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giovedì 3 novembre 2022 ore 16:00 (UTC +01:00)
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  • Antonio Zanchi (Este 1631 – Venezia 1722), Lot e una figlia
    Lotto 85

    Antonio Zanchi (Este 1631 – Venezia 1722), Lot e una figlia Un’esperienza degna di nota della pittura veneziana del Seicento è stata quella dei pittori cosiddetti “tenebrosi”: essi si proponevano di interpretare il luminismo caravaggesco esaltando la potenza chiaroscurale tipica dell’innovazione caravaggesca, utilizzando al contempo colori meno accesi, più intensi. Questa ricerca era particolarmente funzionale nella resa drammatica di storie e personaggi; tra gli esponenti di questa corrente troviamo Giovan Battista Langetti, Pietro Negri, Johann Carl Loth, Giovanni Bittanti e il pittore di questo intenso dipinto, Antonio Zanchi. È possibile ascrivere quest’opera alla maturità dell’artista, o comunque ante 1680, quando la sua tavolozza inizierà a schiarirsi, dando meno risalto alla violenza chiaroscurale tipica della sua produzione. L’artista si trasferì a Venezia alla metà del secolo e oltre al fascino che esercitò su di lui il Langetti, il pittore fu sempre attento alla produzione di Luca Giordano e del Ribera, i grandi maestri napoletani della drammaticità caravaggesca. Questa iconografia è atipica: Lot è sempre raffigurato con entrambe le figlie, il che rende difficile essere certi che questa rappresentazione dell’episodio fosse una precisa scelta dell’artista; sebbene però ci possa essere un’alternativa possibile a quest’immagine – potrebbe trattarsi di un Cimone e Pero, tradizionale simbolo della Caritas Romana – l’evidente ebrezza del vecchio e l’atteggiamento languido e intensamente seducente di entrambi i protagonisti, rende indubbia l’identificazione veterotestamentaria del soggetto. Questa forza sensuale è ben espressa dal taglio molto ravvicinato delle figure seminude, che emergono violentemente da un forte chiaroscuro, che esplicita ancora di più l’intensità emotiva del tema rappresentato. Olio su tela, cm est. 135x144, int. 120x112

  • Gerrit Adriaenszoon Berckheyde (Haarlem 1638 - 1698), Sacra famiglia con San Giovannino
    Lotto 86

    Gerrit Adriaenszoon Berckheyde (Haarlem 1638 - 1698), Sacra famiglia con San Giovannino Questo eccezionale dipinto attribuito a Gerrit Adriaenszoon Berckheyde è realizzato ad olio su ardesia: una tecnica che, a causa della scarsa capacità della lavagna di assorbire i colori ad olio, rende i colori molto vividi e luminosi. Pittore meglio noto per le ampie vedute di Amsterdam e Haarlem, produce di rado soggetti di genere e ancora più raramente soggetti religiosi, come in questo caso. Un precedente nella trattazione del paesaggio è riconducibile alla 'Falconeria' oggi conservata al Museo Pushkin di Mosca. Olio su ardesia, dimensioni ext. 47x40,5, int. 31x24 cm.

  • Dipinto di Paolo Sala (Lombardia 1859-Milano 1924), Il trasporto del ghiaccio
    Lotto 87

    Dipinto di Paolo Sala (Lombardia 1859-Milano 1924), Il trasporto del ghiaccio Abilissimo acquerellista, Paolo Sala si forma presso l'Accademia di Brera. Viaggiò in Francia, in America e in Russia, dove soggiornò a lungo; a questo periodo si deve la produzione della nostra opera. Firmata in calce dall'artista, nelle eleganti architetture dello sfondo riconosciamo la città di Mosca, e nel soggetto dei trasportatori di ghiaccio, una volontà di catturare, con tono tanto romantico quanto cronachistico, l'atmosfera quotidiana della scena. La densità dell'atmosfera fredda, nevosa e piena di foschia è resa in maniera eccellente dal mezzo dell'acquerello, reso di una raffinatezza associabile quasi pari a quella della pittura ad olio. Acquerello su cartone, dimensioni ext. 86x119,5 int. 66x101 cm.

  • Pittore romano del XVIII secolo, Due vedute di fantasia di San Pietro e del Colosseo
    Lotto 88

    Pittore romano del XVIII secolo, Due vedute di fantasia di San Pietro e del Colosseo La tecnica del 'Reverse glass painting' è una tecnica molto antica, utilizzata fin dal Medioevo per la realizzazione di icone, soprattutto in ambito bizantino. Ma è nel Settecento che si impone nelle corti europee come pregevole tecnica pittorica, di difficile esecuzione e di grande effetto. Considerato il fatto che cimentarsi in questa tecnica rappresentava una vera sfida per ogni buon pittore, sono pochi gli esemplari davvero pregevoli giunti a noi di pittura sottovetro. La coppia in evidenza rappresenta in oltre un soggetto tipico del paesaggio di invenzione settecentesco: due vedute sul Colosseo e sulla cupola di San Pietro da una grotta o una rovina antica. E' possibile immaginare che sia stato un artista mitteleuropeo a cimentarsi in questa prova di abilità durante il suo soggiorno romano. Dipinto su vetro inverso, dimensioni ext. 47,5x39, int. 40x31 cm.

  • Scuola fiorentina della fine del XVIII secolo, Coppia di paesaggi
    Lotto 89

    Scuola fiorentina della fine del XVIII secolo, Coppia di paesaggi Questa coppia di paesaggi in scagliola dipinta è riconducibile, tanto nel soggetto quanto nello stile, alla produzione del paesaggista Enrico Hugford; l'anonimo paesaggista fiorentino che ha realizzato questa coppia, di certo ha tratto da Hugford il senso di ampiezza spaziale, i toni cromatici leggeri e luminosi. Scagliola dipinta, dimensioni ext. 55x 77, int. 46x68 cm.

