Dipinti Antichi

Pandolfini Casa d'Aste - Borgo degli Albizi (Palazzo Ramirez-Montalvo) 26, 50122 Firenze

Dipinti Antichi

martedì 15 ottobre 2013 ore 15:00 (UTC +01:00)
Lotti dal 109 al 120 di 180
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  • Pittore olandese, sec. XVIIRE DAVID SUONA L’ARPA A SAULolio su rame, cm...
    Lotto 110

    Pittore olandese, sec. XVII
    RE DAVID SUONA L’ARPA A SAUL
    olio su rame, cm 38,5x24 montato su base in plexiglas
    al recto iscrizione in basso a sinistra in parte perduta; sul retro lettere a pennello “C. J. W.”
     
    Il dipinto riprende da esempi pittorici di Rembrandt
     

  • Scuola Italia settentrionale, sec. XVIIADORAZIONE DEI MAGIolio su tela, cm...
    Lotto 111

    Scuola Italia settentrionale, sec. XVII
    ADORAZIONE DEI MAGI
    olio su tela, cm 114x93,5 senza cornice
     

  • Pittore lombardo, sec. XVIIESTASI DI SAN CARLO BORROMEOolio su tela, cm 77x59
    Lotto 112

    Pittore lombardo, sec. XVII
    ESTASI DI SAN CARLO BORROMEO
    olio su tela, cm 77x59
     

  • Scuola emiliana, sec. XVIIADORAZIONE DEI PASTORIolio su tela, cm 109,5x82,5
    Lotto 113

    Scuola emiliana, sec. XVII
    ADORAZIONE DEI PASTORI
    olio su tela, cm 109,5x82,5
     

  • Scuola romana, sec. XVIIINCREDULITÀ DI SAN TOMMASOolio su tela, cm 185x118
    Lotto 114

    Scuola romana, sec. XVII
    INCREDULITÀ DI SAN TOMMASO
    olio su tela, cm 185x118
     

  • Mattia Bolognini(Montevarchi, Arezzo 1605-Siena 1667)GIUSEPPE VENDUTO DAI...
    Lotto 115

    Mattia Bolognini
    (Montevarchi, Arezzo 1605-Siena 1667)
    GIUSEPPE VENDUTO DAI FRATELLI
    olio su tela, cm 109x130
     
    Provenienza: collezione privata, Trequanda (Siena)
     
    Bibliografia: M. Ciampolini, Pittori senesi del Seicento, vol. 1, pp. 32-33, 37 tav. 31
     
    L’opera qui proposta, proveniente da una collezione storica senese e pubblicata nel recente repertorio dei pittori senesi del Seicento di Marco Ciampolini, è da riferirsi a Mattia Bolognini, pittore originario di Montevarchi probabilmente formatosi a Firenze presso Giovanni Mannozzi detto Giovanni da San Giovanni. Documentato a Siena dal 1636, Bolognini dimostra nella sua produzione un continuo confronto con le opere di Bernardino Mei, dal quale riprende la fluidità formale e talune citazioni di cruda realtà, senza dimenticare gli insegnamenti ricevuti durante la sua formazione. Tale cultura si ritrova nel nostro dipinto raffigurante Giuseppe venduto dai fratelli “dello stesso gusto tra Giovanni da San Giovanni, Tornioli e Mei con figure che rammentano il giovane Livio Mehus”. Si tratta di un'opera stilisticamente affine al Sant’Antonio da Padova attacca la gamba tagliata di San Clemente a Pelago, firmata e datata 1647. In tale capacità di riuscire a dialogare con la scuola fiorentina e nel perpetuare gli insegnamenti di Bernardino Mei va quindi rintracciata l’importanza del pittore.
     

  • Pittore caravaggesco, sec. XVIIIL TEMPO TAGLIA LE ALI AD AMOREolio su tela,...
    Lotto 116

    Pittore caravaggesco, sec. XVII
    IL TEMPO TAGLIA LE ALI AD AMORE
    olio su tela, cm 97x131,5
    in prima tela entro cornice coeva a foglia d’oro
     
    Provenienza: già collezione Adriano Sani, Siena;
    collezione privata, Trequanda (Siena)
     
    Il dipinto, proveniente dalla collezione Sani, risulta citato nell’inventario settecentesco come “Un quadro col Tempo che leva le penne dalle ali d’Amore di Raffael Vanni” (ASS, Curia del Placito 313, inv. per l’eredità di Adriano Sani, 24 marzo 1729, c.66, n.18; l’inventario è inoltre pubblicato online sul Getty Provenance Index, Archivial document, I-1818). La collezione Sani era una delle più cospicue nella Siena settecentesca, come si può ricavare dal sopracitato inventario. Si ricorda l’offerta nel 1778 di settanta quadri della collezione al granduca Pietro Leopoldo (ASS, Governatore 867, ins. 57), la cui notizia fu pubblicata da Narciso Mengozzi, Il Monte dei Paschi di Siena e le aziende in esso riunite, VI. I due Monti durante il Granducato di Piero Leopoldo, Siena 1900, p. 441). Alcuni dipinti provenienti dalla collezione senese sono attualmente conservati presso i musei fiorentini, come la Natività della Vergine di Giovan Battista Ramacciotti, Galleria degli Uffizi (cfr: M. Ciampolini, Pittori Senesi del Seicento, Siena 2010, p. 644).
    Sebbene il dipinto nell'inventario settecentesco sia stato riferito a Raffaello Vanni è da escludere un'attribuzione al pittore senese. L'opera, non di facile attribuzione, mostra elementi caravaggeschi in particolare nell'uso della luce e nella resa di dettagli dal vero e per taluni aspetti stilistici e formali sembra riconducibile all'ambiente artistico tra Roma e Napoli. Il particolare soggetto raffigurato, non particolarmente frequente, è denso di significati relativi alla caducità della vita e alla precarietà dell'amore. Tale rappresentazione si ispira al motto virgiliano "Omnia vincit Amor, vincit mox tempus Amorem", riportato a margine di una incisione di François Perrier raffigurante Il Tempo taglia le ali a Cupido (di cui è nota una stampa conservata presso il British Museum di Londra). Del medesimo soggetto sono inoltre noti i dipinti di Antoon van Dyck (Museo Jacquemart-Andrè, Parigi), di Pierre Mignard e di Angelica Kauffmann (Sotheby's Londra, 10 luglio 1996, lotto 93) che tuttavia seguono piuttosto la diversa composizione dell'incisione che si sviluppa in verticale e in cui il Tempo, raffigurato seduto come un uomo barbuto e muscoloso, trattiene Amore sulle ginocchia nel momento in cui si appresta a tagliargli le ali. Diversamente il nostro dipinto ha uno sviluppo orizzontale e il giovane Amore viene sovrastato dal Tempo.
     
