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Armando Pizzinato

(Maniago 1910)
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Biografia di Armando Pizzinato

Il 7 ottobre del 1910 Armando Bruno Pizzinato nasce a Maniago, primogenito di Giovanni Battista Pizzinato e Andremonda Astolfo. Ha due fratelli, Enzo, che muore a sei anni, e Dante. Fin dall'infanzia, sviluppa una passione per il disegno. Nel 1923 la famiglia si trasferisce a Pordenone in una grande casa in Via Grigoletti, 12. Inizia a lavorare a quindici anni per aiutare la madre, rimasta vedova. Lavora gratuitamente come garzone decoratore nella bottega del pittore Tiburzio Donadon. In seguito, lavora in una banca locale, prima come fattorino e poi come impiegato. In quegli anni fa amicizia con Francesco Maddalena e Romano Pascutto che gli fanno conoscere le idee socialiste. Compra una scatola di colori e dipinge dei piccoli paesaggi. Raccogliendo i fascicoli settimanali editi da Sonzogno acquista il suo primo libro d'arte: Le vite del Vasari. Le migliori condizioni economiche famigliari gli consentono di iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, frequentando i corsi come studente pendolare; suo maestro di pittura è Virgilio Guidi. Diventa amico di Viani e Turcato. Nel 1933 espone alla mostra 5 giovani pittori veneti alla Galleria Il Milione di Milano. In quell’occasione conosce Afro, con il quale stringe un'amicizia che si estenderà anche ai fratelli Mirko e Dino. Nel 1936, realizza il suo primo affresco, ora distrutto, sulla parete dell’atrio della palestra di Maniago. Dopo aver prestato il servizio militare, grazie alla borsa di studio Marangoni, riesce a trasferirsi a Roma per tre anni, fino al 1940. Frequenta gli artisti della "Cometa": Capogrossi, Mafai e Guttuso (che lo ospita nel suo studio). Nel 1939, con l'aiuto di Argan insegna Ornato e Pittura presso la Scuola d'Arte di Marino Laziale. Con l'entrata in guerra dell'Italia è costretto a rientrare in Friuli. Ritornato a Venezia, insegna fino al 1945 Mosaico ed Interpretazione presso l'Accademia delle Belle Arti. Nel 1940 vince la seconda edizione del Premio Bergamo, (Mostra Nazionale di pittura) e un Premio alla IX Interprovinciale di Belle Arti del Lazio. Nel 1941 si tiene la sua prima mostra personale alle Botteghe d’Arte di Venezia. In quell’anno conosce Zaira, che diventerà la sua prima moglie. Dal 1942 l’influenza di Picasso e Matisse lo porta ad elaborare le sue prime esperienze cubiste ed espressioniste in pittura. Sempre all'Accademia di Belle Arti di Venezia insegna per un anno Interpretazione dall'Antico. Nel 1943 espone alla Galleria del Milione di Milano insieme a Luciano Gaspari, ed ha una personale alla Galleria del Cavallino di Venezia. Il 19 agosto nasce sua figlia Patrizia. Per partecipare attivamente al movimento della Resistenza abbandona la pittura e si dedica interamente alla propaganda antifascista nella provincia di Venezia. Col nome di Stefano fa parte della Brigata Francesco Biancotto, guidata dal comandante Abe. Il 2 gennaio del 1945 è arrestato dai fascisti, rimanendo in prigione fino alla Liberazione del 25 aprile. Dopo la guerra insegna, sempre presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia, alla Scuola Libera del Nudo fino all'anno scolastico 1952. Nel 1946 è tra i fondatori del Fronte Nuovo delle Arti, che gravita attorno alla figura del critico d'arte Giuseppe Marchiori. Nel 1947, si inaugura la Prima mostra del Fronte Nuovo delle Arti alla Galleria della Spiga di Milano, che riceve critiche negative. Con Vedova inaugura la mostra Grandi tempere partigiane alla Galleria