ASTA N.36 Eclettica: Antiquariato, Dipinti d'Arte moderna e contemporanea ed una collezione di gioielli antichi e moderni
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Lotto 266 Coppia di Poltrone Lugi Filippo in legno di noce, Fine 19° Secolo cm. 102 x 64 x 60
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Lotto 267 Tano Festa (Roma 2 novembre 1938-Roma 9 gennaio 1988) - Senza titolo , 1987 90 x 100 Acrilico su tela Archivio Studio Soligo.
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Lotto 268 Elio Romano (Trapani 1909-Catania 1996) - Senza titolo, Donna Cm 87x58, in cornice cm 102x74 Dipinto ad olio su tela Firmato in basso a destra
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Lotto 269 Piero Guccione (Scicli 1935-Modica 2018) - Senza titolo, 1965 Cm 50x70, in cornice cm 73x53 Aquaforte acquatinta N.11 di 30
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Lotto 270 Giovanni Alicò (Catania 1906-Milano 1971) - Natura morta, 1954 Cm 40x50, in cornice cm 57x67 Olio su masonite
Partecipazione nel 1954 all'ottava mostra nazionale del Golfo della Spezia.
Giovanni Alicò nasce a Catania nel 1906. Pittore autodidatta, il suo approccio all'arte è libero da vincoli o binari precostruiti. Nel 1935 si stabilisce prima a Napoli poi a Milano. Nel 1942 è presente con un'opera alla XXIII Biennale di Venezia,e nello stesso anno, tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Tornabuoni di Firenze. Seguono, tra il 1948 e il 1953, sei anni di attività in Argentina,con tre personali a Buenos Aires e molte partecipazioni a collettive in diversi saloni nazionali nelle città di La Rioja, Santa Fè, Mendoza e Rosario. Rientrato in Italia, dalla metà degli anni Cinquanta e per tutto il decennio successivo diverse furono le sue personali a Catania, Milano, Roma e Como. E' stato Premio Suzzara nel 1955 con l'opera Contadino che riposa, dove il pittore, svincolato da una fredda descrizione realistica e lontano dagli schemi neocubismo tipici del primo dopoguerra, si abbandona ad una pittura di suggestione luministica, dalle larghe campiture di verdi, di grigi, di terre, sostenuta da una densa materia pittorica definita da una spessa linea di contorno. Il dipinto è attualmente conservato nella Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Suzzara. Nel 1957 ha esposto alla Galleria il Pincio a Piazza del Popolo a Roma, una delle realtà più attive nel panorama delle mostre d'arte, dove vi esponevano anche Renato Guttuso e Carla Accardi. Ha iniziato il suo percorso artistico raffigurando nella sua pittura i carretti con le colorite storie dei pupi utilizzando tinte preferibilmente piatte, successivamente introduce nella sua tavolozza cromie delicate,vibranti,e si concentra su temi pervasi da una marcata spiritualità. I soggetti favoriti sono figure femminili, nature morte e paesaggi. Negli Anni Cinquanta Giovanni Alicò avvicina il suo stile a quello di Guttuso, nell'ambito del realismo sociale. La sua attenzione è verso una pittura figurativa sintetica,che procede per suggestioni nella generale aderenza ai temi del realismo sociale. Dopo il 1960 entra nella sua opera un’importante poetica fatta di arabeschi e effetti luminosi e cromatici mobilie sfumati. Dal 1967 compaiono su tali sfondi personaggi antropomorfi, sorta di fantasmi,che si librano nello spazio della composizione. La produzione ultima dell'artista è invece caratterizzata da dipinti dove segni, forme geometriche ripetute e ampie macchie di colore sono resi con cromie intense e vivide approdando a esiti di natura informale e materica. Giovanni Alicò muore a Catania nel 1971. Dopo la sua morte, viene allestita una importante retrospettiva al Palazzo della Borsa di Catania nel 1973. Molte delle sue opere sono presenti in importanti collezioni private in Europa e in America e in diverse fondazioni d'arte.
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Lotto 271 Giovanni Alicò (Catania 1906-Milano 1971) - Paesaggio con case "Periferia", 1958 Cm 50x60, in cornice 74x84 Dipinto ad olio su compensato
Premio concorso città di Cantù 1958. Firmato in basso a sinistra.
