer nelle case editrici di Mosca. Solo nel 1975, quattro anni dopo la morte di Kruscev, poté partecipare a una mostra nel padiglione "Apicoltura" al complesso dello VDNH di Mosca e per la prima volta nel 1978 tenne una mostra retrospettiva. Fin dai primi anni '60, l'artista riunisce le sue composizioni sotto il tema dello "Spazio delle esperienze" ("Пространство переживаний"), dove l'arte è intesa come un tentativo di rappresentare il confronto delle forze del mondo vissuto attraverso l'esperienza umana, ponendo così l'uomo sullo sfondo dell'eternità della natura. Yankilevsky si concentra su una figurazione di tipo psicologico, spesso drammatico. Similmente negli anni '70, Yankilevsky si dedicò alle "scatole esistenziali", che personificavano lo spazio limitato dell'esistenza umana, in particolare la contraddizione tra i sogni e le restrizioni imposte dall'ambiente sociale: altro tema in aperta opposizione alle rigide strutture sociali sovietiche.
    Le opere di Yankilevsky sono state esposte in 40 mostre personali (a Mosca, San Pietroburgo, New York, Bochum, Parigi e Londra) e più di 170 mostre collettive, tra cui "RUSSIA!" al Guggenheim Museum di New York nel 2005. Oggi le sue opere sono conservate nei principali musei russi (Galleria Tretyakov, Museo Statale Russo, Museo Pushkin, Museo d'Arte Moderna, ART4.RU a Mosca; Museo nuovo, San Pietroburgo) e in molti musei internazionali (Musei Ludwig, Colonia; Galleria Nazionale d'Arte, Budapest; Centro Georges Pompidou, Parigi; Pinacoteca di Dresda; Museo comunale, Bochum; Museo Zimmerli, New Brunswick; Galleria Nazionale, Praga; collezione Costakis, Atene; collezione di “Arte perseguitata” di Kenda e Jacob Bar-Gera, Colonia).

  • Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018). Anatomia dei sentimenti, 1965
    Lotto 2

    Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018)
    Anatomia dei sentimenti, 1965
    Inchiostro nero a penna su carta
    30,6 x 35,7 cm
    Data: "65", a pennarello, al recto
    Firma: "V. Yankilevsky", a pennarello, al recto
    Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
    Stato di conservazione superficie: 90% (macchie)
    Stato di conservazione supporto: 95%

    Vladimir Yankilevsky è uno dei protagonisti del cosiddetto movimento "non confirmista", di opposizione ai canoni del realismo socialista, sviluppatosi in Russia tra gli anni Sessanta e Ottanta. Figlio del pittore Boris Isaakovich Yankilevsky (1907-1987), si è diplomato nel 1962 presso l'Istituto Poligrafico di Mosca. Nello stesso anno, su invito della sua ex insegnante Eliya Belyutin, partecipò a una mostra di grande risonanza alla Bolshaya Kommunisticheskaya ("Taganka"). Pochi giorni dopo, fu invitato alla esposizione "30 Years of the Moscow Union of Artists" (30 лет МОСХA") nel Maneggio della capitale, dove Nikita Krusciov (1894-1971) criticò aspramenente i suoi dipinti. A seguito del battibecco con il presidente dalla Unione sovietica, Yankilevsky fu isolato dai percorsi espositivi ufficiali e per guadagnarsi da vivere lavorò come artista-designer nelle case editrici di Mosca. Solo nel 1975, quatro anni dopo la morte di Kruscev, poté partecipare a una mostra nel padiglione "Apicoltura" al complesso dello VDNH di Mosca e per la prima volta nel 1978 tenne una mostra retrospettiva. Fin dai primi anni '60, l'artista riunisce le sue composizioni sotto il tema dello "Spazio delle esperienze" ("Пространство переживаний"), dove l'arte è intesa come un tentativo di rappresentare il confronto delle forze del mondo vissuto attraverso l'esperienza umana, ponendo così l'uomo sullo sfondo dell'eternità della natura. Yankilevsky si concentra su una figurazione di tipo psicologicho, spesso drammatico. Similmente negli anni '70, un'altra idea fondamentale del lavoro di Yankilevsky furono le "scatole esistenziali", che personificavano lo spazio limitato dell'esistenza umana, in particolare la contraddizione tra i sogni e le restrizioni imposte dall'ambiente sociale: altro tema in aperta opposizione alle rigide strutture sociali sovietiche.
    Le opere di Yankilevsky sono state esposte in 40 mostre personali (a Mosca, San Pietroburgo, New York, Bochum, Parigi e Londra) e più di 170 mostre collettive, tra cui "RUSSIA!" al Guggenheim Museum di New York nel 2005. Oggi le sue opere sono conservate nei principali musei russi (Galleria Tretyakov, Museo Statale Russo, Museo Pushkin, Museo d'Arte Moderna, ART4.RU a Mosca; Museo nuovo, San Pietroburgo) e in molti musei internazionali (Musei Ludwig, Colonia; Galleria Nazionale d'Arte, Budapest; Centro Georges Pompidou, Parigi; Pinacoteca di Dresda; Museo comunale, Bochum; Museo Zimmerli, New Brunswick; Galleria Nazionale, Praga; collezione Costakis, Atene; collezione di “Arte perseguitata” di Kenda e Jacob Bar-Gera, Colonia).

  • Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018). Dall'album "Anatomie dei Sentimenti. Introduzione I"; 9 studi, 1972
    Lotto 3

    Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018)
    Dall'album "Anatomie dei Sentimenti. Introduzione I"; 9 studi, 1972
    Calcografia su carta
    28,3 x 23,9 cm (lastra)
    37,4 x 28,2 cm
    Data: "72", a matita, al recto
    Firma: "V. Yankilevsky", a matita, al recto
    Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
    Stato di conservazione superficie: 90% (leggere macchie)
    Stato di conservazione supporto: 90% (leggere pieghe e ondulature)

    Vladimir Yankilevsky è uno dei protagonisti del cosiddetto movimento "non confirmista", di opposizione ai canoni del realismo socialista, sviluppatosi in Russia tra gli anni Sessanta e Ottanta. Figlio del pittore Boris Isaakovich Yankilevsky (1907-1987), si è diplomato nel 1962 presso l'Istituto Poligrafico di Mosca. Nello stesso anno, su invito della sua ex insegnante Eliya Belyutin, partecipò a una mostra di grande risonanza alla Bolshaya Kommunisticheskaya ("Taganka"). Pochi giorni dopo, fu invitato alla esposizione "30 Years of the Moscow Union of Artists" (30 лет МОСХA") nel Maneggio della capitale, dove Nikita Krusciov (1894-1971) criticò aspramenente i suoi dipinti. A seguito del battibecco con il presidente dalla Unione sovietica, Yankilevsky fu isolato dai percorsi espositivi ufficiali e per guadagnarsi da vivere lavorò come artista-designer nelle case editrici di Mosca. Solo nel 1975, quatro anni dopo la morte di Kruscev, poté partecipare a una mostra nel padiglione "Apicoltura" al complesso dello VDNH di Mosca e per la prima volta nel 1978 tenne una mostra retrospettiva. Fin dai primi anni '60, l'artista riunisce le sue composizioni sotto il tema dello "Spazio delle esperienze" ("Пространство переживаний"), dove l'arte è intesa come un tentativo di rappresentare il confronto delle forze del mondo vissuto attraverso l'esperienza umana, ponendo così l'uomo sullo sfondo dell'eternità della natura. Yankilevsky si concentra su una figurazione di tipo psicologicho, spesso drammatico. Similmente negli anni '70, un'altra idea fondamentale del lavoro di Yankilevsky furono le "scatole esistenziali", che personificavano lo spazio limitato dell'esistenza umana, in particolare la contraddizione tra i sogni e le restrizioni imposte dall'ambiente sociale: altro tema in aperta opposizione alle rigide strutture sociali sovietiche.
    Le opere di Yankilevsky sono state esposte in 40 mostre personali (a Mosca, San Pietroburgo, New York, Bochum, Parigi e Londra) e più di 170 mostre collettive, tra cui "RUSSIA!" al Guggenheim Museum di New York nel 2005. Oggi le sue opere sono conservate nei principali musei russi (Galleria Tretyakov, Museo Statale Russo, Museo Pushkin, Museo d'Arte Moderna, ART4.RU a Mosca; Museo nuovo, San Pietroburgo) e in molti musei internazionali (Musei Ludwig, Colonia; Galleria Nazionale d'Arte, Budapest; Centro Georges Pompidou, Parigi; Pinacoteca di Dresda; Museo comunale, Bochum; Museo Zimmerli, New Brunswick; Galleria Nazionale, Praga; collezione Costakis, Atene; collezione di “Arte perseguitata” di Kenda e Jacob Bar-Gera, Colonia).

  • Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018). Senza titolo, 1963
    Lotto 4

    Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018)
    Senza titolo, 1963
    Inchiostro nero a penna su carta
    43,1 x 30,8 cm
    Data: "63", a penna, al recto
    Firma: "V. Yankilevsky", a penna, al recto
    Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
    Stato di conservazione superficie: 90% (piccole macchie)
    Stato di conservazione supporto: 95%

    Vladimir Yankilevsky è uno dei protagonisti del cosiddetto movimento "non confirmista", di opposizione ai canoni del realismo socialista, sviluppatosi in Russia tra gli anni Sessanta e Ottanta. Figlio del pittore Boris Isaakovich Yankilevsky (1907-1987), si è diplomato nel 1962 presso l'Istituto Poligrafico di Mosca. Nello stesso anno, su invito della sua ex insegnante Eliya Belyutin, partecipò a una mostra di grande risonanza alla Bolshaya Kommunisticheskaya ("Taganka"). Pochi giorni dopo, fu invitato alla esposizione "30 Years of the Moscow Union of Artists" (30 лет МОСХA") nel Maneggio della capitale, dove Nikita Krusciov (1894-1971) criticò aspramenente i suoi dipinti. A seguito del battibecco con il presidente dalla Unione sovietica, Yankilevsky fu isolato dai percorsi espositivi ufficiali e per guadagnarsi da vivere lavorò come artista-designer nelle case editrici di Mosca. Solo nel 1975, quatro anni dopo la morte di Kruscev, poté partecipare a una mostra nel padiglione "Apicoltura" al complesso dello VDNH di Mosca e per la prima volta nel 1978 tenne una mostra retrospettiva. Fin dai primi anni '60, l'artista riunisce le sue composizioni sotto il tema dello "Spazio delle esperienze" ("Пространство переживаний"), dove l'arte è intesa come un tentativo di rappresentare il confronto delle forze del mondo vissuto attraverso l'esperienza umana, ponendo così l'uomo sullo sfondo dell'eternità della natura. Yankilevsky si concentra su una figurazione di tipo psicologicho, spesso drammatico. Similmente negli anni '70, un'altra idea fondamentale del lavoro di Yankilevsky furono le "scatole esistenziali", che personificavano lo spazio limitato dell'esistenza umana, in particolare la contraddizione tra i sogni e le restrizioni imposte dall'ambiente sociale: altro tema in aperta opposizione alle rigide strutture sociali sovietiche.
    Le opere di Yankilevsky sono state esposte in 40 mostre personali (a Mosca, San Pietroburgo, New York, Bochum, Parigi e Londra) e più di 170 mostre collettive, tra cui "RUSSIA!" al Guggenheim Museum di New York nel 2005. Oggi le sue opere sono conservate nei principali musei russi (Galleria Tretyakov, Museo Statale Russo, Museo Pushkin, Museo d'Arte Moderna, ART4.RU a Mosca; Museo nuovo, San Pietroburgo) e in molti musei internazionali (Musei Ludwig, Colonia; Galleria Nazionale d'Arte, Budapest; Centro Georges Pompidou, Parigi; Pinacoteca di Dresda; Museo comunale, Bochum; Museo Zimmerli, New Brunswick; Galleria Nazionale, Praga; collezione Costakis, Atene; collezione di “Arte perseguitata” di Kenda e Jacob Bar-Gera, Colonia).

  • Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018). Maschere della città, 1973
    Lotto 5

    Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018)
    Maschere della città, 1973
    Calcografia su carta
    79,6 x 61,6 cm
    Data: "1973", a matita, al recto
    Firma: "V. Yankilevsky", a matita, al recto
    Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
    Stato di conservazione superficie: 90% (leggero ingiallimento, in particolare ai margini)
    Stato di conservazione supporto: 90% (smarginatura irregolare, piccole mancanze ai margini, leggere pieghe)

    Vladimir Yankilevsky è uno dei protagonisti del cosiddetto movimento "non confirmista", di opposizione ai canoni del realismo socialista, sviluppatosi in Russia tra gli anni Sessanta e Ottanta. Figlio del pittore Boris Isaakovich Yankilevsky (1907-1987), si è diplomato nel 1962 presso l'Istituto Poligrafico di Mosca. Nello stesso anno, su invito della sua ex insegnante Eliya Belyutin, partecipò a una mostra di grande risonanza alla Bolshaya Kommunisticheskaya ("Taganka"). Pochi giorni dopo, fu invitato alla esposizione "30 Years of the Moscow Union of Artists" (30 лет МОСХA") nel Maneggio della capitale, dove Nikita Krusciov (1894-1971) criticò aspramenente i suoi dipinti. A seguito del battibecco con il presidente dalla Unione sovietica, Yankilevsky fu isolato dai percorsi espositivi ufficiali e per guadagnarsi da vivere lavorò come artista-designer nelle case editrici di Mosca. Solo nel 1975, quatro anni dopo la morte di Kruscev, poté partecipare a una mostra nel padiglione "Apicoltura" al complesso dello VDNH di Mosca e per la prima volta nel 1978 tenne una mostra retrospettiva. Fin dai primi anni '60, l'artista riunisce le sue composizioni sotto il tema dello "Spazio delle esperienze" ("Пространство переживаний"), dove l'arte è intesa come un tentativo di rappresentare il confronto delle forze del mondo vissuto attraverso l'esperienza umana, ponendo così l'uomo sullo sfondo dell'eternità della natura. Yankilevsky si concentra su una figurazione di tipo psicologicho, spesso drammatico. Similmente negli anni '70, un'altra idea fondamentale del lavoro di Yankilevsky furono le "scatole esistenziali", che personificavano lo spazio limitato dell'esistenza umana, in particolare la contraddizione tra i sogni e le restrizioni imposte dall'ambiente sociale: altro tema in aperta opposizione alle rigide strutture sociali sovietiche.
    Le opere di Yankilevsky sono state esposte in 40 mostre personali (a Mosca, San Pietroburgo, New York, Bochum, Parigi e Londra) e più di 170 mostre collettive, tra cui "RUSSIA!" al Guggenheim Museum di New York nel 2005. Oggi le sue opere sono conservate nei principali musei russi (Galleria Tretyakov, Museo Statale Russo, Museo Pushkin, Museo d'Arte Moderna, ART4.RU a Mosca; Museo nuovo, San Pietroburgo) e in molti musei internazionali (Musei Ludwig, Colonia; Galleria Nazionale d'Arte, Budapest; Centro Georges Pompidou, Parigi; Pinacoteca di Dresda; Museo comunale, Bochum; Museo Zimmerli, New Brunswick; Galleria Nazionale, Praga; collezione Costakis, Atene; collezione di “Arte perseguitata” di Kenda e Jacob Bar-Gera, Colonia).

  • Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018). Paesaggio, 1965
    Lotto 6

    Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018)
    Paesaggio, 1965
    Inchiostro nero a penna su carta applicato a foglio di supporto
    54 x 35,2 cm
    Data: "65", a penna, al recto
    Firma: "V. Yankilevsky", a penna, al recto
    Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
    Stato di conservazione superficie: 90% (ingiallimento)
    Stato di conservazione supporto: 90% (piccoli danni ai margini)
    Bibliografia: Duccio Trombadori, testo di, Erica Ravenna Fiorentini, a cura di, "URSS ARTE CONTEMPORANEA. Ilya Kabakov e gli artisti andergraund negli anni '60 e '70", Roma, 2009, p. 27 (ill.)
    Esposizioni: URSS ARTE CONTEMPORANEA. Ilya Kabakov e gli artisti andergraund negli anni '60 e '70, Erica Fiorentini Arte Contemporanea, Roma, Maggio 2009

