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Marina Abramovic

(Belgrado 1946)
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Biografia di Marina Abramovic

Marina Abramovi´c (Belgrado, 30 novembre 1946) è una artista serba, attiva nel campo della Performance art. Tra le sue installazioni più note ricordiamo Bed from Mineral Room del 1994 e Cleaning that Mirror del 1995.
Ha vinto il Leone d'Oro alla Biennale di Venezia del 1997. Il lavoro della Abramovi´c esplora la relazione tra performer e pubblico, i limiti del corpo e le possibilità della mente.
Il nonno di Marina Abramovi´c's era un patriarca della chiesa ortodossa serba. Dopo la morte fu proclamato santo e tumulato nella chiesa S. Sava a Belgrado. Entrambi i genitori furono partigiani durante la Seconda guerra mondiale: suo padre Vojo fu un comandante acclamato come eroe nazionale dopo la guerra; sua madre Danica fu maggiore nell'esercito e alla metà degli anni sessanta fu direttore del Museo della Rivoluzione e Arte in Belgrado.
Abramovi´c ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Belgrado dal 1965-70. Ha completato la sua formazione all'Accademia di Belle Arti di Zagreb, Croazia nel 1972. Dal 1973 al 1975 ha insegnato all'Accademia di Belle Arti di Novi Sad, mentre creava le sue prime performance.
Nel 1976 Abramovi´c lascia la Jugoslavia per trasferirsi ad Amsterdam.
Tra le prime opere
Rhythm 10, 1973
Nella sua prima performance la Abramovi´c esplora elementi di ritualità gestuale. Usando dieci coltelli e due registratori, l'artista esegue un gioco russo nel quale ritmici colpi di coltello sono diretti tra le dita aperte della mano. Ogni volta che si taglia, deve prendere un nuovo coltello dalla fila dei dieci che ha predisposto, e l'operazione viene registrata. Dopo essersi tagliata dieci volte, l'artista fa scorrere la registrazione, ascolta i suoni e tenta di ripetere gli stessi movimenti, cercando di replicare gli errori, mescolando passato e presente. Tenta di esplorare le limitazioni fisiche e mentali del corpo: "Una volta che sei entrato nello stato della performance, puoi spingere il tuo corpo a fare cose che non potresti assolutamente mai fare normalmente." (Kaplan, 9)
"Rhythm 0 1974 Si presenta al pubblico di Napoli, posando sul tavoli vari strumenti, di piacere e dolore; fu detto agli spettatori che per un periodo di sei ore l'artista sarebbe rimasta passivamente priva di volontà e che loro avrebbero potuto usare liberamente quegli strumenti in quelle ore. Si era imposta tale prova in un tempo prefissato secondo una strategia di John Cage, adottata da molti altri artisti della performance allo scopo di dare un'inizio e una fine ad un evento non lineare. Ciò che era iniziato piuttosto in sordina per le prime tre ore, con i partecipanti che le giravano intorno con qualche approccio intimo, esplose poi in uno spettacolo pericoloso e incontrollato; tutti i vestiti della Abramovic furono tagliati con lamette; nella quarta ora le stesse lamette furono usate per tagliuzzare la sua pelle e da cui poter succhiare il suo sangue. Il pubblico si rese conto che quella donna non avrebbe fatto niente per proteggersi e che era probabile che venisse violentata; si sviluppò allora un gruppo di protezione e quando le fu messa in mano un'arma carica e il suo dito posto sul grilletto, scoppiò un tafferuglio tra il gruppo degli istigatori e quello dei protettori. Mettendo il proprio corpo in condizione di farsi male, la Abramovic crea unì'opera molto seria nei confronti dell'arte, allo scopo di affrontare le sue paure circa il proprio corpo". UN SALTO NEL VUOTO: LA PERFORMANCE E L'OGGETTO, Paul Schimmel
Rhythm 5, 1974
Abramovi´c ha cercato di rievocare l'energia prodotta dal dolore, in questo caso usando una grande stella intrisa di petrolio, che l'artista accende all'inizio della performance. Rimanendo fuori dalla stella, Abramovic si taglia le unghie, le unghie dei piedi e capelli. Finita ognuna delle operaziononi, getta i ritagli nelle fiamme, creando un'esplosione di luce ogni volta. Bruciando la stella a cinque punte vuole rappresentare una purificazione fisica e mentale, riferendosi contemporaneamente alle tradizione politiche del suo passato.
Nell'atto finale della purificazione, Abramovi´c salta attraverso le fiamme, spingendosi nel centro della grande stella. A causa della luce e del fumo che emana dal fuoco, l'osservatore non realizza che, una volta all'interno della stella, l'artista ha perso conoscenza a causa della mancanza di ossigeno. Alcuni membri del pubblico comprendono cosa è accaduto solo quando le fiamme arrivano molto vicino al corpo e lei rimane inerte. Un medico e vari spettatori intervengono per estrarrla dalla stella.
Abramovi´c più tardi commentò su questa esperienza: "Ero molto arrabbiata perché avevo capito che c'è un limite fisico: quando perdi coscienza non puoi essere presente; non puoi performare." (Daneri, 29).

