Fine Paintings

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giovedì 3 novembre 2022 ore 16:00 (UTC +01:00)
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  • Paolo Monaldi (Roma 1710 – dopo il 1779), Paesaggio con festa contadina
    Lotto 37

    Paolo Monaldi (Roma 1710 – dopo il 1779), Paesaggio con festa contadina L'opera qui descritta, è un'ottima interpretazione del tema della festa contadina ad opera del genere bambocciante, molto in voga nella prima metà del Settecento. In questo dipinto è evidente la derivazione dello stile del paesaggio dall'opera di Andrea Locatelli, come si evince dall'intensità dei colori e dalla profondità della veduta oltre le rovine. Olio su tela, dimensioni ext. 79x97 int. 74x82 cm.

  • Ambito fiammingo della fine del XVII secolo, Scena popolare all'ingresso di una locanda
    Lotto 38

    Ambito fiammingo della fine del XVII secolo, Scena popolare all'ingresso di una locanda Quest'ignoto artista della fine del Seicento, raffigura l'ingresso di una locanda con i popolani che si intrattengono al suo esterno e un elegante cavaliere fa da punto focale della composizione. L'attribuzione ad un pittore fiammingo trova riscontro nelle numerose opere dello stesso soggetto realizzate da artisti anche di poco successivi quali Adriaen van Ostade, David Teniers o Theodor Helmbreker. Olio su tela, dimensioni ext. 64,5x86, int. 54,5x75,5 cm.

  • Pietro Domenico Olivero (Turin, 1679 – Turin, 1755), Scena di genere ai piedi di un castello
    Lotto 39

    Pietro Domenico Olivero (Turin, 1679 – Turin, 1755), Scena di genere ai piedi di un castello Questa tela di Oliviero, è molto diversa sia per dimensioni, sia per tema, sia per resa cromatica rispetto alle sue altre opere in asta, ma rappresenta bene la differenza di genere della bambocciata: da un lato abbiamo una rappresentazione più allegra e leggera dell'incontro tra popolani in prossimità di un'osteria; qui, invece, il protagonista indiscusso è il caos di un gran numero di persone in un paesaggio più aspro e selvaggio, ricco di antiche rovine e di ampie vedute. I toni rossi predominano, il paesaggio è reso con ampie campiture, che lo rendono profondo ma non impreciso. Le stesse "macchie" di colore costruiscono le figure che affollano la scena: in questo piccolo "atlante del popolo", nessun personaggio è identico all'altro. Ognuno ha un'azione diversa e rivolge la sua attenzione a un punto diverso della scena; l'osservatore non si sente qui protagonista della rappresentazione, non è coinvolto, è solo un ospite del flusso degli eventi. Olio su tela, cm est. 64x110, int. 51x97

  • Salvator Rosa (Napoli, 1614 – Roma, 1673), Paesaggio bucolico
    Lotto 40

    Salvator Rosa (Napoli, 1614 – Roma, 1673), Paesaggio bucolico Salvator Rosa è a buon diritto uno dei più importanti pittori napoletani del Seicento; si forma nella sua città natale con Francesco Fracanzano, Jusepe de Ribera e Aniello Falcone. Nella prima fase della sua produzione si dedica al genere del paesaggio, delle battaglie e delle scene di genere: viaggiò tra Roma a Firenze, e in ognuna di queste città fu attento alle innovazioni dei contemporanei. Questo paesaggio risente del suo primo viaggio a Roma: in città entra in contatto con i classicisti del paesaggio quali Claude Lorrain e Nicolas Poussin, che lo portano a stemperare un po’ i toni della sua tavolozza, ancora legata ai violenti contrasti cromatici del Ribera. Questo paesaggio infatti, risulta arioso, morbido e costruito da tonalità calde; allo stesso tempo però è un paesaggio composto da pennellate vivaci ed espressive, poco interessate ad analizzare con minuzia i singoli elementi. I personaggi presenti sulla scena sono poco caratterizzati, quasi decorativi: è evidente la volontà di celebrare il paesaggio come autentico protagonista del dipinto, l’uomo qui non è altro che un ospite. Olio su tela, cm est. 91x67, int. 79x55