  • A. V. Eijnsbergen, firmato e datato, Adorazione del Vitello d'oro, 1876
    Lotto 90

    A. V. Eijnsbergen, firmato e datato, Adorazione del Vitello d'oro, 1876 A. V. Eijnsbergen, firmato e datato, Adorazione del Vitello d'oro, 1876 Dipinto su cartone Dipinto su cartone, dimensioni ext. 58,5x79, int. 52x73 cm.

  • Pittore fiammingo del XVII secolo, Sant'Egidio da Nimes
    Lotto 91

    Pittore fiammingo del XVII secolo, Sant'Egidio da Nimes Pittore fiammingo del XVII secolo, Sant'Egidio da Nimes Dipinto su carta pergamena, il soggetto deriva dal Sant'Egidio da Nimes come eremita di Raphael Sadeler del 1594, oggi al Rijks museum. In basso è presente l'iscrizione latina "Omnia subjecisti sub pedibus ejus, oves et boves universas insuper et pecora campi" Psal 8. "Hai sottomesso ogni cosa sotto i suoi piedi, tutte le pecore e i buoi, e anche tutte le greggi dell'accampamento" Dipinto su pergamena, dimensioni ext. 25x30, int. 18x23 cm.

  • Pittore veneto del XVII secolo, Allegoria della Carità
    Lotto 92

    Pittore veneto del XVII secolo, Allegoria della Carità Pittore veneto del XVII secolo, Allegoria della Carità Olio su tela Olio su tela, dimensioni ext. 84,5x72,5, int. 81x69 cm.

  • Scuola Piemontese, metà XIX sec. Fuga in Egitto e Dormitio Virginis
    Lotto 93

    Scuola Piemontese, metà XIX sec. Fuga in Egitto e Dormitio Virginis Questa delicata coppia di tempere, realizzate da un’artista a noi sconosciuto, è riferibile alla pittura piemontese della metà del XIX secolo; sebbene i pittori di questa scuola al tempo fossero tutti dediti allo studio di un paesaggio verista, onesto e che abbandona nelle sue scene – su modello di Corot - ogni intento narrativo, qui ci troviamo ad ammirare due vicende bibliche, in piena controtendenza rispetto alla produzione pittorica del momento. Forse frutto di una committenza privata o ecclesiastica, il rimando alla scuola piemontese è evidenziato dall’utilizzo delle tinte molto sfumate, quasi diluite, che richiamano un po’ alla memoria le atmosfere di Antonio Fontanesi e Angelo Beccaria.La protagonista di queste due scene è la Vergine, raffigurata in due momenti emblematici della sua vita: nella prima opera è in fuga da Nazareth in Egitto, per sfuggire alla persecuzione di Erode;nella seconda tela la protagonista, circondata dagli apostoli viene raggiunta da Cristo che l’accompagnerà in cielo.La morte è frutto del peccato originale e Maria, essendone priva, non può morire; il suo trapasso è quindi descritto dai testi come un addormentarsi, una Dormitio per l’appunto, che ne determina l’assunzione alla vita eterna e l’incorruttibilità del corpo dopo il trapasso. Tempera su tela, cm est. 37x49, int. 30.5x43

  • Domenico Pellissier, Carnevale in piazza, inizi del XX secolo
    Lotto 94

    Domenico Pellissier, Carnevale in piazza, inizi del XX secolo Il dipinto, firmato D. Pellissier in basso a sinistra è una vivace rappresentazione di una danza carnevalesca in piazza. Domenico Pellissier risulta aderente alla raffigurazione di scene cittadine della metà del XX secolo, attente più all'atmosfera suscitata dalla frenesia della vita sociale, più che dal rendere il soggetto in maniera narrativa. Olio su tela, dimensioni ext.96x126 int. 80x111 cm.

  • Coppie di miniature raffiguranti nobildonne con cappello, probabile scuola francese della prima metà del XIX secolo
    Lotto 95

    Coppie di miniature raffiguranti nobildonne con cappello, probabile scuola francese della prima metà del XIX secolo Coppie di miniature raffiguranti nobildonne con cappello, probabile scuola francese della prima metà del XIX secolo Una delle miniature reca firma illeggibile e la data 1824; belle cornice coeve in legno dorato Dimensioni ext. 26x22, int. 14x10 cm. cad.

  • Coppia di miniature raffiguranti il senatore bolognese Girolamo II Ranuzzi conte della Porretta  e la sua consorte Marie Françoise d'Alsace de Henin-Lietard. Bologna XVIII secolo
    Lotto 96

    Coppia di miniature raffiguranti il senatore bolognese Girolamo II Ranuzzi conte della Porretta e la sua consorte Marie Françoise d'Alsace de Henin-Lietard. Bologna XVIII secolo Coppia di miniature raffiguranti il senatore bolognese Girolamo II Ranuzzi conte della Porretta e la sua consorte Marie Françoise d'Alsace de Henin-Lietard. Bologna XVIII secolo Miniature dotate di belle cornici coeve in legno intagliato e dorato Dimensioni 15x11,5 cm. cad.

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Sessioni

  • 3 novembre 2022 ore 16:00 Fine Paintings - Prima Sessione (1 - 94)
  • 4 novembre 2022 ore 16:00 Fine Paintings - Seconda Sessione (95 - 187)

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