Asta N. 727 - III Old Masters Paintings
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Lotto 504 Scuola del XVII secolo
Ritratti di fanciulli con cagnolini
coppia di dipinti, olio su tela
W. 29 - H. 42,5 Cm -
Lotto 505 Scuola napoletana del XVII secolo
Ritratto di pittore
olio su tela
W. 56 - H. 71 Cm -
Lotto 506 Cipper Giacomo Francesco
Il precettore
olio su tela
W. 90 - H. 110 Cm -
Lotto 507 Graziani Ercole attribuito a
Episodi tratti dal Vecchio Testamento
coppia di dipinti, olio su tela
W. 137 - H. 101 Cm -
Lotto 508 Zugno Francesco
Madonna in trono con i santi Antonio, Francesco e Gaetano da Thiene
olio su tela
W. 97 - H. 176 Cm
Expertise Prof. Egidio Martini, "Ospiti al Museo. Maestri veneti dal XV al XVIII secolo tra conservazione pubblica e privata “, Musei Civici di Padova, 2012 (scheda opera a pagg. 136-137 del catalogo), "La pala qui rappresentata, raffigurante Madonna in trono con i santi Antonio, Francesco e Gaetano da Thiene, deriva da una delle creazioni più belle di Giambattista Tiepolo. Di essa, infatti, esiste di questo maestro una versione quasi uguale al Museo Puskin di Mosca e, ancora, esistono vari bozzetti con alcune varianti (Coll. Mayer di Roma; Coll. priv. di Zurigo; Coll. già Corsini di New York; già Finarte Milano) tutte attribuite a Giambattista., Il dipinto qui in esame però si presenta, a differenza degli esemplari su citati, con una variante importante, cioè al posto del S. Luigi da Tolosa posto a sinistra, vi è invece S. Gaetano da Thiene. Inoltre, in questa pala la fattura pittorica è eseguita con una tecnica particolare, con una pennellata morbida e una forma più sfumata che, pur restando entro l'invenzione tiepolesca, ha una sua originalità: una fattura che ci riporta, proprio per questi suoi caratteri stilistici, ad attribuire il dipinto qui in esame a Francesco Zugno (Venezia 1709-1787), cioè al maggior discepolo e collaboratore del grande Maestro. Lo dimostra bene anche la tipologia della testa del S. Gaetano da Thiene e la sua modellazione eseguita su una base di grigi del tutto tipici dello Zugno., Per quel che riguarda la datazione del dipinto, ritengo che sia da considerarla intorno al 1745, molto accosto alla Sacra Famiglia e un Vescovo, di coll. privata (cfr. G.M. Pilo, Francesco Zugno, in 'Saggi e Memorie". 1958, fig. 35), dove nella figura della Madonna incontriamo la stessa modella qui raffigurata." -
Lotto 509 Scuola del XVII secolo
Cristo alla colonna
olio su tavola
W. 23 - H. 31 Cm -
Lotto 510 Del Po Giacomo ambito di
Conversione di San Paolo
olio su tela
W. 43 - H. 64 Cm -
Lotto 511 Scuola italiana del XVII secolo
La lavanda dei piedi
olio su tela
W. 208 - H. 229 Cm -
Lotto 512 Scuola lombarda del XVII secolo
Il satiro e la ninfa
olio su tela
W. 180 - H. 150 Cm -
Lotto 513 Corvi Domenico
Amore e Psiche
olio su tela
W. 73,5 - H. 99 Cm -
Lotto 514 Joli Antonio
La piscina di Betsabea
olio su tela
W. 64 - H. 76,5 Cm
Expertise Dott. Giancarlo Sestieri, Come illustrato dal Prof. Giancarlo Sestieri all'interno della sua expertise, il dipinto qui presentato ben esemplifica le discordanze e le confusioni attributive di cui sono state sovente oggetto le opere di due grandi maestri del genere del capriccio: Gian Paolo Panini e Antonio Joli., , "(...) La composizione del dipinto è assai vicina, quasi identica anche nelle figure, a quella illustrata dal sottoscritto nella sua pubblicazione Il Capriccio architettonico in Italia nel XVII-XVIII secolo (etgraphiae editore, 2015, II, pp. 230-251; fig. 6a). Questo dipinto, già in collezione Richmond Green e venduto alla Sotheby's nel 2005, era stato pubblicato, insieme al suo pendant, da F. Arisi, come opera di Gian Paolo Panini, nella sua seconda monografia sull'autore Gian Paolo Panini e i falsi della Roma del '700 (Bozzi Ed. Roma 1986, cat. nn. 106-107, pag. 274)., La succitata 'Piscina di Betsabea', chiaramente della stessa mano, ossia dello Joli e non del Panini, a quella qui presa in esame, è stata recentemente pubblicata nell'opuscolo Antonio Joli e la scena per angolo (Bper di Modena)., Una precisazione significativa quella di una ripresa dei Bibiena, in quanto un elemento qualificante, oltre a quello stilistico, per distinguere la mano dello Joli da quella del Panini che, una volta intrapresa, a partire dal terzo decennio del Settecento, la via della sua personale ideazione del 'capriccio architettonico', non avendo più attinto all'ascendente dei Bibiena a differenza dello Joli che svolse una fervida attività scenografica, prima a Venezia dopo il soggiorno romano e poi nel suo ultimo periodo napoletano. (...), La ricomparsa di numerose inventive dello Joli, in origine create in vista di applicazioni scenografiche, si spiega con il loro successo presso un vasto contesto di committenti, così da indurre l'autore a replicarle con alcune modifiche e con evidenti finalità mercantili, rientrando in effetti in quel filone iconografico del 'capriccio architettonico' in generale, che riscosse un notevole successo nella prima metà del Settecento.", -
Lotto 515 Ottani Gaetano
Veduta costiera con imbarcazioni e pescatori
olio su tela
W. 114 - H. 76 Cm