Dipinti Antichi
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Lotto 134 Seguace di David Teniers, fine sec. XVII-inizi XVIII
INTERNO D’OSTERIA CON BEVITORI
olio su tavola, cm 43x64,5
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Lotto 135 Cerchia di Antonio Tempesta, sec. XVII
LA CONVERSIONE DI PAOLO
olio su rame ovale, cm 23x30,5
al recto in basso numero 362 dipinto dell’inventario Barberini
alcune cadute di colore
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Lotto 136 Attribuito ad Orazio Farinati
(Verona 1559 circa-1616 circa)
MATILDE DI CANOSSA A CAVALLO
olio su tela, cm 108,5x91,5
al recto iscrizione in latino e numero 305 dell’inventario Barberini
Del dipinto è nota la versione eseguita nel 1587 circa da Paolo Farinati (Verona 1524-1606), padre di Orazio, conservata presso il Museo di Castelvecchio, Verona, modello per il dipinto di Orazio dell’Abbazia di Polirone, San Benedetto Po che costituisce pertanto un’altra versione del dipinto qui presentato.
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Lotto 137 Scuola italiana, seconda metà sec. XVIII
RITRATTO DEL PRINCIPE FRANCESCO BARBERINI E DELLE DUE SUE SORELLE
olio su tela, cm 50x62
sul retro della tela originale antica iscrizione a bistro “Ritratto del P.pe Francesco Barberini e delle due sue sorelle”
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Lotto 138 Pittore romano, sec. XVII
RITRATTO DI MAFFEO BARBERINI PRINCIPE DI PALESTRINA IN ARMATURA CON IL COLLARE DEL TOSON D’ORO
olio su tela, cm 221x150
al recto numero d’inventario 545 dipinto della collezione Barberini
Nell’importante dipinto qui presentato viene ritratto Maffeo Barberini (1631-1685), figlio di Taddeo Barberini ed Anna Colonna, nato a Roma il 19 agosto 1631 ed ivi morto l’11 novembre 1685. Quarto principe di Palestrina, duca di Montelibretti e di Monterotondo, marchese di Corese, signore di Capranica, sposò il 15 giugno 1653 Olimpia Giustiniani, da cui ebbe cinque figli: Costanza sposata Caetani, Camilla sposata Borromeo, Francesco divenuto cardinale, Urbano destinato a continuare la casata e Taddeo sposato Muti.
Maffeo Barberini, effigiato secondo i dettami del ritratto ufficiale a figura intera con una ricca armatura, sullo sfondo di un’architettura e di un paesaggio in lontananza, indossa il Toson d’oro, onorificenza ricevuta nel 1668. Tale elemento costituisce un utile termine post quem per la datazione della nostra opera, pertanto successiva al Ritratto del principe Maffeo Barberini eseguito da Carlo Maratta, conservato in collezione privata, in cui non viene rappresentata l’onorificenza. L’attenzione per la resa aulica dei dettagli e di una puntuale descrizione fisionomica ravvisabile nel nostro dipinto, come in quello eseguito da Maratta, dimostra lo sviluppo di una ritrattistica derivata da Ferdinand Voet (1639-1700 circa) divenuto specialista in tale genere molto in voga presso l’aristocrazia romana.
Il principe Barberini fu inoltre un importante mecenate: commissionò la costruzione della Chiesa di Santa Rosalia a Palestrina (inaugurata nel 1677) e nel 1653 riaprì il Teatro delle Quattro Fontane, dopo che era rimasto chiuso per più di dieci anni. Fu inoltre collezionista di opere d’arte, come molti membri della sua famiglia, e proprietario della raccolta di suo zio Antonio Barberini che comprendeva almeno tre dipinti di Caravaggio.
Bibliografia di riferimento: F. Petrucci, Il principe romano. Ritratti dell’aristocrazia pontificia nell’età barocca, catalogo della mostra, Museo nazionale di Castel Sant’Angelo, Roma 2007, n. XXVI p. 80
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Lotto 139 Scuola di Andrea de Lione, fine sec. XVII-inizi XVIII
SCENA DI BATTAGLIA
olio su tavola ovale, cm 34x53,5
sul retro della tavola assottigliata sigle “RU” incise
probabile trasporto da altro supporto
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Lotto 140 Scuola genovese, inizi sec. XVIII
QUATTRO FIGURE FEMMINILI ALLEGORICHE
olio su tela, cm 44,5x124
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Lotto 141 Scuola romana, fine sec. XVII
BATTAGLIA DI PONTE MILVIO
olio su tela, cm 170x270 senza cornice
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Lotto 142 Seguace di Michelangelo Merisi detto Caravaggio, sec. XVII
L’INCREDULITÀ DI SAN TOMMASO
olio su tela, cm 95x140
Dall’esemplare di Caravaggio, Bildergalerie, Potsdam
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Lotto 143 Angelo Solimena
(Canale di Serino 1629-Nocera de’ Pagani 1716)
PIETÀ
olio su tela, cm 205x144
monogrammato “AS” e datato 16[..]6
Bibliografia: Angelo e Francesco Solimena, due culture a confronto, atti del convegno, a cura di Vega De Martini e Antonio Braca, Napoli 1994, p. 25 (il dipinto viene qui illustrato prima del restauro); S. Carotenuto, Pittori napoletani del Sei e Settecento nel territorio di Serino, Arte e territorio, a cura di Mario Alberto Pavone, Napoli 2008, tav. 8
Il dipinto qui presentato, riprodotto ma non citato nel volume di Simona Carotenuto (tav. 8), presenta strette affinità stilistiche con la Pietà della chiesa di San Bartolomeo a Nocera Superiore (1678), simile anche per impostazione compositiva, per l’uso di un cromatismo acceso e per il ricorrere di alcuni tipi fisionomici come ad esempio la figura della Maddalena.
Purtroppo non è possibile leggere chiaramente la data del nostro dipinto poiché l’iscrizione appare leggermente ripresa a seguito di antiche puliture eseguite sul dipinto.
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Lotto 144 Luca Giordano e bottega
(Napoli 1634-1705)
ERMINIA RITROVA TANCREDI FERITO
olio su tela, cm 151x185,5
Corredato da parere scritto di Stefano Causa
"Il dipinto raffigura un episodio tratto dall’ultima parte della Gerusalemme Liberata (Canto XIX, 103-114). -
Lotto 145 Scuola napoletana, sec. XVII
RIPOSO DALLA FUGA IN EGITTO
olio su tela, cm 58,5x72,5, senza cornice