Antique Paintings
-
Lotto 73 Il soggetto veterotestamentario è illustrato con grande imponenza ed essenzialità dal pittore bellunese, con una grande attenzione rivolta alla monumentale anatomia dei due personaggi. Caino, seduto in primo piano, è raffigurato mentre medita l'omicidio del fratello Abele, rappresentato frontalmente nell'atto di inginocchiarsi accanto al fuoco. Questo dipinto sembra appartenere al periodo che il pittore trascorse a Bologna: le scenografiche composizioni della pittura veneta lasciano qui spazio ad una rappresentazione più intima e meditata, dai toni vigorosi e plastici.. Olio su tela, dimensioni ext. 208x151,5, int. 187x130 cm.
-
Lotto 74 Questa famosa iconografia è una delle tre versioni del soggetto della Madonna con Bambino realizzate da Antoon Van Dyck durante il suo soggiorno in Italia - tra il 1621 e il 1625 - e riportate nel suo quaderno di schizzi italiano. Una delle migliori versioni di questo dipinto - molto simile per soggetto, composizione e qualità pittorica - è conservata oggi alla Dulwich Picture Gallery di Londra ed è datata al 1630-32. La pittura di Van Dyck è qui debitrice dell'esperienza di Guido Reni, dello sguardo estatico dell'artista emiliano verso il cielo, oltre che delle sue straordinarie capacità tecniche; anche la forte presenza dei personaggi sulla scena guarda a esempi del grande Rinascimento italiano, come le Madonne di Bellini, sebbene i volumi dei corpi siano squisitamente barocchi. Particolare attenzione è data al contrasto dei toni intensi delle vesti della Vergine con lo sfondo scuro da cui si intravede appena un'imponente colonna; allo sguardo di Maria, che richiama alla mente le soluzioni iconografiche della Mater Dolorosa e delle Lamentazioni sul corpo di Cristo, si contrappone quello determinato e sicuro del Bambino, che si rivolge all'esterno della composizione. Il corpo nudo e morbido di Gesù, la minuziosa capigliatura e la grande resa psicologica di entrambi i personaggi rendono evidente lo sguardo diretto di questo pittore all'opera del grande maestro.. Olio su tela, dimensioni est. 164x134, int. 142x111,5
-
Lotto 75 Questo pregevolissimo ritratto è stato attribuito da Robert Finch nel 1955 a Van Dyck nel 1955. L'effigiata, figlia del noto incisore di Anversa Aernout Loemans, sposa nel 1635 Pieter de Jode il Giovane noto anche come Pieter de Jode II. De Jode su un noto incisore, abile mercante d'arte e stretto collaboratore dello stesso Van Dyck per il quale realizzò numerose incisioni dei suoi ritratti. Il dipinto, di rara bellezza e di grande qualità, è corredata da un'ampia documentazione relativa alle sue attribuzioni ed esposizioni. Olio su tela, dimensioni ext. 123x96,5, int. 112x87 cm.
-
Lotto 76 Nebulose sono le notizie circa la prima formazione e l'avvio alla sua attività di pittore nella Venezia dei primi anni del Settecento. In questo pregevolissimo dipinto è evidente l'adesione del pittore agli stilemi veneziani della metà del secolo, tanto nel taglio ravvicinato della composizione quanto nel punto di vista leggermente 'da sotto in su' dei soggetti rappresentati, tipici di artisti a cui fa sempre riferimento quali Giovan Battista Pittoni e Giovanni Battista Piazzetta. A quest'ultimo è riconducibile, da parte del Trevisani, uno studio puntuale e intenso delle fonti di luce, che radenti donano ai corpi grande spessore.. Olio su tela, dimensioni ext. 115x133, int. 96x115 cm.
-
Lotto 77 Questo dipinto, che al 1981 si presentava alla perizia di Maurizio Marini come in pendant con un altro episodio biblico, Giaele e Sisara, è attribuito dallo studioso al pittore napoletano Sebastiano Conca. Grande allievo del Solimena, la sua fedeltà alla lezione del maestro napoletano è qui riscontrabile negli sfondi e negli accessori dei personaggi. Il Conca qui si riconosce come eccellente interpreta della lezione dell'accademismo del suo maestro, fusa con il raffinato classicismo del Maratta.. Olio su tela, dimensioni ext. 94x155, int. 74,5x136 cm.
-
Lotto 78 Olio su tela, dimensioni ext. 119x110, int. 107x97 cm.
-
Lotto 79 Sono noti agli studi due ritratti di Jacopo Negretti, detto Palma il Giovane per non confonderlo con il celebre prozio pittore Palma il Vecchio. Un primo autoritratto giovanile, nella veste dell'elegante e spavaldo pittore è quello datato al 1580 circa oggi conservato alla Pinacoteca di Brera. Il secondo è un ritratto probabilmente opera di Jacopo Bassano, databile al 1681 e acquistato l'anno seguente da Cosimo III de Medici e oggi conservato nel Corridoio vasariano. La perfetta aderenza fisiognomica e i tratti della maturità sono riscontrabili anche nella derivazione veneta dello stile del dipinto, molto attento all'esperienza della ritrattistica di Tiziano e Tintoretto.. Olio su tela, dimensioni ext. 96x81, int. 80x67 cm.
