ASTA 244 - GIOIELLI, ARGENTI, OROLOGI, AVORI E CABINET DE CURIOSITÉS

ASTA 244 - GIOIELLI, ARGENTI, OROLOGI, AVORI E CABINET DE CURIOSITÉS

martedì 6 dicembre 2022 ore 15:00 (UTC +01:00)
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Lotti dal 337 al 384 di 560
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  • Icona russa con narrazioni religiose - XIX secolo
    Lotto 337

    Icona russa con narrazioni religiose - XIX secolo

    empera su tavola e bronzo.


    Domina la scena la Crocifissione di Cristo, completata da due medaglioni con la Vergine ed il Bambino da una parte e l’arcangelo con due profeti dall’altro. Nella scena centrale, ai piedi della croce del supplizio di Cristo si trovano Maria, intesa non solo come persona, ma anche come immagine rappresentativa della Chiesa. Assieme a lei Maddalena e un’altra donna che fanno eco al dolore di Maria e quasi compongono un coro funebre esprimendo con il pianto la loro vicinanza a Gesù. Nel lato opposto l'apostolo Giovanni e il centurione Longino.

    Nel registro inferiore troviamo una grande icona da viaggio realizzata in bronzo con cornice semplice sagomata e smalti policromi, composta di quattro pannelli raffiguranti le Sedici feste ortodosse.


    L’opera si caratterizza per un cromatismo acceso tutto giocato nella giustapposizione dei rossi, dei blu, dei verdi e dei giallo ocra, per poi stemperarsi nell'oro che pervade l’intera tavola.


    Altezza x larghezza x profondità: 55 x 46 x 3,7 cm.


    Stato di conservazione: **** buono (piccole cadute di colore).


  • Teschio giapponese
 in avorio - Periodo Meiji, 1868-1912
    Lotto 338

    Teschio giapponese
    in avorio - Periodo Meiji, 1868-1912


    Memento Mori' in avorio di elefante (Loxodonta africana Blumenbach, 1797 o Elephas maximus Linnaeus, 1758) finemente intagliata a tutto tondo a raffigurare un teschio.
    Una vanitas è un'opera d'arte simbolica che mostra la caducità della vita, l'inutilità del piacere e la certezza della morte. Il teschio è stato il simbolo della morte dal 1500 in poi; precedentemente la morte era rappresentata come uno scheletro. I teschi erano molto popolari nel periodo barocco, non solo come parte essenziale di ogni Camera delle Meraviglie (Wunderkammer), ma fungevano anche da ricordi contemplativi della mortalità.
    Altezza x larghezza x profondità: 10,8 x 12,3 x 10,5 cm. Peso 1110 gr.
    Stato di conservazione conservazione: **** buono.
    Accompagnato da certificato di autenticità Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici e da certificato CITES.

    Questo lotto è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea; il certificato CITES di esportazione al di fuori della Comunità Europea sarà infatti possibile richiederlo solo per lotti venduti a musei.

  • 
"Memento Mori", scatola con teschio tedesco in osso - XIX secolo
    Lotto 339


    "Memento Mori", scatola con teschio tedesco in osso - XIX secolo

    Memento Mori - Vanitas, scatola circolare in legno di mogano, coperchio con teschio in osso sormontato da un topo e affiancato da uno scoiattolo e da un serpente.
    Una vanitas è un' opera d'arte simbolica che mostra la caducità della vita, l'inutilità del piacere e la certezza della morte. Il teschio è stato il simbolo della morte dal 1500 in poi; precedentemente la morte era rappresentata come uno scheletro. I teschi erano molto popolari nel periodo barocco, non solo come parte essenziale di ogni Camera delle Meraviglie (Wunderkammer), ma fungevano anche da ricordi contemplativi della mortalità.
    Altezza 10 cm, diametro base scatola 8,8 cm.
    Altezza x larghezza x profondità teschio 4 x 4 x 3 cm. Peso 32 gr.
    Peso totale 95,2 gr.
    Stato di conservazione: **** buono.

    CITES - Regolamento del Consiglio (CE) No 338/97
    Questo oggetto è stato realizzato con materiali non appartenenti a specie in via di estinzione protette dalla normativa CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione).

  • "Memento Mori", pipa italiana in legno con teschio - Genova inizio XX secolo, CESARE VACCARI
    Lotto 340

    "Memento Mori", pipa italiana in legno con teschio - Genova inizio XX secolo, CESARE VACCARI

    "Memento Mori" - Vanitas, con fornelleto scopito a foma di teschio. Bocchino in bachelite.
    Una vanitas è un' opera d'arte simbolica che mostra la caducità della vita, l'inutilità del piacere e la certezza della morte. Il teschio è stato il simbolo della morte dal 1500 in poi; precedentemente la morte era rappresentata come uno scheletro. I teschi erano molto popolari nel periodo barocco, non solo come parte essenziale di ogni Camera delle Meraviglie (Wunderkammer), ma fungevano anche da ricordi contemplativi della mortalità. Nelle clessidre l'intervallo impiegato dalla sabbia o dall'acqua per passare dal superiore, pieno, all'inferiore, vuoto, costituiva la misura del tempo; frequente come simbolo del fluire del tempo, della caducità della vita umana e quindi anche della morte.
    Lunghezza x altezza x larghezza 15,5 x 6 x 3,5 cm.
    Stato di conservazione: **** buono.

  • Teschio continentale in teracotta - XX secolo
    Lotto 341

    Teschio continentale in teracotta - XX secolo

    Memento Mori' in terracotta raffigurante un teschio.
    Una vanitas è un'opera d'arte simbolica che mostra la caducità della vita, l'inutilità del piacere e la certezza della morte. Il teschio è stato il simbolo della morte dal 1500 in poi; precedentemente la morte era rappresentata come uno scheletro. I teschi erano molto popolari nel periodo barocco, non solo come parte essenziale di ogni Camera delle Meraviglie (Wunderkammer), ma fungevano anche da ricordi contemplativi della mortalità.
    Altezza x larghezza x profondità: 15 x 20 x 13 cm.
    Stato di conservazione: **** buono.

  • 
"Memento Mori", elemosiniere a forma di teschio - XVIII secolo, Italia -Francia ?
    Lotto 342


    "Memento Mori", elemosiniere a forma di teschio - XVIII secolo, Italia -Francia ?

    Memento Mori - Vanitas, in legno intagliato con maniglia superiore e sportello posteriore incernierato.
    Una vanitas è un' opera d'arte simbolica che mostra la caducità della vita, l'inutilità del piacere e la certezza della morte. Il teschio è stato il simbolo della morte dal 1500 in poi; precedentemente la morte era rappresentata come uno scheletro. I teschi erano molto popolari nel periodo barocco, non solo come parte essenziale di ogni Camera delle Meraviglie (Wunderkammer), ma fungevano anche da ricordi contemplativi della mortalità.
    Altezza x larghezza x profondità 10 x 8 x 5 cm. Weight 400 gr.
    Stato di conservazione: **** buono.