    Vladimir Yankilevsky è uno dei protagonisti del cosiddetto movimento "non confirmista", di opposizione ai canoni del realismo socialista, sviluppatosi in Russia tra gli anni Sessanta e Ottanta. Figlio del pittore Boris Isaakovich Yankilevsky (1907-1987), si è diplomato nel 1962 presso l'Istituto Poligrafico di Mosca. Nello stesso anno, su invito della sua ex insegnante Eliya Belyutin, partecipò a una mostra di grande risonanza alla Bolshaya Kommunisticheskaya ("Taganka"). Pochi giorni dopo, fu invitato alla esposizione "30 Years of the Moscow Union of Artists" (30 лет МОСХA") nel Maneggio della capitale, dove Nikita Krusciov (1894-1971) criticò aspramenente i suoi dipinti. A seguito del battibecco con il presidente dalla Unione sovietica, Yankilevsky fu isolato dai percorsi espositivi ufficiali e per guadagnarsi da vivere lavorò come artista-designer nelle case editrici di Mosca. Solo nel 1975, quatro anni dopo la morte di Kruscev, poté partecipare a una mostra nel padiglione "Apicoltura" al complesso dello VDNH di Mosca e per la prima volta nel 1978 tenne una mostra retrospettiva. Fin dai primi anni '60, l'artista riunisce le sue composizioni sotto il tema dello "Spazio delle esperienze" ("Пространство переживаний"), dove l'arte è intesa come un tentativo di rappresentare il confronto delle forze del mondo vissuto attraverso l'esperienza umana, ponendo così l'uomo sullo sfondo dell'eternità della natura. Yankilevsky si concentra su una figurazione di tipo psicologicho, spesso drammatico. Similmente negli anni '70, un'altra idea fondamentale del lavoro di Yankilevsky furono le "scatole esistenziali", che personificavano lo spazio limitato dell'esistenza umana, in particolare la contraddizione tra i sogni e le restrizioni imposte dall'ambiente sociale: altro tema in aperta opposizione alle rigide strutture sociali sovietiche.
    Le opere di Yankilevsky sono state esposte in 40 mostre personali (a Mosca, San Pietroburgo, New York, Bochum, Parigi e Londra) e più di 170 mostre collettive, tra cui "RUSSIA!" al Guggenheim Museum di New York nel 2005. Oggi le sue opere sono conservate nei principali musei russi (Galleria Tretyakov, Museo Statale Russo, Museo Pushkin, Museo d'Arte Moderna, ART4.RU a Mosca; Museo nuovo, San Pietroburgo) e in molti musei internazionali (Musei Ludwig, Colonia; Galleria Nazionale d'Arte, Budapest; Centro Georges Pompidou, Parigi; Pinacoteca di Dresda; Museo comunale, Bochum; Museo Zimmerli, New Brunswick; Galleria Nazionale, Praga; collezione Costakis, Atene; collezione di “Arte perseguitata” di Kenda e Jacob Bar-Gera, Colonia).

  • Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018). Maschere della città, 1973
    Lotto 7

    Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018)
    Maschere della città, 1973
    Calcografia su carta
    63,5 x 74,3 cm
    Data: "75", a matita, al recto
    Firma: "V. Yankilevsky", a matita, al recto
    Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
    Stato di conservazione superficie: 90% (ingiallimento, decolorazione, alcune macchie)
    Stato di conservazione supporto: 90% (leggere pieghe)

    Vladimir Yankilevsky è uno dei protagonisti del cosiddetto movimento "non confirmista", di opposizione ai canoni del realismo socialista, sviluppatosi in Russia tra gli anni Sessanta e Ottanta. Figlio del pittore Boris Isaakovich Yankilevsky (1907-1987), si è diplomato nel 1962 presso l'Istituto Poligrafico di Mosca. Nello stesso anno, su invito della sua ex insegnante Eliya Belyutin, partecipò a una mostra di grande risonanza alla Bolshaya Kommunisticheskaya ("Taganka"). Pochi giorni dopo, fu invitato alla esposizione "30 Years of the Moscow Union of Artists" (30 лет МОСХA") nel Maneggio della capitale, dove Nikita Krusciov (1894-1971) criticò aspramenente i suoi dipinti. A seguito del battibecco con il presidente dalla Unione sovietica, Yankilevsky fu isolato dai percorsi espositivi ufficiali e per guadagnarsi da vivere lavorò come artista-designer nelle case editrici di Mosca. Solo nel 1975, quatro anni dopo la morte di Kruscev, poté partecipare a una mostra nel padiglione "Apicoltura" al complesso dello VDNH di Mosca e per la prima volta nel 1978 tenne una mostra retrospettiva. Fin dai primi anni '60, l'artista riunisce le sue composizioni sotto il tema dello "Spazio delle esperienze" ("Пространство переживаний"), dove l'arte è intesa come un tentativo di rappresentare il confronto delle forze del mondo vissuto attraverso l'esperienza umana, ponendo così l'uomo sullo sfondo dell'eternità della natura. Yankilevsky si concentra su una figurazione di tipo psicologicho, spesso drammatico. Similmente negli anni '70, un'altra idea fondamentale del lavoro di Yankilevsky furono le "scatole esistenziali", che personificavano lo spazio limitato dell'esistenza umana, in particolare la contraddizione tra i sogni e le restrizioni imposte dall'ambiente sociale: altro tema in aperta opposizione alle rigide strutture sociali sovietiche.
    Le opere di Yankilevsky sono state esposte in 40 mostre personali (a Mosca, San Pietroburgo, New York, Bochum, Parigi e Londra) e più di 170 mostre collettive, tra cui "RUSSIA!" al Guggenheim Museum di New York nel 2005. Oggi le sue opere sono conservate nei principali musei russi (Galleria Tretyakov, Museo Statale Russo, Museo Pushkin, Museo d'Arte Moderna, ART4.RU a Mosca; Museo nuovo, San Pietroburgo) e in molti musei internazionali (Musei Ludwig, Colonia; Galleria Nazionale d'Arte, Budapest; Centro Georges Pompidou, Parigi; Pinacoteca di Dresda; Museo comunale, Bochum; Museo Zimmerli, New Brunswick; Galleria Nazionale, Praga; collezione Costakis, Atene; collezione di “Arte perseguitata” di Kenda e Jacob Bar-Gera, Colonia).

  • Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018). Senza titolo, paesaggio, biverso, 1966
    Lotto 8

    Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018)
    Senza titolo, paesaggio, biverso, 1966
    Pennarello nero su carta
    42,3 x 36,5 cm
    Data: "66", a pennarello, in testa al foglio
    Firma: "V. Yankilevsky", a pennarello, in testa al foglio
    Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
    Stato di conservazione superficie: 90% (leggere macchie)
    Stato di conservazione supporto: 90%
    Bibliografia: Duccio Trombadori, testo di, Erica Ravenna Fiorentini, a cura di, "URSS ARTE CONTEMPORANEA. Ilya Kabakov e gli artisti andergraund negli anni '60 e '70", Roma, 2009, p. 20 (ill.)
    Esposizioni: URSS ARTE CONTEMPORANEA. Ilya Kabakov e gli artisti andergraund negli anni '60 e '70, Erica Fiorentini Arte Contemporanea, Roma, Maggio 2009

    Vladimir Yankilevsky è uno dei protagonisti del cosiddetto movimento "non confirmista", di opposizione ai canoni del realismo socialista, sviluppatosi in Russia tra gli anni Sessanta e Ottanta. Figlio del pittore Boris Isaakovich Yankilevsky (1907-1987), si è diplomato nel 1962 presso l'Istituto Poligrafico di Mosca. Nello stesso anno, su invito della sua ex insegnante Eliya Belyutin, partecipò a una mostra di grande risonanza alla Bolshaya Kommunisticheskaya ("Taganka"). Pochi giorni dopo, fu invitato alla esposizione "30 Years of the Moscow Union of Artists" (30 лет МОСХA") nel Maneggio della capitale, dove Nikita Krusciov (1894-1971) criticò aspramenente i suoi dipinti. A seguito del battibecco con il presidente dalla Unione sovietica, Yankilevsky fu isolato dai percorsi espositivi ufficiali e per guadagnarsi da vivere lavorò come artista-designer nelle case editrici di Mosca. Solo nel 1975, quatro anni dopo la morte di Kruscev, poté partecipare a una mostra nel padiglione "Apicoltura" al complesso dello VDNH di Mosca e per la prima volta nel 1978 tenne una mostra retrospettiva. Fin dai primi anni '60, l'artista riunisce le sue composizioni sotto il tema dello "Spazio delle esperienze" ("Пространство переживаний"), dove l'arte è intesa come un tentativo di rappresentare il confronto delle forze del mondo vissuto attraverso l'esperienza umana, ponendo così l'uomo sullo sfondo dell'eternità della natura. Yankilevsky si concentra su una figurazione di tipo psicologicho, spesso drammatico. Similmente negli anni '70, un'altra idea fondamentale del lavoro di Yankilevsky furono le "scatole esistenziali", che personificavano lo spazio limitato dell'esistenza umana, in particolare la contraddizione tra i sogni e le restrizioni imposte dall'ambiente sociale: altro tema in aperta opposizione alle rigide strutture sociali sovietiche.
    Le opere di Yankilevsky sono state esposte in 40 mostre personali (a Mosca, San Pietroburgo, New York, Bochum, Parigi e Londra) e più di 170 mostre collettive, tra cui "RUSSIA!" al Guggenheim Museum di New York nel 2005. Oggi le sue opere sono conservate nei principali musei russi (Galleria Tretyakov, Museo Statale Russo, Museo Pushkin, Museo d'Arte Moderna, ART4.RU a Mosca; Museo nuovo, San Pietroburgo) e in molti musei internazionali (Musei Ludwig, Colonia; Galleria Nazionale d'Arte, Budapest; Centro Georges Pompidou, Parigi; Pinacoteca di Dresda; Museo comunale, Bochum; Museo Zimmerli, New Brunswick; Galleria Nazionale, Praga; collezione Costakis, Atene; collezione di “Arte perseguitata” di Kenda e Jacob Bar-Gera, Colonia).

  • Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018). Senza titolo, 1962
    Lotto 9

    Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018)
    Senza titolo, 1962
    Inchiostro nero a penna e ad acquerello su carta applicata a foglio di supporto
    54 x 36 cm
    Data: "62", a penna, al recto
    Firma: "V. Yankilevsky", a penna, al recto
    Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
    Stato di conservazione superficie: 90% (ingiallimento)
    Stato di conservazione supporto: 90% (piccoli danni ai margini)
    Bibliografia: Duccio Trombadori, testo di, Erica Ravenna Fiorentini, a cura di, "URSS ARTE CONTEMPORANEA. Ilya Kabakov e gli artisti andergraund negli anni '60 e '70", Roma, 2009, p. 27 (ill.)
    Esposizioni: URSS ARTE CONTEMPORANEA. Ilya Kabakov e gli artisti andergraund negli anni '60 e '70, Erica Fiorentini Arte Contemporanea, Roma, Maggio 2009

