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Biografia di Luciano Fabro
A Milano dal 1958, rileva le ricerche sulla dilatazione del concetto di spazio condotte da Fontana, Manzoni e Klein. L'esordio alla galleria Vismara nel 1965: l'impiego di specchi istituisce nuove possibilità di relazione tra fruitori e ambiente: si tratta di lavori in cui si trovano espresse istanze prossime a quelle di Pistoletto. Arte come rispecchiamento della propria coscienza e, di rimbalzo, come flusso d'energia che crea comunicazione con gli altri, in un circuito che riconduce alfine all'artista come latore di una coscienza universale; spazio come entità che si forma cancellando i limiti che gli si possono imporre; colore come dettato primo dei materiali in uso: sono i principî che sovrintendono ogni creazione di Luciano Fabro, tra gli iniziatori dell'Arte Povera nel 1967. Nel 1976 è tra i fondatori di 'Aptico', nel 1978 della 'Casa degli artisti'. Da sempre attivo anche come teorico, scrive Letture parallele (catalogo della mostra alla galleria Borgogna di Milano nel 1973); Attaccapanni (1978), Regole d'arte (1980), Vademecum (1980-1996), Arte torna arte (1999). I suoi saggi sono stati tradotti in varie lingue. È insignito di premi internazionali tra cui il Premio Ludwig per l'opera e la teoria nel 1981, il Premio Sikkens, Eindhoven 1988, il premio Feltrinelli dell'Accademia nazionale dei Lincei, Roma 1993, il Coutts contemporary art Award della Fondazione omonima a Zurigo. Molte mostre monografiche gli sono state allestite in sedi museali: al PAC di Milano nel 1980, alla Loggetta Lombardesca di Ravenna nel 1983, alla Fruitmarket Gallery di Edimburgo nel 1987, al Castello di Rivoli nel 1989, al San Francisco Museum of modern art nel 1991, al Centre Pompidou a Parigi nel 1996, alla Tate Gallery di Londra nel 1997. Sue opere sono state collocate in musei e fondazioni internazionali. Il curriculum espositivo comprende Biennali di Venezia, Dokumenta di Kassel, Biennali di San Paolo del Brasile e di Parigi, Quadriennali di Roma. È tra gli artisti invitati da R.Fuchs alla 'Ouverture' del Castello di Rivoli nel 1985. Insegna all'Accademia di Brera dal 1983. Tra le prime opere, nel 1964, le strutture metalliche 'stirate'; nel 1966, 'In cubo' in legno e tela; del 1966-72 è il marmo de 'Lo spirato'; del 1968 lavori di fotografia, il 'Piede di vetro' in seta e vetro di Murano e il primo rilievo dell'Italia, scultura realizzata in bronzo dorato e in seguito in vetro, pelliccia. Seguono le tavole serigrafate sulla lettura di opere architettoniche, gli 'Attaccapanni' in bronzo e tela, il bronzo cavo dorato 'Io'; 'Iconografia' con maschere in vetro e la 'Corona di piombo' nel 1968-69; degli anni '80 le 'Colonne' in marmi venati, gli interventi con stoffe colorate (cortile di 'Palazzo Non finito' a Firenze), la scultura in pietra 'Demetra' presentata a 'Sculpture, Projekte' di Münster, la gabbia prospettica di 'Paolo Uccello 1450-1985' dalle raffinate anticipazioni di teorie percettive.
Bibliografia:. J.De Sanna, Luciano Fabro, Ravenna 1983; J.De Sanna, Luciano Fabro, biografia, eidografia, Udine 1996, C.Grenier, Luciano Fabro, catalogo mostra di Parigi 1996, G.Celant, A-Z, in XLVII Esposizione internazionale d'arte di Venezia1997; B.Corà, Luciano Fabro, catalogo mostra di Pistoia 1997; F.Morris, Luciano Fabro, catalogo mostra di Londra 1997; R.Schmidz, Luciano Fabro, Immagine naturale 8, catalogo mostra di Zurigo 2000; D.Soutif, Tempo!, catalogo mostra di Roma 2000.