IMPORTANTI ARGENTI E DIPINTI PROVENIENTI DA COLLEZIONI ITALIANE
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Lotto 37 Spilla in oro e argento a forma di ape - A gold and silver brooch in the shape of a bee
Le ali con inserti in smalto e piccoli brillanti sul dorso
The wings with enameled inserts and small billiants on the back -
Lotto 38 Bracciale in oro argento - A gold and silver bracelet
Con placche in corallo rosa intagliato e piccoli brillanti
Anni '20
With carved pink coral plaques and small brilliants
1920s -
Lotto 39 Collana in corallo rosso con pendente - A red coral necklace with pendant
Fermaglio in argento finemente lavorato con al centro piccola placca in corallo
Finely worked silver clasp with a small coral plate in the center -
Lotto 40 Spilla in oro 14kt e argento - A 14kt gold and silver brooch
A forma di farfalla.
Corpo in corallo rosa ed ali con smeraldi e brillanti
Anni '20
Butterfly shaped.
Pink coral body and wings with emeralds and brilliants
1920s -
Lotto 41 Spilla in oro 14kt , corallo , smeraldi e argento - A 14kt gold ,coral , emeralds and silver brooch
Parte centrale in corallo rosa finemente intagliata con figura
Diamanti coronÞ di contorno 1,5 kt circa
Smeraldi 2,3 kt circa
Inizio '900
Central part with a fiinely carved pink coral figure
Crown diamonds around 1,5 kt
Emeralds about 2.3 kt
Early 1900s -
Lotto 42 Scuola Veneziana del XIX secolo - Venetian School of the 19th century
Molo di Piazza San Marco
Olio su tela
Oil on canvas
Dimensioni :59,5 x 79,5 cm -
Lotto 43 Giuseppe Caletti detto il Cremonese o Cremonesi (Cremona 1600 circa - Ferrara 1660 circa) - Attribuito - Attributed
Paesaggio con figure e San Sebastiano
Olio su tela
Landscape with figures and Saint Sebastian
Oil on canvas
Dimensioni: 48,5 x 74,5 cm
La bella opera tanto affascinante quanto bizzarra richiama fortissimamente la personalità pittorica di Giuseppe Caletti detto il Cremonese. Del pittore si ricordano la sua vita dissennata passata nelle taverne e la sua megalomania che lo vedeva porsi al pari di Tiziano. L'impianto e la resa paesaggista riporta inequivocabilmente alla lezione di Dosso Dossi, Giovanni Francesco di Niccolò Luteri (San Giovanni del Dosso 1489 - Ferrara 1542), da sempre ritenuto la fonte ispiratrice di Caletti. Tra i dolci declivi e il primo piano vi sono diversi personaggi, a cavallo o a piedi in abiti popolari o nobiliari sino al turbante orientale portato dal personaggio rivolto al santo, tutti abbigliati con vistose vesti dai colori sgargianti. Non è chiaro cosa leghi i personaggi tra loro, piuttosto siamo di fronte ad un saggio di pittura in cui Caletti, da far suo, imita, con bizzarria e bravura, i grandi del passato a cui si ispirava, come: Tiziano (Pieve di Cadore 1490 - Venezia 1576) e Giorgione (Castelfranco Veneto 1478 û Venezia 1510) nel gruppo di quattro personaggi, dall'aria di antichi filosofi, posti ai piedi del santo, il solito Dossi per la serie di figure sparse dal gusto nordico e caricaturale, infine Raffaello (Urbino 1483 - Roma 1520) e Giulio Romano (Roma 1499 - Mantova 1546) nel bel destriero in basso a destra.