-
Lotto 80 Questo raffinato olio su tela è probabilmente da riferirsi ad un ambito francese, probabilmente della fine del Settecento. Non è giunto sino a noi il nome dell’autore del dipinto, ma è evidente che si tratti di una prova pittorica di grande qualità: la scena raffigura una madre con i suoi quattro figli che si dilettano in campagna, insieme a vari animali.Alla stregua delle opere del Fragonard, in quest’opera sono illustrati i caratteri tipici della scena bucolica: il gruppo è immerso in una natura ricca ma non selvaggia, vicino ad un corso d’acqua ma non troppo lontano da una cittadina, come mostra il campanile rappresentato sullo sfondo. L’essenziale casolare alle spalle dei protagonisti contrasta piacevolmente con gli abiti, luminosi ma non di certo sfarzosi delle donne; il gruppo è accompagnato da una capra che funga da cavalcatura per uno dei due bambini più piccoli e da due cani. In opere come questa il pittore riserva tutta la sua capacità alla resa plastica e luminosa della composizione, che trasmette calma e serenità; è un quadro che non ha pretesa di istruirci su qualche avvenimento in particolare, è un quadro piacevole e di una grande qualità pittorica.Si noti la densità della pennellata – decisa e ben padroneggiata - e la varietà di temi con cui il pittore si confronta: figura umana, paesaggio, animali, natura morta; il soggetto scelto e la sua resa guardano molto alla leggerezza e all’assenza di preoccupazioni tipici dell’aristocratico, mentre lo stile fermo e le masse compatte richiamano quasi una compostezza che quasi anticipa i dettami neoclassici. . Olio su tela, cm est. 150x180, int. 128X160
-
Lotto 81 Importante pittore olandese del secolo d'oro, qui è presente con una delle più tipiche rappresentazioni di genere: la festa dei contadini, che abbandonano a terra gli strumenti del lavoro quotidiano e si dilettano nella musica e nella danza. Nella giovialità delle espressioni possiamo riconoscere la dipendenza dell'artista dall'alunnato presso Frans Hals, il grande e prolifico rinnovatore della pittura olandese della prima metà del Seicento.. Olio su tela, dimensioni ext. 147x189, int. 123,5x163,5 cm.
-
Lotto 82 Questa scena bambocciante è attribuito ad un anonimo pittore del Seicento fiammingo, probabilmente dell'ambito di Jan Miel o Andries Both. L'aderenza a questi due pittori fiamminghi è riscontrabile nella scelta iconografica del soggetto rappresentato, l'ambientazione della scena e i toni compassati e fermi della tavolozza.. Olio su tela, dimensioni 72,5x97 cm.
-
Lotto 83 Ciò che sappiamo di Giacomo Francesco Cipper possiamo desumerlo, in larga parte, dalla distribuzione delle sue opere in Italia e in Europa. Gli studi portati avanti sull’origine del suo cognome e della qualifica di “tedesco” ci indicano che con ogni probabilità il pittore fosse uno straniero attivo in Italia tra il 1705 e il 1736; diverse opere conservate tra Bergamo e Brescia lo qualificano come “Todeschini” e seguendo tale attribuzione sono giunte fino a noi. Lo stile dell’artista risente dell’esperienza di Fra Galgario e di Antonio Cifrondi e la presenza di molte sue opere in Lombardia lasciano intendere una possibile formazione dell’artista in queste zone. Il Todeschini si dedicò per tutta la sua produzione al solo soggetto di genere, alla rappresentazione in chiave ironica e dilettevole del mondo popolano: i suoi soggetti non vogliono indurre una riflessione moraleggiante sullo spettatore e sono spesso raffigurati soli su tele di grande formato, in atteggiamenti scherzosi, con espressioni quasi di ghigno. L’esistenza di più copie di questo dipinto è indice di un grande apprezzamento nei confronti dell’inventiva dell’artista presso i suoi committenti. Nel totale disinteresse nei confronti dell’ambientazione, nella concentrazione che il pittore dedica a questo “cacciatore di topi” e ai dettagli che lo caratterizzano, si evince una certa influenza data da pittori spagnoli, quali Velazquez e Murrillo.. Olio su tela, cm est.95x81, int. 76.5x63.5
-
Lotto 84 Murillo è considerato dalla critica, assieme a Velazquez, al Ribera e allo Zurbàran, uno dei massimi esponenti della pittura spagnola del Seicento. Accolto da giovane alla scuola di Juan Castillo, attraverso il quale conobbe la pittura fiamminga, ebbe numerosi incarichi di rilievo in Spagna, come ad esempio la decorazione della Cattedrale di Siviglia e la realizzazione delle tele per la Chiesa del Convento dei Cappuccini a Madrid. Il suo stile risente molto dell’esperienza dei suoi colleghi contemporanei, ma parimenti egli apprende i toni scuri e morbidi del chiaroscuro veneziano. Non ci sono giunte notizie circa i suoi viaggi e commissioni in Europa, quindi è probabile che non lasciò mai il suo Paese natale; nonostante questo oggi molte opere dell’artista sono conservate in prestigiose collezioni museali di tutto il mondo.Il pittore è noto per aver dedicato gran parte della sua produzione in particolare a due temi: quello delle Madonne, accompagnate dal Bambino o rappresentanti l’Immacolata concezione, e quello della scena di genere, resa attraverso la raffigurazione di giovani delle classi popolari.In quest’olio su tela il giovane pastore raffigurato siede quasi in maniera scomposta su un basamento, mentre ai suoi piedi giace un capretto; il ritratto è immortalato in un bosco molto fitto e oscuro, reso così in modo da far risaltare al meglio la figura del protagonista, che emerge quindi dalla scena attraverso una pennellata spessa, intensa, un po’ sfumata. Essa non è tanto interessata al particolare, alla descrizione di quanto si manifesta agli occhi dell’osservatore, quanto alla definizione psicologica del soggetto rappresentato: la capacità di provocare una reazione emotiva in chi guarda e un’innata dote nel descrivere – quasi come in una cronaca – personaggi popolari di ogni tipo, rendono veramente unica la produzione di questo formidabile pittore spagnolo.. Olio su tela, cm est. 120x167, int. 105X140