Fine Paintings
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Lotto 97 Scuola romana del XVIII secolo, Acquasantiera con Madonna Elegante acquasantiera in legno traforato e dorato, decorato in forma di elementi vegetali, volute e valve. Al centro un piccolo dipinto circolare raffigurante una Madonna secondo l'iconografia dell'Immacolata Concezione. Questo manufatto è riferibile alla produzione di un ignoto artista romano della prima metà del Settecento. Olio su tavola, dimensioni ext. 40x 28, int. 29x40 cm.
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Lotto 98 Coppia di ritratti su lavagna, una raffigurante il celebre mosaicista Marcello Provenzale, Italia XVII secolo Coppia di ritratti su lavagna, una raffigurante il celebre mosaicista Marcello Provenzale, Italia XVII secolo Lo sconosciuto autore della coppia di dipinti a olio su lavagna dimostra disinvoltura e sicurezza nel tratto, riuscendo a cogliere lo spessore psicologico dello sguardo di entrambi gli effigiati; la cornice lignea è di epoca coeva. L’identificazione del mosaicista nella figura ritratta con la casacca rossa, è possibile grazie all’evidente somiglianza di fisionomia e di abbigliamento, rilevabile tra il quadretto ovale e il certo e più volte pubblicato ritratto ad incisione di Provenzale, che il pittore e amico Ottavio Leoni aveva realizzato per lui nel 1623 (Roma, Gabinetto Nazionale della Grafica, 1623, inv. N. F.C. 53031, vol. 50 K49). Olio su lavagna, dimensioni ext. 30x16, int. 17x13,5 cm. cad.
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Lotto 99 Coppie di miniature raffiguranti Enrico VIII e suo figlio Edoardo VI, Inghilterra XVII - XVIII secolo Coppie di miniature raffiguranti Enrico VIII e suo figlio Edoardo VI, Inghilterra XVII - XVIII secolo Cornice di epoca posteriore Dimensioni ext. 33x30, int. 20,5x18 cm. cad.
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Lotto 100 Pittore romano della seconda metà del XVIII secolo, Ritratto di Clemente XIV Pittore romano della seconda metà del XVIII secolo, Ritratto di Clemente XIV Olio su rame, con cornice dorata Olio su rame, dimensioni ext. 31,5x21,5, int. 23,5x19 cm.
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Lotto 101 J. L. David (Parigi 1748 - Bruxelles 1825), copia da, Ritratto di Pio VII, 1820 ca. J. L. David (Parigi 1748 - Bruxelles 1825), copia da, Ritratto di Pio VII, 1820 ca. Il soggetto è desunto dal ritratto di papa Pio VII eseguito da Jacques - Louis David nel 1805 e ora conservato al Museo del Louvre. Olio su tela, con cornice dorata Olio su tela, dimensioni ext. 31,5x25,5, int. 27,5x21,5 cm.
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Lotto 102 Pittore veneto del XVI secolo, San Girolamo nel deserto Pittore veneto del XVI secolo, San Girolamo nel deserto Dipinto su tavola, presenza di una fenditura Dipinto su tavola, dimensioni 27,5x22 cm.
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Lotto 103 Pittore romano degli inizi del XIX secolo, Caritas Romana L'ignoto pittore riprende in questo dipinto una storia cara alla pittura romana dal XVII secolo in poi, quella di Cimone e Pero. L'anziano viene condannato a morte per fame e la giovane figlia lo allatta in carcere per farlo sopravvivere; una guardia la scopre e rimane impressionata dalla generosità della giovane. I funzionari concedono la grazia all'anziano padre di Pero, per celebrare l'onore romano di lei. Il pittore qui ha ben presenti le lezioni più vivide fornite da importanti pittori nel corso dei secoli: nella posa di Cimone è ben riscontrabile l'esempio di Luca Giordano e Rubens. Olio su tela, dimensioni ext. 27,5x32, int. 19x25,5 cm.
