Antique Paintings
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Lotto 49 E' lo storico dell'arte francese Didier Bodart che attribuisce, in uno studio del 9 maggio 1987, questa tela al pittore francese Victor-Honoré Janssens. Noto principalmente come pittore di soggetti mitologici e storici, appresi durante il suo soggiorno romano, lega la sua attività principalmente alla città di Bruxelles e Vienna, in cui risiede dal 1719 al 1722. Il soggetto sacro, datato 1736, ha nella produzione dell'artista dei precedenti come ne 'L'apparizione della Vergine a San Bruno' e la 'Lavinia all'altare' del Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique. Il dipinto è corredato da una perizia di Didier Bodart.. Olio su tela, dimensioni ext. 157x207, int. 130x178,5 cm.
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Lotto 50 Opera attribuita a Valentin de Boulogne, tratta da un soggetto di Artus Wollfort (Anversa 1581 - 1641), ora conservato al Musée de Beaux Art de Bordeaux.. Olio su tela, dimensioni ext. 203x154,5, int. 170,5x123 cm.
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Lotto 51 Il soggetto mitologico è ben riconoscibile nella sua ampia composizione di figure in conversazione tra loro. Paride è in procinto di consegnare la mela d'oro alla dea Venere, che in cambio del titolo della 'dea più bella' gli avrebbe riservato in dono l'amore della donna più bella del mondo. Presenziano alla scena le due dee rivali, Atena ed Era - accompagnate dai loro attributi - e il giovane Cupido che guarda intensamente l'eroe, quasi come a presagire il burrascoso destino che colpirà Paride ed Elena durante la Guerra di Troia.. Olio su tela, dimensioni ext. 207,5x169, int. 198x158 cm.
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Lotto 52 Olio su tela, dimensioni ext. 123x104, int. 87,5x107 cm.
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Lotto 53 Questo pannello, elegantemente decorato dal naturamortista Delff, è databile al secondo quarto del XVII secolo ed è correntemente archiviata dalla Fondazione Zeri come opera dell'artista olandese. Tipiche della produzione del pittore sono le stoviglie in rame e ottone e la presenza - come in questo caso - di pesci e di uccelli dal morbido piumaggio, resi con grande perizia e vigore compositivo.. Olio su tavola, dimensioni ext. 131,5x169, int. 101x141 cm.
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Lotto 54 Questo pendant del pittore modenese Felice Rubbiani raffigurante una coppia di nature morte con fiori, frutta e animali, sono il perfetto esempio che la pittura tardo barocca fa di questo genere: sebbene sia rimasta la volontà di rendere fede al dato naturale e di descrivere con precisione il vero, questa attenzione è vissuta nella sua produzione in maniera meno analitica, più leggera. I tozzi basamenti in pietra fanno da contrappunto alla ricca ma delicata cascata di vegetali che scendono verso il basso. I colori sono morbidi, brillanti e ben si sposano col paesaggio scuro dello sfondo.Del pittore non sappiamo molto: la sua formazione è avvenuta a Bologna sotto il naturamortista Domenico Bettini, che a sua volta era stato apprendista di Jacopo Vignali a Firenze e di Mario Nuzzi durante un breve soggiorno romano. Da questo background è possibile desumere le influenze assimilate dal Rubbiani che, unite al suo stile leggero e grazioso, lo avvicinano molto ad uno spirito tipicamente Rococò.Bibl.: M. Dugoni, in La natura morta in Emilia e in Romagna, a cura di D. Benati e L. Peruzzi, Milano 2000, pp. 233 – 239.. Olio su tela, cm est. 117x90.5, int. 101X76
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Lotto 55 Olio su tela, dimensioni 100x73,5 cm. Cad.