    Vladimir Yankilevsky è uno dei protagonisti del cosiddetto movimento "non confirmista", di opposizione ai canoni del realismo socialista, sviluppatosi in Russia tra gli anni Sessanta e Ottanta. Figlio del pittore Boris Isaakovich Yankilevsky (1907-1987), si è diplomato nel 1962 presso l'Istituto Poligrafico di Mosca. Nello stesso anno, su invito della sua ex insegnante Eliya Belyutin, partecipò a una mostra di grande risonanza alla Bolshaya Kommunisticheskaya ("Taganka"). Pochi giorni dopo, fu invitato alla esposizione "30 Years of the Moscow Union of Artists" (30 лет МОСХA") nel Maneggio della capitale, dove Nikita Krusciov (1894-1971) criticò aspramenente i suoi dipinti. A seguito del battibecco con il presidente dalla Unione sovietica, Yankilevsky fu isolato dai percorsi espositivi ufficiali e per guadagnarsi da vivere lavorò come artista-designer nelle case editrici di Mosca. Solo nel 1975, quatro anni dopo la morte di Kruscev, poté partecipare a una mostra nel padiglione "Apicoltura" al complesso dello VDNH di Mosca e per la prima volta nel 1978 tenne una mostra retrospettiva. Fin dai primi anni '60, l'artista riunisce le sue composizioni sotto il tema dello "Spazio delle esperienze" ("Пространство переживаний"), dove l'arte è intesa come un tentativo di rappresentare il confronto delle forze del mondo vissuto attraverso l'esperienza umana, ponendo così l'uomo sullo sfondo dell'eternità della natura. Yankilevsky si concentra su una figurazione di tipo psicologicho, spesso drammatico. Similmente negli anni '70, un'altra idea fondamentale del lavoro di Yankilevsky furono le "scatole esistenziali", che personificavano lo spazio limitato dell'esistenza umana, in particolare la contraddizione tra i sogni e le restrizioni imposte dall'ambiente sociale: altro tema in aperta opposizione alle rigide strutture sociali sovietiche.
    Le opere di Yankilevsky sono state esposte in 40 mostre personali (a Mosca, San Pietroburgo, New York, Bochum, Parigi e Londra) e più di 170 mostre collettive, tra cui "RUSSIA!" al Guggenheim Museum di New York nel 2005. Oggi le sue opere sono conservate nei principali musei russi (Galleria Tretyakov, Museo Statale Russo, Museo Pushkin, Museo d'Arte Moderna, ART4.RU a Mosca; Museo nuovo, San Pietroburgo) e in molti musei internazionali (Musei Ludwig, Colonia; Galleria Nazionale d'Arte, Budapest; Centro Georges Pompidou, Parigi; Pinacoteca di Dresda; Museo comunale, Bochum; Museo Zimmerli, New Brunswick; Galleria Nazionale, Praga; collezione Costakis, Atene; collezione di “Arte perseguitata” di Kenda e Jacob Bar-Gera, Colonia).

  • Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018). Senza titolo, 1965
    Lotto 10

    Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018)
    Senza titolo, 1965
    Pennarello su carta
    41,4 x 28,6 cm
    Data: "65", al recto
    Firma: Firma "V. Yankilevsky", in lastra
    Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
    Stato di conservazione superficie: 90%
    Stato di conservazione supporto: 85% (residui di colla al verso)
    Bibliografia: Duccio Trombadori, testo di, Erica Ravenna Fiorentini, a cura di, "URSS ARTE CONTEMPORANEA. Ilya Kabakov e gli artisti andergraund negli anni '60 e '70", Roma, 2009, p. 20 (ill.)
    Esposizioni: URSS ARTE CONTEMPORANEA. Ilya Kabakov e gli artisti andergraund negli anni '60 e '70, Erica Fiorentini Arte Contemporanea, Roma, Maggio 2009

    Vladimir Yankilevsky è uno dei protagonisti del cosiddetto movimento "non confirmista", di opposizione ai canoni del realismo socialista, sviluppatosi in Russia tra gli anni Sessanta e Ottanta. Figlio del pittore Boris Isaakovich Yankilevsky (1907-1987), si è diplomato nel 1962 presso l'Istituto Poligrafico di Mosca. Nello stesso anno, su invito della sua ex insegnante Eliya Belyutin, partecipò a una mostra di grande risonanza alla Bolshaya Kommunisticheskaya ("Taganka"). Pochi giorni dopo, fu invitato alla esposizione "30 Years of the Moscow Union of Artists" (30 лет МОСХA") nel Maneggio della capitale, dove Nikita Krusciov (1894-1971) criticò aspramenente i suoi dipinti. A seguito del battibecco con il presidente dalla Unione sovietica, Yankilevsky fu isolato dai percorsi espositivi ufficiali e per guadagnarsi da vivere lavorò come artista-designer nelle case editrici di Mosca. Solo nel 1975, quatro anni dopo la morte di Kruscev, poté partecipare a una mostra nel padiglione "Apicoltura" al complesso dello VDNH di Mosca e per la prima volta nel 1978 tenne una mostra retrospettiva. Fin dai primi anni '60, l'artista riunisce le sue composizioni sotto il tema dello "Spazio delle esperienze" ("Пространство переживаний"), dove l'arte è intesa come un tentativo di rappresentare il confronto delle forze del mondo vissuto attraverso l'esperienza umana, ponendo così l'uomo sullo sfondo dell'eternità della natura. Yankilevsky si concentra su una figurazione di tipo psicologicho, spesso drammatico. Similmente negli anni '70, un'altra idea fondamentale del lavoro di Yankilevsky furono le "scatole esistenziali", che personificavano lo spazio limitato dell'esistenza umana, in particolare la contraddizione tra i sogni e le restrizioni imposte dall'ambiente sociale: altro tema in aperta opposizione alle rigide strutture sociali sovietiche.
    Le opere di Yankilevsky sono state esposte in 40 mostre personali (a Mosca, San Pietroburgo, New York, Bochum, Parigi e Londra) e più di 170 mostre collettive, tra cui "RUSSIA!" al Guggenheim Museum di New York nel 2005. Oggi le sue opere sono conservate nei principali musei russi (Galleria Tretyakov, Museo Statale Russo, Museo Pushkin, Museo d'Arte Moderna, ART4.RU a Mosca; Museo nuovo, San Pietroburgo) e in molti musei internazionali (Musei Ludwig, Colonia; Galleria Nazionale d'Arte, Budapest; Centro Georges Pompidou, Parigi; Pinacoteca di Dresda; Museo comunale, Bochum; Museo Zimmerli, New Brunswick; Galleria Nazionale, Praga; collezione Costakis, Atene; collezione di “Arte perseguitata” di Kenda e Jacob Bar-Gera, Colonia).

  • Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018). Senza titolo, 1965
    Lotto 11

    Vladimir Borisovich Yankilevsky (1938 - 2018)
    Senza titolo, 1965
    Inchiostro nero a penna su carta
    35,9 x 63,9 cm
    Data: "65", a penna, al recto
    Firma: "V. Yankilevsky", a penna, al recto
    Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
    Stato di conservazione superficie: 90% (leggere macchie)
    Stato di conservazione supporto: 85% (un piccolo strappo, alcune pieghe leggere)

    Vladimir Yankilevsky è uno dei protagonisti del cosiddetto movimento "non confirmista", di opposizione ai canoni del realismo socialista, sviluppatosi in Russia tra gli anni Sessanta e Ottanta. Figlio del pittore Boris Isaakovich Yankilevsky (1907-1987), si è diplomato nel 1962 presso l'Istituto Poligrafico di Mosca. Nello stesso anno, su invito della sua ex insegnante Eliya Belyutin, partecipò a una mostra di grande risonanza alla Bolshaya Kommunisticheskaya ("Taganka"). Pochi giorni dopo, fu invitato alla esposizione "30 Years of the Moscow Union of Artists" (30 лет МОСХA") nel Maneggio della capitale, dove Nikita Krusciov (1894-1971) criticò aspramenente i suoi dipinti. A seguito del battibecco con il presidente dalla Unione sovietica, Yankilevsky fu isolato dai percorsi espositivi ufficiali e per guadagnarsi da vivere lavorò come artista-designer nelle case editrici di Mosca. Solo nel 1975, quatro anni dopo la morte di Kruscev, poté partecipare a una mostra nel padiglione "Apicoltura" al complesso dello VDNH di Mosca e per la prima volta nel 1978 tenne una mostra retrospettiva. Fin dai primi anni '60, l'artista riunisce le sue composizioni sotto il tema dello "Spazio delle esperienze" ("Пространство переживаний"), dove l'arte è intesa come un tentativo di rappresentare il confronto delle forze del mondo vissuto attraverso l'esperienza umana, ponendo così l'uomo sullo sfondo dell'eternità della natura. Yankilevsky si concentra su una figurazione di tipo psicologicho, spesso drammatico. Similmente negli anni '70, un'altra idea fondamentale del lavoro di Yankilevsky furono le "scatole esistenziali", che personificavano lo spazio limitato dell'esistenza umana, in particolare la contraddizione tra i sogni e le restrizioni imposte dall'ambiente sociale: altro tema in aperta opposizione alle rigide strutture sociali sovietiche.
    Le opere di Yankilevsky sono state esposte in 40 mostre personali (a Mosca, San Pietroburgo, New York, Bochum, Parigi e Londra) e più di 170 mostre collettive, tra cui "RUSSIA!" al Guggenheim Museum di New York nel 2005. Oggi le sue opere sono conservate nei principali musei russi (Galleria Tretyakov, Museo Statale Russo, Museo Pushkin, Museo d'Arte Moderna, ART4.RU a Mosca; Museo nuovo, San Pietroburgo) e in molti musei internazionali (Musei Ludwig, Colonia; Galleria Nazionale d'Arte, Budapest; Centro Georges Pompidou, Parigi; Pinacoteca di Dresda; Museo comunale, Bochum; Museo Zimmerli, New Brunswick; Galleria Nazionale, Praga; collezione Costakis, Atene; collezione di “Arte perseguitata” di Kenda e Jacob Bar-Gera, Colonia).

  • Francisco Infante-Arana (1943 - ). Progetto fantastico (con impiego di campi elettromagnetici), 1964
    Lotto 12

    Francisco Infante-Arana (1943 - )
    Progetto fantastico (con impiego di campi elettromagnetici), 1964
    Tempera e gesso su carta
    44,3 x 77 cm
    Data: data "1964", a penna, al verso
    Firma: Firma "Infante F.", a penna, al verso
    Altre iscrizioni: Dedica a "a A. Trombadori", in italiano, a matita, al recto
    Stato di conservazione superficie: 60% (depositi rugginosi, muffa ampiamente diffusa e attiva, cadute di colore)
    Stato di conservazione supporto: 70% (interventi di rafforzamento della carta al verso lungo, pieghe e linee di cedimento)
    Bibliografia: Duccio Trombadori, testo di, Erica Ravenna Fiorentini, a cura di, "URSS ARTE CONTEMPORANEA. Ilya Kabakov e gli artisti andergraund negli anni '60 e '70", Roma, 2009, p. 32 (ill.)
    Esposizioni: URSS ARTE CONTEMPORANEA. Ilya Kabakov e gli artisti andergraund negli anni '60 e '70, Erica Fiorentini Arte Contemporanea, Roma, Maggio 2009

