ASTA 240 - DIPINTI E DISEGNI ANTICHI. SECOLI XVI-XIX
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Lotto 193 JACOB DE HEUSCH (Utrecht, 1657 - Amsterdam, 1701)
Paesaggio con parete rocciosa, cascatella, corso d’acqua e figure
Olio su tela, cm. 72,5x99. Con cornice.
In questo lirico paesaggio di fantasia, che fonde felicemente una visione più classica con una più romantica della natura, possiamo riconoscere la mano del fiammingo italianizzante Jacob De Heusch, nipote di Willem, attivo a Roma nell’ultimo quarto del XVII secolo. Qui si guadagnò nella Bent il soprannoma di “Copia”, per le sue qualità di copista (e falsario). Il suo stile si plasma totalmente a Roma, dove da principio guarda soprattutto da Dughet e Salvator Rosa, per poi evolversi in modi che anticipano Van Bloemen e Locatelli. Da Rosa, Jacob De Heusch deriva e fa sue alcune soluzioni tipiche, come le movimentate pareti rocciose, le cascatelle, le figure distese su brani rocciosi di costa in prossimità di corsi d’acqua: soluzioni che troviamo perfettamente fuse e ben bilanciate nella nostra tela di squisita qualità, che richiama da vicino opere del pittore come la Veduta fantasiosa con eremita di ubicazione ignota (A. Busiri Vici, Jacob De Heusch, Roma 1997, n. 35, p. 134), la coppia di Paesaggi con figure della Galleria dell’Accademia Nazionale di San Luca (Id. , nn. 43-44, pp. 142-143), il Paesaggio costiero con cascata e figure (Id., n. 62, p. 164). -
Lotto 194 FRANCESCO ALBANI (Bologna, 1578 - 1660), ATTRIBUITO
Riposo durante la Fuga in Egitto
Olio su rame, cm. 44x53,5. Con cornice.
Il dipinto è accompagnato da un'expertise del Prof. Massimo Pirondini.
Questo bel rame che il Prof. Pirondini attribuisce al tardo periodo di Albani presenta una inusuale iconografia del Riposo durante la Fuga in Egitto. La composizione sembra unire due mondi iconografici molto lontani ma altrettanto ben conosciuti dal maestro, quello profano e quello sacro. L’episodio è ambientato en plein air alla base di un rudere architettonico, in una atmosfera intima e familiare: nella parte sinistra della tela una moltitudine di amorini si scherniscono e fanno a gara per portare i migliori frutti a Gesù Bambino, che in grembo a sua Madre e insieme a Giuseppe, appoggiato ad un bastone in secondo piano, occupano la parte destra della composizione. D’accordo con Pirondini il dipinto può essere collocato nella produzione tarda di Albani nel corso della quale il maestro affronta ripetutamente questo tema talora replicando le medesime invenzioni compositive. Non è il caso del nostro rame che presenta un impianto originale senza rapporti stringenti con le altre redazioni del tema. Il dipinto rappresenta una brillante testimonianza dell’attività di Albani nel VI decennio del XVII secolo e trova puntuali riscontri in altre sue opere tarde come la Fede Speranza e Carità della collezione Mahon o nella Sacra Famiglia già nella Walpole Gallery di Londra. -
Lotto 195 PIETER VAN BREDAEL (Anversa, 1629 - 1719)
Grande scena bucolica con pastori e armenti fra le rovine
Olio su tela, cm. 77,5x101,5. Con cornice.
Pieter van Bredael, fu allievo ad Anversa di David Ryckaert III nel 1640, divenendo maestro della Gilda di San Luca nel 1651. Le sue opere combinano in modo idiomatico gli elementi ricorrenti della coeva pittura di genere fiamminga con un immaginario più italiano, legato alle opere dei bamboccianti e spesso caratterizzato da un ambientazione architettonica di gusto classico. La nostra tela maestosa va ricondotta appieno a questa parte della produzione di Bredael e consente di cogliere al meglio gli aspetti principali tipici della sua pittura. La movimentata scena pastorale fitta di figure e animali È cosÌ situata all’imbrunire all’interno di una scenografia di ruderi archeologici idealmente ispirata alla campagna romana.
