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giovedì 3 novembre 2022 ore 16:00 (UTC +01:00)
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  • Pittore toscano del XVII secolo, Madonna con Bambino, San Giovanni Battista, San Francesco e Angeli
    Lotto 109

    Pittore toscano del XVII secolo, Madonna con Bambino, San Giovanni Battista, San Francesco e Angeli In questo dipinto di ambito toscano, sono ben visibili alcune delle tendenze assorbite dal pittore dalla cultura toscana della prima metà del XVII secolo; il disegno fiorentino è sempre presente e ben visibile nella costruzione delle figure, ma lo studio del colore risente sia delle innovazioni prodotte in campo nordico ma anche quelle ad opera del Caravaggio a Roma. È la figura di San Giovanni Battista in particolare che dimostra una certa propensione verso la lezione del Merisi, nonostante il pittore sia molto lontano dalla resa drammatica e dalla qualità pittorica dimostrata dal maestro; la composizione è ad ogni modo ben calibrata ed equilibrata, sia cromaticamente che nella disposizione dei personaggi. Olio su tela, cm est. 128.5x152, int. 107x130

  • Nicola Grassi (Zuglio 1682 - Venezia 1748), attr. a, Sacra Famiglia
    Lotto 110

    Nicola Grassi (Zuglio 1682 - Venezia 1748), attr. a, Sacra Famiglia Probabilmente allievo di Niccolò Cassana, il pittore si trasferì in giovane età a Venezia, dove subisce gli influssi della produzione di Federico Benchovic, Giovanni Battista Piazzetta e di Giambattista Tiepolo. È possibile che questo dipinto sia appartenente ad una prima prodzione dell'artista, caratterizzata da atmosfere profonde e forti chiaroscuri; questa tendenza lascerà presto spazio a composizioni più ampie, ariose e luminose. Olio su carta da spolvero applicato su tavola, dimensioni 50x45x10 cm.

  • Francesco Fracanzano (Monopoli, 1612 – Napoli, 1656), bottega di, Memento Mori
    Lotto 111

    Francesco Fracanzano (Monopoli, 1612 – Napoli, 1656), bottega di, Memento Mori Francesco Fracanzano si trasferisce molto presto a Napoli, per entrare nella bottega di uno dei pittori più rinomati del momento: Jusepe de Ribera. Inizialmente il pittore aderisce allo stile pastoso e cromaticamente violento del suo maestro, ma nella sua fase più matura se ne discosta gradualmente, per abbracciare una lettura più classicistica degli elementi compositivi e una sempre più convinta adesione alle proposte fiamminghe; ma vera dote del pittore è di certo la capacità di legare queste esperienze tra loro, sintetizzandole in uno stile unico. Quest’opera di bottega raffigura un saggio anziano che sembra discorrere con qualcuno all’esterno della scena riguardo la fugacità dell’esistenza: sembra voler rammentare al suo interlocutore l’ineluttabilità della morte; non è da escludere la possibilità che in passato facesse parte di un pendant. Il taglio estremamente ravvicinato, l’espressività tutta protesa “fuori campo” dell’uomo lasciano presumere l’esistenza di un dipinto a lui corrispondente. Olio su tela, cm 62x50

  • Ludovico Dondi (notizie 1585-1614), attr. a, Ritratto di Domiziano
    Lotto 112

    Ludovico Dondi (notizie 1585-1614), attr. a, Ritratto di Domiziano Gli undici dipinti raffiguranti gli imperatori romani furono commissionati a Tiziano dal Duca Federico Gonzaga di Mantova intorno al 1535-40 e realizzati da Giulio Romano e Bernardino Campi. La serie su venduta fu venduta nel 1618 da Vincenzo Gonzaga a Carlo I, portati in Inghilterra e poi trasferiti in Spagna, dove vennero distrutti nell'incendio dell'Alcazar del 1734. Diverse copie furono eseguite nel corso degli anni di alcuni di questi imperatori, quale quella sempre attribuita al Dondi - raffigurante lo stesso imperatore Domiziano - oggi conservato alla Pinacoteca Nazionale di Siena. Il confronto con quest'opera, che è assimilabile per composizione, stile e qualità pittorica, ci permette di attribuire il dipinto in oggetto alla mano dello stesso Dondi, noto frescante e pittore alla corte di Mantova tra il 1585 e il 1614. Olio su rame, dimensioni ext. 28,8x25, int. 19x15,5 cm.