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Lotto 56 La biografia dell’artista è quasi completamente un mistero: di lui sappiamo che è nato a Napoli e lì ha trascorso tutta – o quasi – la sua esistenza; sappiamo che lavorò forse al carcere della Vicaria e lì ebbe modo di conoscere il pittore Angelo Maria Costa, pittore vedutista e rovinista che ebbe la possibilità, in virtù del suo grande talento, di affrescare le pareti del tribunale di Castel Capuano. Tanto basta a spiegare la predisposizione del Coccorante al genere delle rovine: egli dedica la sua attività a rielaborare questo genere tradizionale, creando delle variatio sul tema molto originali: tipico di quest’artista è, come in questo caso, la commistione tra rovine e paesaggio marittimo. In questa grande tela il paesaggista napoletano ci presenta un’opera ampia, di grande respiro, e ricca di riferimenti sia classici che innovativi. Vediamo qui l’influsso dello stile calligrafico di Ascanio Luciani, il cui linguaggio vira verso il classicismo, arricchendo la tradizione di genere napoletana con ampie architetture, in parte reali, in parte di fantasia. La presenza di un folto numero di personaggi indica senz’altro la collaborazione, a quest’opera, di almeno uno dei tradizionali collaboratori del Coccorante: Giovanni Marziale, Giuseppe Tomajoli e Giacomo del Po, specializzati nel ritrarre scene notturne, gruppi di figure borghesi, bassorilievi, episodi di cronache mondane e riproduzioni di antichi sotterranei.. Olio su tela, cm est. 137.5x153.5
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Lotto 57 Olio su tela, dimensioni complessive 69x100 cm. cad.
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Lotto 58 Queste quattro eleganti battaglie, sono un'opera di un pittore anonimo del XVIII secolo. L'attribuzione all'ambito geografico nord italiano è motivata dalla vicinanza stilistica di queste quattro tele rispetto alla produzione di artisti quali, ad esempio, il Brescianino. L'interesse per il vorticare della battaglia e le nuvole cariche di polvere dimostrano perlomeno una vicinanza alla maniera del Simonini.. Olio su tela, dimensioni ext. 42x65,5, int. 34,5x58 cm.
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Lotto 59 Olio su tela, dimensioni ext. 77x89, int. 61x76,5 cm.
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Lotto 60 La pittura di paesaggio di ascendenza fiamminga ha il suo compimento, nella produzione degli artisti che ne sono i protagonisti, nel soggiorno di studio a Roma. Molti artisti però rimarranno in città fino alla morte, incantati dalla storia, dalle innovazioni artistiche e dall’incontaminato paesaggio della campagna romana. Uno di questi è Hendrik Frans van Lint, che nasce e si forma nella dinamica città di Anversa, dove diventa un abile pittore di paesaggi;durante il suo soggiorno a Roma – probabilmente facendo esperienza presso la bottega del Vanvitelli - la sua produzione si differenzierà, seguendo due filoni quasi opposti.Da una parte realizzerà vedute topografiche sulla scia dell’esperienza di van Wittel, esercitata a Roma sugli scorci di rovine architettoniche che furono sempre di ispirazione per gli artisti in città; dall’altra abbiamo uno spiccato interesse verso la pittura di paesaggio idealizzata, di fantasia.Qui il pittore sceglie di non fare riferimento ai grandi del paesaggio di fantasia “alla fiamminga”, come ad esempio il van Bloemen, ma resta folgorato dalle opere di Claude Lorrain a Roma e dalla sua interpretazione della veduta idealizzata.Questa coppia di dipinti su rame fanno direttamente riferimento a questa tradizione: probabilmente frutto di un’osservazione del paesaggio “dal vero”, questo viene poi rielaborato ed arricchito dalla sognante inventiva del pittore, che suggerisce la commistione, suggestiva e quasi scenografica, tra natura e arte, tra paesaggio ed architetture. Bibl.: A. Busiri Vici, Peter, Hendrik & Giacomo Van Lint: Tre pittori di Anversa del '600 e '700 lavorano a Roma. Rome, 1987, Ugo Bozzi Editore, p. 200.. Olio su rame, cm est. 35x43, int. 23X30.5