PROVENIENZA:
Collezione privata, Roma. -
Lotto 196 HENDRIK FRANS VAN LINT DETTO LO STUDIO (Anversa, 1684 - Roma, 1726), ATTRIBUITO
a) Paesaggio con figure, cavaliere e fontanile; b) Paesaggio con coppia di nobili e servo intenti nella caccia e villa su un poggio - Coppia di dipinti.
Olio su tela, a) cm. 23x38,5;
b) cm. 23,5x28. Con cornice.
PROVENIENZA:
Collezione privata, Roma. -
Lotto 197 DANIEL VERTANGEN (Amsterdam, 1601 - 1683), ATTRIBUITO
Diana e Callisto
Olio su tavola, cm. 47x63,5. Con cornice.
La tavola reca al retro in basso a destra vecchia etichetta con iscrizione a penna in svedese che riporta l'attribuzione a Vertangen; in alto a sinistra numero di invetario a pennello: "#115B"; al centro bollo in ceralacca. -
Lotto 198 LEONARDO COCCORANTE (Napoli, 1680 - 1750)
Capriccio costiero con ruderi, ponte, figure e fortezza sullo sfondo
Olio su tela, cm. 128x75. Con cornice.
PROVENIENZA: Collezione privata, centro-Italia. -
Lotto 199 MICHELANGELO PACE DEL CAMPIDOGLIO (Roma, 1610 - 1670)
Natura morta di zucche, melagrane, uva, fichi e pesche
Olio su tela, cm. 84,5x120. Con cornice.
Questa superba natura morta ambientata all’aria aperta va assegnata senza esitazioni alla mano di Michelangelo Pace da Campidoglio, tra i migliori e più richiesti specialisti attivi a Roma nei decenni centrali del Seicento. Se restano ancora piuttosto limitate le notizie biografiche certe su di lui, è certa, invece, l’ampia presenza di sue opere in varie collezioni nobiliari capitoline di primo piano. L’esemplare che qui si presenta mostra i caratteri più classici del pittore, che qui si rinvengono al più alto livello qualitativo: i frutti prediletti, con le zucche e le melagrane che ne costituiscono quasi una sigla, il colorito acceso e brillante, l’accurata descrizione delle superfici, la fastosità scenografica della composizione, ad allestire una specie di trionfo dei frutti della terra. Merita una segnalazione speciale la lucertola che fa capolino in basso a sinistra, anch’essa una presenza ricorrente nelle opere del Pace, che, oltre a rammentarci le virtù di animalista del pittore, è quasi sovrapponibile a quella protagonista del dipinto su rame presso Haboldt & Co a Parigi (vedi L. Trezzani, Michelangelo Pace detto Michelangelo del Campidoglio, in Pittori di natura morta a Roma. Artisti italiani 1630 – 1750, a cura di G. e U. Bocchi, Viadana 2005, p. 242, fig. 22).
Questa grande tela ci permette di percepire chiaramente il ruolo primario svolto dal Campidoglio nell’affermazione di una natura morta pienamente barocca, sulle orme di Michelangelo Cerquozzi e in anticipo su Abraham Brueghel, Vogelaer e Tamm. Come termini di riscontro dell’autografia possiamo limitarci a segnalare la coppia di Nature morte en plein air oggi conservate all’Hermitage di San Pietroburgo, quella in collezione Sara Veneziano a Roma e quella presso la Rhode Island School of Design di Providence, arricchita dalla presenza di una figura femminile. -
Lotto 200 JAN FRANS VAN BLOEMEN (Anversa, 1662 - Roma, 1749), ATTRIBUITO
Paesaggio con predica del Battista e borgo fortificato sullo sfondo
Olio su tela, cm. 74x97. Con cornice. -
Lotto 202 CIRO FERRI (Roma, 1634 - 1689)
Sacra Familglia nella bottega di Giuseppe
Olio su tela, cm. 98,5x118,5. Con cornice.