  • Putto dormiente sopra un teschio - Italia,  XIX secolo
    Lotto 343

    Putto dormiente sopra un teschio - Italia, XIX secolo

    terracotta, con traccie di doratura sul teschio.
    Il contrasto tra la figura del putto e quella del teschio reo evidenzia lo scorrere del tempo e la precarietà dell’esistenza, dando immagine a una delle iconografie più diffuse nelle vanitas del
    L’opera riprende gli stilemi del barocco romano, trovando raffronto nel gruppo marmoreo con San Nicola da Tolentino cui appare la Vergine col Bambino, Sant’Agostino e Santa Monica, posto nella chiesa di San Nicola di Tolentino a Roma o anche nel dipinto olio su tela di Giulio Carpioni (Venezia 1613 – Vicenza 1678) “Putto dormiente sopra un teschio”.
    Una vanitas è un' opera d'arte simbolica che mostra la caducità della vita, l'inutilità del piacere e la certezza della morte. Il teschio è stato il simbolo della morte dal 1500 in poi; precedentemente la morte era rappresentata come uno scheletro. I teschi erano molto popolari nel periodo barocco, non solo come parte essenziale di ogni Camera delle Meraviglie (Wunderkammer), ma fungevano anche da ricordi contemplativi della mortalità.
    Altezza x larghezza x profondità 15 x 26 x 155 cm.
    Stato di conservazione: **** buono.


  • Scorticato continentale in bronzo - XIX secolo
    Lotto 344

    Scorticato continentale in bronzo - XIX secolo

    rara scultura anatomica di un busto maschile scorticato in bronzo patinato. Le sculture anatomiche sono solitamente eseguite in gesso a scopo didattico.
    Altezza x larghezza x profondità 10 x 8 x 5 cm. Weight 400 gr.
    Stato di conservazione: **** buono.

  • "Memento Mori", scheletro tedesco in avorio di Mammut - seconda metà del XVIII secolo
    Lotto 345

    "Memento Mori", scheletro tedesco in avorio di Mammut - seconda metà del XVIII secolo

    "Memento Mori" - Vanitas, scultura in avorio di Mammut (Mammuthus primigenius) raffigurante una composizione con scheletro centrale con falce e clessidra contornato da teschi e ossa.
    Una vanitas è un' opera d'arte simbolica che mostra la caducità della vita, l'inutilità del piacere e la certezza della morte. Il teschio è stato il simbolo della morte dal 1500 in poi; precedentemente la morte era rappresentata come uno scheletro. I teschi erano molto popolari nel periodo barocco, non solo come parte essenziale di ogni Camera delle Meraviglie (Wunderkammer), ma fungevano anche da ricordi contemplativi della mortalità. Nelle clessidre l'intervallo impiegato dalla sabbia o dall'acqua per passare dal superiore, pieno, all'inferiore, vuoto, costituiva la misura del tempo; frequente come simbolo del fluire del tempo, della caducità della vita umana e quindi anche della morte.
    Altezza x larghezza 20,5 x 8,5 cm. Peso 101 gr.
    Stato di conservazione: **** buono.
    Accompagnato da certificato di autenticità Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici.

    CITES - Regolamento del Consiglio (CE) No 338/97
    Questo oggetto è stato realizzato con materiali non appartenenti a specie in via di estinzione protette dalla normativa CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione).

  • Teca Luigi XIV con elementi in ceroplastica - XIX secolo
    Lotto 346

    Teca Luigi XIV con elementi in ceroplastica - XIX secolo

    La teca lignea in ceroplastica rappresenta una natura morta. Si tratta con ogni evidenza di una Vanitas, una tipologia di natura morta seicentesca che prende spunto dai primi versetti del libro biblico sapienziale Qohelet (o Ecclesiaste), tradotti in “vanitas vanitatum et omnia vanitas”, allude al tema della caducità della vita.
    La scena nella teca si compone da un teschio a cui lati sorgono un rametto di corallo ed una mano con il dito indice che punta verso l’alto. Il significato di tale natura morta suggerisce nello spettatore la riflessione sull’inesorabile trascorrere del tempo ed anche sull’inutilità degli effimeri beni e piaceri terreni. L’iconografia perciò ha dei presupposti moraleggianti, finalizzati ad invitare i fruitori di occuparsi della più importante salvezza eterna. La teca rettangolare è composta da legno e vetro, decorata da foglie d’acanto negli angoli e quattro piedini fisiomorfi.
    Altezza lunghezza profondità: 44 x 56 x 36 cm.
    Stato di conservazione: **** buono (lievi difetti).

  • Teca con scheletro e teschi in ceroplastica - 1700 circa, ambito GAETANO GIULIO ZUMBO
    Lotto 347

    Teca con scheletro e teschi in ceroplastica - 1700 circa, ambito GAETANO GIULIO ZUMBO

    Ceroplastica, teca in legno e vetro.
    La ceroplastica, ovvero l’antica arte di lavorare la cera, venne usata fin dall’antichità in ambito funerario, devozionale e successivamente dal XVII secolo fu largamente impiegata anche per la riproduzione a scopo didattico di modelli anatomici, zoologici e botanici. Nel corso del tempo la ceroplastica divenne celebre per le sue rappresentazioni soprattutto in ambito anatomico, grazie ad artisti come Gaetano Giulio Zumbo (Siracusa 1656- Parigi 1701).
    Col passare del tempo e l'affinarsi delle tecniche, si identificarono quattro principali filoni all’interno della ceroplastica: il filone iperrealistico, che riproduceva principalmente scene macabre e quello vedutista, che realizzava suggestive vedute.
    Questo manufatto come altre analoghe del Seicento, non si limitano a riprodurre la realtà ma offrono una visione drammatica e grottesca della caducità della vita. Queste rappresentazioni come altre analoghe del suo tempo, avevano “la funzione di esorcizzare la malattia, il dolore e la pestilenza” che dilagava a quel tempo; difatti secondo il pensiero del Seicento, circondarsi di queste immagini allontanava la morte stessa. Probabilmente la teca si può collocare nell’ambito dell’abate Giulio Gaetano Zumbo.
    La scena è incastonata all’interno di una teca lignea trapezoidale con vetro. Il racconto si presenta essenziale ma ricco di particolari: un uomo giace semisdraiato al centro, appoggiato su di una roccia con il capo reclinato indietro ed il volto segnato dalla sofferenza. Il corpo coperto solo da un drappeggio nel basso ventre, corrotto dalla decomposizione emerge in uno scenario disgustoso in cui animali si accaniscono contro la carne putrescente, scorpioni e ratti simbolicamente, secondo la tradizione del seicento rappresentano l’angoscia, il disgusto ed il degrado. Sul fondale una carta da parati e un drappeggio.
    La scena si completa con teschi ed ossa; questo accostamento è strettamente legato al tema del memento mori, tema largamente indagato nel Seicento, in cui dominava l’ossessiva riflessione sulla caducità della vita e della transitorietà della fortuna, poiché in termini generali, c’era la consapevolezza che l'uomo è solo e che la sua esistenza era precaria, breve, continuamente in balìa del fato.
    Teca di legno:
    Altezza x larghezza x profondità: 23 x 36 x 17 cm.
    Stato di conservazione: **** buono (lievi mancanze).