  • Pieter Mulier (Haarlem 1637 - Milano 1701), detto il Tempesta o Cavalier Tempesta, attr. a, Il ratto di Europa
    Lotto 41

    Pieter Mulier (Haarlem 1637 - Milano 1701), detto il Tempesta o Cavalier Tempesta, attr. a, Il ratto di Europa Il Cavalier Tempesta svolge gran parte della sua attività pittorica, dopo un primo alunnato con suo padre, tra Roma e Genova, dove resterà fino al periodo trascorso in carcere a causa dell'omicidio di sua moglie. La produzione di questo Ratto di Europa, immerso in una natura pacifica e rigogliosa, appartiene ad una fase successiva della produzione dell'artista rispetto a quella del periodo romano - genovese. Una volta scarcerato si dedica maggiormente a soggetti religiosi, paesaggi e temi pastorali: come in questo caso, il concitato evento mitologico è quasi come assorbito dalla placidità del paesaggio campestre. Olio su tela, dimensioni ext. 109x133 int. 97x122 cm.

  • Scuola Napoletana del XVII secolo, Crocifissione
    Lotto 42

    Scuola Napoletana del XVII secolo, Crocifissione L'essenzialità di questa tela, il suo taglio e la sua composizione non permettono facilmente di indovinare il nome dell'autore. Possiamo ipotizzare che si tratti di un pittore napoletano della prima metà del XVII secolo. Lo si può dedurre da una pura osservazione stilistica: il corpo di Cristo è tutto ciò che emerge dallo sfondo scuro ed è livido come una statua, luminoso ma non vivo, relativamente rigido e costruito da toni grigio-gialli. Il contrasto con lo sfondo nero ha solo una "nota" di colore, la luce rossastra che sale dalla collina ai piedi del Cristo morente, che volge lo sguardo stanco al cielo. Questo ignoto pittore potrebbe aver fatto l'esperienza dell'opera di Jusepe de Ribera nell'esporre il corpo nudo a una forte fonte di luce che lo fa emergere da una profonda oscurità. Tuttavia, nella scelta della tavolozza, è possibile fare riferimento all'opera di un importante interprete del movimento caravaggista napoletano, Battistello Caracciolo, che potrebbe aver ispirato il pittore. Olio su tela, cm 91x62

  • Gabriel Franck (Anversa, 1590 ca – Anversa, 1639) Maria Maddalena penitente
    Lotto 43

    Gabriel Franck (Anversa, 1590 ca – Anversa, 1639) Maria Maddalena penitente Un primo indizio atto ad inquadrare geograficamente quest’opera è dato dal supporto scelto: la pittura su rame nasce nel XVII secolo in ambito olandese e resta uno dei peculiari mezzi di espressione della pittura fiamminga del secolo. Inoltre, basta osservare la resa del paesaggio boschivo raffigurato per notare il debito che l’artista detiene nei confronti della lezione di Paul Bril, nella resa dei dettagli in particolare, come ad esempio nella descrizione degli alberi.Le poche notizie di cui disponiamo sull’autore le dobbiamo a dei recenti studi spagnoli: scopo della ricerca è quello di fare luce sul percorso intrapreso da molti quadri fiamminghi verso la Spagna, a cui finora si era dedicato molto poco tempo; sappiamo che Gabriel Franck ha trascorso tutta la sua esistenza nella sua città natale, ad Anversa, diventando maestro di pittura nella gilda della sua città nel 1620. Il soggetto scelto è uno tra quelli che meglio esprime il legame dell’uomo – o in questo caso della donna – con la natura: Maria Maddalena è raffigurata penitente, con le braccia aperte e lo sguardo rivolto al cielo, immersa in un paesaggio verde e lussureggiante, ben lontano dal tradizionale deserto in cui le fonti la collocavano. Questa scelta indica la volontà di nobilitare il genere del paesaggio, accordandogli il compito di essere portatore e riflesso delle passioni umane. Olio su rame, cm 55x40

