Fine Antiques, Argenti Antichi, Arte Orientale e Arredi e Dipinti dalla Collezione di Carlo Lampronti

Fine Antiques, Argenti Antichi, Arte Orientale e Arredi e Dipinti dalla Collezione di Carlo Lampronti

lunedì 28 settembre 2020 ore 15:00 (UTC +01:00)
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  • Credenza in noce, XVII secolo - con piano rettangolare sporgente sotteso da...
    Lotto 73

    Credenza in noce, XVII secolo - con piano rettangolare sporgente sotteso da cornice aggettante; un cassetto compreso nella fascia e due sportelli frontali con specchiature racchiuse da profili modanati. Cornice inferiore consunta. cm 98x154x64

  • Placca devozionale in argento, bronzo dorato, smalto e lapislazuli, XIX...
    Lotto 74

    Placca devozionale in argento, bronzo dorato, smalto e lapislazuli, XIX secolo - raffigurante Madonna col Bambino. Il rilievo argenteo, di fattura antecedente, è applicato su un ovale di lapislazuli racchiuso da una cornice in bronzo dorato circondata da ampie volute, motivi vegetali e cartigli su fondo in smalto verde. cm 67x48

  • Cristo crocifisso in argento, Messina 1695 - "con croce da tavolo in legno...
    Lotto 75

    Cristo crocifisso in argento, Messina 1695 - "con croce da tavolo in legno ebanizzato lastronata in tartaruga con finiture ornamentali in argento sbalzato; in argento è il titulus crucis, dal profilo mistilineo ornato da decori fitomorfi e teste di cherubino.

    Bolli della città di Messina (scudo con croce) fiancheggiato dalle lettere MS (Messanensis Senatus), il punzone F.L.IV e l'abbreviazione dell'anno di realizzazione 695.

    Provenienza: colleziona privata, Palermo.

    Lo studio della figura e la sua attribuzione come opera giovanile di Filippo Juvarra si deve a Maria Accascina, storica dell'arte e studiosa di oreficeria siciliana (suoi sono Oreficeria di Sicilia dal XII al XIX secolo e I marchi dell'oreficeria e argenteria di Sicilia). Nella ricostruzione dell'attività di argentiere del giovane Filippo, già documentata da alcuni biografi, l'Accascina pone a confronto il punzone presente sul calice in argento dorato tutt'ora custodito nel Tesoro del Duomo di Messina con quello posto sul panneggio della nostra figura. In una lettera autografa datata 31 gennaio 1966 indirizzata al proprietario, la studiosa richiede una foto del Cristo su croce per pubblicarlo nel volume Orafi e Argentieri di Messina. A causa del trasferimento del proprietario, il Cristo non fu pubblicato nell'opera. Resta a testimonianza la lettera manoscritta di Maria Accascina e la pubblicazione con illustrazioni del Crocifisso della studiosa Rosalia Francesca Margiotta."cm 71x31.5x11

  • Ercole e Teseo contro le amazzoni - cm 66x140 - "La Battaglia di Ercole e...
    Lotto 76

    Ercole e Teseo contro le amazzoni - cm 66x140 - "La Battaglia di Ercole e Teseo contro le amazzoni di Gaspare Celio(databile al 1610) si configura come un rarissimo esempio di pitturaromana del primo decennio del Seicento, nel quale l’artista – comeacutamente sottolineato da Federico Zeri – sperimenta un primopionieristico approccio alla pittura di Battaglia, aprendo così la stradaal fiorire di un genere che avrà nel corso del XVII secolo la sua pienaaffermazione (Zeri 1986).

    Oltre alla Battaglia di Ercole e Teseo contro le amazzoni la produzione di opere da cavalletto del cavalier Celio èdocumentata esclusivamente da tre opere: una Battaglia in collezioneBorghese (Roma, Galleria Borghese), una seconda di provenienzaMattei (Roma, Galleria Nazionale di Palazzo Barberini) ed una terza– irreperibile – segnalata da Federico Zeri a Parma (Zeri 1986,Caravaggio e la collezione Mattei, p. 144). Vanno inoltre segnalati i numerosi disegni con Battaglie di Celio conservati nel Gabinetto deiDisegni degli Uffizi (Stemerding 2016).

    L’importanza nodale dell’opera risiede – oltre che nell’indubbiararità – nel suo ruolo di anello di congiunzione tra i grandi cicli asoggetto storico (quali ad esempio le Battaglia di Tullio Ostilio delCavalier d’Arpino sul Campidoglio) e la produzione di genere deipittori battaglisti, tra i protagonisti indiscussi del mercato artisticodel pieno Seicento. Il ruolo giocato da Gaspare Celio fu proprioquello di traghettatore della Battaglia da semplice rappresentazionedi un evento, alla rappresentazione di un fatto d’arme sic et simpliciter(Zeri 1986).


