Antique Paintings

Antique Paintings

giovedì 4 maggio 2023 ore 17:00 (UTC +01:00)
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  • Carlo Labruzzi (Roma 1748 - 1817), da, Coppia di importanti paesaggi con figure e architetture
    Lotto 61

    La coppia è proveniente da un palazzo di proprietà della famiglia Strozzi. Olio su tela, dimensioni circa 250x200 cm. Cad.

  • Gioacchino Assereto (Genova 1600 - 1649), Achille e le figlie di Licomede
    Lotto 62

    Il dipinto figurava en pendant con il 'Re Alfonso di Castiglia e i genovesi in Almeria' dello stesso pittore e delle stesse dimensioni, nella collezione di Carlo Bruzzo a Genova nel 1935. Il soggetto raffigura un episodio della vita di Achille: la ninfa Teti, sua madre, conoscendo il destino che lo attendeva se fosse andato a combattere a Troia, lo manda a dimorare presso Licomede, re di Scriro. Qui si nascondette tra le sue figlie, travestendosi e venendo educato come donna. Lo Pseudo Apollodoro racconta di come Ulisse e Menelao vennero inviati da Agamennone a Sciro nel tentativo di convincere Achille a partire per la guerra. Ulisse a tale scopo inventò quindi uno stratagemma. Offrì in dono alle bellissime figlie del re dei gioielli e una spada, dicendo loro di scegliere cosa preferivano. Achille, tradito da uno squillo di tromba si tradì e impugnò la spada, rivelando quindi la propria identità.. Olio su tela, dimensioni ext. 170x211, int. 140x182 cm.

  • Theodoor Rombouts (Anversa, 1597 – Anversa, 1637) Musici
    Lotto 63

    Potremmo non sapere nulla dell’artista che ha dipinto quest’opera, ma semplicemente osservando l’immagine è possibile affermare diverse cose che ci aiutano a comprenderlo meglio. È un artista straniero che trascorre molto tempo in Italia, e lì subisce l’influenza del Caravaggismo, dei suoi temi, delle sue luci; in questo dipinto, caratterizzato da una composizione stretta ma ben equilibrata, si evince una certa attenzione alla resa dei volti, delle vesti e degli strumenti, nonché ad una rappresentazione di una sorta di legame narrativo tra i personaggi. Il pittore che ha realizzato questo raffinato olio su tela è Theodoor Rombouts, un artista fiammingo che si forma ad Anversa con Abraham Janssens e Nicolas Régnier. Le fonti lo indicano a Roma tra il 1616 e il 1625, come era usanza di molti altri pittori suoi conterranei; in città si avvicina prontamente alla lezione caravaggesca. Dal 1625 circa, il pittore inizia a subire il fascino dell’opera di Rubens e di quella di Van Dyck, ma in questo dipinto la sua attenzione è ancora tutta rivolta al Merisi. Da lui trae un vivo e sincero interesse nei confronti della scena di genere, della taverna, ma in particolare per il tema dei musici, che avrà un notevole successo in tutta Europa, anche grazie alla diffusione delle opere caravaggesche per mezzo della stampa.Bibl.: H. Vlieghe, Rombouts, Theodoor, Grove Art Online, Oxford University Press.. Olio su tela, cm est. 128x154, int. 113X130

  • Gregorio Preti (Taverna 1603 – Roma 1672), attr.a, Salomè con la testa del Battista
    Lotto 64

    Questo inedito dipinto mostra l'eroina Salomè abbigliata con fasto seguendo il gusto della donna contemporanea, che mostra con fierezza la testa recisa di San Giovanni Battista.. Olio su tela, dimensioni ext. 123,5x159, int. 97x132 cm.

  • Mattia Preti (Taverna 1613 – La Valletta 1699), La negazione di Pietro
    Lotto 65

    Si ringrazia il prof. Spinosa per l'attribuzione a Mattia Preti. Il dipinto, inedito e in un ottimo stato di conservazione, raffigura un noto episodio della vita di San Pietro narrato dai Vangeli sinottici. Una delle più celebri raffigurazioni de 'La negazione di Pietro' è quella - oggi al Metropolitan Museum di New York - di Caravaggio. L'opera qui presentata appartiene senza dubbio al tempo del soggiorno romano dell'artista ed è databile intorno al 1650, per affinità stilistiche con altre composizioni dello stesso periodo.. Olio su tela, dimensioni ext. 112,5x142, int. 94x124 cm.

  • Gerard Seghers (Anversa, 1591 – Anversa, 1651) Il rinnegamento di Pietro
    Lotto 66