  • Teca con Ceroplastica, Busto anatomico con Verminaio -   1699-1700, GAETANO GIULIO ZUMBO (1656- 1701)
    Lotto 348

    Teca con Ceroplastica, Busto anatomico con Verminaio - 1699-1700, GAETANO GIULIO ZUMBO (1656- 1701)

    Ceroplastica, teca in legno e vetro.
    La ceroplastica, ovvero l’antica arte di lavorare la cera, venne usata fin dall’antichità in ambito funerario, devozionale e successivamente dal XVII secolo fu largamente impiegata anche per la riproduzione a scopo didattico di modelli anatomici, zoologici e botanici. Nel corso del tempo la ceroplastica divenne celebre per le sue rappresentazioni soprattutto in ambito anatomico, grazie ad artisti come Gaetano Giulio Zumbo (Siracusa 1656- Parigi 1701).
    L’abate siciliano Zumbo, dopo i primi studi a Napoli frequentò la più antica scuola di anatomia a Bologna, l’Alma Mater Studiorum, in seguito si sposta a Napoli, per approdare a Firenze al servizio del Granduca Cosimo dè Medici (tra il 1691-94), celebri i macabri teatrini in cera realizzati in questo periodo raffiguranti corpi umani in vari stadi di decomposizione.
    In seguito a Genova, dove eseguì due opere importanti andate perdute: una Natività e una Deposizione dalla Croce. La fama del ceroplasta giunse fino a Parigi, dove nel 1701 fu invitato a “mostrare una sua testa anatomica all'Académie Royale des Sciences”(1) . A seguito di ciò, ottenne da Luigi XIV il monopolio delle preparazioni anatomiche, ottenendo anche l'autorizzazione a tenere pubbliche lezioni di anatomia, ma sfortunatamente morì improvvisamente a seguito di un'emorragia nello stesso anno.
    I suoi manufatti sono a cavallo tra rigore scientifico e artistico, non si limitano a riprodurre la realtà ma offrono una visione drammatica e grottesca della caducità della vita. Queste rappresentazioni come altre analoghe del suo tempo, avevano “la funzione di esorcizzare la malattia, il dolore e la pestilenza”(2) che dilagava a quel tempo; difatti secondo il pensiero del Seicento, circondarsi di queste immagini allontanava la morte stessa.
    Zumbo aveva una predilezione particolare per il racconto figurativo del corpo umano in disfacimento. Ne è testimonianza la cera del Busto anatomico con verminaio, in cui l’aspetto è emotivamente sconcertante sia nell’anatomia che nella resa dei dettagli. Il corpo corrotto dalla decomposizione, emerge in uno scenario disgustoso in cui animali si accaniscono contro la carne putrescente, incastonato all’interno di una teca lignea con tre aperture di impianto trapezoidale.
    Il volto del giovane suggerisce una morte violenta, dato le ferite multiple ed in più punti: nel viso, nel cranio e nel collo. Le orbite degli occhi sono rovesciate verso l’alto e descrivono la ricerca ultima di un al di là differente, privo di sofferenza e finalmente sicuro. L’identificazione del giovane non è certa, ma le fonti ci suggeriscono che nel suo soggiorno francese conobbe il “Generale delle Galere”(3) , per il quale eseguì una testa anatomica. Probabilmente questo Busto anatomico con verminaio risale a quel tempo e potrebbe identificare il giovane come un galeotto che durante la sua permanenza aveva al collo una corda o una catena, pena per la sua condanna, come ci suggerisce lo squarcio in gola. L’opera non manca di simbolismi e significati: il ratto rappresenta l’angoscia, il disgusto ed il degrado, così come lo scarafaggio rappresenta le tenebre, la depressione e la morte. La falena invece, nell’immaginario cristiano, è emblema di resurrezione e di salvezza proprio in virtù del suo percorso. Pertanto, Zumbo ha cercato di “rappresentare sia il bene che il male, le tenebre e la luce, il putridume della carne e disfacimento e il sogno cristiano della resurrezione”(4) . In conclusione, il fondale della teca è dipinto ad ampie pennellate senza suggerire una descrizione specifica.
    Le sue opere sono conservate a Firenze presso il Museo della Specola, Galleria Regionale di Palazzo Bellomo di Siracusa, a Londra presso il Victoria and Albert Museum ed in altre importanti collezioni private

    1) Paolo Giansiracura, Arte e scienza in una ritrovata cera di Gaetano Giulio Zumbo, ed. Longari Arte Milano, 2016 https://www.longariartemilano.com/download/Arte-e-scienza-in-una-ritrovata-cera-di-Gaetano-Giulio-Zumbo-di-Paolo-Giansiracusa-2016.pdf
    2) ibidem
    3) ibidem
    4) ibidem

    Teca di legno:
    Altezza dell’opera lignea senza pinnacoli e piedini 41 cm; altezza dei pinnacoli 13.5 cm; altezza piedini 6.5 cm; lato maggiore della base trapezoidale 60 cm; lato minore 38 cm; profondità 25 cm
    Stato di conservazione: **** (eccellente)
    Accompagnata da expertise del Prof. Paolo Giansiracusa.

  • Bastone da passeggio italiano, appartenuto a Papa Giovanni XXIII
    Lotto 349

    Bastone da passeggio italiano, appartenuto a Papa Giovanni XXIII

    in palissandro (Dalbergia spp), fusto ottagonale alteranto ad elementi tortili, interamente con rami di ulivo in madreperla. Puntale in rame.
    Appartenuto a Papa Giovanni XXIII che ne fece dono nel 1963 al Comm. Prof. Piero Mazzoni che accompagnò il "Papa della della bontà" negl ultimi mesi della sua esistenza.
    Altezza 96 cm..
    Stato di conservazione: **** buono.
    Accompagnato da autentica del Cardinale Francesco Capovilla (Pontelongo, 14 ottobre 1915 – Bergamo, 26 maggio 2016), già segretario particolare di Papa Giovanni XXIII dal 1958 al 1963.

  • Bastone da passeggio Art Dèco in tartaruga - 1900-1920
    Lotto 350

    Bastone da passeggio Art Dèco in tartaruga - 1900-1920

    fusto e impugnatura cilindrica in tartaruga (hawksbill sea turtle, Eretmochelys imbricata, Cheloniidae).
    Altezza 89,5 cm, diametro impugnatura 4,5 cm. Peso 225 gr.
    Stato di conservazione: **** buono.
    Accompagnato da certificato di autenticità Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici.

    Questo lotto è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea.

  • Bastone da passeggio inglese accessoriato in avorio - 1900-1920
    Lotto 351

    Bastone da passeggio inglese accessoriato in avorio - 1900-1920

    con impugnatura cilindrica apribile in avorio di elefante (Loxodonta africana Blumenbach, 1797) contenente sei dadi da gioco. Asta in ebano (Diospyros spp) e puntale in metallo.
    Altezza 91 cm. Peso complessivo 377 gr.
    Stato di conservazione: **** buono.
    Accompagnato da certificato di autenticità Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici e da certificato CITES.

    Questo lotto è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea; il certificato CITES di esportazione al di fuori della Comunità Europea sarà infatti possibile richiederlo solo per lotti venduti a musei.