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Lotto 104 Scuola Genovese del XVII secolo, Morte di Abele L’esperienza pittorica genovese del primo Seicento è strettamente legata alla presenza in città di due figure chiave del Barocco italiano ed europeo: Peter Paul Rubens e Antoon Van Dyck. Rubens risiede in città tra il 1604 e il 1608, giungendo direttamente da Roma; porta con sé quindi la lezione appresa dai due “padri” del Barocco romano, Caravaggio e Annibale Carracci. Il suo allievo, Van Dyck, sarebbe stato uno dei più celebri e contesi ritrattisti del suo tempo. Il portato della pittura di questi due artisti in questo quadro è evidenziato in particolare nella pennellata veloce e molto espressiva di cui sono costituiti i corpi; l’emotività trasmessa attraverso il tratto è ben adatta a descrivere la drammaticità dell’avvenimento: Adamo ed Eva scoprono il corpo del loro figlio morto Abele, ucciso da suo fratello Caino. Il corpo esangue giace su un masso: la sua posa ricorda quasi il Prometeo di Salvator Rosa alla Galleria Corsini; i colori sono quasi globalmente scuri, fumosi, eccezion fatta per i tocchi di luce – quasi violenta – costituiti dai nudi dei protagonisti. Olio su tela, cm est. 109x126, int. 102x108
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Lotto 105 Scuola Italiana del XVII secolo, Lot e le figlie L’eccezionalità di un’opera come questa è ben espressa nella didascalia che descrive l’opera: è un dipinto di formato esagonale, piuttosto inusuale, e realizzato attraverso la tecnica dell’olio su marmo.Quando Tiziano dipinge L’Ecce Homo sullo stesso supporto sta a tutti gli effetti sperimentando, alla luce della rivoluzione introdotta in Italia dall’avvento della pittura ad olio, nel XVI secolo.Sebbene l’olio su tela fosse di più veloce realizzazione, più leggero e facilmente trasportabile, i pittori italiani cercarono sempre un modo per innovare e fornire una variante ad una tradizione ormai consolidata.La scelta del marmo, così come per l’ardesia e altre pietre monocromatiche, è legata alla volontà di rendere eterna la propria opera su un supporto tanto nobile e strettamente legato alla classicità. Ma non solo: i pittori erano affascinati dalla variazione dei toni e di resa materica che era possibile ottenere utilizzando vari tipi di leganti. Un soggetto come questo, Lot e le figlie, è adatto proprio a questo tipo di sperimentazione: la scena è immersa in una cupa oscurità, da cui emergono solo i corpi dell’anziano e delle due fanciulle, e il fuoco che in lontananza brucia la peccaminosa città di Sodoma.Questo dipinto è equilibrato nella stesura dei colori e nella composizione – dato non ovvio considerato il formato atipico – a cui il pittore presta più attenzione, rispetto all’emotività e alla tensione sensuale tipiche delle raffigurazioni di questo episodio. Olio su marmo esagonale, cm 39x33
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Lotto 106 Scuola veneta del XVII secolo, Susanna e i Vecchioni Susanna disse alle ancelle: «Portatemi l'unguento e i profumi, poi chiudete la porta, perché voglio fare il bagno». Esse fecero come aveva ordinato: chiusero le porte del giardino ed entrarono in casa dalla porta laterale per portare ciò che Susanna chiedeva, senza accorgersi degli anziani poiché si erano nascosti. Appena partite le ancelle, i due anziani uscirono dal nascondiglio, corsero da lei e le dissero: «Ecco, le porte del giardino sono chiuse, nessuno ci vede e noi bruciamo di passione per te; acconsenti e datti a noi. In caso contrario ti accuseremo; diremo che un giovane era con te e perciò hai fatto uscire le ancelle». Susanna, piangendo, esclamò: «Sono alle strette da ogni parte. Se cedo, è la morte per me; se rifiuto, non potrò scampare dalle vostre mani. Meglio però per me cadere innocente nelle vostre mani che peccare davanti al Signore!». Questo è l’esatto momento raffigurato dall’ignoto pittore veneto che ha realizzato quest’olio su tela. La figura di Susanna è qui collocata al centro della composizione, colta nell’intimo di un piccolo giardino privato; ella è raffigurata nuda, dalle fattezze morbide e luminose. I due scaltri anziani la colgono alle spalle, avvolti in pesanti e scuri mantelli, quasi presi da un desiderio malsano e concitato. Parte del dipinto è dedicato alla raffigurazione del paesaggio e della casa del padre della giovane, Ioackim, rappresentata come una villa rinascimentale toscana: un riferimento abbastanza esplicito è costituito dalla citazione dell’orologio che svetta al centro della facciata; un precedente illustre è, ad esempio, la facciata della Villa medicea di Poggio a Caiano di Giuliano da Sangallo. Olio su tela, cm est. 87.5x116, int. 71x100
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Lotto 107 Jacob Andries Beschey (Anversa, 1710 – 1786) copia da, Maria Maddalena lava i piedi di Cristo Questo grande olio su tela è una copia pedissequa dell'eccezionale dipinto di Jacob Andries Beschey del 1735, in asta da Christie's nel 2010. Fu pittore insieme ai suoi due fratelli Carel e Balthasar, rispettivamente autori di paesaggi e soggetti storici, nonchè ritratti. Jaob divenne perito in soggetti religiosi, che realizza fortemente influenzato dalla poetica rubensiana. Questo soggetto è sicuramente il più noto e qualitativamente rilevamente nel corpus - non troppo ricco - dell'artista. Olio su tela, dimensioni 122x153 cm.
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Lotto 108 Bartolomeo Biscaino (Genova, 1632 – Genova, 1657), San Giuseppe con il Bambino La produzione del pittore Bartolomeo Biscaino risente molto delle sue vicende personali: formatosi nella sua città natale - Genova – morirà a soli 28 anni a causa della terribile peste che colpì la città nel 1656. Suo padre, modesto pittore paesaggista, fu il suo primo maestro; ma un più grande impatto su di lui lo ebbero le tele di Guido Reni nella chiesa del Gesù e quella di Giulio Romano nella chiesa di Santo Stefano. Nel 1650 è alla scuola di Valerio Castello, dal quale erediterà i toni della sua tavolozza, rendendoli però più sfumati nel tratto e la composizione delle figure, che risente dell’esperienza del Procaccini e del Correggio. In questo San Giuseppe con Bambino ritroviamo molti di questi caratteri: è evidente una dipendenza dagli esempi sopracitati nella stesura dei colori e nella composizione, che però il Biscaino rende molto equilibrata, così come bilanciata nelle masse. Di certo l’artista non ebbe modo di sviluppare appieno il proprio stile a causa della morte prematura, ma ciò che è indubbia è la qualità della sua prima produzione artistica, raffinata e ricettiva rispetto agli sviluppi della pittura genovese della prima metà del secolo e dagli esempi celebri conservati nella propria città. Da evidenziare è anche la delicata attenzione riservata dal pittore alla resa del volto e dell’espressività di San Giuseppe, delicata e sommessa, priva di patetismo. Olio su tela, cm est. 57x44, int. 51.5x38