  • Giovanni Antonio Guardi (Vienna, 1699 - Venezia, 1760), Geografo
    Lotto 113

    Giovanni Antonio Guardi (Vienna, 1699 - Venezia, 1760), Geografo È al Fogolari che dobbiamo molto di ciò che sappiamo su Giovanni Antonio Guardi. I registri del patrizio Giovanni Benedetto Giovannelli, benefattore e mecenate di Guardi per diversi anni, sono una fonte preziosa per noi. Grazie ai suoi documenti, apprendiamo che il pittore era spesso impiegato come assistente di altri artisti o riceveva commissioni modeste. Una svolta nella carriera di Guardi si ebbe intorno al 1738, quando fu al servizio di Johann Matthias von der Schulenburg, generale dell'esercito veneziano, che aveva da poco ottenuto un'importante vittoria contro i turchi a Corfù. Il pittore si distingueva per la rappresentazione di storie tratte dalla mitologia o dalle Scritture; in questo caso, la piccola tela che vediamo è un'allegoria raffigurante un Astronomo, che potrebbe essere interpretata anche come un Geografo, dato che gli attributi dei due soggetti sono molto simili. Il formato a camera, il taglio ravvicinato della composizione e la mancanza di intento narrativo indicano la probabile destinazione privata e decorativa della tela. Olio su tavola, cm est. 54x45.5, int. 40x28.5

  • Scuola Napoletana della fine del XVII secolo, Natura morta con fiori e architetture
    Lotto 114

    Scuola Napoletana della fine del XVII secolo, Natura morta con fiori e architetture La composizione di questa tela è straordinariamente ricca e variegata: in un’unica composizione sono raffigurate tutte le scelte iconografiche operate dal genere della natura morta del Seicento. C’è il capriccio architettonico, col suo gusto per gli elementi che rendono monumentali le architetture barocche, come grandi capitelli, pilastri e sinuose volute; tra questi marmi svettano i ricchi vasi di fiori, rigogliosi come in quadro di Giacomo Recco e mediati dalla minuzia della tradizione fiamminga. Anche se risulta assente il tema animale, la natura morta di frutta ci richiama alla mente le composizioni e la varietà di vegetali rappresentati da Abraham Breughel, com’è possibile osservare dal tipico dettaglio della zucca aperta, in basso a destra. Il paesaggio è vago, indefinito e volutamente cupo, per permettere ai singoli elementi di risaltare nella composizione, che non risulta quindi appesantita e di difficile lettura. Olio su tela, cm est. 149x229, int. 131x211

  • Francesco Pietro Graziani (Capua? – ?), Scena di battaglia
    Lotto 115

    Francesco Pietro Graziani (Capua? – ?), Scena di battaglia È all’inventario dei dipinti della collezione Barberini del 1686 e alle poche notizie che possiamo desumere dal De Dominici e dal Titi, che dobbiamo quel poco che sappiamo su questo pittore napoletano. Forse alla bottega del Borgognone a Roma, eredita da Mattia Preti lo studio del contrasto tra luci e ombre e nelle figure vi è un’eco dello stile dello Stanzione. Tipica della produzione dell’artista è il tratto nervoso, scattante e volutamente impreciso con cui costruisce soldati e cavalli: l’attenzione è tutta posta sulla resa espressionistica del vorticare della battaglia, qui immersa in un ambiente dai toni fortemente virati al rosso e alle terre. Il groviglio di cavalieri illustrati qui è inestricabile, senza inizio o fine, immersi in una grande nube di polvere; le pennellate dell’artista quasi vogliono “nascondere” all’osservatore l’identità dei combattenti. La realizzazione di opere di questo genere ha degli illustri precedenti nelle opere del Simonini, del Courtois; il Graziani le integra della pennellata forse ereditata dal Rosa e cambia radicalmente l’obiettivo della realizzazione di battaglie “alla napoletana”. La tela si fa più piccola, il soggetto non più descrittivo ma decorativo: disimpegnando la raffigurazione, il pittore cercava probabilmente anche una maggiore soddisfazione di mercato. Olio su tela, cm 60x98.5

  • Francesco Simonini (Parma, 1686 – Venezia, 1735) Scena di battaglia
    Lotto 116

    Francesco Simonini (Parma, 1686 – Venezia, 1735) Scena di battaglia Questa tecnica mista su carta è un pregevole esemplare di bozzetto preparatorio di un importante pittore di battaglie del primo Settecento veneziano. Francesco Simonini nasce e si forma a Parma nella bottega di Francesco Monti detto il Brescianino delle Battaglie, ma le costruzioni delle sue composizioni risentono anche delle ampie vedute affollate da lotte fra cavalieri di Ilario Mercanti, detto lo Spolverini.Si stabilisce a Venezia e lì diventa il più famoso rappresentante del genere, ottenendo commissioni di rilievo quali quelle di uno dei più noti collezionisti della contemporanea pittura veneziana, il conte Johann Matthias von der Schulenburg.Il pittore trascorse alcuni anni anche tra Firenze, Roma e Bologna, prima di trasferirsi a Venezia dove lavorò per altri importanti committenti: i Piccolomini a Firenze, il cardinale Ruffo a Bologna e svariati cavalieri e cardinali a Roma. Capire a quale fase della sua produzione appartiene questo disegno non è compito semplice: quello che però possiamo affermare con certezza è che si tratta di un pezzo di grande qualità che, accanto alla vaghezza del paesaggio e delle architetture dello sfondo, alterna il disegno preciso, vibrante, nervoso, fortemente espressivo; caratteristiche che ritroviamo anche nella sua produzione pittorica. Bibl.: G. Sestieri, I pittori di battaglie, Maestri italiani e stranieri del XVII e XVIII Secolo, Roma 1999, pp. 456-479. Inchiostro e acquerello su carta, cm est. 63x92, int. 40X69.5