  • Bastone da passeggio inglese accessoriato - Birmingham inizio XX secolo, JOHN RABONE & SONS
    Lotto 352

    Bastone da passeggio inglese accessoriato - Birmingham inizio XX secolo, JOHN RABONE & SONS

    impugnatura a pomolo in ottone con metro a nastro riportante la scritta "born 1820 still going strong" e "John Rabone & Sons Birmingham England". Questa azienda ha le sue origini a Birmingham nel 1784 per la produzione di strumenti di misura e l'attività è stata continuata da John Rabone e da suo nipote Eric Rabone. Ha funzionato sotto il nome di John Rabone and Sons tra il 1784 e il 1953, diventando una società pubblica nel 1948. Asta in legno ebanizzato e puntale in corno.
    Altezza 90,5 cm. Peso complessivo 179 gr.
    Stato di conservazione: **** buono.
    Accompagnato da certificato di autenticità Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici.

  • Bastone del capitano inglese accessoriato - inizio XX secolo
    Lotto 353

    Bastone del capitano inglese accessoriato - inizio XX secolo

    impugnatura in metallo a pomolo accessoriata con bussola. Asta in legno ebanizzato, collarino in metallo liscio e puntale in metallo.
    Altezza 93 cm. Peso complessivo 663 gr.
    Stato di conservazione: **** buono.
    Accompagnato da certificato di autenticità Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici.

  • Bastone del capitano inglese accessoriato in avorio - 1900-1920
    Lotto 354

    Bastone del capitano inglese accessoriato in avorio - 1900-1920

    impugnatura accessoriata a pomolo apribile in avorio di elefante (Loxodonta africana Blumenbach, 1797) scolpita con motivi puntiformi e cimata da una bussola. Asta in legno scuro.
    Altezza 102,5 cm. Peso complessivo 373 gr.
    Accompagnato da certificato di autenticità Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici e da certificato CITES.

    Questo lotto è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea; il certificato CITES di esportazione al di fuori della Comunità Europea sarà infatti possibile richiederlo solo per lotti venduti a musei.

  • Croce russa in bronzo dei Patriarchi con le feste - XIX secolo
    Lotto 355

    Croce russa in bronzo dei Patriarchi con le feste - XIX secolo

    questa croce in bronzo e smalti policromi, è caratterizzata da un nucleo interno a forma di croce bizantina intorno alla quale prendono vita venti scene che celebrano le festività dell'anno liturgico ortodosso.
    In particolare si tratta delle 16 grandi feste, che celebrano episodi scelti dell'Antico e Nuovo Testamento. Fra le scene ai lati solo una si differenzia per non essere contenuta nelle Scritture, ossia una raffigurazione di San Nicola di Bari. Al centro è raffigurato Gesù secondo la maniera bizantina, con un braccio della croce inclinato a simboleggiare la sua valenza di 'Bilancia della Giustizia'. Ai suoi piedi si trova il teschio di Adamo, simbolo dell'umanità redenta dal peccato originale tramite il sacrificio di Gesù, mentre in alto rispetto alla croce si trova il cosmos bizantino con Gesù salvatore che benedice con una mano e tiene il mondo nell'altra, la colomba dello Spirito Santo e due angeli che attendono il corpo e l'anima di Gesù. Sopra troviamo la Madonna rappresentata come Vergine dei Segni, ossia con le mani alzate e il bambino frontale inscritto in un cerchio. Sulla parte superiore, troviamo di nuovo la Madonna col Bambino circondata da tondi raffiguranti i quattro Evangelisti. Ai lati della croce si trovano invece i santi in Deesis, ossia inchinati a chiedere l'intercessione di Gesù. La croce è completata da un decoro a raggi sulla parte superiore che culmina in raffigurazioni di angeli a sei ali.
    Altezza x larghezza x profondità: 23,5 x 40 x 2 cm.
    Stato di conservazione: **** buono.

  • Icona russa raffigurante la Madonna di Smolensk - XIX secolo
    Lotto 356

    Icona russa raffigurante la Madonna di Smolensk - XIX secolo

    tempera su tavola.
    divisa in due scene distinte: la parte alta raffigurante La Madonna di Smolensk, immagine di Maria che prende il nome dalla città di Smolensk. La Vergine si presenta frontalmente, il capo leggermente piegato rivolto verso il Bambino che sorregge con il braccio sinistro, mentre la mano destra è protesa per indicarlo. Cristo è seduto in braccio a lei, raffigurato anche lui frontalmente. La mano destra è sollevata nel segno della benedizione, mentre la sinistra stringe il “volumen”, distintivo degli imperatori e dei personaggi illustri. Questa rappresentazione della Madre di Dio è detta Odigitria, ovvero colei che addita la via.
    I due personaggi sono rappresentati con una semplificazione dei tratti che rende eloquente il loro carattere sacro e comunica a tutta l’opera un forte senso di serenità. In alto sulla sinistra le sigle MP OY, compendio delle parole greche MHTHR OEOY (Madre di Dio) e l’abbreviazione greca del nome di Cristo IC XC (Iesous Christos). Assieme a loro la figura di in un santo rivolta verso di loro in segno di devozione.
    Nella parte inferiore invece, sono raffigurati in posizione frontale I dottori della chiesa Basilio Magno, Gregorio Nazianzeno e Giovanni Crisostomo, ovvero i dottori ecumenici della Chiesa d’Oriente, che posero le basi dogmatiche dell’Ortodossia nel IV secolo. Vicino ai loro capi le scritte che li identificano.
    Nel dipinto manca la profondità dello spazio e tutto si svolge su un unico piano, suddiviso da una sottile cornice nera e dallo sfondo di due colori distinti.
    Altezza x larghezza x profondità: 30 x 24 x 2,5.
    Stato di conservazione: *** discreto (diffuse cadute di colore e qualche mancanza)

  • Icona russa raffigurante Madre di Dio Gioia di tutti gli afflitti - XIX secolo
    Lotto 357

    Icona russa raffigurante Madre di Dio Gioia di tutti gli afflitti - XIX secolo

    tempera su tavola.
    L'icona rappresenta l'icona miracolosa della Madre di Dio La gioia di tutti gli afflitti che fu glorificata nel 1688 dopo l'intercessione e la miracolosa guarigione della sorella del patriarca Ioachim.
    Nel corso del XVIII secolo l'icona conosce molte varianti influenzate da più elementi icnografici cattolici.
    La caratteristica comune è l'immagine degli afflitti che rivolgono le loro preghiere verso la Madre di Dio, loro protettrice e patrona. Gli afflitti sono consolati dagli angeli mandati dalla Madre di Dio.
    La Vergine domina la scena nella parte centrale, è raffigurata a figura intera con lo scettro nella mano sinistra e le tre stelle dipinte sul capo e sulle spalle che stanno a simboleggiare la Aeiparthenos, o «perpetua verginità di Maria prima, durante e dopo il parto». Intorno a lei si accalcano numerosi fedeli supplicanti, divisi in quattro gruppi e identificati da iscrizioni all’interno di cartigli. A sinistra, dall’alto, sono raffigurati gli gnudi protetti da un angelo ed i pellegrini. Nella parte destra, dall’alto, sono rappresentati gli afflitti, gli infermi, inginocchiati mentre tendono le mani verso la Vergine ed un angelo che invita alla preghiera gli afflitti.
    Tra le figure due Angeli poggiati su di una nuvola che sorreggono un cartiglio con scritte in cirillico. In alto al centro, Dio Padre si affaccia dalle nubi in segno benedicente. Anche se incentrata sulla figura della Madre di Dio, l’icona ricorda che ogni salvezza procede dal Figlio e, per suo tramite, da Dio stesso. L’intera scena è avvolta da una cornice rossa sottile e fondo oro.
    Altezza x larghezza x profondità: 22,5 x 27 x 3 cm
    Stato di conservazione: **** buono (poche cadute di colore e qualche lieve mancanza).

