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Umberto Lilloni

(Milano 1898 - Milano 1980)
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Biografia di Umberto Lilloni

Umberto Lilloni (Milano 1898 - 1980) si forma all'Umanitaria di Milano e dal primo dopoguerra ai corsi di A.Alciati e C.Tallone all'Accademia di Brera dove si diploma nel 1922, anno in cui partecipa alle Olimpiadi artistiche di Roma. Insegna all'Umanitaria, al Liceo Artistico e alla Scuola superiore degli Artefici di Brera, all'Istituto Toschi di Parma. Espone alla Quadriennale di Torno del 1923, alle Sindacali di Brera e nel 1927 vince il Premio Principe Umberto. Vive il clima di Novecento partecipando alla seconda mostra milanese del gruppo nel 1929 e alle mostre all'estero indette dal Comitato di Novecento; nello stesso 1929 espone in personale da Bardi a Milano (monografia a firma P.M.Bardi nelle Edizioni Belvedere) e si accosta ai pittori radunati attorno a Edoardo Persico, in seguito definiti Chiaristi (Del Bon, de Rocchi, Spilimbergo, De Amicis, Birolli, Sassu). Lilloni conseverà le libertà segniche e la freschezza di un cromatismo sommesso allora acquisite, in una vastissima produzione. Nel 1931 espone in personale alla Galleria Roma di Roma. Una sua opera è acquistata da Vittorio Emanuele III. Espone alla Biennale di Venezia dal 1928 al 1952, alle Quadriennali di Roma dal 1933 al 1969, alle mostre internazionali di Monaco di Baviera nel 1931, di Bruxelles nel 1935 e di Parigi nel 1937. Nella personale del 1939 alla Galleria Grande di Milano espone le sue 'Venezie' con testo di E.Radius. Vince il premio del paesaggio antico e del paesaggio italiano a Bergamo e il premio nazionale nel 1941, anno in cui espone aquerelli alla Galleria Mascioni e oli alla galleria dell'Annunciata di Milano (ne scrive Diego Valeri nel Bollettino dell'Annunciata nel 1942). Soggetti d'elezione sono boschi di morbida frescura espressa da un cromatismo ricco di sfumature nelle gamme degli amati verdi azzurri e verdi grigi, e nudi femminili. Degli ultimi anni Venti sono vedute in Brianza, degli anni Trenta anche paeaggi cadorini, vedute lacustri del Lecchese e marine liguri. Nell'immediato secondo dopoguerra dipinge varie nuove vedute del Parco di Monza e dei boschi lungo il Lambro e torna ad esporre a Milano. Del 1949 sono una serie di vedute scandinave, esposte all'Annunciata nel 1950. Del 1952 è una mostra alla Galleria Bolzani con vedute della Milano antica e moderna. Nuova mostra all'Annunciata nel 1965 con vedute parigine alla Galleria Borgogna, imperniata su dipinti di fiori, nel 1967. Antologica nel 1971 all'Annunciata. Personale con nudi e paesaggi alla Galleria Schubert nel 1972. Accompagnano le sue mostre testi di R.Modesti (1959), M.Lepore e M.Monteverdi (1963), L.Carluccio e L.Budigna (1966), M.De Micheli (Cento opere di Lilloni, Milano 1971), L.Cavallo (Torino 1975). Retrospettiva a Palazzo Minelli di Medole nel 1981. Omaggio all'artista con opere scelte alla Galleria Annunciata di Milano nel 1984. Opere alla Galleria d'arte moderna di Milano, Roma, Trieste, Roma, Monza e nel Museo di Rio de Janeiro. Dipinti di Lilloni a tutte le mostre dedicate al Chiarismo. Bibliografia: A.Dal Prato (a cura di), catalogo mostra di Medole, 1981.


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