  • Paolo Monaldi (Roma 1710 - 1779), Coppia di paesaggi con riposo di contadini e viandanti
    Lotto 117

    Paolo Monaldi (Roma 1710 - 1779), Coppia di paesaggi con riposo di contadini e viandanti Paolo Monaldi (Roma 1710 - 1779), Coppia di paesaggi con riposo di contadini e viandanti Olio su tela, con cornici dorate Olio su tela, Dimensioni ext. 29x26, int. 23x29,5 cm. cad.

  • Karl Becker (Berlino, 1820- Berlino 1900) Cyrano e Rossana
    Lotto 118

    Karl Becker (Berlino, 1820- Berlino 1900) Cyrano e Rossana Il pittore tedesco Karl Becker si forma in Germania sotto alcuni dei massimi esponenti dei Nazareni, Peter von Cornelius e Heinrich Maria von Hess. Il legame di questi artisti con Roma è molto forte: la rinuncia al modello classico dell’Accademia di Vienna, veniva qui abbandonato in favore della ricerca di una più pura ed essenziale, quella del cristianesimo del Beato Angelico, del Perugino e di Pinturicchio.Becker però, dopo un primo soggiorno di due anni a Parigi e il consueto viaggio a Roma, farà tappa a Venezia, città che avrà su di lui un impatto molto forte.È qui infatti che viene in contatto con i temi del Rinascimento veneziano: la pittura lagunare gli insegnerà a prediligere il colore, piuttosto che il disegno, nonché a prestare una maggiore attenzione alle architetture, ai dettagli degli interni e dei salotti in cui inserisce ritratti di gruppo o scene di vita quotidiana.In Cyrano e Rossana l’artista illustra un momento ben preciso: Cyrano, innamorato perdutamente -ma non ricambiato- da sua cugina Rossana, si nasconde nell’ombra per aiutare il suo amico Cristiano a conquistare la fanciulla; egli è infatti un giovane onesto, coraggioso, bello e leale, ma manca totalmente di virtù poetiche. Cyrano, dal canto suo, è un personaggio appassionato e romantico, ma piuttosto brutto; Rossana è invaghita di Cristiano e il protagonista quindi, per renderla felice, cerca di aiutare l’amico a conquistarla. Bibl.: D. B. Dearinger, Paintings and Sculpture in the Collection of The National Academy of Design, Volume 1 1826 – 1925, Hudson Hills Press, Inc. New York, 2004, ad vocem. Olio su tela, cm est. 190x166, int. 148X122

  • Caspar Adriaensz van Wittel (Amersfoort 1653 – Roma 1736), cerchia di, Capriccio con pastori a riposo
    Lotto 119

    Caspar Adriaensz van Wittel (Amersfoort 1653 – Roma 1736), cerchia di, Capriccio con pastori a riposo Questa veduta con rovine è frutto della produzione di un anonimo pittore dell'ambito di Caspar Adriaensz van Wittel, che risiedeva a Roma negli ultimi decenni del Seicento insieme ad una nutrita cerchia di pittori olandesi. La ricca cornice in legno dorato esalta la profondità del paesaggio che più ebbe successo durante la seconda metà del XVII secolo: la veduta campestre con rovine e viandanti a riposo. Olio su tavola, dimensioni ext. 41x 53, int. 29x40 cm.

  • Pittore napoletano del XVIII secolo, Mosè fa uscire l'acqua dalla roccia e Lot e le figlie
    Lotto 120

    Pittore napoletano del XVIII secolo, Mosè fa uscire l'acqua dalla roccia e Lot e le figlie Questa coppia di dipinti raffigura due scene bibliche che illustrano due episodi che si svolgono all'ombra di una grande roccia: Mosè fa scaturire l'acqua da una roccia del monte Oreb e Lot e le figlie che trovano riparo dopo la fuga da Sodoma in una grotta nei pressi della città di Zoar. Queste due tele sono legate, oltre che dalla scelta di due temi veterotestamentari, anche dalla rigogliosa natura che avvolge i personaggi; l'ignoto pittore napoletano che ha realizzato questo pendant aveva di certo ben assimilato la lezione del paesaggio della fine sel Seicento. Olio su tela, dimensioni ext. 88x77,5 int. 69x53 cm.

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  • 3 novembre 2022 ore 16:00 Fine Paintings - Prima Sessione (1 - 94)
  • 4 novembre 2022 ore 16:00 Fine Paintings - Seconda Sessione (95 - 187)

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