  • Icona da viaggio russa -  inizio XX secolo
    Lotto 358

    Icona da viaggio russa - inizio XX secolo

    in ottone con cerniere a tre ante, con narrazioni religiose.
    Nel battente di sinistra l’iconografia della Natività della Beata Vergine Maria: l’ambiente domestico è essenziale, su un letto è stesa Anna, la madre che ha appena messo al mondo Maria, la quale si trova nelle mani di un’ancella. In piedi ai bordi del letto San Gioacchino.
    Nella scena centrale incontriamo quattro personaggi, l’iconografia suggerisce si tratti dell’Esaltazione della Santa Croce, ovvero la venerazione della reliquia della Croce ortodossa da parte dell'imperatrice Elena sulla sinistra, del vescovo Macario, un diacono ed infine la figura di Costantino I. La croce viene presentata come luogo e fonte della salvezza che ci viene da Cristo. Sul battente di destra, invece la Presentazione della Beata Vergine Maria. La scena si svolge all'interno del cortile del Tempio, mostra Maria con le mani verso il sommo sacerdote, identificato dalla tradizione con quello stesso Zaccaria, padre di Giovanni Battista, che sarà destinato ad accogliere nel medesimo luogo il Salvatore. Gioacchino e Anna entrano con Maria nel cortile per consegnare la loro bambina nelle mani del sacerdote: nei loro gesti s'indovina la determinazione di offrire la figlia al servizio del Signore.
    Tutte le scene sono corredate da scritte sul capo dei personaggi che identificano gli stessi.
    La dimensione dei battenti sono 8,30 x 10 cm. Le dimensioni ridotte suggeriscono la funzionalità di questa tipologia di icone, le quali venivano usate nel corso di viaggi, pellegrinaggi e campagne militari. Le prime icone con cardini furono introdotte nella Russia Medievale da Bisanzio nel X secolo, insieme a croci e panagie.
    Nel verso esterno incisione della croce ortodossa circondata da una cornice con angoli concavi.
    Stato di conservazione: **** buono (piccole cadute di colore).

  • Rara coppia di Lucerne Stato Pontificio in argento  raffigurante satiri -  Roma dopo il 1815, maestro argentiere ANGELO GIANNOTTI (1824-1865)
    Lotto 359

    Rara coppia di Lucerne Stato Pontificio in argento raffigurante satiri - Roma dopo il 1815, maestro argentiere ANGELO GIANNOTTI (1824-1865)

    in argento di forma sferica sorrette da una figura maschile ignuda, con il capo rivolto verso il serbatoio, in leggero movimento instabile. La figura può essere identificata con un satiro (in Greco, Σάτυροι — Sátyroi) personaggio della mitologia greca, che secondo la tradizione abita boschi, montagne e luoghi selvaggi in genere. È una personificazione della fertilità e della forza vitale della natura, connessa con il culto dionisiaco.
    Il satiro è raffigurato con sembianze umane maschili, barbuto, capelli arruffati e naso rincagnato con caratteristiche animali quali le corna. Sorregge nella mano sinistra il serbatoio a quattro bocche della lucerna, mentre la mano destra è piegata e leggermente sollevata. Sostegno a plinto cilidrico decorato a festoni fioriti, su basamento quadrato poggiante su quattro piedini fogliati.
    Punzonate con i marchi camerali in uso a Roma dopo il 1815 per l'argento al titolo a 10 once e 16 denari (889/1000) e con il marchio dell'argentiere "A99G", Angelo Giannotti (1824-1865).
    Lato base 19 cm, altezza ventola esclusa 60 cm. Peso complessivo 7630 gr.
    Stato di conservazione: **** buono (lievi difetti).
    (Ref. Anna Bulgari Calissoni, Maestri Argentieri Gemmari e orafi di Roma, pag. 228 nr. 562).

  • Lucerna Stato Pontificio in bronfo e argento, raffigurante Atlante  - Roma, XVIII secolo
    Lotto 360

    Lucerna Stato Pontificio in bronfo e argento, raffigurante Atlante - Roma, XVIII secolo

    in argento di forma sferica sorretta da figura ignuda in bronzo patinato, con il capo reclinato e le mani ai fianchi. La figura maschile può essere identificata con Atlante (in greco antico: Ἄτλας, Atlas), personaggio della mitologia greca che secondo la tradizione sostiene sulle spalle la sfera celeste per volere di Zeus, che decise di punirlo perché durante la Titanomachia si era alleato con Crono quando guidò i titani contro gli dèi dell'Olimpo. Viene infatti qui rappresentato come un titano che sorregge il serbatoio circolare a due bocche, con motivi femminili, sulle spalle a simulare la sfera celeste. Al serbatoio sono sospesi attrezzi per la manutenzione e lo spegnimento della lampada sorretti da catenelle; dal coperchio si innesta la ventola decorata con motivi a palmette e leoni. Sostegno a plinto ovale gradinato con decorazioni a cani correnti.
    Punzonata con il marchio camerale in uso a Roma (Stato Pontificio) per gli oggetti in argento, rappresentato dalle chiavi incrociate di San Pietro sotto l'ombrello liturgico.

    Altezza 59 cm, base 19 x 13,8 cm. Peso 4890 gr.
    Stato di conservazione: **** buono (difetti).

  • Lucerna Stato Pontificio in argento, raffigurante mercurio  - Roma, XIX secolo dopo il 1815
    Lotto 361

    Lucerna Stato Pontificio in argento, raffigurante mercurio - Roma, XIX secolo dopo il 1815

    L’iconografia riprende una delle statue più note del Giambologna, Mercurio Volante (1580, bronzo, h 180 cm) esposta al Museo del Bargello di Firenze, destinata a coronare la fontana della villa del cardinale Ferdinando dei Medici.
    In questa lucerna a tutto tondo, il Mercurio poggia il piede sinistro sul vento generato dalla bocca di Zefiro. Il messaggero degli dei è rappresentato nell’attimo prima di spiccare il volo, grazie alle ali che si innestano alle caviglie ed all’elmetto sul capo. La gamba destra invece è flessa indietro, come il braccio sinistro che intendo a tenere il caduceo, purtroppo qui mancante in parte. Il braccio destro è rivolto verso l’alto a sorreggere con la mano la vasca porta olio a quattro bocche finemente decorata a motivi vegetali; coperchio gradinato decorato a palmette e cimato da un cane con un amorino, sulla cui schiena si innesta la ventola decorata con motivi a palmette. Al serbatoio sono sospesi attrezzi per la manutenzione e lo spegnimento della lampada sorretti da catenelle. Il sostegno a plinto con decorazioni applicate a motivi fauni e floreali, su base circolare gradinata, ornata con motivi a palmette e tronchi d’alloro.
    Punzonata con i marchi camerali in uso a Roma dopo il 1815 per l'argento al titolo a 10 once e 16 denari (889/1000) e con il marchio dell'argentiere "S25S".
    Diametro base 15 cm, altezza ventola esclusa 47,5 cm. Peso 1264 gr.
    Stato di conservazione: **** buono (lievi mancanze).

