Lotto 272 | MULIER PIETER detto il CAVALIER TEMPESTA (1637-1701) Paesaggio fluviale con...

Aste Boetto - Via Mura dello Zerbino 10R, 16122 Genova
Asta di Antiquariato e Pittura sec. XIX Seconda Sessione - dal lotto 218 al lotto 373
lunedì 22 febbraio 2016 ore 21:00 (UTC +01:00)

MULIER PIETER detto il CAVALIER TEMPESTA (1637-1701) Paesaggio fluviale con...

MULIER PIETER detto il CAVALIER TEMPESTA (1637-1701)
Paesaggio fluviale con coppia di pastorelli
Olio su tela, cm 124 x 170

Il dipinto, inedito, è impostato secondo i canoni del pittore olandese Pieter Mulier, abbeveratosi per lunghi anni alla fonte della pittura di paesaggio classico introdotto e divulgato dai francesi Claude Lorrain e Garpard Dughet a Roma. Lì il Tempesta è documentato già dal 1956 e rimane fino al 1668. Di quella lezione si scorge evidente il lascito in questa tela dove la natura rigogliosa domina e sovrasta la presenza umana. Le figure e gli animali sono comparse rispetto all¿aspetto eroico di cielo, boschi, montagne, corsi d¿acqua e ciò è amplificato anche dalle dimensioni del dipinto che sono di una certa imponenza.
Il formato è maggiore e insolito rispetto a tante tele medie, molto frequenti nel catalogo del Mulier, messo a punto da M. Roethlisberger-Bianco molti anni fa (Cavalier Pietro Tempesta and his Time, University of Delaware, Newark 1970), e dunque in attesa di un sostanziale aggiornamento, soprattutto per le tante aggiunte di opere allora sconosciute, come questa.
Essa gli deve essere riferita per la coerenza stilistica con quelle note, che si ravvisa non tanto nella parte dei brani di natura, quanto piuttosto qui nelle figurine e negli animali, dove il nordico dà sfoggio delle sue capacità di scendere nel dettaglio e renderlo con verisimiglianza e dovizia pittorica.
Non è facile datare quest¿opera, poiché al Mulier va riconosciuta un'indubbia costanza stilistica, nella declinazione di una formula di grande successo in cui miscela sapientemente la lezione del paesaggio classico con il personale gusto nordico per gli effetti di una luce scenografica ed emozionale. Su questi parametri imposta la sua pittura che anche in questo esemplare palesa questa coerenza: se ne potrebbe ipotizzare l¿esecuzione negli anni del soggiorno romano, perché la veduta ricorda la campagna laziale, ma potrebbe anche essere successiva, quando, a Genova prima (1668-1684) e nel Nord Italia dopo (1684-1701), prosegue con successo sui medesimi parametri tematici e stilistici.
Anna Orlando