    “Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». Ed egli negò davanti a tutti: «Non capisco che cosa tu voglia dire»”.Ad eccezione del fatto che la scena non è ambientata all’aperto, il momento descritto dal pittore è precisamente quello in cui l’apostolo viene riconosciuto da una donna, che lo accusa di essere complice di Gesù.In questo dipinto del fiammingo Gerard Seghers, viene messa in scena la più tipica rappresentazione della Manfrediana Methodus, utilizzata in questo caso per narrare un episodio biblico. Il pittore, già membro della Compagnia di San Luca di Anversa, giunge a Roma nel 1613 circa, dove entra in contatto con la pittura caravaggesca e più direttamente con uno dei più stretti estimatori dell’opera del Merisi, Bartolomeo Manfredi. Seghers apprezzerà molto le innovazioni apportate dai caravaggeschi in campo compositivo e luministico, al punto da farle completamente proprie e unendole alla perizia fiamminga nella resa dei dettagli, come ad esempio quelli degli abiti.L’attenuarsi dei toni della sua tavolozza sono dovuti probabilmente all’influsso che ebbe su di lui Rubens, dopo il suo ritorno nella natale Anversa. Rispetto alle opere del suo primo periodo romano, caratterizzata da colori freddi e contrasti luminosi molto intensi, qui il dipinto appare molto più caldo e intimo.Bibl.: D. Bodart, A. Moir, A. E. Perez Sanchez, P. Rosenberg, Caravaggisti, Firenze, Art e dossier Giunti, 1996.. Olio su rame, cm est. 56.5x74, int. 41X58.5

  • Orazio Samacchini (Bologna 1532 – 1577), La Flagellazione di Cristo
    Lotto 67

    Lo storico e critico d'arte Andrea Emiliani attribuisce questo eccellente dipinto, recentemente restaurato, all'opera di Orazio Samacchini. La grammatica compositiva del dipinto è costituita da diversi elementi: la composizione fortemente imperniata sul disegno toscano, come da formazione dell'artista, si bilancia con la forte vicinanza al ritorno agli ideali del classicismo rinascimentale degli anni '70 del XVI secolo. La derivazione di questa tela dalla Flagellazione di Sebastiano del Piombo della Cappella Borgherini in San Pietro in Montorio è piuttosto evidente. La composizione è direttamente desunta dal disegno conservato all'Albertina di Vienna attribuito da Diane De Grazia al Samacchini, dopo una prima attribuzione al fiammingo Denys Calvaert. L'opera è munita di una perizia del Prof. Andrea Emiliani . Olio su tela, dimensioni ext. 151x120, int. 128x96 cm.

  • Bartolomeo Biscaino (Genova 1629 – 1657), ambito di, Angelo con i simboli della Passione
    Lotto 68

    Allievo del grande pittore genovese Valerio Castello, da questi apprende i dettami del barocco genovese, sebbene i suoi modi risultino sempre un po' impacciati. Una maggiore sicurezza viene acquisita dal pittore quando si accosta alle grandi opere genovesi di Rubens. L'accostamento al Biscaino di questo ignoto è riferibile alla composizione intima e raccolta del dipinto a cui la poetica del Biscaino era più vicina, in opposizione alle più grandi macchine sceniche del pieno barocco genovese.. Olio su tela, dimensioni ext. 113x84 int. 109x80 cm.

  • Marco Palmezzano (Forlì, 1459 – 1539), attr.a, Cristo portacroce con un manigoldo
    Lotto 69

    Olio su tavola, dimensioni complessive 65x72,5 cm.

  • Hendrick Jansz ter Brugghen (L'Aia 1588 - 1629), scuola di, Cristo portacroce
    Lotto 70

    Olio su tela, dimensioni ext. 140x125, int. 123x102,5 cm.

  • Jacopo Palma il Vecchio (Serina 1480 - Venezia 1528), Pietà con un angelo
    Lotto 71

    L'opera è dotata di una perizia dell'esperto Philip Rylands del 1992 e di una relazione tecnica ad opera di Giudo Nicola del 1989. La produzione di Jacopo Nigretti de Lavalle è interamente dedicata a tre soggetti principali: mitologia, ritratti e soggetti sacri. Nato a Serina ma cresciuto e formatosi alla scuola veneziana di Andrea Previtali, Giovanni Bellini e Giorgione, stringerà un forte legame anche con i contemporanei Lorenzo Lotto e Tiziano. Questa tavola, intensa nei toni e nella presenza psicologica che il pittore utilizza per descrivere l'emotività del momento, è una prova pittorica che dimostra il profondo legame che lega Palma alla scuola pittorica veneziana e ai suoi principali protagonisti. La tela è di un'immediatezza più unica che rara: un esempio evidente è l'evidentissimo pentimento del braccio destro di Cristo, sostenuto dall'angelo, così come il senso di incompiuto che avvolge molti elementi della rappresentazione. Lo sfondo scuro è genericamente utilizzato dall'artista nei ritratti, mentre per la narrazione degli eventi sacri ha preferito utilizzare un fondale di belliniana memoria, molto profondo e fatto di cieli ampi e tersi e di colori accesi. Lo studio dei piani di colore, che costruiscono autonomamente le masse pittoriche quasi senza l'ausilio del disegno, è una soluzione tipica dello studio degli elementi pittorici tipici di Giorgione; sebbene la critica riferisca molte opere al corpus della produzione del nostro artista, è molto difficile intercettare le differenze tra le due, il che rende complessa la definizione dell'intero corpus dell'artista.. Dipinto su legno, 62x57,5 cm

  • Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (Cento 1591 – Bologna 1666), da, Incredulità di San Tommaso
    Lotto 72

    Questa elegante composizione è direttamente desunta dalla celebre tela del Barbieri oggi conservata presso i Musei Vaticani. Olio su tela, dimensioni ext. 126,5x156, int. 112x143,5 cm.

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  • 4 maggio 2023 ore 17:00 Antique Paintings (1 - 117)

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