ASTA 5 - ANTIQUARIATO
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Lotto 181 Maestro del XVII secolo Coppia di oli su rame, raffiguranti una Madonna con bambino e una Santa Chiara. Rispettivamente di cm 17,5x15,5 e cm 18x13,5.
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Lotto 182 Ambito di Giovan battista Salvi detto il Sassoferrato
"Madonna". Olio su tela. Cm 61x46. -
Lotto 183 Maestro Bolognese del XVIII secolo
"Madonna con Bambino". Olio su tela. Cm 38,5x27,5. -
Lotto 184 Maestro del XVIII secolo
"Madonna con Bambino". Olio su tela. Cm 58,5x47. -
Lotto 185 Federico Barocci (Urbino 1535 - 1612), attr.
"Annunciazione". Olio su tela. Cm 44x31,5.
Pubblicazioni:
Rivista "Sodalizio - voce del circolo artistico- Bologna 1949
Mostra antichi dipinti da raccolte private bolognesi - Maggio/giugno 1948 fig. 36
Provenienza:
collezione privata bolognese. -
Lotto 186 Maestro Bolognese del XVII secolo
"Madonna con bambino". Olio su tela. Cm 66x52,5. -
Lotto 187 Maestro bolognese del XVII secolo
"Madonna". Olio su tela. Cm 40x30,5. -
Lotto 188 Maestro del XVIII secolo
"Madonna in gloria". Olio su tela. Cm 34x23. -
Lotto 189 Maestro del XVIII secolo
"Annunciazione". Olio su tela. Cm 34x23. -
Lotto 190 Maestro del XVII secolo
"Maddalena penitente". Olio su tela. Cm 63x50,5. -
Lotto 191 Giacinto Brandi (1621- 1691)
"Maddalena". Olio su tela. Cm 97,5x72,7. -
Lotto 192 DENIJS CALVAERT (Anversa, c. 1549 – Bologna 1619) "Adorazione dei pastori". Olio su tela. Cm 103,5x75,5. Provenienza: Inghilterra, Wilton House, collezione del Conte di Pembroke; Christie’s, Wilton House, 27 maggio 1960, n. 53; Londra, Christie’s, 26 novembre 1976, n. 91; Bologna, Fondantico, 1999; collezione privata bolognese. Esposizioni: Bologna, Fondantico, Tesori per il Duemila, 1999; Caldarola, Palazzo del Cardinal Pallotta, 23 maggio – 12 novembre 2009. Le Stanze del Cardinale. Caravaggio, Guido Reni, Guercino, Mattia Preti. A cura di Vittorio Sgarbi; Bologna, Palazzo Fava, 14 febbraio – 17 maggio 2015. Da Cimabue a Morandi. Felsina Pittrice. A cura di Vittorio Sgarbi. Bibliografia: D. Benati, in Tesori per il Duemila, Bologna, Fondantico, 1999, pp. 26-28 n. 4; M. Danieli, in Le Stanze del Cardinale. Caravaggio, Guido Reni, Guercino, Mattia Preti. Catalogo della mostra, Milano 2009, pp. 82-83, n. 4; M. Danieli, in Da Cimabue a Morandi. Felsina Pittrice. Catalogo della mostra, Bologna 2015, pp. 146-47, n. 41. Referenze fotografiche: Fototeca Federico Zeri, scheda 37792. Oltre alle pale d’altare per le chiese di Bologna, Calvaert dipinse molte composizioni di piccolo formato, su tela o su rame e di soggetto sacro e profano, per soddisfare le richieste dei collezionisti emiliani come di quelli stranieri, a cui l’accattivante dolcezza dei suoi personaggi realizzati con vivace policromia e con tecnica raffinatissima riusciva, allora come oggi, particolarmente gradita. E’ naturale che in questa intensa attività Calvaert fosse coadiuvato da una bottega efficiente e perfettamente organizzata nella realizzazione delle sue invenzioni: da qui l’esistenza di repliche di altissimo livello che ripetevano quelle di maggiore successo. La nostra composizione, infatti, è nota attraverso altri tre esemplari di minori dimensioni ma virtualmente identici anche per l’ottima qualità. Nel presentare per la prima volta il nostro dipinto, Daniele Benati ne sosteneva la precedenza rispetto alle altre versioni note, una delle quali nella Pinacoteca Nazionale di Parma, suggerendo una datazione entro il primo decennio del Seicento, condivisa da Michele Danieli che anticipa l’invenzione all’ultimo lustro del Cinquecento sulla base di un disegno nella Pierpont Morgan Library di New York accostabile alla nostra composizione. Ancor più vicino è poi il foglio a Londra nelle raccolte del Victoria and Albert che la ripete in controparte, forse ai fini di una riproduzione a stampa.