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Rodolfo Aricò

(Milano 1930 - 2002)
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Biografia di Rodolfo Aricò

Si forma al Liceo artistico con Guido Ballo. Nel 1950 inizia la facoltà di Architettura e l'attività artistica. Prima personale nel 1958 al Salone Annunciata di Milano. Partecipa alle ricerche di una via d'uscita dall'informale con dipinti dal libero grafismo elegante su fondi chiari di scabra materia. Nel 1964 espone alla XXXII Biennale di Venezia. Nel 1966 esce il volume di R.Sanesi 'Reperti per uno studio sulla pittura di Aricò'. Nel 1967 espone alla Galleria L'Attico di Roma con testo di G.C.Argan. Alla seconda metà degli anni '60 risale la messa a punto un'impostazione rigorosamente strutturale. Allestisce una sala alla XXXIV Biennale di Venezia. Diventa assistente di T.Scialoja. Nel 1969 espone 'Pondus' al Salone Annunciata di Milano e nel 1970 vi allestisce una nuova personale; nel 1971 espone allo Studio Marconi. Diventa titolare della cattedra di Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Urbino. Con gli anni '70 arricchisce il dipinto di indicazioni prospettiche. Viene invitato da Dorfles a 'Hommage à Juan Mirò' a Barcelona. Espone con Battaglia, Verna e Griffa alla collettiva 'Iononrappresentonullaiodipingo', presentata nel 1973 da M.Fagiolo dall'Arco allo Studio La Città di Verona. Nello stesso anno è presente a 'Tempi di percezione' alla Casa della Cultura di Livorno, a cura di Lambertini e L.V.Masini. Opere dal 1968 nell'antologica del 1974 a Palazzo Grassi di Venezia. Nello stesso anno è invitato da Fagone a 'Presenze e tendenze della giovane arte italiana' nel contesto della XXVIII Biennale di Milano. Espone a 'Peinture italienne d'aujourd'hui' organizzata da G.Politi nel 1975 alla Galleria Espace 5 di Montréal e da Daniel Templon a Parigi. Lungo il decennio organizza il tessuto pittorico in un tipico sensibile puntinismo pulviscolare entro una dominante monocromatica (la sua è una posizione alternativa di rilievo nell'ambito lombardo). Aricò è compreso nell'area della 'Nuova pittura'. È presente a 'Empirica: l'arte tra addizione e sottrazione' a Rimini e al Museo di Castelvecchio di Verona; a 'Spazio attivo / Struttura' allo Studio Marconi di Milano e alla Galleria Rondanini di Roma. Nel 1976 è invitato alla mostra 'Colore', curata da Apollonio, Caramel e Fagiolo a Modigliana. Una seconda antologica data al 1977 a Ferrara. Nel 1978 realizza una scenografia per il 'Teatro dell'assurdo' di Jean Tardieu. Espone con Pardi, Colombo, Uncini e gli architetti Rossi, Ajmonino e Purini a 'I nodi della rappresentazione' alla Pinacoteca comunale di Ravenna. Nel 1979 è invitato da T.Trini alla mostra 'Sistina società per arte'. Nel 1980, nuova antologica 'Mito e architettura' alla Casa del Mantegna di Mantova con presentazione di G.Baratta. È invitato da G.M.Accame alla mostra che rilegge il percorso della 'Nuova pittura', sotto il titolo 'Ragione e trasgressione', nel convento di S.Rocco di Carpi, quindi a Milano e Udine. N.Ponente lo invita a Roma in occasione di 'Linee della ricerca artistica in Italia 1960-1980'. Nel 1982 espone a 'Idea e conoscenza' in occasione della Triennale di Milano e a 'Costruttività' alla Tour Fromage di Aosta. Partecipa a 'L'informale in Italia' alla Galleria d'arte moderna di Bologna nel 1983, e nello stesso anno espone alla III Biennale della Grafica europea di Baden Baden. Espone al PAC di Milano nel 1984, presentato da G.Ballo. Il museo d'arte moderna di Milano acquista un suo lavoro del 1967. Alla metà degli anni '80 l'artista lavora tornando ad una pittura allusiva di stesure corsive vicine alla monocromia su superfici dal profilo irregolare. Nel 1985 espone a 'L'intelligenza dell'affetto. La messa in scena dell'opera d'arte' organizzata da Altamira e Poli e a 'L'elogio dell'architettura' ad Acireale. E invitato nel 1986 alla mostra itinerante curata da F.Caroli '1960-1985 Aspetti dell'arte italiana' a Francoforte, Berlino, Hannover, Bregenz e Vienna. Espone nella sezione 'Il colore' della Biennale di Venezia una struttura della prima metà degli anni '60. Nel 1987 personale allo Studio Marconi con opere recenti e una serie di progetti su carta. È invitato a 'Disegnata' alla Loggetta Lombardesca di Ravenna e a 'Vent'anni fa' organizzata da Meneghelli allo Studio La Città di Verona. Espone ad 'Emotion und methode' a Monaco di Baviera e Ingolstadt; in due mostre di gruppo allo Studio Grossetti a Milano e a 'Milano punto uno' allo Studio Marconi. Nel 1988 espone alla Galleria Turchetto Plurima. Nel 1990 espone alla Galleria Annunciata. Nel 1991 nuova personale allo Studio Grossetti. Nel 1992 espone alla Galleria Ferrari di Verona e a Bologna alla Galleria Baska; nel 1993 a Venzone alla mostra di G.M.Accame 'La memoria dell'antico' insieme con G.F.Pardi. Nella seconda metà degli anni '90, Invernizzi a Milano e Plurima di Udine sono le sue gallerie di riferimento. Bibliografia: G.M.Accame, R.Aricò. L'inquietudine della ragione, Milano 1990.


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