Questa notevole rappresentazione della Sacra Famiglia, originalmente inserita nella bottega da falegname di Giuseppe, va ascritta senza esitazioni a Ciro Ferri, il migliore degli allievi di Pietro da Cortona insieme a Giovan Francesco Romanelli. Ferri coadiuvò spesso il maestro, ultimandone gli affreschi della Sala di Apollo in Palazzo Pitti a Firenze ed eseguendo in autonomia quelli della Sala di Saturno. Dal suo grande mentore Ferri aveva ereditato le qualità principali, tranne ovviamente il soffio del genio: ma non c’è dubbio che nelle sue molte opere riuscite ritroviamo un’indefettibile maestria disegnativa, un magistero compositivo e una sapienza coloristica davvero prossime al Cortona. Questa tela di sopraffina qualità consente di ammirare tutte le virtù dell’artista, comprese quelle di paesaggista, col valore aggiunto dell’incantevole ambientazione domestica, con l’accurata descrizione di tutti gli strumenti di lavoro del falegname e l’affettuoso coinvolgimento del bambino, che supporta l’anziano ma vigoroso genitore passandogli gli arnesi. Assi incrociate al margine sinistro della tela gettano, però, un’ombra di inquietudine sulla delicata scena familiare, anticipando a beneficio dello spettatore devoto il destino che già incombe su Gesù.
PROVENIENZA:
Collezione privata, Roma.
BIBLIOGRAFIA:
G. Sestieri, Michele Rocca e la pittura Rococò a Roma, s.l. 2004, pp. 30-31 e 108, tav. LXXIV. -
Lotto 203 JAN WOUTERSZ VAN DER TIJT, (Attivo a Rotterdam, morto ante 1655)
Partenza di Abramo per Canaan
Olio su tavola, cm. 156x92. Con cornice.
Il dipinto reca iscrizione parzialmente leggibile in basso a destra: "GENE. 12.XI.11. / X TIJT".
Questo bel dipinto, chiaramente influenzato da Rembrandt e Pieter Lastman, riveste uno speciale interesse nell’ambito della pittura olandese del Seicento, costituendo l’unica opera firmata e certa del rarissimo pittore Jan Woutersz Van der Tijt, di cui è noto solo che fu attivo a Rotterdam nel secondo quarto del Seicento e, attraverso notizie relative alla vedova del pittore, che era già deceduto nel 1655. La nostra grande tavola mostra un artista di ottima qualità, abile nel paesaggio e nella pittura di animali, ma capace anche di un’efficace ed equilibrata impaginazione del racconto biblico.
BIBLIOGRAFIA:
Thieme Becker, Allgemeines Lexikon der bildenden künstler, Lipsia 1992, vol. 33/34 ad vocem. -
Lotto 204 DOMENICO BRANDI (Napoli, 1684 - 1736)
Grande paesaggio con pastori e armenti a un fontanile con Ponte sullo sfondo (Ponte Milvio?)
Olio su tela, cm. 145x220. Con cornice.
Pendant del lotto successivo.
Le due grandiose tele en pendant, qui presentate in due lotti singoli consecutivi, offrono un sorprendente campionario delle qualità di Domenico Brandi e possono essere considerate tra i suoi capolavori. Brandi fu apprezzato in particolare come specialista nella rappresentazione di animali, sull’esempio di Rosa da Tivoli, e può essere considerato tra i migliori pittori di genere attivi a Napoli nella prima metà del Settecento. Brulicanti non solo di animali da fattoria, ma anche di figure descritte in varie attività e atteggiamenti, arricchiti da ambientazioni paesaggistiche particolarmente articolate e da presenze architettoniche insolitamente copiose, le due tele meritano di essere segnalate all’interno del corpus di Brandi per la qualità dell’invenzione e la brillantezza della resa pittorica. -
Lotto 205 DOMENICO BRANDI (Napoli, 1684 - 1736)
Grande paesaggio laziale con figure, armenti e borghetto con chiesa, torrione e un ponte sullo sfondo
Olio su tela, cm. 145x227. Con cornice.
Pendant del lotto precedente.
Le due grandiose tele en pendant, qui presentate in due lotti singoli consecutivi, offrono un sorprendente campionario delle qualità di Domenico Brandi e possono essere considerate tra i suoi capolavori. Brandi fu apprezzato in particolare come specialista nella rappresentazione di animali, sull’esempio di Rosa da Tivoli, e può essere considerato tra i migliori pittori di genere attivi a Napoli nella prima metà del Settecento. Brulicanti non solo di animali da fattoria, ma anche di figure descritte in varie attività e atteggiamenti, arricchiti da ambientazioni paesaggistiche particolarmente articolate e da presenze architettoniche insolitamente copiose, le due tele meritano di essere segnalate all’interno del corpus di Brandi per la qualità dell’invenzione e la brillantezza della resa pittorica.