    Suo padre era un politico spagnolo, rifugiatosi in Russia a seguito della guerra civile. Nel 1966 Infante-Arena si è diplomato alla Scuola superiore di arte industriale di Mosca (ex Stroganov). Dal 1962 al 1964 ha partecipato a "Movimento" («Движение»), una associazione di artisti di indirizzo cinetico e metafisico. Nel 1968 inizia ad esibirsi con installazioni in spazi naturali aperti. Nel 1970 organizza un gruppo di artisti e ingegneri "Argo" ("Арго") con l'obiettivo di creare sistemi artificiali simili a fenomeni naturali. Pur nella prospettiva dell'arte cinetica, dagli anni '60, Infante ha contribuito alla land art, di fatto inaugurando questa stagione dell'arte in Russia. Dal 1975 si è concentrato sulla creazione di artefatti, esprimendo attraverso di essi la sua idea principale: combinare il naturale e l'artificiale attraverso installazioni all'aperto e poi presentarli al pubblico con un'edizione limitata di fotografie. Costruiti sugli effetti dei riflessi, dell'ambiguità e dell'interattività di luce, colore, suono, oggetto, spazio e osservatore, gli "Artefatti" di Infante fanno spesso appello alle tradizioni dell'avanguardia russa, in particolare alle opere di Malevic e Tatlin. Nel 1996 è insignito del Premio di Stato della Federazione Russa per l'arte. Dal 1973 è membro dell'Unione degli artisti di Mosca. Così l'artista ha sintetizzato il proprio lavoro: “Dal 1962 mi occupo di arte geometrica e poi cinetica. Con l'aiuto delle mie opere, ho voluto esprimere le emozioni associate alla sconfinata perfezione del mondo. La natura è diventata per me un simbolo del mondo eterno, misterioso, divino, la cui pienezza e completezza è un altro mondo, la cosiddetta "seconda natura", il mondo della tecnologia. Penso a loro come interagiscono tra loro. Pertanto, cerco di ottenere un'espressione adeguata del mondo così com'è."
    Le sue opere sono conservate nei seguenti musei: Galleria Statale Tretyakov, Mosca; Museo Statale Russo, San Pietroburgo; Museo Statale di Belle Arti. AS Pushkin, Mosca; Museo Statale-Riserva "Tsaritsyno", Mosca; Museo ART4, Mosca; Museo di arte moderna di Mosca, Mosca; Centro Statale per l'Arte Contemporanea, Mosca; Casa della fotografia di Mosca, Mosca; Centro culturale statale - Museo di V. S. Vysotsky, Mosca; Nuovo Museo, San Pietroburgo; Museo AZ (Museo di Anatoly Zverev), Mosca; Brooklyn Museum, Brooklyn, New York, Stati Uniti; Kolodzei Art Foundation, Highland Park, New Jersey, USA; Columbus University Museum of Fine Arts, Columbus, Ohio, USA; Istituto di Cultura Russa Contemporanea, Los Angeles, USA; Collezione Nazionale d'Arte Moderna, Parigi, Francia; Museo Galleria d'Arte, Peterborough, Regno Unito; Museo di Arte Moderna, Seoul, Corea del Sud; Setagaya Art Museum, Tokyo, Giappone; Museo Wilhelm Hack, Ludwigshafen, Germania; Kunstmuseum, Berna, Svizzera; Museo d'Arte, Lodz, Polonia; Gmurzynska Gallery Collection, Colonia, Germania.
    Tra le principali mostre personali, si ricordano:
    2017 - "Testo-Contesto". Museo dell'Accademia Russa delle Arti. Galleria Crokin. San Pietroburgo.
    2008 - "Meridiano della neve". Casa di Cechov, Mosca.
    2008 - "Manufatti ridotti", Mosca, Istituto Cervantes
    1989 - "Manufatti di Francisco Infante". "Wilhelm Hack Museum", Ludwigshafen, Germania.
    1989 - "Francisco Infante - Acquarelli e Manufatti Sibachrome". Galleria Rosa Esman, New York, USA.
    1988 - "Manufatti". Casa del Cinema, Mosca.
    1988 - "Manufatti". DK Odessa State University, Odessa.
    1987 - "Francesco Infante. Artefakty a kresby" (Manufatti e disegni). Galeria Lounech, Dom umeni mesta, Brno, Cecoslovacchia.
    1984 - "Manufatti nel Planetario". Planetario di Mosca, Mosca.
    1984 - "Manufatti". Repubblicana Casa della Conoscenza, Riga, Lettonia.
    1984 - "Manufatti". Museo della Fotografia, Siauliai, Lituania.
    1982 - "Dedizione al manufatto". Istituto Centrale di Ricerca di Teoria e Storia dell'Architettura, Mosca.
    1982 - "Francesco Infante". Istituto Politecnico, Mosca.
    1982 - "Manufatti" (un giorno). Casa dell'artista su Kuznetsky Most, Mosca.
    1981 - "Oggetti artificiali e ambiente naturale". Centro di estetica tecnica VNIITE, Mosca.
    1981 - "Presenza" (mostra retrospettiva). Comitato cittadino di grafica, M. Gruzinskaya, 28, Mosca.
    1981 - "Manufatti". Casa degli scienziati dell'Accademia delle scienze dell'URSS, Chernogolovka, regione di Mosca.
    1979 - "Arte-Natura-Tecnologia" (insieme al gruppo Argo). Palazzo della Cultura intitolato a Lensoviet, Leningrado.
    1978 - "Francisco Infante". DC dell'Istituto di ingegneria dei trasporti di Mosca, Mosca.
    1974 - Mostra di F. Infante e del gruppo Argo. Centro della comunità spagnola, Mosca.

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Russia e Ucraina. 1960-1980

94 disegni e stampe dei maggiori innovatori dell’arte sovietica tra il 1960 e 1990, dalla collezione di Antonello Trombadori. Da Kabakov a Neizvestnyĭ a Infante-Arana, a Sooster tra discorso sociale, indagine scientifica e visione interiore. Un tuffo nell’altro 1968!

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