  • Coppia di specchiere Stato Pontificio in argento - Roma 1815-1848, maestro argentiere FILIPPO GRIMALDI
    Lotto 362

    Coppia di specchiere Stato Pontificio in argento - Roma 1815-1848, maestro argentiere FILIPPO GRIMALDI

    di forma sagomata decorate simmetricamente a motivi vegetali. Supporto ligneo. Punzonate con i marchi camerali in uso a Roma dopo il 1815 per l'argento al titolo a 10 once e 16 denari (889/1000) e con il marchio "F13G" corrispondente all'argentiere Filippo Grimaldi operante dal 1803 al 1848.
    Dimensioni 45 x 33 cm.
    Stato di conservazione: *** discreto (difetti).

  • Coppa Stato Pontificio in argento - Roma 1830 circa
    Lotto 363

    Coppa Stato Pontificio in argento - Roma 1830 circa

    base basata gradinata con costolatura radiale; coppa liscia con manici laterali desinenti con teste di animale. Coperchio ad innesto riccamente decorato con foglie di quercia e ghiande cimato da un putto alato. Doratura interna. Punzonata con i marchi camerali in uso a Roma dopo il 1815 per l'argento al titolo a 10 once e 16 denari (889/1000) e con il marchio "F10O" (?) corrispondente aad un argentiere non identificato.
    Altezza 20 cm, larghezza con manici 20,5 cm, diametro 13 cm. Peso 461 gr.
    Stato di conservazione: **** buono.

  • Navicella porta incenso Stato Pontificio in argento - Roma 1830 circa
    Lotto 364

    Navicella porta incenso Stato Pontificio in argento - Roma 1830 circa

    piede circolare su cui poggia il fusto a balaustro, corpo sbalzato e decorato a palmette, coperchio con rami d'ulivo. Punzonata con i marchi camerali in uso a Roma dopo il 1815 per l'argento al titolo a 10 once e 16 denari (889/1000).
    Altezza 16 cm, larghezza 7,7 cm, lunghezza con manici 20,5 cm, diametro 13 cm. Peso 353 gr.
    Stato di conservazione: **** buono.

  • Saliera italiana in argento - Stato Ponitificio, fine XVIII secolo
    Lotto 365

    Saliera italiana in argento - Stato Ponitificio, fine XVIII secolo

    di forma ovale poggiante su quattro piedi ad artiglio, manici laterali con testa di medusa, bordo traforato e contenitore in vetro blu. Punzonata con il marchio camerale in uso nello Stato Pontificio per gli oggetti in argento, rappresentato dalle chiavi incrociate di San Pietro sotto l'ombrello liturgico".
    Dimensioni 7 x 4 x 5,5. Peso argento 105 gr, peso lordo 187 gr. Stato di conservazione: **** buono.

  • Decanter italiano in argento con tre bottiglie - inizio XX secolo, maestro argentiere BASIOS
    Lotto 366

    Decanter italiano in argento con tre bottiglie - inizio XX secolo, maestro argentiere BASIOS

    decanter tripartito, composto da tre bottiglie uguali in vetro inciso, su basamento in argento traforato e decorato con motivi rocaille poggiante su quattro piedini fogliati. Argento 800/1000, punzonato "800" e "Basios".
    Sotirio Voulgaris (Bulgari) sposa Elena Basios e dalla loro unione nasce Costantino Giorgio Bulgari. Nel 1924 viene fondata a Roma la "Società anonima Albrizio e Basios per il commercio oggetti artistici e argenteria"; la società è amministrata da Nicola Basios, Giorgio Basios e Giuseppe Albrizio e nel consiglio di amministrazione siede anche Costantino Bulgari. Nicola Basios era infatti lo zio di Costantino Bulgari, fratello di Elena Basios.
    Dimensioni 27,8 x 9 x 35 cm incluso manici e tappi. Peso totale 2975 gr.
    Stato di conservazione: **** buono (piccola scheggiatura non visibile ad un angolo della base d una bottiglia).
    Accompagnato da certificato di autenticità Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici.

  • Coppia di candelieri italiani in argento - Napoli, 1824-1832
    Lotto 367

    Coppia di candelieri italiani in argento - Napoli, 1824-1832

    base circolare con decorazione a palmette, fusto con troncoconico e bobéche con decorazioni analoghe alla parte inferiore. Punzonati con il marchio in uso alla corporazione degli orefici di Napoli per l'argento al titolo di 833/1000, 1824-1832.
    Altezza 24 cm, diametro base 11 cm.
    Peso complessivo 544 gr (254 + 290 gr).
    Stato di conservazione: *** discreto (da lucidare e difetti).

  • Coppia di candelieri italiani in argento - Napoli, 1824-1832, maestro argentiere RAFFAELE MARESCA
    Lotto 368

    Coppia di candelieri italiani in argento - Napoli, 1824-1832, maestro argentiere RAFFAELE MARESCA

    base circolare con decorazione geometrica, fusto con troncoconico e bobéche con decorazioni analoghe alla parte inferiore. Punzonati con il marchio in uso alla corporazione degli orefici di Napoli per l'argento al titolo di 833/1000, 1824-1832, argentiere Raffaele Maresca nativo di Acerra (Rif. Elio e Corrado Catello, argenti napoletani pag. 142).
    Altezza 24 cm, diametro base 11 cm.
    Peso complessivo 613 gr (239 + 274 gr).
    Stato di conservazione: **** discreto (a lucidare).

  • Ampolliniera italiana in argento - Napoli, 1765
    Lotto 369

    Ampolliniera italiana in argento - Napoli, 1765

    a base sagomata con bordo traforato poggiante su piattino ovale. Punzonato due volte con il marchio dell'arte di Napoli per il 1785.
    Ampolliniera, 24 x 20 x 7,5 cm, peso 369 gr; vassoietto 24 x 17,5 cm, peso 239 gr. Peso totale 608 gr.
    Stato di conservazione: **** buono (da lucidare).

