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Biografia di Paolo Radi

Paolo Radi nasce a Roma nel 1966 e qui si diploma nel 1988 presso l’Accademia di Belle Arti. Si orienta subito verso il lirismo aniconico e verso lo studio delle qualità formali dell’immagine, influenzato anche dallo studio di personalità come Kazimir Malevič e Ben Nicholson . Fin dalle opere dei primi anni ’90 – alcune delle quali costituiranno l’esordio espositivo dell’artista alla IV Edizione della Rassegna Giovani Artisti (Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1992) Radi sostituisce al medium grasso e corposo dell’olio la trasparenza degli acquerelli ed oppone a telai e iuta una materia duttile e al contempo fragile come la carta. Questo percorso tessuto tra sensibilità lirica e euritmie formali si sviluppa verso una progressiva strutturazione più razionale della superficie. Infatti nelle opere realizzate ed esposte nella mostra personale Forme Perenni nel 1996 presso la Galleria A.A.M. di Roma- le cromie precedenti si integrano ad un’articolazione più asciutta della superficie e la carta viene lavorata con foglia d’argento e rame. Nelle opere della seconda metà degli anni ’90 avviene una ridefinizione del piano, in cui i rilievi delle opere precedenti divengono veri e propri aggetti, acquistando così una spazialità nuova, un’apertura verso una dimensione ulteriore. Sempre negli ultimi anni ‘90 l’artista sperimenta la dimensione dello spazio scenico. Nel 1998 infatti Radi partecipa a Du vu du non vu (Tuscania Teatro, 1998) performance di danza di Lucia Latour Questa esperienza di realizzare opere in luoghi tradizionalmente non deputati all’arte prosegue negli anni successivi sino al 2001 quando l’artista realizza per la VII edizione di Passaggi a nord ovest (Quartiere Vernato, Biella, 2001) l’installazione Concatenazione. Quest’ultima costituita da forme in legno curvate con misure diverse tra loro articolabili nello spazio urbano. L’apertura verso l’ambiente, la ridefinizione delle relazioni spaziali, si riversa parzialmente nei lavori degli ultimi anni del nuovo decennio e dei primi del nuovo millennio – ad esempio nelle opere esposte ad Intenso-Essenziale (Termoli, 2001) e ad Anteprima – Napoli - XIV Quadriennale
(Napoli, 2003)). Sempre nei primi anni del nuovo millennio l’artista viene invitato a realizzare il proprio lavoro presso la Fondazione Sculpture Space di Utica, New York (2002), moltiplica la propria attività espositiva e riceve alcuni premi (tra cui il Premio San Luca nel 2002).
L’artista introduce nel proprio percorso la sperimentazione di nuovi materiali, prodotti plastici come il perspex, il p.v.c. e la gomma siliconica. Tra queste opere Necessario Indistinto, esposto nel 2004 presso la mostra Partenogenesi- poetiche del progetto con Agostino Bonalumi e Getulio Alviani (Galleria Civica d’Arte Contemporanea, San Martino Valle Caudina , Avellino, 2004) e le altre esposte nella personale alla Galleria Marchetti di Roma nel 2005. Dello stesso anno è la mostra Lucio Fontana e la sua eredità a Castelbasso, Teramo (a cura di S. Pegoraro) dove, come scrive Eugenio Viola, “Il lavoro di Paolo Radi, sospeso tra pittura, scultura e architettura aspira ad una dimensione ambientale”. Nel 2006 espone alla Galleria Paola Verrengia di Salerno, e dello stesso anno sono le mostre personali alla Galleria Fioretto di Padova e alla Galleria Plurima di Udine In quell’occasione alla Galleria d’Arte Moderna di Udine presenta la scultura L’altro invisibile, tutt’ora presente nella collezione della galleria.
Nel 2006 è invitato alla X Mostra Internazionale di Architettura-Biennale di Venezia, Nuovo Padiglione Italiano per VEMA, la città del futuro. Nella mostra partecipa con una scultura (Alam) che si ispira al tema dell’ibernazione. L’opera è ideata per l’ospedale del futuro progettato dall’architetto Antonella Mari, con cui avrà altre collaborazioni, come il progetto per la Diocesi di Racalmuto in Sicilia, nel 2009. Nel 2007 espone una serie di opere di grande formato alla galleria Spazia di Bologna, nella mostra dal titolo Indefinito continuo, curata da Valerio Dehò.
Alla fiera d’arte contemporanea di Milano, MIART, la galleria Spazia gli dedica uno stand personale. Nello stesso anno realizza una scultura site specific, Limite Ignoto, per la mostra Allarmi3 a Como, ed è invitato alla mostra Generazione Astratta IV alla Galleria d’Arte Moderna di Catania .
Nel 2008 sono da ricordare il ciclo di mostre promosse dal Ministero degli Affari Esteri Experimenta e Springs in White a New Delhi, Kolkata e Bangkok, che puntano alla promozione delle opere delle ultime generazioni all’estero. Del 2008 anche le personali alla galleria Marchetti di Roma e alla galleria Antonella Cattani Contemporary Art di Bolzano. Nello stesso anno è invitato al LIX Premio Michetti - I labirinti della bellezza.
Nel 2009 partecipa alla mostra Cromofobie. Percorsi del bianco e del nero nell’arte contemporanea italiana, curata da Silvia Pegoraro all’ Ex Aurum di Pescara. Proprio in occasione di questa mostra realizza la sua prima opera nera, dal titolo Ossessione, e inizia la ricerca sul nero da cui ha origine la serie Ossidiana, presentata in aprile-maggio 2010 nella personale alla Galleria Marchetti di Roma. E’ invece incentrata sul bianco la doppia personale con A. Bonalumi tenuta a Milano, dal titolo “Magnitudine apparente” presso la Galleria Fabbri c.a. nel mese di novembre 2010.
Protagonista della grande mostra monografica presso le sale della Galleria Comunale d'arte Contemporanea al Montirone di Abano Terme, Paolo Radi presenta un'esaustiva selezione di opere che ripercorrono la fase più recente della sua ricerca analizzandone gli esiti tra gli anni 2003 e 2011.




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