Fine Antiques, Argenti Antichi, Arte Orientale e Arredi e Dipinti dalla Collezione di Carlo Lampronti
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Lotto 85 Natura morta con grappoli d'uva - Alcune macchie sul retro. cm 50x39,5
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Lotto 86 Ritratto di giovane - cm 64x55
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Lotto 87 Leda e il cigno - cm 98x83 - "Per il ductus pittorico sfranto e granuloso, per la tipologia caratteristica del volto di Leda e per la sensualistica posa ancora di ascendenza manierista, il dipinto è ascivibile alla mano del pittore veneziano Marco Liberi, che conta nel proprio corpus numerevoli opere che hanno per tema gli amori di Giove. Nello specifico si veda il confronto con il Giove e Asteria del Szépmuveszeti Muzeum di Budapest (Ruggeri, p.60), o la figura femminile nel Mercurio maschera la Giustizia (Ruggeri, p.292 m25). La firma e la data poste in basso a destra sul panneggio (Coypel 1732) risultano quindi aggiunte successivamente.
Bibliografia: U. Ruggeri, Pietro e Marco Liberi: pittori nella Venezia del Seicento, Stefano Patacconi Editore, 1996" -
Lotto 88 Sant'Antonio da Padova in adorazione del Bambino - cm 73x96
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Lotto 89 Ritrovamento di Zenobia - cm 150x130
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Lotto 90 Sansone e Dalila - cm 118x147 - "Mario Balassi si forma presso le botteghe di Jacopo Ligozzi prima, e di Matteo Rosselli poi, divenendo
successivamente allievo e stretto collaboratore di Domenico Cresti detto il Passignano.
Dai suoi maestri riprende in questo raro Sansone e Dalila una composizione sobria ed equilibrata, nonché
l'utilizzo di tinte morbide e sfumate. Tipica della scuola fiorentina del XVII secolo è inoltre l'acconciatura
raffinata delle due figure femminili, arricchita da tipici orecchini di perla a goccia.
Ad avvalorare l'attribuzione al Balassi concorrono oltre al caratteristico ductus nella resa degli incarnati
nivei, dalle intense ombreggiature grigiastre e nel fare dei panneggi; lo scorcio dell'eroe israelita,
prossimo a quello nel dipinto di stesso soggetto in collezione privata (Berti, cat.17).
Presso il Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi è conservato un disegno con attribuzione certa al Balassi
(Berti, fig.33) che mostra delle affinità, non solo fisiognomiche, proprio con la figura di Dalila nel
presente dipinto.
Bibliografia: F. Berti, Mario Balassi (1604-1667). Catalogo completo dei dipinti e dei disegni, Frascione
Arte 2015" -
Lotto 91 Madonna col Bambino - cm 100x75 - "Il dipinto proposto denuncia i caratteri tipici della pittura di Domenico Piola, individuato dagli studiosi come l'esponente di maggior prestigio della pittura genovese del secondo '600, a capo di una vasta e prolifica bottega che andò monopolizzando il mercato e gli esiti figurativi d'area ligure (soprattutto in seguito al vuoto lasciato dalla morte di Valerio Castello nel 1659).
Lo scorcio con cui è individuato il Bambino, dagli occhi profondi e allungati, ricorre sovente a individuare una cifra espressiva peculiare della pittura del Piola, così come l'atteggiamento ieratico ed intimo della Vergine, in una posa ampia, lo sguardo assorto e sfuggente. È bene dunque ricordare come Domenico Piola difatti, nel suo percorso di maturazione stilistica, riuscì a superare l'irruenza, tanto forte quanto imprescindibile, della pittura di Rubens attraverso un raffreddamento dell'impeto coloristico fiammingo, memore della lezione di Luca Cambiaso e non priva di riflessioni derivanti dalla scuola lombarda.
Bibliografia: Domenico Piola (1628-1703). Percorsi di pittura barocca, catalogo della mostra a cura di D. Sanguineti (Genova, Palazzo Nicolosio Lomellino-Musei di Strada Nuova, 13 ottobre 2017-7 gennaio 2018)" -
Lotto 92 San Paolo eremita - cm 96x74 - Il dipinto, che reca un antica attribuzione a Jusepe Ribera, non sembra appartenere per motivi stilistici alla corrente napoletana, e a giudicare dall'impostazione e dal ductus pittorico, è più plausibile pensare ad una sua collocazione più tarda nel corso del Seicento. Il pittore in questione sembra aver riflettuto intorno a stilemi derivanti dalla scuola emiliana, improntando la sua formazione sullo studio delle opere del Parmigianino, dei Carracci e del Guercino. Queste caratteristiche, unitamente ad una certa introspezione e solennità, sono tipiche del pittore bolognese Girolamo Negri, detto Il Boccia, a cui il quadro è da ascrivere. A riprova del fatto che il dipinto vada aggiunto al corpus del Negri, chiarificatore è il confronto, più che stringente, con il dipinto di stesso soggetto conservato presso la Pinacoteca di Budrio.
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Lotto 93 Natura morta di fiori e frutta - cm 85x125
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Lotto 94 Scontro di cavalleria cristiana e turca - Autentica di Giancarlo Sestieri. - cm 63x76
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Lotto 95 Battaglia - cm 200x136
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Lotto 96 a) Paesaggio fluviale con architetture e armenti b) Paesaggio con viandanti e rovine - cm 155x128 - "Figlio di Philip Peter, meglio noto come Rosa da Tivoli e fratello di Jacob, Cajetan riprende nei suoi dipinti i soggetti e lo stile familiare animando le sue composizioni con una varietà di figure ritratte in scene di genere.
Cornici Salvator Rosa Coeve"