  • Saliera italiana in argento - Napoli, 1832-1872, maestro argentiere GAETANO PANE (?)
    Lotto 370

    Saliera italiana in argento - Napoli, 1832-1872, maestro argentiere GAETANO PANE (?)

    a due vasche poggiante su piedi ferini, presa centrale ad anello. Corredata da un cucchiaino dello stesso periodo ma di argentiere diverso. Punzonata con il marchio in uso alla corporazione degli orefici di Napoli per l'argento al titolo di 833/1000, 1832-1872, saggiatore Gennaro Mannara, e con il marchio di un argentiere che potrebbe forse essere identificato in Gaetano Pane (Rif. Elio e Corrado Catello, argenti napoletani pag. 145).
    Saliera: altezza 16 cm, larghezza 16,8 cm, peso 194 gr. Cucchaini: lunghezza 10,3 cm, peso 22 gr.
    Stato di conservazione: **** buono.

  • Coppia di vasetti  Italiani in argento -Napoli 1830 circa, maestro argentiere RAFFAELE MARESCA (?)
    Lotto 371

    Coppia di vasetti Italiani in argento -Napoli 1830 circa, maestro argentiere RAFFAELE MARESCA (?)

    base circolare, corpo biansato con ecorazioni a festoni . Punzonati con il marchio in uso alla corporazione degli orefici di Napoli per l'argento al titolo di 833/1000 o 10 once, 1832-1872, saggiatore Gennaro Mannara, argentiere Raffaele Maresca nativo di Acerra (?).
    Altezza 15 cm, larghezza con manici 13 cm. Peso complessivo 327 gr.
    Stato di conservazione: *** discreto (difetti)

  • Coppia di saliere italiane in argento - Napoli,  1832-1872
    Lotto 372

    Coppia di saliere italiane in argento - Napoli, 1832-1872

    di forma circolare poggianti su tre piedini ad artiglio. Doratura interna. Punzonata con il marchio in uso alla corporazione degli orefici di Napoli per l'argento al titolo di 833/1000 o 10 once, 1832-1872.
    Altezza 5 cm, diametro 8,5 cm. Peso complessivo 226 gr.
    Stato di conservazione: **** buono. Da lucidare.

  • Coppia di saliere italiane in argento - Napoli,  1832-1872
    Lotto 373

    Coppia di saliere italiane in argento - Napoli, 1832-1872

    di forma circolare poggianti su tre piedini ad artiglio. Doratura interna. Punzonata con il marchio in uso alla corporazione degli orefici di Napoli per l'argento al titolo di 833/1000 o 10 once, 1832-1872.
    Altezza 5 cm, diametro 9,5 cm. Peso complessivo 202 gr. Stato di conservazione: **** buono. Da lucidare.

  • Particolare candelabro italiano in argento - 1820 circa, Venezia (?)
    Lotto 374

    Particolare candelabro italiano in argento - 1820 circa, Venezia (?)

    poggiante su tre piedi ritorti a volute vegetali, da cui si dipartono il candeliere centrale e i due bracci laterali decorati con tralci e foglie di vite; i tre candelieri, riccamente decorati alla base con nodi di frutta, sono sormontati da eleganti lanterne con vetro giallo su cui si innestano i coperchi a cuspide, quello centrale sormontato dalla bandiera mercantile traforata con il Leone di San Marco. Il fronte presenta un cartiglio sormontato dal corno ducale, decorato ai lati da due putti affrontati e centrato dal Leone di San Marco o Leone Marciano, simbolo secolare della città di Venezia e della sua antica Repubblica. Il leone, rappresentazione simbolica dell'Evangelista Marco, è raffigurato sotto forma di leone alato con un libro aperto recante l'iscrizione latina "PAX TIBI MARCE EVANGELISTA MEVS". Il legame del leone di San Marco con Venezia deriva dalla tradizione secondo la quale un angelo in forma di leone alato avrebbe rivolto al santo, naufrago nelle lagune, la frase: "Pax tibi Marce, evangelista meus. Hic requiescet corpus tuum" (Pace a te, Marco, mio evangelista. Qui riposerà il tuo corpo), preannunciandogli che il suo corpo avrebbe un giorno trovato riposo e venerazione in quelle terre.
    Base di marmo triangolare con lati concavi.
    Altezza x larghezza x profondità: 37 x 20,5 x 17 cm. Peso 2034 g.
    Stato di conserbvazione: **** buono.

  • Coppia di vassoi italiani in argento - Torino 1814-1824
    Lotto 375

    Coppia di vassoi italiani in argento - Torino 1814-1824

    di foma ovale con bordo gradinato. Serie completa di marchi in uso presso la Zecca di Torino (Regno di Sardegna) dal 1814 al 1824 per l'argento al primo titolo di denari 11 (916/1000), assaggiatore Giuseppe Fontana con il punzone di tolleranza per i vecchi lavori.
    Lunghezza x larghezza: 44 x 27,8 cm. Peso complessivo 2615 gr.
    Stato di conservazione: **** buono.

  • Zuccheriera italiana in argento - Torino XIX Secolo, maestro argentiere CARLO BALBINO
    Lotto 376

    Zuccheriera italiana in argento - Torino XIX Secolo, maestro argentiere CARLO BALBINO

    corpo di forma ovale poggiante su quattro piedini a riccio; presa a forma di melograno. Punzonata con i marchi italiani per l'argento 800/1000 in uso dopo il 1873, argentiere Carlo Balbino che depositò il proprio punzone con "l'impronta di un leone" e le sue lettere iniziali nel 1824 (Rif. Bargoni, Maestri orafi e e argentieri in piemonte pag. 263 nr. B17).
    Altezza x lunghezza x profondità 10 x 13,5 x 7 cm. Peso 280 gr.
    Stato di conservazione: ***** eccellente.

  • Sei sottobottiglia italiani in argento - Verona 1812-1872
    Lotto 377

    Sei sottobottiglia italiani in argento - Verona 1812-1872

    di forma circolare con bordi traforati. Argento 800/1000, punzonati con i marchi in uso a Verona, Regno Lombardo Veneto, dal 1812 al 1872.
    Altezza 2,5 cm, diametro 12 cm. Peso complessivo 701 gr.
    Stato di conservazione: **** buono.

  • Porta olio santo in argento - Palermo, fine XVII secolo
    Lotto 378

    Porta olio santo in argento - Palermo, fine XVII secolo

    Punzonato con la il marchio della "bulla" di Palermo raffigurata da un aquila a volo basso e sotto R.U.P. (Regia Urbs Panormi) in uso dal 1459 al 1715. e con il marchio del console "GC796".
    Altezza 13 cm, diametro 5 cm. Peso 168 gr.
    Stato di conservazione: *** disceto ( difetti e mancanze).

  • Reliquiario Italiano in argento - Sicilia 1829-1872
    Lotto 379

    Reliquiario Italiano in argento - Sicilia 1829-1872

    in argento fuso, a decori fogiati speculari; al centro il portareliquie con la seguente iscrizione: "DE CHIROTHECIS - B.BARTHO - LOMAEI - de BRE.. - EP.C.VIC.". Al verso sigilli in ceralacca dello Stato Pontificio. Argento 834/1000, punzonato con il marchio della testa di cerere di profilo a sinistra con il numero arabo 8.
    Dimensioni 16 x 11,3 cm. Peso 191 gr.
    Stato di conservazione: **** buono.