Giovanni Alicò nasce a Catania nel 1906. Pittore autodidatta, il suo approccio all'arte è libero da vincoli o binari precostruiti. Nel 1935 si stabilisce prima a Napoli poi a Milano. Nel 1942 è presente con un'opera alla XXIII Biennale di Venezia,e nello stesso anno, tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Tornabuoni di Firenze. Seguono, tra il 1948 e il 1953, sei anni di attività in Argentina,con tre personali a Buenos Aires e molte partecipazioni a collettive in diversi saloni nazionali nelle città di La Rioja, Santa Fè, Mendoza e Rosario. Rientrato in Italia, dalla metà degli anni Cinquanta e per tutto il decennio successivo diverse furono le sue personali a Catania, Milano, Roma e Como. E' stato Premio Suzzara nel 1955 con l'opera Contadino che riposa, dove il pittore, svincolato da una fredda descrizione realistica e lontano dagli schemi neocubismo tipici del primo dopoguerra, si abbandona ad una pittura di suggestione luministica, dalle larghe campiture di verdi, di grigi, di terre, sostenuta da una densa materia pittorica definita da una spessa linea di contorno. Il dipinto è attualmente conservato nella Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Suzzara. Nel 1957 ha esposto alla Galleria il Pincio a Piazza del Popolo a Roma, una delle realtà più attive nel panorama delle mostre d'arte, dove vi esponevano anche Renato Guttuso e Carla Accardi. Ha iniziato il suo percorso artistico raffigurando nella sua pittura i carretti con le colorite storie dei pupi utilizzando tinte preferibilmente piatte, successivamente introduce nella sua tavolozza cromie delicate,vibranti,e si concentra su temi pervasi da una marcata spiritualità. I soggetti favoriti sono figure femminili, nature morte e paesaggi. Negli Anni Cinquanta Giovanni Alicò avvicina il suo stile a quello di Guttuso, nell'ambito del realismo sociale. La sua attenzione è verso una pittura figurativa sintetica,che procede per suggestioni nella generale aderenza ai temi del realismo sociale. Dopo il 1960 entra nella sua opera un’importante poetica fatta di arabeschi e effetti luminosi e cromatici mobilie sfumati. Dal 1967 compaiono su tali sfondi personaggi antropomorfi, sorta di fantasmi,che si librano nello spazio della composizione. La produzione ultima dell'artista è invece caratterizzata da dipinti dove segni, forme geometriche ripetute e ampie macchie di colore sono resi con cromie intense e vivide approdando a esiti di natura informale e materica. Giovanni Alicò muore a Catania nel 1971. Dopo la sua morte, viene allestita una importante retrospettiva al Palazzo della Borsa di Catania nel 1973. Molte delle sue opere sono presenti in importanti collezioni private in Europa e in America e in diverse fondazioni d'arte
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Lotto 272 Giovanni Alicò (Catania 1906-Milano 1971) - Paesaggio Cm 40 x50, in cornice 58x68 Dipinto ad olio su compensato
Timbro della Comisión Nacional de Museos y Lugares Históricos.