    Bibliografia specifica:
    R. Gandolfi, Aggiunte a Gaspare Celio pittore di battaglie, in In corsod’opera 2, atti del convegno di studi (Roma 2016), Roma, in corso distampa.
    Bibliografia generale:

    F. Saxl, The Battle scene without a Hero. Aniello Falcone and his patrons,in “Journal of the Warburg and Courtauld Istitutes”, 3, 1939-1940,pp. 70-87.

    F. Zeri, La nascita della “Battaglia come genere” e il ruolo del Cavalierd’Arpino, in P. Consigli Valente (a cura di), La battaglia nella pittura delXVII e XVIII secolo, Parma 1986, pp. IX-XXVII.

    O. Melasecchi, Gaspare Celio pittore (1571-1640), Precisazioni edaggiunte sulla vita e le opere, in “Studi Romani”, 38, 1990, pp. 281-302.

    Caravaggio e la collezione Mattei, catalogo della mostra (Roma 1995),Milano 1995.

    A. G. De Marchi, Maciola e altro. Note sulla pittura di battaglia, in“Paragone”, 1999, 28, pp. 25-40.

    G. Sestieri, I pittori di battaglie. Maestri italiani e stranieri del XVII eXVIII secolo, Roma 1999, p. 12.

    R. Gandolfi, La Cappella della Passione: Scipione Pulzone e Gaspare Celionella Chiesa del Gesù, in A. Zuccari (a cura di), Scipione Pulzone e il suotempo, Roma 2015, pp. 180-189.
    S. Stemerding, “Il veo modo del ben operare”: A First Encounter with theDraftsman Gaspare Celio, in “Master Drawings, LIV, 4, 2016, pp. 509-536."

  • Flagellazione - Molto probabilmente l'opera proposta, di pur notevole...
    Lotto 77

    Flagellazione - Molto probabilmente l'opera proposta, di pur notevole qualità, è stata dipinta avendo a modello un'incisione dell'originale, poiché oltre alla specularità sono dissimili le cromie. cm 48x39

  • Eremita - L'aspetto stregonesco dell'eremita, il taglio compositivo della...
    Lotto 78

    Eremita - L'aspetto stregonesco dell'eremita, il taglio compositivo della scena ed il paesaggio dal tono lugubre rimandano alla pittura dallo stampo esoterico del pittore napoletano Salvator Rosa. cm 34x40

  • Crocifissione di San Pietro - "Il dipinto costituisce una replica fedele e di...
    Lotto 79

    Crocifissione di San Pietro - "Il dipinto costituisce una replica fedele e di qualità del dipinto realizzato da Guido Reni nel 1605 su commissione del cardinale Pietro Aldobrandini per S.Paolo alle Tre Fontane. Nel 1797 il quadro venne requisito dai francesi, a testimonianza della sua straordinaria qualità e fortuna critica, ed è ad oggi conservato presso la Pinacoteca Vaticana.

    Se già il pittore bolognese si era ispirato ab antiquo all'opera di Caravaggio (la Crocifissione per la chiesa di S.Maria del Popolo), è ipotizzabile che questa copia, con ogni probabilità da doversi destinare ad una cappella familiare per la devozione privata, sia stata realizzata a Roma, a giudicare dalle tonalità più marcatamente chiaroscurate." cm 210x128

  • Bacco e Arianna - cm 166x152 - "Guido Reni aveva realizzato le grandi Nozze...
    Lotto 80

    Bacco e Arianna - cm 166x152 - "Guido Reni aveva realizzato le grandi Nozze di Bacco e Arianna nel 1640 per la regina francese Henrietta Maria, che lo aveva ordinato nel 1637 come soffitto della propria camera da letto nella Queen's House di Greenwich. La trattativa, dalle forti valenze diplomatiche, venne seguita dallo stesso cardinale Francesco Barberini. L'opera infine, come è tristemente noto, andò successivamente incontro allo smembramento, e solo recentemente è riapparso il frammento originario con Arianna (Pinacoteca di Bologna).