  • Stoppiniera italiana in argento - Italia settentrionale, XVIII secolo
    Lotto 380

    Stoppiniera italiana in argento - Italia settentrionale, XVIII secolo

    di forma circolare con presa laterale. L'avvolgicera centrale sostiene i resti di una bobina di cera. Punzonata con marchi non identificati.
    Altezza 9,5 cm, diametro 8 cm. Peso 254 gr.
    Stato di conservazione: **** buono.

  • Zucchieriera italiana in argento - Lombardo-Veneto, Venezia 1812-1872
    Lotto 381

    Zucchieriera italiana in argento - Lombardo-Veneto, Venezia 1812-1872

    di forma circolare con coperchio poggiantei su tre piedini ad artiglio. Punzonata Regno Lombardo Veneto, Milano, argento 800/1000, marchi in uso dal 1812 al 1872.
    Altezza 16 cm, diametro 9,2 cm. Peso 308 gr.
    Stato di conservazione: **** buono. Da lucidare.

  • Due calici eucaristici italiani in argento argento - XIX secolo
    Lotto 382

    Due calici eucaristici italiani in argento argento - XIX secolo

    a base circolare gradinata, fusti a balaustro e coppe dorata; uno con corpo liscio l'altro decorato con I Simboli della Passione e Morte di Gesù. Punzonati con marchi non identificati.
    Altezza 25 cm, diametro base 12,7 cm, peso 370 gr; altezza 23,5 cm, diametro base 11,5 cm, peso 346 gr.
    Stato di conservazione: *** discreto (difetti).

  • Set da toilette italiano in argento - Inizio XX secolo
    Lotto 383

    Set da toilette italiano in argento - Inizio XX secolo

    in argento 800/1000, cesellato a decori floreali, composto dai seguenti pezzi: Specchio, 29 x 11 cm; spazzola grande, 22 x 7,7 cm; spazzola media, 17,5 x 5,5 cm; spazzola piccola, 15 x 4,5 cm, pettine, 18,8 x 3,6 cm.
    Peso lordo totale 580 gr.
    Stato di conservazione: **** buono.

  • Imponente coppia di vasi biansati peruviani in argento - inizio XX secolo
    Lotto 384

    Imponente coppia di vasi biansati peruviani in argento - inizio XX secolo

    di linea classicheggiante, interamente sbalzati e cesellati con rami d'ulivo e poggianti su un basamento con quattro piedi a doppia voluta intervallati da conchiglie. Argento 925/1000.
    Basamento con anima lignea.
    Altezza 79 cm, diametro 59 cm, larghezza con manici 80 cm.
    Pesi lordi: 18,1 Kg e 19,6 Kg.
    Stato di coservazione: **** buono.

Lotti dal 337 al 384 di 560
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ASTA 244 - GIOIELLI, ARGENTI, OROLOGI, AVORI E CABINET DE CURIOSITÉS

Inizio asta

Sessione I: Martedì 6 dicembre 2022 alle ore 15:00 CET (Lotti 1-301)

Sessione II: Mercoledì 7 dicembre 2022 alle ore 15:00 CET (Lotti 302-560)


Luogo

Bertolami Fine Arts srl

Piazza Lovatelli, 1

00186 Roma

Italia


Esposizione

Vernissage venerdì 2 dicembre 2022 ore 18:00, Bertolami Fine Arts in Piazza Lovatelli 1, 00186 Roma

I lotti saranno esposti nei giorni sabato 3 e domenica 4 dicembre 2022 dalle 10:30 alle 14:00 e dalle 15:00 alle 18:30 nella nostra sede di Piazza Lovatelli 1, 00186 Roma.

Sessioni

  • 6 dicembre 2022 ore 15:00 ASTA 244 - GIOIELLI, ARGENTI, OROLOGI, AVORI E CABINET DE CURIOSITÉS (1 - 301)
  • 7 dicembre 2022 ore 15:00 II SESSIONE_ASTA 244 - GIOIELLI, ARGENTI, OROLOGI, AVORI E CABINET DE CURIOSITÉS (302 - 560)

Esposizione

Esposizione



Vernissage venerdì 2 dicembre 2022 ore 18:00, Bertolami Fine Arts in Piazza Lovatelli 1, 00186 Roma

I lotti saranno esposti nei giorni sabato 3 e domenica 4 dicembre 2022 dalle 10:30 alle 14:00 e dalle 15:00 alle 18:30 nella nostra sede di Piazza Lovatelli 1, 00186 Roma.

Pagamenti e Spedizioni

Modalità di pagamento


Gli acquirenti dei lotti vincenti potranno scegliere tra le seguenti modalità di pagamento:


• assegno bancario o circolare non trasferibile intestato a Bertolami Fine Arts s.r.l.


(Nel caso di pagamenti effettuati tramite assegni esteri aggiungere € 10 all’importo della


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Nota bene: le fatture pagate tramite assegno, contanti o bonifico bancario sono esenti dal pagamento delle tasse amministrative del 3,5%

Condizioni di vendita

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Commissioni

L’acquirente corrisponderà a Bertolami Fine Arts una commissione d’asta pari al 27% del prezzo di aggiudicazione di ciascun lotto.

Altre Informazioni

I costi di spedizione, eventuali costi doganali, nonché i costi relativi alle pratiche da istruire per il rilascio dell’attestato di Libera Circolazione o di qualsiasi autorizzazione ministeriale preventiva richiesta per l’esportazione dei lotti aggiudicati sono a carico del compratore.

Nel caso in cui, per contestazioni ingiustificate, i beni dovessero essere restituiti a Bertolami Fine Arts, le spese doganali e di spedizione sono a carico del cliente.


Rilascio dell’attestato di Libera Circolazione o di altra autorizzazione ministeriale necessaria per l’esportazione dei beni aggiudicati

La consegna dei lotti al di fuori dei confini italiani potrebbe essere soggetta alle norme stabilite dal Codice dei Beni Culturali (Dlgs. 42/2004 e ss.mm.ii.) in materia di esportazione dei beni di interesse culturale. Pertanto, nel caso in cui il bene acquistato presentasse caratteristiche tali da richiedere per la sua uscita definitiva dal territorio della Repubblica Italiana una qualsiasi forma di autorizzazione ministeriale, i tempi di rilascio di tale autorizzazione saranno regolati dall’Ufficio Esportazione   oggetti d’antichità e d’arte del Ministero della Cultura.

Tali tempi di rilascio vanno mediamente calcolati nell’ordine di 60/90 giorni dal giorno dell’apertura della pratica per un Attestato di Libera Circolazione (art.68 del Codice dei Beni Culturali) e di 30 giorni per un’Autocertificazione. La pratica viene aperta solo all’avvenuto pagamento del bene e dietro esplicita autorizzazione dell’acquirente.

Rilanci

  • da 0 a 100 rilancio di 5
  • da 100 a 200 rilancio di 10
  • da 200 a 500 rilancio di 20
  • da 500 a 1000 rilancio di 50
  • da 1000 a 2000 rilancio di 100
  • da 2000 a 5000 rilancio di 200
  • da 5000 a 10000 rilancio di 500
  • da 10000 a 20000 rilancio di 1000
  • da 20000 a 50000 rilancio di 2000
  • da 50000 in avanti rilancio di 5000