dell’Arco di Venezia, che ottiene un grande successo di pubblico e di critica. Altri i riconoscimenti in quegli anni: premio ex-aequo alla Mostra d'arte contemporanea Fondo Matteotti di Milano; il Premio Burano (che rifiuta per protesta, chiedendo di devolvere la somma all'U.D.I. di Venezia a favore dei bimbi poveri); nel 1947 il Premio Torino; partecipa al premio Abano insieme a Vedova con il dipinto Omaggio a Cairola. Insieme a Breddo, Zuffi, Vinicio, Savelli, e Vedova, decora i leggii dell'orchestra del caffè Quadri. Nel 1948 insieme agli artisti del Fronte Nuovo, partecipa alla XXIV Biennale di Venezia. In quell’occasione Peggy Guggenheim compra Primo maggio, che donerà poi al MoMA di New York. Vince ex-aequo il Premio Firenze; il primo premio ex aequo con Afro alla Mostra di Pittura e Scultura di Forte dei Marmi col dipinto Bambine che giocano. Nell’ottobre del 1948 partecipa alla Prima Mostra Nazionale d’Arte Contemporanea a Bologna. In quell’anno una critica anonima sulle opere astratte (attribuita a Togliatti e pubblicata su "Rinascita") provoca tensioni all'interno del Fronte Nuovo, che si scioglierà ufficialmente il 3 marzo del 1950. Nel 1949 vince un premio-acquisto di 50.000 lire al Primo premio Golfo della Spezia di Lerici; partecipa al Premio Suzzara "Lavoro e Lavoratori nell'arte" con l'opera La grande aratrice, vincendo il premio "F.lli Pineschi". Nel 1950 si inaugura la mostra 5 Italian Painters alla Catherine Viviano Gallery di New York. In autunno è invitato al The 1950 Pittsburgh International Exhibition of Contemporary Painting. Dopo la scissione del gruppo Pizzinato, insieme a Guttuso, aderisce al Realismo Italiano e partecipa alla mostra Pittori realisti nella Galleria Bergamini di Milano. Partecipa inoltre alla XXV Biennale di Venezia con Il Fantasma percorre l'Europa, Terra non Guerra, La difesa delle fabbriche (acquistato dal giornale "l'Unità"). Nel 1951 è il promotore della Mostra del Delta alla Bevilacqua La Masa; espone alla collettiva di Pitture, Sculture e Disegni La Pace nella Galleria d'Arte La Conchiglia di Roma. Vince il premio alla I Biennale Internazionale d'Arte Marinara di Genova; ex-aequo con Gabriele Mucchi alla mostra Premio di pittura dedicata all'Industria di Genova. Nel 1952 espone alla mostra Some Contemporary Italian Painters alla Crane Gallery di Manchester, ha una personale alla Galleria Il Pincio di Roma ed è invitato alla XXVI Biennale di Venezia. Dal 1952 al 1956 è insegnante di Stile e Pittura Murale presso l'Istituto d'Arte di Parma. Nel 1952, partecipa al Congresso dei Popoli per la Pace a Vienna. Con La Contadina partecipa nel 1953 al Premio Spoleto (Prima mostra nazionale di arte figurativa) vincendo un premio-acquisto. Vince il concorso per la decorazione della Sala Consigliare del Palazzo della Provincia di Parma, progetto al quale associa Carlo Scarpa per l'arredamento. Nel 1954 è invitato alla XXVII Biennale di Venezia. Durante l'estate disegna a Venezia i cartoni preparatori per gli affreschi che saranno eseguiti nei due anni successivi. Nel 1956 vince il Primo premio per la pittura alla Mostra della Resistenza in Palazzo Re Enzo a Bologna. Nello stesso anno, la commissione culturale del Partito comunista liquida il movimento realista. Pizzinato, pur amareggiato, continua il suo lavoro di pittore in totale solitudine. Dal 1956 al 1975 è insegnante di Ornato disegnato al Liceo Artistico di Venezia. Partecipa all'XI Premio Suzzara. Lavoro e Lavoratori nell’Arte (1958); alla Mostra Nazionale di Pittura IV Premio Amedeo Modigliani della città di Livorno; nel 1959 la mostra Pizzinato alla