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Piero Pizzi Cannella

(Roma 1955)
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Biografia di Piero Pizzi Cannella

Frequentato il corso di pittura di Ziveri all'Accademia di Belle Arti di Roma, esordisce alla fine degli anni '70 quando fa parte del gruppo di giovani romani riuniti intorno alla Galleria 'La Stanza', sede in cui tiene nel 1978 la prima personale, teatro di un'istallazione di ispirazione concettuale. Espone nel 1980 alla Tartaruga in collettiva tra i sei pittori 'Anacronisti' con presentazione di M.Calvesi. Si stabilisce insieme con M.Tirelli e B.Ceccobelli in uno studio nell'ex pastificio Cerere di San Lorenzo dove già lavorano Nunzio e Beppe Gallo e contribuisce a definire il nuovo clima nel panorama della giovane arte a Roma. Nei primi anni '80 entra in contatto con il gallerista romano Fabio Sargentini che organizza all'Attico la personale 'Interni e figure'. È presente di nuovo all'Attico nella collettiva 'Extemporanea' dove con Corona, Limoni, Tirelli, Ragalzi e Nunzio realizza opere in diretta; il suo 'Trittico della fortuna' è premiato dalla giuria di critici. Nel 1984 è tra gli artisti dell'ex pastificio Cerere censiti e presentati da A.Bonito Oliva nella rassegna 'Ateliers'. L'immaginario di Pizzi Cannella si riallaccia a una matrice di espressionismo romano anni '40. Il pittore concepisce dai primi '80 un racconto per episodi di dialogo ravvicinato con singole figure ma anche con indumenti e oggetti del quotidiano domestico. La sua pittura è materica e corposa. L'icona è raramente composta in accenni d'ambiente: si tratta di non molte immagini presentate per lo più frontalmente, con l'esclusione di ogni rapporto spaziale. L'universo di Pizzi Cannella si pone nasce da basi introspettive, con rari squarci lirici. Nel 1985 espone in personale a New York il ciclo di cinque tele con vestiti vuoti 'Sospesi per amore', e alla Nouvelle Biennale di Parigi. La sua attenzione si concentra su oggetti vari, vestiti, tavoli, privi di ogni spessore nella resa e immersi in una realtà evanescente, per alcuni tratti metafisica. Nella seconda metà degli anni '80 l'attività espositiva prosegue estendendosi a livello internazionale. Nel 1988 partecipa alla XVIII Biennale di Venezia. Nel 1989 si cita, tra le personali all'estero, 'Porte d'oriente', mostra itinerante in sedi museali dell'ex Jugoslavia. Esegue 'Diari di guerra' per il Museo civico di Gibellina: intervento anomalo rispetto alla linea consueta perché riferito alla realtà: l'opera propone una sequenza di mappe geografiche, una al giorno per l'intera durata della guerra del Golfo. Dagli anni '90, anche la superficie su cui si iscrivono lacerti di oggetti e tracce di immagini diventa frontale. Bibliografia: A.Bonito Oliva, P.Bucarelli, F.Menna, V.Rubiu, R.Lombarelli: Extemporanea, catalogo mostra, Roma, l'Attico, 1984; R.Barilli (a cura di), Anni Ottanta, catalogo mostra galleria Comunale d'arte moderna di Bologna e Musei Comunali di Rimini, Milano 1985; Pizzi Cannella, catalogo mostra allo Studio Cannaviello, Milano 1987 e 1990; Pizzi Cannella, catalogo mostra alle Galerie Hilger di Vienna e Francoforte, 1992; R.Lombarelli (a cura di), Pizzi Cannella, catalogo mostra alla Galleria A.Nosei, New York 1993.


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