Premi e riconoscimenti
* Leone d'oro, XLVII Biennale di Venezia, 1997
* Niedersächsischer Kunstpreis, 2003
* New York Dance and Performance Award (The Bessies), 2003
* International Association of Art Critics, Best Show in a Commercial Gallery Award, 2003

Bibliografia

Works by Abramovi´c:
* Artist Body: Performances 1969-1998, (Charta, 1998).
* Public Body: Installations and Objects 1965-2001, (Charta, 2001)
* The House with the Ocean View, (Charta, 2004).
* The Biography of Biographies, (Charta, 2004).
* Balkan Epic, (Skira, 2006).
* Seven Easy Pieces, (Charta, 2007)

Studi critici e accademici:
* A Daneri, et al, (eds.), Marina Abramovi´c, (Charta, 2002)
* Laurie Anderson, "Marina Abramovi´c," Bomb Summer 2003: 25-31.
* Jennifer Fisher, "Interperformance: The Live Tableaux of Suzanne Lacy, Janine Antoni, and Marina Abramovi´c," Art Journal 56 (1997): 28-33.
* Charles Green, "Doppelgangers and the Third Force: The Artistic Collaborations of Gilbert & George and Marina Abramovi´c/Ulay," Art Journal 59.2: 36-45.
* Shogo Hagiwara, "Art Hurts: Blood and Pain are Abramovi´c's Media," The Daily Yomiuri 1 April, 2004 p18.
* Janet Kaplan, "Deeper and Deeper: Interview with Marina Abramovi´c," Art Journal 58:2 (1999):6-19.
* Zoe Kosmidou, "A Conversation with Marina Abramovi´c," Sculpture Nov. 2001: 27-31.
* Tom Lubbock, "Visual Arts: Caught In the Act; It's Video But Not As We Know It," The Independent 2 Sept. 2003.
* Thomas McEvilley, "Performing the Present Tense," Art in America April 2003: 114-117; 153.
* Asami Nagai, "Art in Harmony with Nature," The Daily Yomiuri 24 July 2003, p. 13.
* Anna Novakov, "Point of Access: Marina Abramovi´c's 1975 Performance Role Exchange," Woman's Art Journal Fall 2003/Winter 2004: 31-35.
* Jennifer Phipps, "Marina Abramovi´c/Ulay/Ulay/Marina Abramovi´c," Art & Text 3 (1981).
* Theresa Smalec, "Not What It Seems: The Politics of Re-Performing Vito Acconci's Seedbed," PMC: Postmodern Culture 17 (1) 2006 [1]
* "Writing Art," Art Monthly 1999 230:13-17.



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