    Il dipinto proposto, con ogni probabilità eseguito a Bologna prima della partenza dell'opera destinata in Inghilterra, come del resto è stato ipotizzato per la versione oggi in deposito presso l'Accademia di San Luca di Roma, deve essere stato realizzato all'interno della bottega del maestro.
    La qualità pittorica è infatti a tratti estremamente elevata, come nella figura di Arianna, tanto da dover considerare una forzatura l'esclusione dell'intervento dello stesso Reni. Il panneggio e l'incarnato di quest'ultima sono congrui, ad un'analisi della pennellata, con quelli della Fortuna della Pinacoteca Vaticana e con altri dipinti dell'ultimo periodo di Reni (la fotografia a p.37 del volume edito da Edizioni de Luca mostra come il panneggio sia stato pesantemente ricoperto da pigmento bianco, e non si possa quindi utilizzarlo come confronto). Viceversa nella figura di Bacco è ravvisabile una mano diversa, più insicura, sicuramente quella di un collaboratore.
    Questa versione si discosta per livello qualitativo da quella conservata a Palazzo Montecitorio, data ad un pittore ignoto ad inizio XVIII secolo, ed è da escludersi possa trattarsi della copia realizzata da Romanelli o quella eseguita da Paolo Gismondi, che dovevano rappresentare la scena nella sua interezza.
    Il fatto che la sezione di scena raffigurata apporti delle varianti rispetto alle altre versioni a noi note (le tre figure hanno rapporti spaziali diversi), sembra dare conferma della genuinità del dipinto, nonché che sia da escludersi possa trattarsi di un frammento derivante da una replica più grande. Il committente deve aver richiesto espressamente al maestro di realizzare un'opera che avesse il proprio carattere di originalità, pratica questa che ha portato Guido Reni a modificare parti più o meno significanti di composizioni famose (si pensi alle versioni della Fortuna, delle quali si conoscono almeno tre originali).

    Bibliografia: S. Pepper, Guido Reni: l'opera completa, IGDA 1988; M. Pirondini – E. Negro (a cura di), La scuola di Guido Reni, Modena 1992, pp.17-25; Guido Reni: le nozze di Bacco e Arianna, Edizioni de Luca 2000"

  • Immacolata Concezione - "Il dipinto proposto consiste in una replica...
    Lotto 81

    Immacolata Concezione - "Il dipinto proposto consiste in una replica piuttosto fedele, con alcune piccole varianti, come l'assenza della croce nelle mani del Bambino, dell'Immacolata Concezione realizzata da Maratti nel 1660 ca. e conservata presso la Galleria Nazionale di Palazzo Arnone di Cosenza.

    A giudicare dalla maturità riscontrabile sia nel disegno sicuro che nella qualità della materia pittorica, non è da escludersi possa trattarsi di una prima invenzione che il maestro ha sottoposto al giudizio della committenza." cm 77x56

  • Maddalena penitente - Il dipinto raffigura Maddalena inginocchiata in un...
    Lotto 82

    Maddalena penitente - Il dipinto raffigura Maddalena inginocchiata in un paesaggio boschivo da poco pentitasi, come testimonia il teschio posto sulla roccia, simbolo di vanitas, in atto di adorare il crocificco. A giudicare dalle scelte compositive, dalla tavolozza utilizzata e dalle fattezze della santa, l'opera sembra da potersi riferire ad un pittore attivo in Emilia sul principio del Settecento, accostabile alle opere di Gian Gioseffo dal Sole e Marcantonio Franceschini. cm 35x28

  • Ritrovamento di Mosé - Paolo de Matteis fu pittore piuttosto atipico dello...
    Lotto 83

    Ritrovamento di Mosé - Paolo de Matteis fu pittore piuttosto atipico dello scenario napoletano sullo scadere del XVII secolo e all'inizio di quello successivo, in virtù anche della sintesi tra linguaggio giordanesco e marattesco su cui improntò il proprio modulo espressivo. Il suo stile è per questo solitamente caratterizzato da un composto gusto arcadico, derivante per l'appunto dalla frequentazione con l'ambiente romano, in cui si fanno strada inserti tradotti dal repertorio di Francesco Solimena, come nella figura femminile che fa da quinta alla scena nel dipinto proposto. L'ancella che invece tiene tra le braccia Mosè ha la caratterizzazione fisionomica tipica del de Matteis, riscontrabile in numerosi suoi dipinti.- cm 57x100

  • Ghirlanda di fiori con iniziale F - Piccoli segni sul retro. cm 65x50
    Lotto 84

    Ghirlanda di fiori con iniziale F - Piccoli segni sul retro. cm 65x50

Lotti dal 73 al 84 di 399
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Fine Antiques, Argenti Antichi, Arte Orientale e Arredi e Dipinti dalla Collezione di Carlo Lampronti

Lunedì 28 Settembre 2020 dalle ore 15

Fine Antiques

Argenti antichi e da collezione


Martedì 29 Settembre 2020 dalle ore 15

Arredi e dipinti dalla collezione di Carlo Lampronti

Arte Orientale


Sessioni

  • 28 settembre 2020 ore 15:00 Fine Antiques e Argenti Antichi e da Collezione (1 - 233)
  • 29 settembre 2020 ore 15:00 Collezione di Carlo Lampronti e Arte Orientale (234 - 399)

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