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Otto Hofmann

(Essen 1907 - 1996)
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Biografia di Otto Hofmann

Otto Hofmann nasce il 28 aprile 1907 a Essen, nella Ruhr. Trascorre la sua infanzia e la sua giovinezza a Jena, in Turingia, non lontano dalla città di Weimar. Verso la metà degli anni Venti conosce il pittore e grafico Walter Dexel, che dirige il Kunstverein di Jena e che lo incoraggia ad indirizzare i suoi interessi verso l’arte figurativa. Studia architettura alla Technische Hochschule di Stoccarda, dove si diploma nel 1928, in questo stesso anno si iscrive al Bauhaus di Dessau, dove si diploma nel 1931. In questo triennio di studi segue i corsi di Klee e Kandinsky. Con quest’ultimo, che dimostra interesse per la sua ricerca nel campo della pittura astratta , continuerà ad avere rapporti anche negli anni successivi al diploma. Collabora a diverse attività del Bauhaus, sperimenta varie tecniche, dalla fotografia al fotocollage. Nel 1930 tiene la prima mostra personale all´interno del Bauhaus e partecipa alla collettiva “Gruppe Junger Maler vom Bauhaus Dessau” al Kunstverein di Jena. Cresciuto in una famiglia socialista,formatosi nell’ambiente culturale del Bauhaus, critico teatrale del giornale democratico “Jenaer Volsblatt”, con l’avvento di Hitler al potere abbandona la Germania. Si reca a Zurigo, dove frequenta Arpe il gruppo dadaista, e poi a Parigi, dove conosce Léger e ritrova Kandinshy e lo stesso Arp. Nel 1934 realizza la serie Nacht Collagen di matrice dadaista e costruttivista. Costretto a rientrare Berlino per motivi familiari nel 1935, lavora per la Manifattura statale della porcellana. I nazisti gli notificano il divieto di dipingere e confiscano i quadri appartenenti alle collezioni pubbliche. A Berlino intrattiene rapporti con antinazisti e frequenta l’ambiente che gravita attorno a Dietrich Bonhoeffer. Il timore per l’incolumità della moglie, di origine ebraica, costringe la coppia a ritirarsi, nel 1938, in un piccolo paese della Turingia, Hainichen, dove l’artista continua a lavorare la ceramica. Nel 1939 viene arruolato e inviato prima in Francia e Grecia e poi sul fronte russo. Fatto prigioniero, rimarrà in Russia fono al 1946. Durante questi anni invia alla moglie lettere con disegni e acquerelli improntati alla sua poetica astratta, ma anche altri figurativi che documentano i campi di prigionia. Liberato, ritorna in Turingia, a Rudolstadt, dove lavora alla salvaguardia e conservazione del patrimonio artistico e architettonico. Tiene numerose mostre personali e si dedica alla xilografia pubblicando nel 1948 un album dal titolo Variationen e nel 1949 un altro dal titolo Von einer Insel . Nel 1950 lascia la Germania Orientale e si stabilisce a Berlino Ovest. La sua attività espositiva si fa sempre più intensa: tiene numerose personali ed è presente in importanti collettive in Germania, Olanda, Francia. Nel 1952 partecipa al Salon des Réalités Nouvelles di Parigi. Tra il 1953 e il 1965 vive a Parigi, frequenta Magnelli e Seuphor. Si sposta per lunghi soggiorni a Bruxelles, in Svizzera e nella Francia meridionale. Negli anni Cinquanta realizza numerosi bozzetti per papiers peints in cui attua un processo di semplificazione dell’immagine in funzione della riproducibilità industriale e dell’acquisizione da parte di un vasto pubblico. Dall’inizio degli anni Sessanta alterna l’attività di pittore a quella di designer, nel campo della ceramica e della porcellana. Dal 1966 al 1975 insegna all’Istituto di Belle Arti di Berlino e dal 1976 inizia a trascorrere la maggior parte dell’anno in Liguria, dove lavora intensamente, sempre nell’ambito della pittura astratta. Continua a esporre in Germania e in diversi paese europei. Negli ultimi anni, in concomitanza col rinnovato interesse per l’esperienza del Bauhaus, ottiene importanti riconoscimenti pubblici; mostre personali si tengono nel 1987 alla Kunsthaus di Colonia e nel 1991 al


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