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Lotto 44 Scuola Fiamminga o Olandese del XVII secolo - A 17th century Flemish or Dutch School
Riposo di viandanti presso una fontana
Olio su tela
Wayfarers rest at a fountain
Oil on canvas
Dimensioni : 98 x 131 cm -
Lotto 45 Giuseppe Nuvolone (Milano 1619 - 1703)
Episodio storico
Olio su tavola
Historical episode
Oil on panel
Dimensioni : 44,6 x 59,2 cm
Si ringrazia il Dottor Franco Moro per avere confermato l'attribuzione
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Lotto 46 Scuola di Fontainbleau - School of Fontainbleau
Putti che danzano
Olio su tavola
Putti in a dance
Oil on panel
Dimensioni: 50 x 107 cm
Il soggetto dei putti giocosi o danzanti Þ una ripresa dall'antico operata nel Rinascimento italiano, eseguita, tra gli altri, da Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone (Pordenone 1483/84 û Ferrara 1539), Raffaello Sanzio (Urbino 1443 û Roma 1520) e in scultura da Donatello (Firenze 1386 - 1466). Successivamente il tema ebbe fortuna a Venezia con Tiziano (Pieve di Cadore 1490 - Venezia 1576) e grazie a Jacopo Tatti detto il Sansovino (Firenze 1486 û Venezia 1570), il quale inserì, nel cuore della città, Piazza San Marco, un gioco di putti e ghirlande sulla facciata della Biblioteca Marciana. Con la divulgazione delle stampe, ricordiamo, tra le altre, "Cinque putti danzanti" di Amico Aspertini (Bologna 1475 - 1552) e "Cinque putti che danzano in cerchio" di Marcantonio Raimondi (Bologna 1480 û 1534), il tema ebbe vigoroso riscontro ben oltre i confini nazionali. Nella nostra opera, la scena risulta formata da tre cerchi di putti distinti, sapientemente raccordati tra loro. L'immagine emana tenerezza, spontanea giocosità e allegria. Dal punto di vista stilistico si nota un semplice e sapiente gioco chiaroscurale, l'esigua composizione scenica limitata al sipario raccolto lateralmente, infine, i contorni marcati delle figurine rimarca il levigato candore delle paffute carni. In considerazione di quanto detto l'opera mostra peculiarità con il complesso ambito definito Ecole de Fontainebleau ove lo stile locale e fiammingo si esprimono nei modi del Rinascimento italiano, senza comunque perdere completamente la loro radice espressiva. Tra le importanti figure italiane, ricordiamo: Rosso Fiorentino (Firenze 1494 - Fontainebleau 1540), Primaticcio (Bologna 1504 - Parigi 1570) e Nicol‗ dell'Abate (Modena 1512 - Fontainebleau 1571). Tra gli artisti francesi e fiamminghi, per gli indubbi meriti di assimilazione e riproposizione originale delle novità italiane, vanno citati: Antonie Caron, Noel Jallier, Toussaint Dubreuil, Ambroise Dubois, Jacob Bunel, Guillame DumÚe, Gabriel Honnet.
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Lotto 47 Scuola Genovese del XVIII secolo - Genoese School of the 18th century
Davide con la testa di Golia
Olio su tela
David with the head of Goliath
Oil on canvas
Dimensioni :130 x 117 cm
L'opera mostra la sua origine genovese e in particolar modo si lega alla produzione di Domenico Piola.
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Lotto 48 Francesco Trevisani (Capodistria 1656 - Roma 1746)
Madonna con Gesù Bambino e San Giovannino
Olio su tela
Madonna with Child and Saint Giovannino
Oil on canvas
Dimensioni: 98 x 72 cm
Il soggetto, ripetutamente eseguito dal Trevisani, è uno dei modelli esemplificativi dell'estetica romana del primo settecento. Mitigate le esuberanze barocche si impone un gusto classicista ingentilito dai modi francesi. La sua formazione avviene a Venezia presso Antonio Zanchi (Este 1631 - Venezia 1722), quindi in seno alla corrente patetica dei "tenebrosi". Nel 1678 si trasferisce a Roma dove rimane per tutta la vita sotto la protezione del cardinale veneziano Pietro Ottoboni, nipote del papa Alessandro VIII, uno dei più importanti mecenati del tempo. A Roma Francesco Trevisani, entra in contatto con Carlo Maratta (Camerano 1625 - Roma 1713), maestro indiscusso della corrente classicista e neo platonica del Barocco, diventando uno dei pi¨ importanti seguaci del maestro romano. La sua impronta classicheggiante è evidente tanto negli affreschi e nei dipinti conservati presso la chiesa di San Silvestro in Capite a Roma, quanto nelle opere da cavalletto dove le immagini risaltano di equilibrio e perlacea bellezza.