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Vincenzo Agnetti

(Milano 1926 - Milano 1981)
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Biografia di Vincenzo Agnetti

Diplomato all'Accademia di Brera, esordisce negli ultimi anni '50 affiancando alla pittura in ambito informale un'attività di critico, saggista e teorico. Nel 1957 collabora ad 'Azimuth' e alla rivista omonima con Manzoni, Castellani, Bonalumi, Boriani, Anceschi, De Vecchi. Dal 1960 respinge la pratica della pittura per identificare l'arte con l'assenza operando in un ambito concettuale estremamente radicale, 'freddo', a volte criptico. Del 1962 è 'Obsoleto', con la cancellazione delle testo delle ultime pagine, operazione ripresa a fine decennio in 'Libro dimenticato a memoria' con il taglio totale dei blocchi di testo da tutte le pagine, e con 'Pagina dimenticata a memoria' in cui la scritta campeggia al negativo sulla pagina nera. Lavora quindi e sperimenta al di fuori della pittura in anni di viaggi fino al 1967 quando, rientrato in Italia, sostiene la pratica artistica come pura analisi dei concetti. Il suo lavoro di analisi dell'oggetto in rapporto alla sua immagine fisica e mentale e il suo operato sui linguaggi della comunicazione sono di fondamentale importanza. Del 1967 sono la personale 'Principia' a Palazzo Diamanti di Ferrara; lavora sul trasferimento di immagini fotografiche; nel 1969 realizza 'Entropia', 'Ciclostile', elenco di progetti e idee per una mostra di sole idee e presenta 'La macchina drogata' alla galleria Visualità di Milano: una calcolatrice in cui ai numeri sono sostituite lettere. Del 1970 un film sperimentale con Gianni Colombo, nato dal lavoro su nastro 'Neg' in cui ai suoni registrati è sostituito emblematicamente il silenzio; le opere 'Tempus mentis' e 'Il trono' (con Paolo Scheggi); partecipa a 'Circuito chiuso - aperto' a cura di I.Mussa e F.C.Crispolti ad Acireale. Prosegue anche nelle sperimentazioni sulla scrittura e sulle sosti tuzioni tra scrittura e immagini. Nel 1971 scrive 'Utopia'; 'Nel 1972 scrive 'Tesi'; realizza gli 'Istanti-lavoro', foglietti che riportano testi chiamati dall'artista 'enunciati' e si allacciano al lavoro di verifica del linguaggio analitico proposto dal gruppo 'Art & Language'; è invitato alla Quadriennale di Roma e a 'Documenta 5' di Kassel dove presenta una ricerca sull'elettroencefalografo "come strumento che si può usare per fare arte"; allestisce la rassegna 'Spazio perduto e spazio costruito' a Macerata, con scritto autografo; nel 1973 scrive il trasgressivo 'Amleto politico' dove alle parole del famoso monologo sono sostituiti numeri; espone alla Biennale di San Paolo del Brasile e allestisce un'antologica alla Pinacoteca Nazionale di Bari; nel 1974 redige 'Immagini per una mostra' (Milano - New York); propone a Milano "Prodotto, azzerato, presentato"; espone a 'Photomedia' al Museum am Ostwall di Dortmund ed è invitato alla Biennale di Venezia dove tornerà nel 1976, 1978 e 1980; nel 1975 espone a 'Somiglianza' a cura di F.Menna in sedi private a Roma, Milano,Genova; nel 1975 è presente a 'Arte video e Multivision' a cura di T.Trini alla Rotonda della Besana di Milano e a 'Fotomedia' nella stessa sede nonché alla 'Rencontre internationale ouverte de vidéo' all'Espace Cardin di Buenos Ayres. nel 1978 pubblica la raccolta di poesie 'Macchiavelli 30' ed è presente alla Galleria d'arte moderna di Bologna alla seconda settimana internazionale della 'Performance a cura di R Barilli. Nel 1979 espone a 'Words. L'uso del linguaggio nell'arte dell'ultimo decennio' a cura di Puliafito al Museo di Bochum e a Genova. Nel 1981 espone al Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano (con lo scritto autografo "i Dicitori" proposto a New York nel 1979). L'ultimo suo lavoro, d'intensa poesia è 'Lucernario' (1981), allegoria del morire del giorno e del suo rinascere dalla notte.


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