  • Scuola umbra, prima metà del XVI secolo, Santa Caterina d’Alessandria
    Lotto 44

    Scuola umbra, prima metà del XVI secolo, Santa Caterina d’Alessandria Questa tempera su tavola raffigura una Santa Caterina d’Alessandria e come da buona tradizione cinquecentesca, faceva probabilmente parte di un gruppo di santi raccolti per decorare una pala d’altare o una cappella. La santa è riconoscibile dai suoi più tipici attributi: con una mano sorregge la palma del martirio e con l’altra la spada con la quale verrà decapitata. Ai suoi piedi giace un pezzo della ruota con cui venne torturata e che si ruppe mentre i suoi carnefici la stavano utilizzando, il che li obbligò ad optare per una morte più veloce. Sebbene sia un’opera di un ignoto artista, è presumibile attribuirne la paternità ad un pittore umbro della prima metà del XVI secolo. Siamo di certo lontani dalle innovazioni peruginesche in atto in quegli anni, ma nondimeno il pittore mostra una precoce sensibilità nei confronti della ricerca paesaggistica, nella stesura delle ampie campiture di colore e nella resa atmosferica, molto chiara, equilibrata e luminosa. Tempera su tavola, 61.5x28 cm.

  • Pittore tedesco del XVIII secolo Leone che azzanna un cane
    Lotto 45

    Pittore tedesco del XVIII secolo Leone che azzanna un cane Il genere della pittura animalistica si sviluppa a partire dal XVII come parte integrante della pittura di paesaggio ma, come accadeva in questo caso anche per le figure umane, gli animali venivano spesso dipinti da artisti specializzati nel genere.Questo ignoto animalier è probabilmente un pittore tedesco appartenente alla seconda metà del XVIII secolo, che ha guardato alla ricca produzione di maestri come Pieter Boel e Carl Borromäus Andreas Ruthart. È con quest’ultimo in particolare che il nostro pittore ha un debito maggiore, come si evince dalla luminosità dei toni scelti, caldi e morbidi, nonché nella resa delicata ma espressiva dei due animali, immersi in un profondo ma scarno paesaggio. Il piccolo formato è tipico di questa produzione di genere, molto apprezzato nel Settecento soprattutto in nord Europa e in Inghilterra, in paesi dediti alla caccia e alle competizioni equestri, di gran voga al di là della Manica nel secolo seguente.Opere di questo tipo non venivano considerate meramente nel loro decorativismo; la perizia del pittore – o dello scultore, in altri casi – era molto apprezzata e, nonostante la pittura di animali non fosse considerato un genere di prim’ordine, molto spesso era anche ben remunerata. Olio su tela, cm est. 44x52, int. 33.5x41.5

  • Pittore russo del XIX secolo, Paesaggio innevato con uomini a cavallo
    Lotto 46

    Pittore russo del XIX secolo, Paesaggio innevato con uomini a cavallo Il dipinto, firmato in calce dall'anonimo 'G Zashoff', è una gradevole testimonianza dell'elegante pittura di paesaggio russa della seconda metà del XIX secolo. La scena del dipinto in oggetto però di sofferma su un soggetto meno 'placido', di maggior impatti visivo: una carica di soldati a cavallo, che fendono in diagonale la composizione della tela. Olio su tela, dimensioni ext.93x123,5 int. 70x100 cm.