     

  • Pittore veneto, sec. XVIISALOMÈ CON LA TESTA DEL BATTISTAolio su tela, cm...
    Lotto 117

    Pittore veneto, sec. XVII
    SALOMÈ CON LA TESTA DEL BATTISTA
    olio su tela, cm 132x98, senza cornice
    sul retro del telaio reca iscrizione “Da Paolo Veronese”
     

  • Attribuito a Giandomenico Cignaroli(Verona 1722-1793)MADDALENA PENITENTEolio...
    Lotto 118

    Attribuito a Giandomenico Cignaroli
    (Verona 1722-1793)
    MADDALENA PENITENTE
    olio su tela, cm 56,5x92
    firmato “CIGNAROLI. F.”
     
    Provenienza: collezione privata, Cremona
     
    Bibliografia: A. Puerari, Mostra di antiche pitture dal XIV al XIX secolo, catalogo della mostra di Cremona, Museo Civico, Cremona 1948, p. 80, fig. 51; F. R. Pesenti, Giambettino Cignaroli, in Dizionario Biografico degli Italiani, XXV, Roma 1981, p. 496; S. J. Warma, The paintings of Giambettino Cignaroli (1706-1770), Athens, University of Georgia 1988, p. 244
     
    L'attribuzione è stata espressa con parere orale da Andrea Tomezzoli.
    Il dipinto fu esposto nella mostra di Cremona curata da Alfredo Puerari nel 1948 con un riferimento di attribuzione a Giambettino Cignaroli, insieme al pendant raffigurante San Gerolamo entrambi provenienti da una collezione privata cremonese. Tale attribuzione non viene tuttavia accolta nella più recente monografia del pittore a cura di Susanne J. Warma, in cui viene citata tra i dipinti espunti dal catalogo dell'artista. La proposta attributiva di Tomezzoli a favore del fratello Giandomenico trova significative conferme nei confronti stilistici tra il presente dipinto e le opere documentate del pittore.
     

  • Pittore caravaggesco, sec. XVIISANT’ANDREAolio su tela, cm 67,5x50,5
    Lotto 119

    Pittore caravaggesco, sec. XVII
    SANT’ANDREA
    olio su tela, cm 67,5x50,5
     

  • Attribuito a Girolamo Forabosco(Venezia 1605-Padova 1679)IL SACRIFICIO...
    Lotto 120

    Attribuito a Girolamo Forabosco
    (Venezia 1605-Padova 1679)
    IL SACRIFICIO D'ISACCO
    olio su tela, cm 173x122
     
    Provenienza: probabilmente già collezione Orsetti, Lucca;
    collezione privata Cittadella, Lucca
     
    L’opera compare nell’inventario per successione ereditaria della famiglia Cittadella, insieme ad opere d’importanti artisti fra le quali alcune tele di Pietro Paolini, redatto ai primi dell’Ottocento dai pittori lucchesi Pietro Nocchi, Raffaele Giovanetti e Michele Ridolfi con la seguente descrizione: “Il Sacrificio di Abramo Del Palma vecchio 25/ 50 zecchini
     
    Il dipinto è corredato da parere scritto di Patrizia Giusti Maccari, Lucca, 3 giugno 2007
     
    “L'attribuzione a Girolamo Forabosco di questo Sacrificio di Isacco, formulata nella prima metà dell'Ottocento da Pietro Nocchi, Raffaele Giovannetti e Michele Ridolfi, per quanto poi rivelatasi imprecisa in riferimento all'identità del suo autore e alla cronologia d'esecuzione, non risulta del tutto fuorviante, costituendo, anzi, un punto di riferimento importante per la definizione della sua corretta paternità. […]
    Il dipinto è da intendersi come significativa e qualificante espressione di quella corrente pittorica che a Venezia, nella prima metà del Seicento, riscopre e ripropone formule, cifre compositive e tonalità cromatiche cinquecentesche, ponendosi in alternativa a quella cosiddetta ‘tenebrosa’, frutto dell’ondata naturalistica, postcaravaggesca irradiatasi da Roma. Uno dei più qualificati interpreti di tale corrente, volutamente arcaizzante, risulta essere Girolamo Forabosco (Venezia 1605-Padova 1679), cui deve essere assegnato il dipinto qui in esame. […]

  • Scuola bolognese, sec. XVIIGIAELE E SISARAolio su tela, cm 119x100
    Lotto 121

    Scuola bolognese, sec. XVII
    GIAELE E SISARA
    olio su tela, cm 119x100
     

Lotti dal 109 al 120 di 180
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Sessioni

  • 15 ottobre 2013 ore 15:00 Prima Sessione: Lotto 1-182 (1 - 182)