Galleria d'Arte del Girasole di Udine; nel 1960 la mostra Armando Pizzinato alla Galleria Bergamini di Milano, e la mostra Pizzinato alla Galleria d’Arte Il Canale di Venezia. Si tengono a Venezia, nel 1962, due importanti mostre: Disegni, pastelli, tempere di Pizzinato (dal 1936 al 1962) alla Galleria d'Arte Il Traghetto; le Pitture di Armando Pizzinato (1931-1962) alla Bevilacqua La Masa. Nello stesso anno, presso la Galleria Penelope a Roma, la mostra Pizzinato. Pitture dal 1931 al 1962. Con la morte improvvisa di Zaira, colpita da un ictus, Pizzinato sprofonda in un grande dolore e in una profonda crisi creativa. Su consiglio dell'amico Mazzariol, inizia la serie "Dal giardino di Zaira" che marca la fine del periodo realista e la nascita di una nuova fase astratta, di ispirazione neo-naturalista. Nel 1963, partecipa, quindi, alla XII Mostra Nazionale di Pittura "Golfo della Spezia" e la galleria Gian Ferrari gli organizza una personale a Milano. Nel 1964 alla Fondazione Querini Stampalia si inaugura la mostra Pizzinato. Pittura e grafica e nel 1965 la mostra Pizzinato alla Galleria d'Arte Torbandena di Trieste. Nel 1966 incontra Clarice Allegrini, che sposerà nel maggio del 1971. Negli anni seguenti si presta ad un’intensa attività espositiva: nel 1966 è invitato con una sala alla XXXIII Biennale di Venezia; nel 1967 grande retrospettiva alla Galerie Na Karlove Namesti di Praga e alla Galleria Kusnyezti Most di Mosca, che in seguito è ospitata al Museo dell'Ermitage di Leningrado; nel 1968 importante mostra alla Neuen Berliner Galerie di Berlino, trasferita poi alla Staatliche Kunstsammlung di Dresda. La Galleria d'Arte Sagittaria di Pordenone gli dedica nel 1970 un'ampia personale. È presente alla mostra Momenti del realismo. Prima indagine critica nelle Tre Venezie: 1910/1965 a Jesolo. Nel 1973, un saggio critico di Giuseppe Marchiori introduce il catalogo della personale dedicata all'opera grafica (1936-1972) alla Galleria d'Arte Sagittaria di Pordenone. Si susseguono negli anni numerose mostre e personali in Italia e all’estero, arrivando alla sua definitiva consacrazione nel 1981 presso le sale espositive del Museo Correr di Venezia con la mostra Pizzinato. L’Arte come bisogno di Libertà 1925-1981. Nel 1986 partecipa all'XI Quadriennale di Roma, nel 1988 all'XLIII Biennale di Venezia. È del 1990 l’omaggio all'amico scomparso: Pizzinato a Bebi Mazzariol alla Galleria d'Arte Il Traghetto di Venezia. La Villa Manin di Passariano ospita nel 1996 un’altra importante retrospettiva, Pizzinato. Opere 1925-1994, il cui catalogo contiene un'ampia monografia (Electa). Nel 1999 si tiene la mostra Pizzinato. Dopo il Realismo. Pitture 1963-1994 al Palazzo Sarcinelli, di Conegliano. Nel 2000 si tiene una sua mostra Armando Pizzinato. Oltre il Realismo alla Bugno Art Gallery di Venezia. Nello stesso anno il Comune di Venezia organizza alla Fondazione Levi una festa per i suoi 90 anni. Nel 2001 si svolge la mostra Armando Pizzinato. Dal Fronte Nuovo delle Arti ai Giardini di Zaira, alla Palazzina delle Arti “Lucio R. Rosaia” di La Spezia. Il 17 aprile del 2004 muore alla età di 93 anni, le sue ceneri sono collocate al Cimitero di San Michele a Venezia. Dopo la sua morte, numerose sono state le mostre a lui dedicate: tra le altre si ricorda nel 2005 Armando Pizzinato Spazi di Libertà. Opere note e opere inedite 1927-1990 alla galleria Sagittaria di Pordenone. Presso l’Archivio Armando Pizzinato a Venezia si trovano ora preziosi documenti manoscritti, foto, e altro materiale documentario oltre a numerose opere.




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