  • Sebastiano De Albertis (Milano, 1828 – Milano, 1897) L’imboscata, 1860
    Lotto 47

    Sebastiano De Albertis (Milano, 1828 – Milano, 1897) L’imboscata, 1860 Questo pregiatissimo dipinto sembra quasi essere un episodio di cronaca proveniente dalla vita dell’artista. Lombardo di nascita e di formazione, partecipa attivamente alle Cinque Giornate di Milano, che lo colgono durante la sua formazione all’Accademia di Brera. Fervente patriota della prima ora, parte per combattere la prima guerra di indipendenza nel 1848; tornato nella sua città natale, si dedicherà appieno alla produzione di tele dedicate alla pittura storica, di alto impegno civile e morale. el 1859 si arruola nuovamente nei Cacciatori delle Alpi, ma ciò non gli impedisce di partecipare anche alla Spedizione dei Mille al fianco di Garibaldi, l’anno seguente. Con lo spirito di un cronista continua a documentare gli arditi scontri indipendentisti, ma dopo il raggiungimento dell’unità si dedica – seppur per un tempo breve, partecipando nel 1866 alla terza guerra di indipendenza – a temi più leggeri, quasi popolani. Questa tela è di un realismo brillante, così come brillanti sono le tonalità utilizzate dall’artista per raffigurare i soldati colti di sorpresa dall’imboscata. In questa immagine c’è molto del racconto della guerra narrato dal Meissonier: l’ambientazione è vivida, lo sguardo dell’artista sulla scena è estremamente attento, desideroso di cogliere ogni sfaccettatura del momento raffigurato.In un’opera come questa comprendiamo come all’epoca il De Albertis fosse considerato il vero rivale del Fattori nella narrazione delle battaglie risorgimentali. Oggi ricordiamo il nome di Sebastiano De Albertis come quello di un grande artista, oltre che di un grande patriota: venne nominato Cavaliere della Corona d’Italia e professore onorario dell’Accademia di Brera e nel 1884 fu tra i maggiori promotori della fondazione del Museo del Risorgimento di Milano. Bibl.: E. Ragazzi, Da Fattori a Nomellini. Arte e Risorgimento, De Ferrari & Devega, Genova 2005, Nr. 32, S. 114. Olio su tela, cm est. 86x100, int. 64X79

  • Andrea Appiani (Milano, 1754 – Milano 1817) L’uccisione di Remo
    Lotto 48

    Andrea Appiani (Milano, 1754 – Milano 1817) L’uccisione di Remo Questa tempera su carta narra di uno degli eventi più importanti per la storia della fondazione di Roma: l’uccisione di Remo da parte di suo fratello Romolo. Il pittore Andrea Appiani, lombardo di nascita e formazione, fu uno dei pochi pittori italiani della seconda metà del Settecento che ebbe una vera fama europea: nel 1791 compie un viaggio di formazione tra Parma, Firenze, Bologna e Roma, che lo portano ad arricchire il suo linguaggio con tematiche e stili nuovi. Resta però sempre legato all’ambiente lombardo, diventa docente all’Accademia di Brera e pittore di punta della Repubblica Cisalpina; la vasta attività del pittore, molto apprezzato da Napoleone, gli resero la carica di primo pittore del Re d’Italia nel 1804.Il pittore neoclassico, qui affascinato dal tema della pittura di storia, realizza attraverso l’uso della tempera, un’immagine vivida, un po’ secca ma sobria e brillante nella campitura del colore, steso in maniera sicura e levigata. La natura cruenta della scena qui si scontra con la volontà di rendere una bellezza che si esprime sia nella competente pratica artistica che nell’attenta rappresentazione della natura; il risultato è una raffigurazione quasi graziosa di un evento terribile, resa attraverso l’uso del canone con grande forza e sincerità.Bibl.: G. Natali, Il Settecento, Milano 1950, p. 89; A. Ottino Della Chiesa, L'età neoclassica in Lombardia, catalogo della mostra, Como 1959, pp. 33-39, 94-113. Tempera su carta, cm est. 56x75.5, int. 42.7x62

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Sessioni

  • 3 novembre 2022 ore 16:00 Fine Paintings - Prima Sessione (1 - 94)
  • 4 novembre 2022 ore 16:00 Fine Paintings - Seconda Sessione (95 - 187)

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