Giovanni Alicò nasce a Catania nel 1906. Pittore autodidatta, il suo approccio all'arte è libero da vincoli o binari precostruiti. Nel 1935 si stabilisce prima a Napoli poi a Milano. Nel 1942 è presente con un'opera alla XXIII Biennale di Venezia,e nello stesso anno, tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Tornabuoni di Firenze. Seguono, tra il 1948 e il 1953, sei anni di attività in Argentina,con tre personali a Buenos Aires e molte partecipazioni a collettive in diversi saloni nazionali nelle città di La Rioja, Santa Fè, Mendoza e Rosario. Rientrato in Italia, dalla metà degli anni Cinquanta e per tutto il decennio successivo diverse furono le sue personali a Catania, Milano, Roma e Como. E' stato Premio Suzzara nel 1955 con l'opera Contadino che riposa, dove il pittore, svincolato da una fredda descrizione realistica e lontano dagli schemi neocubismo tipici del primo dopoguerra, si abbandona ad una pittura di suggestione luministica, dalle larghe campiture di verdi, di grigi, di terre, sostenuta da una densa materia pittorica definita da una spessa linea di contorno. Il dipinto è attualmente conservato nella Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Suzzara. Nel 1957 ha esposto alla Galleria il Pincio a Piazza del Popolo a Roma, una delle realtà più attive nel panorama delle mostre d'arte, dove vi esponevano anche Renato Guttuso e Carla Accardi. Ha iniziato il suo percorso artistico raffigurando nella sua pittura i carretti con le colorite storie dei pupi utilizzando tinte preferibilmente piatte, successivamente introduce nella sua tavolozza cromie delicate,vibranti,e si concentra su temi pervasi da una marcata spiritualità. I soggetti favoriti sono figure femminili, nature morte e paesaggi. Negli Anni Cinquanta Giovanni Alicò avvicina il suo stile a quello di Guttuso, nell'ambito del realismo sociale. La sua attenzione è verso una pittura figurativa sintetica,che procede per suggestioni nella generale aderenza ai temi del realismo sociale. Dopo il 1960 entra nella sua opera un’importante poetica fatta di arabeschi e effetti luminosi e cromatici mobilie sfumati. Dal 1967 compaiono su tali sfondi personaggi antropomorfi, sorta di fantasmi,che si librano nello spazio della composizione. La produzione ultima dell'artista è invece caratterizzata da dipinti dove segni, forme geometriche ripetute e ampie macchie di colore sono resi con cromie intense e vivide approdando a esiti di natura informale e materica. Giovanni Alicò muore a Catania nel 1971. Dopo la sua morte, viene allestita una importante retrospettiva al Palazzo della Borsa di Catania nel 1973. Molte delle sue opere sono presenti in importanti collezioni private in Europa e in America e in diverse fondazioni d'arte
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Lotto 273 Dipinto raffigurante uomo anziano con ombrello e violoncello su paesaggio innevato cm 40 x 30 in cornice cm. 57 x 47 Olio su tela
Firmato in basso a sinistra R. Lanzi.
Zaccaria Rino Lanzi, pittore Lombardo attualmente vivente a Soncino (Lombardia)
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Lotto 274 Dipinto vaso con rose cm. 26 x 34 in cornice 33 x 40 Olio su tavola Firmato in basso a destra A.Villani.
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Lotto 275 Renato Guttuso (Bagheria 1911-Roma 1987) - Nudo, 1979 50x70,in cornice 51,5x72 Litografia Certificazione sul retro.
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Lotto 276 Alessandro Kokocinski (Porto Recanati 1948-Tuscania 2017) - Senza titolo, Clown e cavallo Cm 32x22, in cornice 46,5 x 36 Tecnica mista Firmato in bassa a destra. Provenienza Galleria Art Club Catania
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Lotto 277 Natalie Gontcharova (Sergeevna 1881-Sergeevna 1962) - Dipinto astratto , Inizi 20° Secolo cm. 36.5 x 28 Acquarello su carta
Firmato in alto a destra Gontcharova con due timbri sul retro della Biblioteca Pansovietica Lenin.
Gontcharova è stata una pittrice, illustratrice e scenografa russa dellaprima metà del Novecento. Originaria da una famiglia nobile, studiò primamedicina, poi storia e nel 1898 entrò alla Scuola di pittura, scultura earchitettura di Mosca dove si concentra sulla pittura. Qui conobbe il pittoreMichail Larionov, insieme daranno vita ad un sodalizio artistico-sentimentaleche durerà tutta la vita. Ebbe importanti contatti con l’avanguardia russa econ personaggi come Kazimir Malevič, pioniere dell'astrattismo geometricoinsieme a Vasilij Kandinskij, e Nikolaj Rjabušinskij. Nel 1906 ad una mostra dipittori russi al Salon d'Automne di Parigi dove entra a contatto con la pitturadegli impressionisti, dei fauves e per la tradizione figurativa russa. Instauralegami anche con l’avanguardia futurista quando nell'aprile 1914, a Roma visitala mostra Esposizione Libera Futurista Internazionale. Quando nel 1913 Larionovpubblicò il Manifesto del movimento raggista, egli mostrò un tratto decorativoforte e una marcata dipendenza dall'ispirazione bizantina e orientale. Le operedi questo periodo si distinguono per la loro densità materica. Nelle sue opere glioggetti non sono rappresentati secondo principi convenzionali, ma vengonorappresentati come raggi luminosi. Gli ultimi anni della sua vita l'artista sidedicò alla scenografia, ai costumi teatrali e all'illustrazione di libri.