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Renato Birolli

(Verona 1905 - Milano 1959)
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Biografia di Renato Birolli

Frequenta l'Accademia Cignaroli di Verona. Trasferitosi a Milano nel 1927 dipinge decorazioni e lavora all'Ambrosiano scrivendo i primi articoli di critica. Conosce Carrà, Manzù, Sassu e Persico che dirigeva la Galleria del Milione: in questa sede presenta il San Zeno pescatore in una mostra di gruppo con Grosso, Cortese, Manzù, Sassu, Tomea nel 1932. Nella sua pittura esprime l'esigenza di una spontaneità primigenia sorretta però da un'impostazione teorica. I toni chiari di questo periodo precorrono il Chiarismo milanese. Espone a Roma entrando in contatto con la Scuola Romana: conosce Cagli, Capogrossi, Cavalli, Pirandello e diviene amico di Mafai, Guttuso e Mazzacurati. Nel si discosta da Persico legandosi d'amicizia con Sandro Bini. Partecipa alla rassegna d'arte italiana itinerante negli Stati Uniti. Nel 1936 incontra Lionello Venturi in un soggiorno a Parigi dove entra in contatto con l'opera di Cézanne e Van Gogh. Nel 1936-37 lavora ai cicli pittorici del Caos e dell'Eden. Nel 1937 è licenziato dall'Ambrosiano per motivi politici. Nel 1938 entra nel Gruppo di Corrente scrivendo sulla rivista omonima. È arrestato e imprigionato per il suo dissenso col fascismo. Nel 1938 compone i cicli dei Mendicanti e dei Saltimbanchi. A Genova conosce il collezionista Alberto Della Ragione che dai primi anni '40 rileverà la galleria milanese di Corrente, da allora Galleria della Spiga. Partecipa alla Biennale del 1942. Nel 1943 pubblica i 'Taccuini' nei quali confluiscono gli articoli di critica scritti dal 1936.Nel 1944 realizza la serie di disegni 'Italia 44' ispirati alla vita dei campi, esposti nella Milano liberata alla galleria Santa Radegonda. Frequenta Santomaso, Vedova e il critico Giuseppe Marchiori firmando nel1946 il Manifesto della Nuova Secessione Artistica, dal '47 Fronte Nuovo delle Arti, con esordio espositivo alla galleria della Spiga. Nel 1947 e '48 è in Francia, prima in Bretagna poi a Parigi dove acquisisce la lezione picassiana . Di quell'anno la sequenza 'Finestra a Montmartre. Lungo gli anni '50 si allontana dalla linea del realismo propugnata dal Partito Comunista. Dal 1951 espone a New York da Catherine Viviano, per interessamento di Afro. Prende corpo il Gruppo degli Otto per un'arte di respiro sovranazionale: del 1952 il testo di Venturi dedicato a Afro, Birolli, Corpora, Morlotti, Turcato, Vedova: 'Otto pittori italiani'. Fitta l'attività espositiva degli anni '50.La pittura di Birolli trova spunto dalla natura: inizia il ciclo degli 'Incendi alle Cinque Terre'. Birolli lavora in direzione astratto-concreta, con cromatismo potente ed evocativo e ritmi compositivi serrati in opere dallo straordinario equilibrio formale. Il periodo estremo dell'attività birolliana, insieme a dipinti dedicati ad Anversa, vede sovente titoli ispirati alla musica per sempre più rarefatti riferimenti oggettivi. L'artista è inserito in tutte le grandi mostre dedicate all'arte italiana del XX secolo, alle rassegne sul Movimento di Corrente e sull'Informale. Bibliografia: P.Vivarelli, Renato Birolli, catalogo mostra a Palazzo Reale, Milano 1989.


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